Wilkie Collins.
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La nuova Maddalena.
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1874. Fratelli treves Editori. MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
            Fondazione Ezio Galiano 
               http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Testo curato da: Catia Righi per il "Progetto Manuzio", iniziativa dell'Associazione Culturale "Liber Liber".
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PRESENTAZIONE.
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Autunno 1870, guerra tra Francia e Germania. Mercy Merrick  un'infermiera con un passato terribile, da cui deve costantemente fuggire; Grace Roseberry  la giovane orfana di un colonnello, e sta cercando di raggiungere l'Inghilterra dove conta di essere assunta presso Lady Janet Roy, lontana parente del padre. Per un'assurda coincidenza, il destino d la possibilit a Mercy di scambiare la sua identit con quella della fortunata Grace. Riuscir nel suo intento? E quale sar il prezzo da pagare? E un romanzo ricco di colpi di scena: avvincente, emozionante, velato dalla irresistibile ironia di Wilkie Collins, uno dei grandi maestri della narrativa ottocentesca. Pubblicato in Italia per la prima volta nel 1874 da Treves,  un'opera che attendeva di essere ripresa da oltre un secolo.
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L'AUTORE.
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Wilkie William Collins (Marylebone, 8 gennaio 1824, Londra, 23 settembre 1889)  stato uno scrittore inglese, amico e collaboratore di Charles Dickens ed  considerato il padre del poliziesco. La sua produzione letteraria, e in particolare quella fantastica,  di assoluto rilievo, ma non vi  dubbio che a tutt'oggi sia maggiormente conosciuto dal grande pubblico per i romanzi gialli. 
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LA NUOVA MADDALENA.
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"Non c'indurre in tentazione.".
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SCENA PRIMA. LA CAPANNA ALLA FRONTIERA.
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Il luogo dell'azione  in Francia.
Corre l'autunno dell'anno 1870, l'anno della guerra tra la Francia e la Germania.
Personaggi: il capitano Arnault, dell'esercito francese; il dottor Surville, dell'ambulanza francese; il dottor Wetzel, dell'esercito tedesco; Maria Merrick, infermiera dell'ambulanza francese; e Graziella Roseberry, signorina che viaggia alla volta d'Inghilterra.
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CAPITOLO 1. Le due donne.
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Era una notte oscura. La pioggia cadeva a torrenti.
Verso sera, un drappello di Francesi e un drappello di Tedeschi si erano incontrati per caso, ed avevano avuto una scaramuccia presso il piccolo villaggio di Lagrange, vicino alla frontiera tedesca. Nella lotta, i Francesi, quella volta, ebbero la meglio: il nemico invasore, almeno allora, dovette retrocedere e ripassare la frontiera. Fu un combattimento di poca importanza, che segu non molto dopo la grande vittoria dei Tedeschi a Weissemburg, ed i giornali non ne fecero parola, o ne parlarono alla sfuggita.
Il capitano Arnault, che comandava il drappello francese, stava seduto solo in una capanna del villaggio, abitata dal mugnaio del luogo.
Il capitano leggeva alla luce melanconica di una candela di sego alcuni dispacci intercettati ai Tedeschi. Aveva lasciato che la legna del focolare ardesse a suo piacimento, ed ora i tizzoni mandavano una debole luce in una parte della stanza. Sul pavimento stavano alcuni sacchi vuoti del mugnaio, e dal lato opposto, in un angolo, si vedeva il suo letto massiccio. I muri della stanza erano adorni di stampe colorate, che formavano un curioso contrasto di argomenti divoti e domestici. La porta di comunicazione che conduceva alla cucina della capanna, era stata svelta dai cardini per trasportare i feriti caduti nell'ultima scaramuccia. Essi riposavano ora tranquillamente nella cucina, accuditi dal medico francese e da una infermiera inglese annessa all'ambulanza. Un pezzo di tela grossolana, invece della porta, serviva di cortina e celava l'apertura tra le due stanze. Un secondo uscio, che dalla camera da letto conduceva nel cortile, era chiuso a chiave; e l'imposta di legno che proteggeva l'unica finestra era accuratamente chiusa. Il numero delle sentinelle era stato raddoppiato agli avamposti; infine il comandante francese aveva preso tutte le precauzioni che, generalmente, potevano renderlo tranquillo, ed assicurargli una notte sicura da ogni sorpresa.
Sempre assorto nell'esame dei dispacci, prendendo nota di quando in quando di ci che leggeva, il capitano Arnault fu interrotto dall'arrivo di una persona nella stanza. Era il dottor Surville che veniva dalla cucina; egli si accost al tavolino, accanto al quale stava seduto il suo superiore.
Che cosa c'? chiese con tuono aspro il capitano.
Ho una domanda da farvi, rispose il medico. Siamo sicuri per questa notte?
Perch volete saperlo? rispose il capitano con piglio sospettoso.
Il medico addit la cucina, ora divenuta l'ospedale dei feriti.
Quei poveretti sono molto inquieti per la notte, rispose. Temono una sorpresa; e mi hanno chiesto se si potrebbe sperare una notte di riposo tranquilla. Che cosa ne dite?
Il capitano si strinse nelle spalle. Il medico riprese con insistenza. Certo dovete saperne qualche cosa? disse.
Quello che so, per adesso,  che siamo in possesso del villaggio, replic il capitano Arnault, e non so altro. Ecco qui le carte del nemico.
E prese le carte e sbattendole con impazienza ripigli:
Non mi dicono nulla di ben positivo. Tutto ci che posso dire si  che il corpo principale dei Tedeschi, dieci volte pi numeroso di noi, pu essere pi vicino a questa capanna che non il corpo d'armata francese. Ora deducetene quel che vi pare. Per me non posso dire altro.
E con questa consolante notizia il capitano Arnault si alz, si tir sul capo il cappuccio del mantello, e accese un sigaro alla candela.
Dove andate? chiese il medico.
A visitare gli avamposti.
Avete bisogno di questa stanza per un po' di tempo?
No, per alcune ore almeno. Volete trasportare qui qualcuno dei vostri feriti?
Pensava a quella signora inglese, rispose il medico. La cucina non  un luogo acconcio per una signora; starebbe meglio qui; e l'infermiera inglese potrebbe tenerle compagnia.
Il capitano Arnault sorrise un po' ironicamente:
Sono due belle donne, disse, e il dottor Surville  molto galante. Fatele pure venir qui, se si arrischiano a rimanere sole con voi. E si avvi con queste parole verso l'uscio che dava nel cortile. Mentre stava per aprire, si volse e guard la candela. Avvertite quelle donne, riprese, di limitare la loro curiosit all'interno di questa stanza.
Che cosa volete dire?
Il capitano addit in modo significativo l'imposta chiusa della finestra.
Avete mai conosciuto una donna che possa resistere alla tentazione di guardare dalla finestra? chiese egli. Per quanto buio sia fuori, presto o tardi queste vostre signore saranno prese dalla voglia di aprire quell'imposta. Dite loro che non voglio che la luce di questa candela tradisca il mio quartier generale alle scolte tedesche. Come va il tempo? Piove sempre?
A dirotto.
Tanto meglio, i Tedeschi non ci vedranno. E con questa consolante osservazione aperse la porta che conduceva nel cortile, ed usc fuori.
Il medico alz la cortina di tela, e disse verso la cucina:
Miss Merrick, avete tempo di riposarvi un poco?
Tutto il tempo possibile, rispose una voce dolce, con una intonazione di melanconia, che si poteva scorgere sebbene non avesse detto che quattro parole.
Entrate allora, riprese il medico, e conducete anche la signora inglese. Questa stanza  tranquilla e tutta per voi.
Rialz la cortina e le due donne entrarono.
L'infermiera veniva avanti per la prima; era alta, snella e graziosa, vestiva l'abito, o meglio l'uniforme di stoffa nera con colletto e manichini bianchi e lisci, colla croce rossa della Convenzione di Ginevra ricamata sulla spalla sinistra. Pallida e melanconica, il suo aspetto esprimeva un profondo dolore soffocato da un forte volere; la nobilt del volto, la innata nobilt del portamento della testa, la innata maest dei suoi grandi occhi grigi, le linee purissime del sembiante, non potevano a meno di colpire chiunque l'avesse veduta, in qualsiasi circostanza ed in qualsiasi abbigliamento. La sua compagna, pi bruna di carnagione e pi bassa di statura, aveva tali attrattive in tutta la sua persona, che giustificavano pienamente la premura del medico per procurarle un ricetto nella stanza del capitano. Chiunque l'avesse veduta non poteva a meno di considerarla come una donna di non comune bellezza. Portava un ampio mantello grigio che la copriva dalla testa ai piedi, con una grazia cosifatta che rendeva elegante quel volgare vestimento. La languidezza dei suoi movimenti, e l'incertezza della sua voce mentre ringraziava il dottore, dimostravano che era affranta dalla stanchezza. I suoi occhi neri si volsero a guardare timidamente la stanza poco illuminata, mentre teneva stretto il braccio dell'infermiera col fare di una donna che abbia avuto i nervi molto scossi da qualche recente spavento.
Ricordatevi una cosa, signore, disse il medico, di non aprire l'imposta, acci la luce di questa stanza non sia veduta dal di fuori. Del resto, siete padrone di accomodarvi il meglio che vi sar possibile. Siate tranquilla, cara signora, e fidatevi alla protezione di un Francese che  tutto al vostro servizio!
Il dottore pronunzi con calore queste ultime parole mentre avvicinava la mano della signora inglese alle sue labbra. In quell'istante la grossa tela che serviva di cortina venne tirata da parte, e una persona del servizio dell'ambulanza comparve, per dire al medico che, essendosi sciolta la fasciatura, uno dei feriti stava perdendo tutto il sangue. Il medico si rassegn con cattiva grazia al suo destino, lasci cadere la mano della bella Inglese, e ritorn ai suoi doveri in cucina. Le due signore rimasero sole nella stanza.
Volete sedere, signora? chiese l'infermiera.
Non mi dite signora, replic la giovane con grazia. Il mio nome  Graziella Roseberry. E voi come vi chiamate?
L'infermiera esit a rispondere.
Non ho un nome cos leggiadro quanto il vostro, disse, esitando nuovamente. Chiamatemi Maria Merrick, soggiunse dopo un momento di pausa.
Era quello un nome assunto? C'era forse qualche disgraziata celebrit congiunta al suo vero nome? Graziella non istette a farsi queste interrogazioni.
Quanto vi sono riconoscente, sclam essa con gratitudine, per la vostra bont da sorella per una straniera come me!
Non ho fatto che il mio dovere, disse Maria un po' freddamente. Non franca la spesa di parlarne.
Anzi voglio parlarne. In quale posizione mi avete trovata quando i soldati francesi ebbero respinto i tedeschi! La mia carrozza da viaggio fermata; i cavalli portati via; io sola, di notte, in un paese straniero; il mio danaro, la mia roba tutto perduto, e inzuppata di pioggia fino alle ossa! Vado debitrice a voi di questo ricovero, sono coperta dei vostri vestiti, sarei morta dallo spavento e dal freddo senza il vostro soccorso. In qual modo potr io mai ricompensarvi?
Maria accost una seggiola per la sua ospite presso al tavolino, e si sedette un po' pi lontano sopra un vecchio baule che si trovava in un angolo.
Posso farvi una domanda intorno alle cose vostre? chiese essa bruscamente.
In circostanze ordinarie, non era nel carattere di Graziella confidarsi colla prima venuta. Ma il suo incontro colla infermiera era seguito in circostanze cosifatte, che il comune pericolo e la comune sofferenza la predisponevano ad aprire il suo cuore ad una donna della sua stessa nazione. Quindi, senza neppure esitare, rispose cordialmente:
Fatemi pure cento domande, se vi piace.
Guard il fuoco che stava per spegnersi, e la figura della sua compagna che appena si vedeva nell'ombra di quella camera semioscura; indi riprese con impazienza:
Che meschina candela abbiamo!  guasi alla fine. Anche il fuoco vien mancando. Non si potrebbe chiamar qualcuno che ci portasse un po' di lume?
Maria non si mosse dal suo angolo, e scuotendo il capo disse:
Le candele e la legna sono cose care qui; ci vuol pazienza, anche se dobbiamo rimanere al buio. Ditemi, continu alzando un tantino la voce, come mai vi siete arrischiata a passare la frontiera in tempo di guerra?
La voce di Graziella si fece fioca mentre rispondeva a questa domanda, e la sua passeggera allegria scomparve.
Avevo forti ragioni, disse, per ritornare in Inghilterra.
Sola? soggiunse l'altra. Senza nessuno per proteggervi?
Graziella chin il capo sul petto.
Ho lasciato il mio solo protettore, mio padre, nel camposanto degli Inglesi a Roma, rispose ella semplicemente. Mia madre  morta molti anni fa al Canad.
La figura oscura della infermiera mut di posto sul baule. Ella era stata scossa dalle ultime parole uscite dalle labbra di Miss Roseberry.
Conoscete il Canad? chiese Graziella.
Benissimo, fu la breve risposta, data a malincuore da Maria.
Siete mai stata vicino a Porto Logan?
Ho dimorato a poche miglia di distanza da Porto Logan.
Quando?
Qualche tempo fa.
Con queste parole Maria torn nel suo cantuccio e mut discorso.
I vostri parenti in Inghilterra debbono essere ben inquieti sul conto vostro, disse.
Graziella mand un sospiro.
Non ho parenti in Inghilterra, riprese. Non vi potete immaginare una persona pi abbandonata di me. Quando la salute di mio padre cominci a declinare, partimmo dal Canad, per provare se il clima dell'Italia potesse giovargli. La sua morte mi ha lasciata non solo senza sostegni al mondo, ma anche povera.
Tacque un momento, e trasse fuori dalla tasca del mantello imprestatogli dall'infermiera, un portafogli di cuoio.
Ecco, qui sta tutto il mio avvenire, ripigli ella; il solo tesoro che ho potuto salvare quando mi venne involato tutto il mio.
Maria scorgeva appena il portafogli che Graziella aveva in mano, nel buio sempre crescente della stanza.
Ci avete del danaro? chiese.
No; solo alcune carte di famiglia; e una lettera di mio padre, che mi presenta ad una vecchia signora in Inghilterra, una sua parente per via del marito, che non ho mai veduta. La signora ha acconsentito a prendermi come sua compagna e per compiere l'ufficio di lettrice. Se non ritorno presto in Inghilterra, qualche altra prender il mio posto.
Non avete nessun'altra prospettiva?
Nessuna. La mia educazione fu molto trascurata; facevamo una vita cos selvaggia nel Far-West. Non sono buona per fare l'istitutrice. Dipendo assolutamente da questa signora che mi ricever per riguardo di mio padre.
Graziella ripose il portafogli nella tasca del mantello, e termin la sua breve storia colla stessa naturalezza con cui l'aveva cominciata.
La mia  una storia ben triste, non  vero? Disse.
La voce dell'infermiera le rispose bruscamente e con amarezza:
Vi sono storie pi tristi della vostra. Vi sono migliaia di donne tanto miserabili che torrebbero per una benedizione trovarsi nei vostri panni.
Graziella, sorpresa, soggiunse:
Che cosa ci pu essere d'invidiabile nella mia sorte?
Il vostro carattere specchiato, e la prospettiva che avete di essere ricevuta onorevolmente in una casa rispettabile.
Graziella si volse, e guardando con meraviglia verso quel buio angolo della stanza:
In che modo strano mi dite questo! sclam.
Nessuno rispose; la figura oscura seduta sul baule non si mosse. Graziella si alz, e tirandosi la seggiola dietro si accost alla infermiera.
V'ha forse un romanzo nella vostra vita? domand. Perch vi siete sagrificata a compiere i terribili doveri cui vi siete dedicata? Davvero mi sento piena d'interesse per voi. Datemi la vostra mano.
Maria si trasse indietro, e rifiut la mano offerta.
Non siamo noi amiche? domando Graziella meravigliata.
Noi non possiamo esserlo mai.
Perch?
L'infermiera tacque. Quando aveva dovuto dire il suo nome essa aveva mostrato una certa esitazione. Ricordandosi di questo, Graziella espose apertamente quello che le venne in mente.
Ho indovinato, siete una gran signora, che non vuol essere conosciuta!
Maria si mise a ridere, ma con un riso sommesso e amaro.
Io una gran signora! ripet con disprezzo. Per amor del cielo parliamo d'altro.
La curiosit di Graziella andava sempre pi crescendo.
Siamo amiche! susurr ancora una volta con amorevolezza.
E ci dicendo posava la mano dolcemente sulla spalla di Maria, la quale la respinse con isgarbo.
Vi era una tale ruvidezza in quell'atto, che avrebbe offeso anche la donna pi paziente. Graziella si ritrasse indignata.
Ah! sclam, siete crudele.
Io sono buona, rispose l'infermiera, con voce ancor pi severa.
 forse per bont che mi respingete da voi? Io vi ho raccontata la mia storia.
La voce dell'infermiera suon pi eccitata.
Non mi tentate, non mi fate parlare, disse, ve ne pentireste.
Graziella non mostr di badare a quello avvertimento.
Ho posto in voi tutta la mia fiducia, disse; non  generoso da parte vostra rendermi dei servigi, e poi chiudermi il vostro cuore.
Ebbene, volete sapere la mia storia? chiese Maria Merrick. La saprete! Sedete.
Graziella si sent battere il cuore, aspettando ci che stava per udire. Tir la seggiola vicino al baule ove stava seduta l'infermiera. Ma con mano ferma Maria allontan da s la seggiola.
Non tanto vicino a me! esclam aspramente.
Perch no?
Non tanto vicino, ripet con voce severa e risoluta. Aspettate di aver sentito ci che sto per dirvi.
Graziella obbed senza far motto. Vi fu un momento di silenzio. Un debole bagliore della candela che stava per ispegnersi mostr Maria accovacciata sul baule, coi gomiti sulle ginocchia e il volto nascosto nelle mani. Un istante dopo la stanza era affatto buia. Quando l'oscurit fa completa l'infermiera cominci a parlare.
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CAPITOLO 2.  La Maddalena dei tempi moderni.
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Quando vostra madre viveva non siete mai uscita con essa al cader della notte per le strade di una grande citt?
Con queste strane parole Maria Merrick cominci il racconto che Graziella l'aveva obbligata a farle. Questa le rispose con naturalezza:
Non vi comprendo.
Mi spiegher con altre parole, riprese l'infermiera.
L'insolita severit e durezza della sua voce era scomparsa, e aveva ripreso la nativa sua dolcezza e melanconia.
Leggendo i giornali come si usa comunemente da tutti, non avete mai sentito a parlare di tante povere creature (il rifiuto infelice della popolazione) che il bisogno ha spinto nel peccato?
Sempre pensierosa, Graziella rispose che aveva letto di tutto ci nei giornali e nei libri.
Non avete mai sentito dire, quando queste creature, vostre simili, affamate e peccatrici erano donne, che esistevano Ricoveri per proteggerle e ricoverarle?
La sorpresa di Graziella scomparve, ed un certo sospetto di qualche cosa di penoso s'impadron della sua mente.
Queste domande sono ben singolari, disse con inquietudine; che cosa intendete di dire?
Rispondetemi, insistette l'infermiera: Avete mai inteso parlare di questi Ricoveri? Avete inteso mai parlare di certe donne?
S.
Allontanate ancora un tantino la vostra seggiola da me.
Tacque: la sua voce, senza perdere la sua fermezza, riprese in tuono pi basso:
Io era una volta una di quelle donne, disse pacatamente.
Graziella balz in piedi con un fievole grido. Essa era pietrificata, incapace di pronunciare una parola.
Io sono stata in un Ricovero, continu la voce dolce e mesta dell'altra donna. Io sono stata in una prigione. Volete sempre essermi amica? Insistete sempre a volervi sedere accanto a me e prendermi la mano?
Ella aspettava una risposta, ma la risposta non venne.
Vedete che avevate torto dicendo che io era crudele, ed avevo ragione io dicendo che invece ero buona per voi.
A queste parole, Graziella si ricompose e...
Non voglio offendervi, disse un po' freddamente.
Maria la interruppe.
Voi non m'offendete, disse senza che la sua voce indicasse il minimo dispiacere. Sono avvezza a sopportare la vergogna della mia vita passata. Talora mi domando se la colpa  tutta mia. Talora penso se la societ non aveva qualche dovere verso di me quando ero una bambina che andavo girovagando nelle strade a vendere fiammiferi, o quando fanciulla, mi sentiva venir meno per la fame sul mio lavoro.
Qui la sua voce si fece per la prima volta pi fievole; tacque un momento, e poi si ricompose di nuovo.
 troppo tardi ora per ritornare su queste cose, disse con voce rassegnata. La societ pu fare sottoscrizioni per ricoverarmi, ma non mi pu far tornare indietro. Voi mi vedete in un posto di fiducia, facendo umilmente e pazientemente tutto il bene che posso. Non importa! Qui, o altrove, quello che sono non pu disfare quello che sono stata. Per tre anni interi, tutto ci che una donna sinceramente pentita pu fare io l'ho fatto. Non importa! Una volta conosciuta la storia del mio passato, la sua ombra mi ricopre; e le persone pi indulgenti si allontanano da me con ribrezzo.
Ella aspett ancora. Oh! se una parola di conforto fosse uscita dalle labbra dell'altra donna! Ma no, miss Roseberry era scandolezzata, miss Roseberry era confusa.
Me ne rincresce per voi, fu tutto quello che seppe dire.
Tutti dicono cos, rispose l'infermiera, colla stessa voce rassegnata di prima, "ognuno mi mostra la sua compassione. Ma il posto perduto non si pu pi ricuperare. Io non posso tornare indietro!" sclam con uno slancio di disperazione, che venne soppresso all'istante appena sfuggitole.
Volete che vi racconti i miei dolori? riprese, volete udire la storia di una Maddalena dei tempi moderni?
Graziella fece un passo indietro; Maria comprese subito ci che questo significava.
Non vi dir nulla che possa offendervi, disse; una persona nella vostra posizione non potrebbe comprendere le prove e le lotte per le quali sono passata. La mia storia comincier al Ricovero. La direttrice mi trov una famiglia ove andai a servire colle raccomandazioni che mi ero guadagnate colla mia condotta. Giustificai pienamente la fiducia che era stata riposta in me, fui una serva fedele. Un giorno la mia padrona mi fece chiamare, era una buona signora, come mai ve ne fu un'altra al mondo. Maria, mi disse, me ne rincresce per voi; si  saputo che siete uscita dal Ricovero; nessuna persona di servizio rester pi in casa mia; bisogna che ve ne andiate. Tornai dalla direttrice, un'altra donna eccellente. Mi ricevette come una madre. Non vi rammaricate, Maria, cercheremo qualche cos'altro. "Vi dissi che sono stata al Canad?"
Graziella cominci a sentirsi un po' interessata suo malgrado. Rispose a questa domanda con un po' pi di calore. Torn a sedersi sulla sua seggiola posta a una discreta distanza dal baule.
L'infermiera continu:
Il secondo luogo ove andai fu il Canad, colla moglie di un ufficiale: erano signori emigranti. Trovai molta bont in essi, e questa volta una vita piacevole e tranquilla si avvi per me. Cominciai a domandarmi se il posto perduto non fosse per essere riacquistato. Sono io tornata indietro? La mia padrona mor. Nuove persone vennero a stare vicino a noi. Fra esse v'era una giovinetta, e il mio padrone cominci a pensare ad una seconda moglie. Io ho la disgrazia (nella mia situazione) di essere ci che si dice una bella donna; ci sveglia la curiosit degli stranieri. I nuovi arrivati cominciarono a domandare informazioni sul conto mio; le risposte del mio padrone non li soddisfecero. In una parola seppero ogni cosa. Era di nuovo l'antica storia!
Maria, me ne rincresce tanto; ma le ciarle della gente cominciano a disturbarmi; noi siamo innocenti, ma ci non ci salva; dobbiamo separarci. Lasciai il luogo; io aveva acquistato qualche cosa durante il mio soggiorno al Canad, che mi torn utile adesso.
Che cosa?
I nostri vicini erano Francesi del Canad. Ebbi campo di parlare giornalmente il francese, e imparai quell'idioma.
Ritornaste a Londra?
Per forza; dove poteva io andare nella mia posizione? Tornai dalla direttrice. L'epidemia aveva invaso il Ricovero, e prestai i miei servigi come infermiera. Uno dei medici rimase colpito della mia persona, vale a dire s'innamor di me, e mi avrebbe sposata. L'infermiera, da donna onesta, era in dovere di dirgli tutta la verit. Egli non si fece pi vedere. La vecchia storia! Cominciavo a sentirmi stanca di dover dire sempre a me stessa: Non posso tornare indietro! Non posso redimermi! La disperazione s'impadron di me, la disperazione che indurisce il cuore. Avrei potuto commettere un suicidio; sarei forse tornata a ricadere nella mia vita di prima se un uomo non m'avesse salvata.
A queste ultime parole, la sua voce, tranquilla anche nelle parti pi melanconiche della sua dolorosa storia, torn ad affievolirsi. Si ferm; seguendo col pensiero le memorie che si erano svegliate in essa dalle parole pronunziate. Aveva essa dimenticato che un'altra persona era presente? La curiosit di Graziella non pot impedirle di chiedere con premura:
Chi era quest'uomo? domand ella. Come mai divenne vostro amico?
Mio amico? Egli non sa neppure che una persona come me esista al mondo.
Questa strana risposta accrebbe maggiormente il desiderio di Graziella di sapere qualche cosa di pi.
Mi avete detto test che... cominci.
Vi ho detto che egli mi salv: ora sentirete in qual modo. Una domenica, il nostro ordinario cappellano del Ricovero, essendo indisposto, non pot ufficiare. In sua vece venne un nuovo ministro, un giovane. La direttrice ci disse che si chiamava Giuliano Gray. Io mi sedetti nell'ultima fila di seggiole, sotto l'ombra della galleria, per modo che io poteva vederlo senza che egli mi vedesse. L'argomento del suo discorso era: "Vi sar pi gioia in Cielo per un peccatore che si pente, che non per novantanove giusti che non hanno bisogno di pentimento." Non posso sapere l'impressione che avrebbe provato una donna felice da quella predica; ma nel Ricovero non vi furono occhi che non fossero bagnati di lagrime. In quanto a me, mi tocc il cuore come mai nessun uomo aveva fatto fino allora n dopo. La straziante disperazione che m'invadeva si dilegu al suono della sua voce; l'orrida cerchia della mia esistenza scomparve mentre egli parlava e vidi una parte pi nobile di essa che non mi era mai stata rivelata. Da quel momento accettai la mia dura sorte, da quel momento divenni una donna paziente. Avrei potuto essere qualche cosa di pi, avrei potuto essere felice, se mi fossi indotta a parlare con Giuliano Gray.
E che cosa v'impediva di parlargli?
Avevo paura.
Paura di che?
Avevo paura di rendere la mia vita ancor pi penosa.
Una donna che avesse potuto sentire simpatia per essa avrebbe forse indovinato ci che Maria voleva dire con quelle parole. Graziella si sentiva a disagio con lei e Graziella non comprese.
Non vi capisco, disse.
Non vi era alternativa per Maria; bisognava dire la verit chiaramente. Sospir e disse:
Io temeva che egli prendesse interesse ai miei dolori, e che in ricambio io gli donassi il mio cuore.
L'assoluta mancanza di amorevolezza per parte di Graziella si espresse quasi inconsciamente con queste parole:
Voi! disse con voce piena di meraviglia.
L'infermiera si alz lentamente in piedi. L'espressione di sorpresa di Graziella le diceva chiaramente, quasi brutalmente, che la sua confessione era andata troppo avanti.
Ci vi meraviglia, disse. Ah! signorina, non potete sapere che cosa possa sopportare il cuore di una donna, e battere ancora! Prima che io avessi veduto Giuliano Gray, considerava gli uomini come oggetti d'orrore per me. Ma lasciamo stare questo discorso. Il predicatore del Ricovero non  ora per me che una rimembranza, l'unica rimembranza della mia vita! Non ho altro da dirvi. Avete insistito per conoscere la mia storia, ora l'avete udita.
Non mi avete detto in qual modo siete venuta nel posto ove siete, disse Graziella, continuando la conversazione con imbarazzata cortesia, quanto meglio poteva.
Maria attravers la stanza, e lentamente riun insieme gli ultimi tizzoni ancora accesi del fuoco.
La direttrice ha alcuni amici in Francia, rispose, che avevano rapporti cogli ospedali militari. Non fu difficile trovare un posto per me, in queste circostanze. La societ poteva trovarmi utile in questo posto. La mia mano  leggiera, le mie parole di conforto sono bene accette da quei poveri infelici (e additava la stanza ove giacevano i feriti), come se fossero pronunziate da donna rispettabilissima. E se una palla sviata m'incontra sulla sua via prima che la guerra sia terminata, ebbene, la societ si sar liberata di me senza troppa fatica.
Maria era ritta guardando intensamente a quel miserabile fuoco, come se vedesse in esso l'immagine della sua misera esistenza. La pi semplice umanit avrebbe reso necessario di dirle qualche cosa. Graziella lo pens, fece un passo avanti, si ferm, e non sapendo che dire, pronunzi una di quelle frasi pi insulse che un essere umano possa mai rivolgere ad un altro.
Se posso fare qualche cosa per voi, disse...
Il discorso cos cominciato, non continu. Miss Roseberry ebbe abbastanza piet per la donna che l'aveva soccorsa e ricoverata, per sentire che era inutile soggiungere altro.
L'infermiera sollev la sua bella testa, e si diresse lentamente verso la cortina per tornare ai suoi doveri. Miss Roseberry avrebbe potuto prendere la mia mano! pens amaramente fra s. No!
Miss Roseberry era l, in piedi a una certa distanza, imbarazzata, e non sapendo che cosa dire.
Che cosa potete fare per me? chiese Maria, punta dalla fredda cortesia della sua compagna. Potete forse mutare la mia identit? Potete voi darmi il posto e il nome di una donna onesta? Se avessi solo il vostro avvenire, la vostra riputazione e le vostre commendatizie!
Maria si pose una mano sul petto, e facendosi forza riprese:
Rimanete qui; io ritorno al mio dovere. Vedr se le vostre vestimenta sono asciutte. Porterete i miei vestiti il meno possibile.
Con queste melanconiche parole, pronunziate con voce dolce e commovente, Maria si avvi verso la cucina. Ella stava per varcarne il limitare quando Graziella la ferm dicendo:
Si cambia il tempo! Non sento pi la pioggia battere contro la finestra.
Prima che Maria potesse fermarla, essa aveva attraversata la stanza e aperto l'imposta della finestra.
Chiudete l'imposta! sclam Maria. Eravate stata avvertita di non aprirla, quando siamo entrate nella stanza.
Graziella continu a guardare dalla finestra.
La luna si alzava in mezzo alle nuvole; la pioggia era cessata; l'oscurit benefica che aveva nascosto la posizione dei Francesi alle scolte tedesche, andava mano mano diminuendo. Fra poche ore, se nulla avveniva in contrario, miss Roseberry avrebbe potuto continuare il suo viaggio. Fra poche ore sarebbe giorno.
Maria torn in fretta indietro, e richiuse le imposte. Prima che avesse potuto sbarrarle a dovere, si ud lo scoppio di una fucilata che veniva da uno degli avamposti. Venne seguito quasi istantaneamente da un altro pi vicino e pi forte del primo. Maria s ferm, tendendo intensamente l'orecchio al prossimo sparo.
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CAPITOLO 3.  La bomba tedesca.
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Una terza fucilata risuon nell'aria notturna, proprio accanto alla capanna. Graziella fece un balzo e si allontan spaventata dalla finestra.
Che cosa significano queste fucilate? Domand.
Sono segnali degli avamposti, rispose tranquillamente l'infermiera.
C' pericolo? I Tedeschi tornano forse indietro?
Il dottor Surville rispose in persona a questa domanda. Egli alz la tenda di tela, e guard nella stanza mentre Graziella parlava.
I Tedeschi si avanzano verso di noi, disse; la loro avanguardia  in vista.
Graziella cadde sulla seggiola che aveva accanto, tremando da capo a piedi. Maria mosse verso il medico, e gli chiese:
Difenderemo la posizione?
Il dottor Surville scosse dolorosamente il capo.
Impossibile! Siamo oppressi dal numero come al solito, dieci contro uno.
Il rullo stridente dei tamburi francesi si fece sentire da lontano.
Ecco che suona la ritirata! disse il medico. Il capitano non  uomo da pensare due volte al da fare. Siamo lasciati qui a pensare da noi al nostro meglio. Fra cinque minuti dobbiamo aver abbandonato questo luogo.
Una scarica completa scrosci di fuori, mentre egli parlava. L'avanguardia dei Tedeschi attaccava gli avamposti francesi. Graziella afferr supplichevolmente il braccio del medico.
Prendetemi con voi! Oh, signore, ho gi sofferto abbastanza da quei Tedeschi! Non mi abbandonate, se essi tornano indietro!
Il medico si mostr sempre eguale a s stesso; strinse la mano della bella Inglese al petto, e:
Non temete, signora, disse egli con un piglio eroico come se avesse voluto distruggere tutto l'esercito tedesco col suo invincibile braccio. Il cuore di un Francese batte sotto la vostra mano. Un Francese vi protegge.
Graziella lasci cadere il capo sulla spalla del medico. Il signor Surville sent d'avere ispirata fiducia alla giovinetta.
Diede un'occhiata d'invito a Maria; essa pure era una donna avvenente; il Francese aveva un'altra spalla per lei. Disgraziatamente la stanza era buia, e quell'occhiata and perduta per Maria. Essa pensava agli invalidi della stanza vicina, e richiamando semplicemente il medico ai doveri della sua professione, gli disse:
Che cosa avverr dei feriti e dei malati?
Il signor Surville alz una spalla, l'altra non era libera.
Prenderemo con noi i pi forti, disse. Gli altri debbono essere lasciati qui. Non abbiate paura, cara signora, ci sar un posto per voi sui carri dei bagagli.
Ed anche per me? chiese implorandolo Graziella.
Il braccio invincibile del medico passato intorno alla vita della signorina, le rispose con una muta stretta.
Prendetela con voi, disse Maria. Il mio posto  qui, accanto agli uomini che voi lascerete indietro.
Graziella sent con meraviglia queste parole.
Pensate al pericolo cui andate incontro, ella disse, se voi rimanete qui.
Maria le mostr la sua spalla sinistra.
Non v'inquietate per me, rispose: la croce rossa mi protegger.
Un altro rullo di tamburo avvert il sensibile medico che era tempo di assumere il comando dell'ambulanza senza frapporre altro indugio.
Egli condusse Graziella verso la seggiola, e ponendosi questa volte tutte e due le mani della fanciulla sul petto, come per alleviarle il dolore della propria lontananza, le susurr queste parole:
Aspettatemi finch torno. Non temete di nulla, mia bella amica. Pensate che Surville  un uomo d'onore! che Surville vi  tutto devoto!
Egli si batt il petto, e dimenticando nuovamente il buio della stanza, diede un'altra occhiata amorevole alla sua bella amica. A bientt, esclam, mandandole un bacio con la mano ed uscendo.
Appena caduta la cortina dietro il medico, il fragore delle fucilate venne dominato dal rombo del cannone. Un momento dopo, una bomba scoppi nel giardino vicino, a pochi passi dalla finestra.
Graziella cadde in ginocchio con un grido di spavento. Maria senza perdere la sua prontezza di spirito, s'avanz verso la finestra e guard fuori.
La luna si  levata, disse, i Tedeschi bombardano il villaggio.
Graziella si alz, e corse verso Maria onde la proteggesse.
Portatemi via, sclam. Saremo uccise se restiamo qui.
Si ferm, guardando con meraviglia l'alta e nera figura dell'infermiera, che stava ritta senza muoversi accanto alla finestra.
Siete di ferro? sclam. Non vi  nulla che vi spaventi?
Maria sorrise melanconicamente.
Perch avrei paura di morire? rispose. Non ho nulla che mi spinga a desiderare la vita.
Il rombo di una cannonata scosse la capanna per la seconda volta. Un'altra bomba scoppi nel cortile, dal lato opposto del fabbricato.
Stordita dal fragore, resa frenetica dallo spavento per le bombe che minacciavano sempre pi la capanna, Graziella gett le braccia intorno alla persona dell'infermiera, e si strinse, nella triviale famigliarit del terrore, a quella donna di cui non aveva voluto toccare la mano pochi minuti prima.
Dove possiamo ricoverarci? sclam. Dove posso nascondermi?
Come posso sapere il luogo ove cadr la prossima bomba? rispose tranquillamente Maria.
L'aspetto composto di una delle due donne pareva rendesse pazza l'altra. Graziella lasci andare l'infermiera, e guard intorno alla stanza ansiosamente per vedere se non vi era mezzo di fuggire. Si volse dapprima alla cucina, ma torn indietro atterrita dal rumore e dalla confusione che regnava col pel trasporto dei feriti che erano in stato di essere trasportati sui carri dell'ambulanza. Una seconda occhiata le mostr l'uscio che conduceva al cortile. Si slanci verso quella parte, con un grido di consolazione. Aveva appena posto la mano sulla serratura quando si ud lo scoppio del cannone sopra la casa.
Graziella balz indietro, e alz le mani macchinalmente alle orecchie. Nello stesso momento la terza bomba attraversando il tetto della capanna venne a scoppiare nella stanza, proprio accanto all'uscio. Maria balz avanti, senza essere toccata, dal suo posto accanto alla finestra. I pezzi ardenti della bomba cominciavano gi a dar fuoco al pavimento di legno, e in mezzo ad essi, si scorgeva come in una nuvola di fumo, il corpo insensibile dell'altra donna giacente a terra. Anche in quel terribile istante, la prontezza di spirito dell'infermiera non venne meno. Tornando in fretta indietro ove era prima, prese due dei sacchi vuoti del mugnaio che aveva gi osservati, e li gett sul pavimento acceso calpestandoli e cercando di spegnere il fuoco. Ci fatto, s'inginocchi accanto alla donna senza sensi, e le alz il capo.
Era ferita o morta?
Maria sollev un braccio e pose le dita sul polso. Mentre stava cercando invano di sentirne le pulsazioni, il dottor Surville, inquieto per le signore, entr frettoloso per informarsi se non avessero sofferto qualche danno.
Maria lo preg di avvicinarsi.
Temo che la bomba non l'abbia colpita, disse lasciandogli il posto. Osservate se  ferita mortalmente.
L'inquietudine del medico per la sua bella paziente si espresse brevemente con una prodigiosa bestemmia.
Toglietele il mantello, sclam, alzando la mano al collo della svenuta. Povero angelo! Cadendo  girata su s stessa; il legaccio  ravvolto intorno al collo.
Maria le tolse il mantello che cadde sul pavimento, mentre il medico sollevava Graziella sulle braccia.
Portate una candela, disse con impazienza; andate in cucina che ve la daranno.
Tent di sentire il polso; ma la mano gli tremava, il rumore e la confusione della cucina lo assordavano.
Giusto cielo! sclam, l'emozione mi opprime!
Maria si accost a lui con una candela. La luce mostr la terribile ferita che un pezzo della bomba aveva fatta al capo della giovane Inglese. L'aspetto del dottor Surville mut all'istante. L'espressione d'inquietudine del suo volto scomparve; la compostezza della sua professione ricoperse come una maschera il suo volto. Che cosa era adesso l'oggetto della sua ammirazione? Un peso inerte nelle sue braccia null'altro.
Maria aveva osservato il mutamento avvenuto nel volto del medico. Essa lo guardava attentamente coi suoi grandi occhi.
Ferita mortalmente? chiese ella.
Non vi disturbate a tenermi il lume, rispose freddamente il medico.  tutto finito, non posso far nulla per lei.
Morta?
Il dottor Surville fece segno di s, e scuotendo l'indice della mano verso gli avamposti:
Maledetti Tedeschi! esclam.
Poi guardando la faccia della morta che aveva sulle braccia, si strinse con piglio rassegnato nelle spalle.
La fortuna della guerra! disse, mentre sollevava il corpo e lo deponeva sul letto in un angolo della stanza. Un altra volta, miss Maria, pu toccare a voi o a me. Chi sa? Bah! il problema del destino umano mi disgusta.
Si allontan dal letto, e per meglio attestare il suo disgusto sput sopra i pezzi sparsi della bomba poc'anzi esplosa.
Dobbiamo lasciarla qui, riprese. Era una bella creatura; ora  nulla. Venite via, miss Maria, finch abbiam tempo.
Egli offerse il suo braccio all'infermiera. Il rumore dei carri che partivano si udiva da fuori, e lo stridulo rullo dei tamburi risuonava da lontano. La ritirata era cominciata.
Maria alz la cortina, e vide i feriti pi gravi lasciati indietro in bala del nemico, sopra la paglia dei loro letti. Ella rifiut il braccio offertole dal medico.
Vi ho gi detto che rimango qui, disse.
Il signor Surville alz le mani in segno di preghiera. Maria, tenendo sempre alzata la cortina, addit l'uscio della capanna.
Andate, ella disse; sono decisa a rimanere.
Anche in quel momento supremo la natura del Francese ricomparve. Egli usc con grazia e dignit, dicendo:
Signora, siete sublime!
Con questo complimento l'uomo cortese e galante mostr la sua ammirazione pel sesso gentile: s'inchin, tenendo la mano al petto e lasci la capanna. Maria lasci cadere la cortina sull'uscio. Ella era sola con la morta.
L'ultimo rumore dei passi, l'ultimo scricchiolo delle ruote, andava dileguandosi in distanza. Nessun nuovo attacco del nemico disturbava il silenzio della notte. I Tedeschi sapevano che i Francesi erano in ritirata.
Pochi minuti ancora e avrebbero preso possesso del villaggio abbandonato; e il tumulto del loro accostarsi si sarebbe udito dalla capanna. Intanto quella calma era terribile. Anche i poveri feriti rimasti nella cucina aspettavano in silenzio la loro sorte.
Sola nella stanza, il primo sguardo di Maria fu volto al letto.
Le due donne s'erano incontrate nella confusione della prima scaramuccia all'entrar della notte. Separate, giunte che furono nella capanna, dai doveri dell'infermiera, si erano incontrate di nuovo sole nella stanza del capitano. La loro conoscenza era stata brevissima; e non v'era apparenza che avesse potuto cambiarsi in amicizia. Ma il fatale accidente aveva svegliato l'interesse di Maria per la straniera. Ella prese la candela e si accost al cadavere della donna che era stata uccisa al suo fianco.
Rimase ritta accanto al letto, guardando nel silenzio della notte il volto immobile della morta.
Era una faccia che colpiva; una volta veduta, in vita o in morte, non era pi possibile dimenticarla. La fronte insolitamente bassa e larga, gli occhi distanti fra loro, la bocca e il mento piccolissimi. Maria lisci teneramente colle mani i sciolti capelli, e riaggiust le pieghe della veste tutta sgualcita.
Non sono cinque minuti, pensava fra s, avrei voluto mutare la mia posizione colla tua!
Con un sospiro si allontan dal letto, e soggiunse:
La muterei anche adesso!
Il silenzio cominciava ad opprimerla. Si incammin lentamente verso la parte opposta della stanza.
Il mantello, il suo proprio che aveva imprestato a Graziella era a terra; ella lo guard, lo alz, gli tolse la polvere e lo depose sopra una seggiola. Fatto ci, pos il lume sul tavolino, e mosse verso la finestra origliando i primi rumori dell'avvicinarsi dei Tedeschi. Il lieve vento in mezzo agli alberi vicini era l'unico suono che si udisse. Maria lasci la finestra, e sedette pensierosa presso il tavolino. Vi era ancora qualche dovere di carit da compiere verso la morta? Vi era qualche altro ufficio da prestare prima dell'arrivo dei Tedeschi?
Maria ripens alla conversazione avuta colla sua sventurata compagna. La signorina Roseberry aveva parlato del suo progetto di tornare in Inghilterra. Aveva fatto menzione di una signora, conoscenza di suo padre, a lei ignota, e che era pronta a riceverla. Chi era stato testimonio della morte della povera giovane aveva l'obbligo di scrivere alla sola amica ch'ella avesse. Chi doveva farlo? Non vi era nessuno che poteva far ci se non Maria stessa, l'unico testimonio della catastrofe, rimasto nella capanna.
Alz il mantello dalla seggiola sulla quale era deposto, e trasse dalla tasca di esso il portafogli che le aveva mostrato Graziella. L'unico mezzo per aver l'indirizzo onde scrivere in Inghilterra era di aprirlo e leggere le carte che conteneva. Maria lo aperse; poi si ferm, sentendo una certa ripugnanza a spingere oltre le sue ricerche.
Dopo un momento di riflessione, trov che i suoi scrupoli non avevano fondamento. Se essa considerava il portafogli come inviolabile, i Tedeschi senza dubbio non avrebbero esitato ad esaminarlo, e non si sarebbero certo dati pensiero di scrivere in Inghilterra. Quali occhi erano pi acconci ad investigare le carte della morta signora, quelli di uomini ed estranei, o quelli di una propria compatriota L'esitazione di Maria scomparve. Ella vuot il contenuto del portafogli sulla tavola.
Quell'atto insignificante decise di tutta la sua vita avvenire.
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CAPITOLO 4.  La tentazione.
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Alcune lettere, legate assieme con un nastro, furono le prime a fermare l'attenzione di Maria. L'inchiostro dell'indirizzo era sbiadito dal tempo. Le lettere, dirette alternativamente al colonnello Roseberry e alla onorevole signora Roseberry, contenevano una corrispondenza fra marito e moglie durante il tempo in cui i doveri della sua carriera militare lo avevano obbligato ad assentarsi da casa.
Maria torn a legare le lettere e prese le carte che venivano dopo di quelle.
Erano pochi fogli cuciti assieme e che avevano per titolo: "Il mio giornale a Roma." La scrittura era di donna. Un breve esame le mostr che erano state scritti da Graziella, e non contenevano che un ricordo degli ultimi giorni della vita di suo padre. Dopo aver riposto il giornale e la corrispondenza nel portafogli, non rimaneva pi sul tavolino che una lettera. La busta che non era sigillata, aveva per indirizzo: "Lady Giovanna Roy, Mablethorpe House, Kensington, Londra. Maria trasse fuori dalla busta il foglio che vi si trovava. Alle prime linee, comprese che quella era la lettera di presentazione data dal colonnello a sua figlia per la sua protettrice quando fosse giunta in Inghilterra.
Maria lesse tutta la lettera. Lo scrivente diceva in essa che era l'ultimo sforzo di un moribondo. Il colonnello Roseberry parlava con affetto delle buone qualit della sua figliuola, rimpiangeva di aver trascurata la sua educazione, e ne dava colpa ai rovesci di fortuna che lo avevano obbligato a emigrare al Canad in cerca di fortuna. Venivano poi calde espressioni di gratitudine per Lady Giovanna:
"Io vi debbo, o signora, terminava la lettera, il riposo delle mie ultime ore intorno all'avvenire della mia diletta figliuola. Alla vostra generosa protezione affido l'unico tesoro che mi rimanga sulla terra. Per tutta la vostra vita, avete adoperato la vostra eminente posizione e le vostre ricchezze come mezzi di fare buone opere. Credo che non sar certo uno dei minori vostri meriti quello di poter dire a voi stessa che le ultime ore di un vecchio soldato sono state consolate per avere aperto il vostro cuore e la vostra casa alla sua abbandonata figliuola."
Cos terminava la lettera. Maria la depose sulla tavola col cuore serrato. Che fortuna aveva perduto la povera fanciulla! Una donna ricca e nobile l'attendeva per accoglierla, una donna tanto generosa, che il cuore di un padre era stato tranquillo, al suo letto di morte, per l'avvenire della sua figliuola; ed ora quella fanciulla giaceva su quel letto, lontana da lady Giovanna, non potendo pi essere soccorsa da essa!
Il calamaio e la penna lasciati dal capitano francese erano ancora sulla tavola. Maria volt la lettera per scrivere la notizia della morte della signorina Roseberry nella pagina bianca.
Stava ancora riflettendo al modo di cominciare la lettera, quando un suono di voci lamentose che veniva dalla cucina le colp l'orecchio. Erano i feriti rimasti che chiedevano gemendo soccorso; erano i soldati abbandonati che avevano finito per perdere la loro forza d'animo.
Entr in cucina. Un grido di gioia accolse il suo arrivo; la sua sola vista tranquill quei poveretti. Essa andava da un giaciglio all'altro dicendo parole di conforto, di speranza, mentre colle sue abili e tenere mani riaggiustava loro le coperte e le fasciature. Essi baciavano il lembo della sua nera veste; la chiamavano il loro angelo custode, e la bella creatura si moveva in mezzo ad essi, piegando sopra il loro duro capezzale la sua dolce e compassionevole faccia.
Sar con voi quando verranno i Tedeschi, disse loro mentre li lasciava per riprendere la sua lettera non ancora scritta. Coraggio, poveretti, la vostra infermiera non vi abbandoner.
Coraggio, signora, risposero i feriti, e che Dio vi benedica!
Se il bombardamento avesse ricominciato allora, se una bomba l'avesse colpita di morte mentre consolava gli afflitti, quale cristiano avrebbe esitato ad asserire che vi era un posto nel cielo per quella donna? Ma, se la guerra terminava, ed essa era ancor viva, che posto aveva sulla terra? Quale era il suo avvenire? Dove era la sua casa?
Maria torn alla sua lettera. Tuttavia, invece di sedere per scrivere, rimase ritta accanto alla tavola, guardando distrattamente quella carta.
Uno strano pensiero si era fatto vivo nella sua mente, nel punto in cui entrava nella stanza; un pensiero tanto singolare, che la donna non pot a meno di sorridere. Che cosa sarebbe stato se avesse chiesto a Lady Giovanna di prendere il posto della signorina Roseberry? Aveva incontrata Graziella in circostanze dolorose; avea fatto per essa tutto quello che pu fare una donna per soccorrere un'altra donna. In questo caso vi era forse per lei qualche diritto a questa richiesta, qualora Lady Giovanna non avesse gi stabilito di prendere un'altra lettrice. Se Maria si fosse arrischiata a pregarla di un simile favore, che cosa avrebbe fatto quella nobile e generosa signora? Avrebbe risposto dicendo: "Mandatemi qualche informazione intorno a voi, e alle cose vostre, e vedremo." Le cose sue! Le sue informazioni! Maria rise amaramente, e sedette per scrivere in poche parole tutto ci che era necessario, una semplice narrazione dei fatti.
No! Non scrisse neppure una linea. Quella sua fantasia non era ancora svanita dalla sua mente. Il suo pensiero era adesso perversamente riscaldato dalla immaginaria bellezza del palazzo di Mablethorpe e dai comodi e dall'eleganza della vita che col si doveva condurre. Pens ancora alla fortuna perduta da Graziella. Infelice! che casa le sarebbe stata aperta, se la bomba fosse caduta solo dal lato della finestra invece di cadere dal lato del cortile!
Maria respinse la lettera, e cominci a passeggiare con impazienza per la camera.
La piega cattiva dei suoi pensieri non poteva esser vinta in quel modo. La sua mente lasciava solo una inutile serie di pensieri per occuparsi di un'altra serie. Essa ora stava pensando al suo avvenire. Quali erano le sue speranze, qualora fosse ancora viva, al terminar della guerra? L'esperienza del passato le dipingeva con crudele verit il suo lugubre avvenire. Qualunque cosa facesse, in qualunque luogo andasse, sarebbe sempre lo stesso. La curiosit e l'ammirazione eccitata dalla sua bellezza avrebbero fatto nascere ricerche sul conto suo: la storia del suo passato si sarebbe scoperta, la societ l'avrebbe compianta, la societ l'avrebbe soccorsa generosamente, e con tutto ci per tutta la sua vita avrebbe dovuto sopportare l'ombra dell'antico peccato che la ravvolgeva come una pestilenza, isolandola dalle altre donne, minacciandola, anche quando avesse ottenuto il perdono di Dio, del marchio di una indelebile maledizione agli occhi dell'uomo: questo era il suo avvenire! Ed aveva solo venticinque anni, era nel fiore della salute e della forza; avrebbe potuto vivere, secondo le leggi di natura, altri cinquant'anni. Si ferm di nuovo accanto al letto; e torn a guardare la faccia della morta.
Perch la bomba aveva essa colpito la donna per cui la vita serbava ancora qualche speranza, e risparmiato quella che non ne aveva alcuna? Le parole da lei dette a Graziella le tornarono in mente. "Se avessi solo il vostro avvenire! la vostra riputazione e le vostre speranze!" Ed ecco l'avvenire era perduto! le speranze svanite e inutili ora! C'era da impazzire pensando a questo fatto, sentendo la propria posizione come la sentiva essa. Coll'amara ironia della disperazione, si chin sulla immobile figura giacente, dicendole, come se avesse potuto udirla: Oh! se tu potessi divenire Maria Merrick, ed io Graziella Roseberry, ora!
Nel momento che pronunziava queste parole si scosse e si alz. Rimase ritta accanto al letto, fissando gli occhi nello spazio vuoto: aveva il cervello in fiamme, il cuore le batteva da soffocarla.
Se tu potessi essere Maria Merrick, ed io Graziella Roseberry, ora!
Un momento dopo, il pensiero si svolse meglio nella sua mente. Un momento ancora, e, come una scossa elettrica le balen la possibilit di questo fatto. Essa avrebbe potuto essere Graziella Roseberry, purch lo avesse voluto! Non v'era assolutamente nulla che le impedisse di presentarsi a Lady Giovanna Roy col nome di Graziella ed in suo luogo.
A quali rischi correva incontro? Quale era il punto debole di questo progetto? Graziella le aveva detto e ripetuto che non conosceva e non era conosciuta da Lady Giovanna. I suoi amici erano al Canad, e suoi parenti in Inghilterra erano morti. Maria conosceva il luogo ove aveva dimorato Graziella, luogo chiamato Porto Logan, tanto bene quanto quest'ultima. Maria non aveva che da leggere il diario manoscritto per poter rispondere a qualunque domanda intorno al suo soggiorno a Roma e alla morte del colonnello Roseberry. Non aveva da rappresentare neppure una signorina di modi molto raffinati. Graziella parlando di s, e la lettera di suo padre confermava il suo dire, aveva dichiarato di non aver ricevuto una buona educazione. Letteralmente parlando, ogni cosa favoriva questa donna perduta. Le persone che aveva conosciuto nell'ambulanza erano partite per non tornare mai pi. Le sue stesse vestimenti marcate col suo nome ricoprivano ora Graziella. Le vesti di questa, portanti le iniziali del suo nome, stavano asciugando, nella stanza vicina a disposizione di Maria.
Aveva sotto la mano il mezzo di fuggire alla insopportabile umiliazione della sua vita presente. Quale avvenire le si spiegava innanzi! Una nuova identit, che avrebbe potuto confessare ovunque! Un nuovo nome, onesto e senza rimprovero! Un nuovo passato, che tutti avrebbero potuto scrutare, e farla bene accetta ad ognuno! Il suo volto si coperse di una tinta rosea, i suoi occhi brillarono; non era mai stata tanto bella come in quel momento, in cui un nuovo avvenire le si schiudeva davanti, raggiante di nuova speranza.
Aspett un momento, e ripens di nuovo a quel suo ardito progetto, ma da un altro punto di vista. Che male c'era? Che cosa poteva rimproverarle la sua coscienza?
Prima di tutto, per ci che riguardava Graziella quale danno ne sarebbe per venire alla morta? La risposta era semplice. Nessuno. Nessun danno neppure ai suoi parenti. Essi erano morti del pari. In secondo luogo, riguardo a Lady Giovanna, qualora Maria avesse servito fedelmente la sua nuova padrona, avesse tenuto con onest il suo nuovo posto, fosse stata diligente ad imparare, e grata delle bont prodigatele, se, in una parola, avesse fatto tutto il possibile per meritare la pace celeste e tranquilla di quella sua nuova esistenza, qual danno ne potrebbe ricevere Lady Giovanna? Anche in questo caso la risposta era semplicissima. Avrebbe potuto, volendo, far s che quella signora benedicesse il giorno in cui era entrata nella sua casa.
Afferr la lettera del colonnello Roseberry, e la ripose nel portafogli colle altre carte. La fortuna le stava davanti; le probabilit erano tutte favorevoli; la sua coscienza non le diceva nulla in contrario. Si determin a tentare quell'ardito progetto. Andr, disse fra s.
Tuttavia qualche cosa urtava i suoi sentimenti, qualche cosa offendeva la parte migliore del suo essere, mentre si poneva in tasca il portafogli. Si era determinata a quel passo, ma contuttoci non si sentiva soddisfatta; non era ben certa di avere interrogata a dovere la propria coscienza. Non sarebbe stato meglio tornare a posare il portafogli sul tavolino, ed aspettare un po', finch si fosse raffreddato l'eccitamento in cui si trovava, e avesse poi considerato con maggior tranquillit il da fare, cercando da che parte stava il bene e il male?
Le balen alla mente un istante questo pensiero, e ristette. Ma prima di porlo ad effetto, le colp l'orecchio il rumore lontano dei passi della fanteria tedesca, e il calpesto dei cavalli che risuonava nell'aria tranquilla della notte.
I nemici stavano per entrare nel villaggio! Fra pochi minuti sarebbero stati nella capanna, e le avrebbero chiesto conto dell'esser suo. Non vi era tempo da riflettere ancora. Che cosa sceglierebbe dunque? La nuova esistenza, come Graziella Roseberry, o l'antica, come Maria Merrick?
Guard per l'ultima volta verso il letto. La vita di Graziella era terminata; l'avvenire di questa era a sua disposizione. L'indole risoluta di Maria, obbligata a scegliere sul momento, si mantenne ferma in quell'ardita alternativa. Persistette nella determinazione di sostituirsi a Graziella.
Il calpesto dei passi dei Tedeschi andava facendosi sempre pi vicino. Si potevano gi udire le voci degli ufficiali che pronunziavano parole di comando.
Maria si sedette vicino al tavolino, aspettando ci che stava per seguire.
L'istinto innato della donna, le fece volgere gli occhi al suo vestito prima che entrassero i Tedeschi. Mentre si guardava per vedere se esso fosse in ordine, i suoi occhi caddero sulla croce rossa che aveva sulla spalla sinistra. In un baleno le venne in mente il pensiero che il suo abito da infermiera avrebbe potuto farla andare incontro ad un inutile pericolo. Esso le dava una posizione pubblica; e avrebbe potuto far nascere in seguito inchieste e ricerche che potevano tradirla.
Si guard attorno. Il mantello bigio che aveva imprestato a Graziella le colp gli occhi. Lo prese e si coperse con esso da capo a piedi.
Si era appena aggiustate le pieghe del nuovo vestito, quando ud spalancarsi l'uscio della stanza vicina, e il suono di molte voci che parlavano una lingua straniera risuonare insieme al rumore di armi posate a terra. Doveva essa aspettare di essere scoperta, o far nota volontariamente la sua presenza? Per una natura come la sua lo aspettare era troppo penoso. Si mosse per entrare in cucina. Mentre stava per alzare la cortina, questa venne sollevata dall'altra parte, e tre uomini le stavano in faccia sul limitare dell'uscio.
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CAPITOLO 5. Il medico tedesco.
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Il pi giovane dei tre stranieri giudicando dalle fattezze, dalla carnagione, e dallo aspetto generale, pareva essere un inglese. Portava il berretto e gli stivali come i militari; il resto del suo vestito era da borghese. Accanto ad esso stava un ufficiale coll'uniforme prussiano, e dietro a questo veniva il terzo e il pi vecchio della brigata. Egli pure vestiva l'uniforme, ma nel suo aspetto non aveva nulla che lo facesse supporre un militare. Si ferm sopra un piede, pieg le spalle e si appoggi al bastone che aveva in mano, e che gli teneva luogo della sciabola che non portava al fianco. Dopo aver guardato acutamente attraverso a' suoi grossi occhiali di tartaruga prima Maria, poi il letto, poi tutta la stanza, si volse all'ufficiale prussiano con una certa tranquillit cinica, e ruppe il silenzio con queste parole:
Una donna ammalata nel letto; un'altra donna che sta ad accudirla, e nessun altro nella stanza. Credete necessario, maggiore, di mettere una sentinella qui?
Nessuna necessit, rispose il maggiore.
Gir sulle calcagna e ritorn in cucina.
Il medico tedesco si mosse verso il letto spinto dall'impulso della sua professione. Il giovine inglese, di cui gli occhi pieni di ammirazione eran fissati su Maria, lasci cadere la cortina e le disse in francese:
Posso io domandarvi se parlo a una signora francese?
Sono inglese, rispose Maria.
Il medico intese la risposta. Si ferm, e guardando la figura stesa sul letto, chiese a Maria, in buon inglese, sebbene con accento tedesco:
Posso essere utile a qualche cosa qui?
Il suo modo di parlare era cortese ma ironico, e la sua aspra voce aveva una certa monotonia sardonica. Maria si sent piena di antipatia per quel grosso e tozzo vecchio, che la fissava attraverso ai suoi occhiali di tartaruga.
Non potete far nulla, signore, disse brevemente. Quella signora rimase uccisa quando le vostre truppe bombardavano il villaggio.
L'Inglese si scosse, e guard pieno di compassione verso il letto.
Il Tedesco fiut una presa di tabacco, e torn a domandare:
Il corpo  stato esaminato da un medico?
Maria, con poca grazia, non rispose che con un s.
Quel medico non era uomo da tener molto conto dell'antipatia o della simpatia di una signora. Egli continu le sue domande.
Chi ha esaminato il cadavere? chiese in seguito.
Il medico annesso all'ambulanza francese, rispose Maria.
Il Tedesco fece una smorfia che dimostrava tutto il disprezzo che provava per tutto ci che era francese, uomini e istituzioni. L'Inglese prese la prima occasione per riattaccare discorso con Maria.
Quella signora  dessa una vostra compatriota? chiese con voce dolce.
Maria riflett prima di rispondere. Col progetto che aveva in mente, vi erano forti ragioni per essere molto cauta parlando di Graziella.
Lo credo, disse. Ci siamo incontrate qui per caso. Non so nulla intorno a lei.
Neppure il suo nome? chiese il medico tedesco.
Maria esit a dare il suo nome invece di quello di Graziella. Allora prese il partito di negar tutto.
Nemmeno il suo nome, ripet ostinatamente.
Il vecchio la guard con piglio ancor pi duro di prima; egli pens un poco, poi prese la candela e si diresse con passi pesanti verso il letto, e si mise ad esaminare in silenzio la figura che stava coricata sopra di quello. L'Inglese continuava la conversazione senza nascondere l'interesse che provava per la bella donna che gli stava dinanzi.
Perdonatemi, disse, ma siete molto giovine, per trovarvi sola in tempo di guerra in un luogo come questo.
Il rumore di qualche cosa avvenuto in cucina tolse Maria dall'imbarazzo di rispondere a quella domanda. Ud le voci dei feriti che gemevano, e il duro comando degli uffiziali stranieri che ordinavano loro il silenzio. Gl'istinti generosi della donna vinsero istantaneamente qualunque altra considerazione che le veniva imposta dalla nuova condizione da lei presa. Incerta se avesse dovuto o no farsi conoscere come infermiera dell'ambulanza francese, alz repentinamente la cortina per entrare in cucina. Una sentinella tedesca imped il passo, dicendo, nella sua lingua, che nessun straniero poteva entrare. L'Inglese, interponendosi gentilmente, le chiese se avesse un interesse particolare per entrare in quella stanza.
I poveri feriti francesi! disse con calore, mentre in cuor suo si rimproverava di averli dimenticati. I poveri feriti francesi!
Il medico tedesco si scost dal letto e, prima che l'Inglese avesse potuto rispondere,
Non avete nulla da fare coi feriti francesi, diss'egli con asprezza. I feriti francesi sono il fatto mio, e non il vostro. Essi sono nostri prigionieri, e saranno trasportati alla nostra ambulanza. Io sono Ignazio Wetzel, capo del servizio medico, e vi prego di tener queta la vostra lingua. E voltosi alla sentinella le disse in tedesco: Cala quella cortina, e se quella donna insiste, respingila colle tue mani.
Maria cerc di fare qualche rimostranza. L'Inglese la prese con rispetto pel braccio, e la allontan dalla sentinella.
 inutile insistere, disse. La disciplina tedesca non cede. Del resto non v' ragione per essere inquieti pei feriti francesi. L'ambulanza, sotto il dottor Wetzel,  regolata meravigliosamente bene. Vi rispondo io che i feriti saranno trattati con amorevolezza.
Egli vedeva le lagrime spuntare negli occhi della giovane mentre parlava; la sua ammirazione andava facendosi sempre maggiore. Buona come bella! pens fra s. Che creatura incantevole!
Ebbene! replic Ignazio Wetzel, guardando Maria attraverso i suoi occhiali: Siete contenta? Terrete in freno la vostra lingua?
Ella cedette: era inutile insistere. Ma se non fosse stata l'opposizione del medico,  possibile che la sua compassione pei feriti l'avrebbe fatta retrocedere dalla strada ove stava per mettersi. Se fosse stata nuovamente tutta occupata nei suoi doveri d'infermiera, la tentazione l'avrebbe forse trovata meno debole e pi atta a resistere. La fatale severit della disciplina tedesca avea rotto l'ultimo legame che la teneva ancora sulla buona via. Il suo volto aveva preso una espressione dura mentre si allontanava alteramente dal dottor Wetzel e si sedeva sulla seggiola.
L'Inglese la segu, e riprese il discorso intorno alla sua presenza nella capanna.
Non crediate che io voglia spaventarvi, disse. Non vi  nulla da temere pei feriti francesi, ma vi  molto pericolo per voi. Allo spuntar del giorno il combattimento pu essere ripreso; dovete assolutamente mettervi al riparo da ogni pericolo. Sono ufficiale dell'esercito inglese, e il mio nome  Orazio Holmcroft. Sarei felice di potervi essere utile, e se me lo permettete, posso recarvi qualche servigio. Siete forse una viaggiatrice?
Maria strinse intorno a s il mantello che celava la sua uniforme d'infermiera, e diede opera alla sua prima menzogna. Chin il capo in segno di affermazione.
Andate in Inghilterra?
S.
In questo caso posso farvi attraversare le linee tedesche, e indirizzarvi fino al fine del vostro viaggio.
Maria lo guard con non celata sorpresa. L'interesse che le dimostrava si limitava ai modi della pi squisita cortesia; certamente egli era un uomo bene educato. E quello che le prometteva era proprio sul serio?
Voi potete farmi attraversare le linee tedesche? ripet essa. Dovete avere una potenza straordinaria per poter far questo.
Il signor Orazio Holmcroft sorrise.
Ho un potere al quale non si resiste, rispose egli: quello della stampa. Il mio ufficio qui  quello di corrispondente di uno dei nostri giornali. Se io domando al comandante un foglio di via, egli certo me lo accorder. Esso alloggia proprio vicino a questa capanna. Che cosa ne dite?
Si fece forza, e non senza difficolt, lo prese in parola.
Accetto con gratitudine, signore, la vostra offerta.
Egli fece un passo verso la cucina, poi si ferm.
Sarebbe bene fare questa domanda il pi privatamente possibile, disse. Se passo da quella stanza mi faranno delle interrogazioni. Non vi  altro modo per uscire dalla capanna?
Maria gli mostr l'uscio che si apriva sul cortile. Egli s'inchin, ed usc fuori.
Maria guard allora furtivamente il medico tedesco. Ignazio Wetzel era di nuovo presso il letto, e tutto assorto, chinato sul corpo della morta, esaminava la ferita fatta dalla bomba. L'avversione istintiva di Maria per quell'uomo crebbe a cento doppi, dacch fu rimasta sola con esso. Ella si avvicin in questa alla finestra, e si mise a guardare fuori alla luce della luna.
Era ella in fallo? Non ancora del tutto. Si era proposta di tornare in Inghilterra, niente altro. Finora non era necessario presentarsi al palazzo di Mablethorpe in luogo di Graziella. Vi era ancora tempo prima di prendere una risoluzione, vi era tempo di scrivere, raccontare l'accaduto, come si era proposta di fare prima a Lady Giovanna Roy.
Supponendo che si fosse determinata a ci fare, che cosa sarebbe avvenuto di lei una volta tornata in Inghilterra? Non aveva altra alternativa che tornare dalla direttrice; non aveva altra prospettiva che tornare al Ricovero!
Il Ricovero! La direttrice! Quanti ricordi richiamavano alla mente quelle due cose.
A chi ora si volgeva il suo pensiero in quello strano luogo e in quella crisi della sua esistenza?
All'uomo le cui parole avevano trovato la via del suo cuore, il suono delle quali le avevano dato forza e conforto nella cappella del Ricovero. Uno dei passaggi pi notevoli di quella predica era stato dedicato specialmente da Giuliano Gray ad avvertire il suo uditorio a non lasciarsi vincere dalla degradante azione della menzogna e dell'inganno. Le parole che aveva rivolte a quelle miserabili donne che lo circondavano, parole di simpatia e di conforto che non erano mai state loro indirizzate, tornarono alla mente di Maria come se le avesse udite un'ora prima.
Divenne pallidissima a quella ricordanza.
Oh! disse fra s, mentre pensava a ci che aveva in mente di fare; che cosa ho fatto? che cosa ho fatto?
Si allontan dalla finestra con una indefinita idea di andare in cerca del signor Holmcroft e richiamarlo indietro. Mentre si avanzava verso il letto, incontr Ignazio Wetzel. Egli correva presso di lei coll'intenzione di parlarle, e teneva in mano un fazzoletto bianco; il fazzoletto che Maria aveva imprestato a Graziella.
Ho trovato questo nella saccoccia del suo vestito. Ecco qui il suo nome scritto. Deve essere una vostra compaesana.
Lesse allora con una certa difficolt le lettere segnate sul fazzoletto.
Il suo nome  Maria Merrick.
Erano state le labbra di lui, e non quelle di lei! Egli aveva dato a Graziella il nome di Maria.
Maria Merrick  un nome inglese, continu Ignazio fissandola attentamente. Non  vero?
Il pensiero di Giuliano Gray torn ad affievolirsi. Una domanda insistente occupava presentemente la sua mente.
Doveva ella correggere l'errore in cui era caduto il Tedesco? Era venuto il tempo di parlare, e riconoscere la propria identit, o tacere e commettere una frode?
Orazio Holmcroft rientr nella stanza, mentre gli occhi del dottore Wetzel erano fissi sul volto di Maria aspettando una risposta.
Non mi era vantato invano, disse il giovane Inglese, mostrando un foglietto di carta che aveva in mano.
Ecco il salvacondotto. Avete penna e inchiostro? Bisogna che vi aggiunga qualche cosa.
Maria addit il necessario per scrivere che si trovava sulla tavola. Orazio sedette, e intrise la penna nell'inchiostro.
Perdonatemi se vi sembro indiscreto, disse, ma sono obbligato di farvi qualche domanda. Come vi chiamate?
Un tremito subitaneo si impadron di Maria. Si appoggi ai piedi del letto. Tutta la sua futura esistenza dipendeva dalla sua risposta. Ella era incapace di pronunziare una parola.
Ignazio Wetzel venne di nuovo in suo soccorso. La sua voce chioccia ruppe il silenzio nel momento opportuno. Egli le torn a mettere sotto gli occhi il fazzoletto, ripetendo con ostinazione:
Maria Merrick  un nome inglese, non  vero?
Orazio Holmcroft alz gli occhi dal tavolino.
Maria Merrick? disse. Chi  Maria Merrick?
Il dottore Wetzel mostr col dito il cadavere che era sul letto.
Ho trovato questo nome sul fazzoletto, disse. Sembra che questa signora non abbia curiosit di conoscere il nome della sua compatriota.
E con ci alludeva a Maria con una voce un po' sospettosa, ed uno sguardo confinante quasi col disprezzo.
Maria si risent subito per la scortesia dimostratale. La irritazione del momento, quante volte motivi insignificanti sono causa di gravi determinazioni! la decisero a continuare nell'impresa. Volt le spalle con dispetto al vecchio, e lo lasci nell'illusione di aver scoperto il nome della morta.
Orazio riprese a scrivere sul salvacondotto:
Perdonatemi se vi annoio con queste domande, disse. Ma sapete quanto  rigida la disciplina tedesca? Come vi chiamate?
Ella gli rispose esitando, e con diffidenza, senza quasi sapere ci che faceva.
Graziella Roseberry, disse.
Appena pronunziate queste parole, avrebbe dato ogni cosa che possedeva al mondo perch non le fossero sfuggite.
Signorina? chiese Orazio, sorridendo.
Non pot rispondere che con un cenno del capo. Egli scrisse; Signorina Graziella Roseberry; pens un momento, e poi soggiunse con interrogazione: che ritorna in Inghilterra presso i suoi amici?
I suoi amici in Inghilterra!
Il cuore di Maria le balz nel petto: rispose silenziosa con un altro cenno del capo. Egli scrisse quelle parole dopo il suo nome, e vi vers sopra lo spolverino per asciugare l'inchiostro.
Questo baster, disse, alzandosi e presentando il salvacondotto a Maria.
Vi accompagner in persona attraverso le linee, e disporr ogni cosa perch possiate continuare colla ferrovia. Dov' il vostro bagaglio?
Maria fe' cenno verso la porta d'entrata della casa.
In una tettoia fuori della capanna, disse. Non  molto; posso fare da me ogni cosa, purch la sentinella mi lasci passare dalla cucina.
Orazio additandole il foglio che aveva in mano:
Ora potete andare dove vi aggrada, disse. Debbo aspettarvi qui, o fuori?
Maria guard sospettosamente Ignazio Wetzel. Egli era sempre occupato nell'interminabile esame del corpo coricato sul letto. Se lo lasciava solo col signor Holmcroft, chi sa che cosa avrebbe potuto dire quell'odioso vecchio sul conto suo. Perci rispose:
Se non vi rincresce, aspettatemi fuori!
La sentinella si trasse indietro facendo il saluto militare alla vista del salvacondotto. Tutti i prigionieri francesi erano stati trasportati altrove; non v'era pi che una mezza dozzina di Tedeschi nella cucina, di cui la maggior parte erano addormentati. Maria prese i vestiti di Graziella dall'angolo ove li aveva messi ad asciugare, e si avvi verso la tettoia, rozza costruzione di legno, annessa alla capanna. Sull'uscio di questa incontr una seconda sentinella, alla quale mostr per la seconda volta il suo salvacondotto. Chiese a quell'uomo se capiva il francese. Il soldato rispose che ne capiva un poco. Maria gli diede allora una moneta dicendogli:
Vado a mettere insieme le mie robe in quella tettoia, vi prego di badare che nessuno mi disturbi.
La sentinella salut in segno di aver capito, e Maria scomparve nell'oscurit della tettoia.
Rimasto solo col dottor Wetzel, Orazio osserv quello strano vecchio sempre chinato sulla giovanetta inglese uccisa dalla bomba.
V'ha qualche cosa di notevole, chiese egli, sul modo come quella poveretta  morta?
Nulla che possa venir scritto in un giornale, rispose quel cinico, continuando il suo esame colla stessa attenzione.
Interessante solo pel medico, eh? disse Orazio.
S, interessante solo per un medico, rispose Wetzel ruvidamente.
Orazio comprese l'avviso celato in quelle parole, e sorridendo usc dalla stanza per la porta che dava nel cortile, aspettando la bella Inglese fuori della capanna, come questa ne lo aveva pregato.
Rimasto solo Ignazio Wetzel, dopo essersi guardato attorno, aperse la parte superiore del vestito di Graziella, e le pose la mano sul cuore. Prendendo poi coll'altra mano un piccolo strumento di acciaio dalla tasca del suo soprabito, l'applic accuratamente sulla ferita sollev un pezzettino dell'osso rotto e depresso del cranio, e aspett ci che stava per seguire.
Aha! esclam, volgendosi con terribile allegria alla immobile creatura che aveva sotto le mani.
Il Francese dice che sei morta, mia cara, non  vero? Il Francese  uno scimunito, il Francese  un asino!
Alz il capo e rivolto verso la cucina chiam: Max!
Un giovane tedesco tutto sonnacchioso, coperto di un grembiale dal mento fino ai piedi, alz la cortina, aspettando gli ordini del medico.
Portami il mio sacco nero, disse Ignazio Wetzel.
Dato quest'ordine, si stropicci le mani tutto contento, scuotendosi come un cagnolino di buon umore.
Sono proprio felice, gracchi quel terribile uomo, guardando coi suoi occhi feroci il letto.
Mia cara Inglesina morta, non avrei voluto mancare quest'incontro con te per tutto l'oro del mondo. Ah! quello stupido Francese chiama questo stato morte, non  vero! Io invece dico che  sospensione di vita per la pressione del cervello.
Max comparve col sacco nero.
Ignazio Wetzel scelse due terribili strumenti, lucidi e nuovi, e stringendoli al petto: "Miei cari figliuoli, disse amorevolmente, come se fossero stati due bambini, miei diletti, venite a lavorare!" E voltosi all'assistente:
Ti ricordi, riprese, della battaglia di Solferino, Max, e del soldato austriaco che curai di una ferita alla testa?
Gli occhi mezzo addormentati dell'assistente si spalancarono; evidentemente ci lo interessava.
Certo, me ne ricordo, disse, io teneva la candela. Il dottore si accost al letto.
Non fui soddisfatto dell'esito di quella operazione, disse. Avevo bisogno di rinnovarla un'altra volta.  vero che salvai la vita di quell'uomo, ma non poteva fargli ricuperare la ragione. Doveva esserci qualche cosa che non andava bene in quell'operazione, o anche forse in quell'uomo. Comunque sia, egli vivr o morr matto. Guarda ora qui, Max mio; vedi tu questa bella giovinetta stesa sul letto? Ebbene essa mi somministra appunto quello che mi abbisognava; ecco qui un altro caso come quello di Solferino. Terrai di nuovo la candela, ragazzo mio; mettiti l, e osserva bene. Voglio provare se posso, questa volta, salvare la vita e la ragione insieme.
Rialz su i manichini del suo abito, e cominci l'operazione. Mentre i suoi terribili strumenti toccavano il capo di Graziella, si sent la voce della sentinella degli avamposti pi vicini dire in tedesco la parola che permetteva a Maria di fare il primo passo verso l'Inghilterra.
Passi la signora inglese!
L'operazione continuava. La voce della sentinella dell'avamposto seguente si ud ripetere, ma con suono pi fievole:
Passi la signora inglese!
L'operazione era terminata. Ignazio Wetzel alz la mano come per far silenzio, e avvicin l'orecchio alla bocca della paziente.
Il primo respiro tremante della vita risvegliata pass sulle labbra di Graziella, e tocc la guancia grinzosa del vecchio.
Ah! sclam, respiri eh! Brava ragazza, tu vivi!
Mentre egli parlava, la voce dell'ultima sentinella delle linee tedesche, che appena si distingueva nella distanza, dava per l'ultima volta la parola:
Passi la signora inglese!
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FINE DELLA PRIMA SCENA.
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SCENA SECONDA. IL PALAZZO MABLETHORPE.
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Il luogo  in Inghilterra. Siamo d'inverno, nell'anno milleottocentosettanta.
Personaggi: Giuliano Gray, Orazio Holmcroft, lady Giovanna Roy, Graziella Roseberry e Maria Merrick.
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CAPITOLO 6.  La compagna di Lady Giovanna.
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 una bellissima giornata d'inverno. Il cielo  sereno, gela e il ghiaccio  duro abbastanza per potervi pattinare.
La stanza da pranzo dell'antico palazzo di Mablethorpe, posto a Kensington, sobborgo di Londra,  celebre fra gli artisti e altre persone di buon gusto per le sculture in legno, di origine italiana, che ricoprono i muri da tre lati. Sul quarto, l'invasione del moderno progresso ha messo la mano e ne ha mutato e reso pi gaio l'aspetto con una aranciera, che forma l'ingresso della stanza, attraverso a un giardino di inverno pieno di piante e di fiori rarissimi. Sulla vostra destra, mentre state in faccia all'aranciera, la monotonia del muro incorniciato di legno  rotta da un uscio di belle forme coperto di bassorilievi, che conduce alla biblioteca e di l attraversando un gran salone, alle altre sale di ricevimento del palazzo. Un uscio corrispondente alla sinistra d ingresso alla sala da bigliardo e, accanto ad essa, al luogo per fumare, e ad un salottino che d accesso ad una delle entrate secondarie dell'edificio. Alla sinistra pure si vede un ampio camino cui sovrasta un cornicione di marmo, scolpito nello stile profusamente e confusamente adorno di ottant'anni fa. Ad un occhio educato, la stanza da pranzo, col suo moderno mobiglio e l'aranciera, i suoi muri, i suoi usci antichi, il maestoso cornicione del camino non molto vecchio, n molto nuovo presenta un singolare e quasi rivoluzionario miscuglio del gusto di scuole al tutto diverse fra loro. All'occhio di un ignorante, l'effetto che produce  un senso di gran lusso e comodit, combinati a meraviglia e sviluppati in grande.
L'orologio ha suonato allora le due. La tavola  apparecchiata pel lunch (merenda).
Tre persone stanno sedute a tavola. Prima, lady Giovanna Roy. Secondo, una giovane miss, sua leggitrice e donna di compagnia. Terzo, un ospite che dimora nel palazzo, e che di gi abbiamo conosciuto col nome di Orazio Holmcroft, annesso all'armata tedesca durante la guerra come corrispondente d'un giornale inglese.
Lady Giovanna non ha bisogno di molte parole di presentazione. Tutti quelli che hanno qualche pratica della societ di Londra conoscono lady Giovanna Roy.
Chi non ha inteso parlare dei suoi antichi merletti e dei suoi stupendi rubini? Chi non ammirato la sua maestosa persona, i suoi bei capelli bianchi, i suoi meravigliosi occhi neri, che conservano ancora il loro splendore giovanile, sebbene si sieno aperti alla luce settant'anni fa? Chi non ha provato l'incanto del suo conversare, della sua parola leale e facile, del suo spirito inesauribile, della graziosa ed amena socievolezza dei suoi modi?
Chi  il moderno eremita che non sia informato, almeno per averlo inteso dire, delle opinioni singolari e avanzate di essa; del generoso incoraggiamento dato al merito, in qualunque classe si trovi; della sua carit, che non conosce distinzioni fra compaesani o stranieri; della sua grande indulgenza, cui non pu diminuire la pi nera ingratitudine, n venir pervertita dalla pi bassa servilit? Tutti hanno udito parlare della popolare signora senza figli, vedova di un gentiluomo da molto tempo dimenticato. Tutti conoscono lady Giovanna Roy.
Ma chi conosce quella bella giovine seduta alla sinistra di lei, che si trastulla anzich mangiare colla merenda imbanditale? Nessuno davvero la conosce.
 vestita di una elegante stoffa di seta bigia, adorna di velluto pure bigio, con un nastro rosso scuro che le cinge il collo e finisce con un fiocco sul petto.  alta quasi quanto lady Giovanna, ed ha una grazia ed una naturalezza di movimento, rara in una persona di quella statura. Se si giudicasse dalla innata maest con cui tiene alto il capo, e dalla espressione dei suoi grandi e melanconici occhi, coloro che credono nella potenza del sangue e della razza, potrebbero crederla una nobile signora. Ahim! Essa non  che la compagna e la lettrice di lady Giovanna. Il suo capo, cui fan corona le trecce dei suoi bei capelli castani, si china con dolce rispetto quando lady Giovanna parla. La sua bella mano  sempre intenta a presentare a lady Giovanna ci che desidera. La vecchia signora le parla con benevola famigliarit come ad una figlia adottiva. Ma la gratitudine della bella leggitrice conserva sempre una certa ritenutezza mentre risponde alla bont della signora; il sorriso della bella giovane conserva sempre un non so che di doloroso quando fa eco al riso cordiale di lady Giovanna. Che cosa vi  sotto quell'apparenza tranquilla? Soffre essa di mente, o di corpo? Che cosa la disturba?
Ci che la disturba  un rimorso segreto. Quella bella e delicata creatura languisce sotto la lenta tortura di un costante rimorso.
La padrona di casa, e tutti quelli che abitano con essa o le fanno visita, la conoscono col nome di Graziella Roseberry, l'orfana, lontana parente del marito di lady Giovanna Roy. Essa sola sa di essere il rifiuto delle strade di Londra; l'inquilina di un ricovero di Londra; la donna perduta che con una menzogna si era rifatta un passato, dopo aver tentato invano di farsi un nome e una casa. Eccola l seduta sotto l'ombra sinistra del suo terribile segreto, mascherata col nome di un'altra, e nel posto di un'altra. Maria Merrick non aveva bisogno che di ardimento per divenire Graziella Roseberry. Essa aveva avuto questo ardimento, ed ora sono quasi quattro mesi che  divenuta Graziella Roseberry.
In questo momento, mentre lady Giovanna sta parlando con Orazio Holmcroft, qualche cosa le ha fatto tornare in mente il giorno in cui fece il primo passo fatale che la avvi sulla strada della menzogna.
Con quale meravigliosa agevolezza erasi compiuto l'atto dello scambio di persona!
A prima vista, lady Giovanna aveva ceduto al fascino di quel nobile ed interessante volto. Non era stato necessario presentare la lettera involata; non era stato necessario ripetere la storia letta dapprima. La vecchia signora aveva posato il foglio in disparte senza aprirlo, ed aveva interrotto il racconto alle prime parole.
Il vostro volto  la vostra raccomandazione, mia cara; vostro padre non pu dir nulla per voi che non abbiate gi detto da voi stessa.
Questo fu il ricevimento che la conferm compiutamente nella sua falsa identit a tutta prima. Merc la propria esperienza, e merc il Diario delle cose avvenute a Roma, le domande intorno alla vita nel Canad e quelle intorno alla malattia del colonnello la trovarono pronta a rispondere in modo che, anche se qualche sospetto avesse esistito, lo avrebbe disarmato certamente. Mentre la vera Graziella andava lentamente ritornando in vita in uno spedale tedesco, la finta Graziella era presentata agli amici di lady Giovanna come una lontana parente del marito della padrona del palazzo di Mablethorpe.
Finallora nulla era avvenuto che potesse far supporre a Maria che Graziella Roseberry non fosse tutt'altro che morta e seppellita. Per quanto sapeva, poteva vivere tranquilla, qualora la sua coscienza glielo avesse permesso, rispettata, ossequiata ed amata, nella posizione da essa usurpata.
Ella si alz repentinamente da tavola. Lo sforzo di tutta la sua esistenza consisteva ora in liberarsi da quelle rimembranze che venivano a disturbarla continuamente. La sua memoria era ora il suo peggior nemico; l'unico sollievo era per lei il mutar di occupazione e il mutar di luogo.
Posso andare nell'aranciera, lady Giovanna? chiese Maria.
Certamente, mia cara.
Chin il capo salutando la sua benefattrice, guard per un momento, con melanconica attenzione, Orazio Holmcroft, e, attraversata lentamente la stanza, entr nell'aranciera. Gli occhi di Orazio la seguirono finch poterono vederla, con una espressione mista di curiosit, ammirazione e disapprovazione. Quando fu scomparsa, l'ammirazione scomparve, ma rimase la disapprovazione. Il volto del giovane si contrasse; stava seduto in silenzio, e colla forchetta in mano si trastullava come distratto coi pezzettini rimasti sul suo piatto.
Prendete di questo pasticcio, Orazio, disse lady Giovanna.
No, grazie.
Ancora un po' di pollo, allora?
Neppure, grazie.
Non vi  nulla che vi possa tentare?
Se mi permettete, prender ancora un po' di vino.
Riemp il suo bicchiere (per la quinta o sesta volta) di vino, e lo vuot tutto di un fiato. Gli occhi brillanti di lady Giovanna lo osservavano con ironica attenzione; essa francamente al solito disse ci che le passava per la mente in quell'istante.
L'aria di Kensington non mi pare che vi conferisca! mio giovine amico, disse. Durante tutto il tempo in cui siete mio ospite, non fate che riempire il vostro bicchiere e vuotare il vostro portasigari. Questi sono cattivi segni in un giovanotto. Quando siete venuto qui eravate convalescente di una ferita. Se fossi stata al vostro posto, non avrei esposto la mia vita, per la sola prospettiva di descrivere una battaglia in un giornale. Ma i gusti sono diversi. Siete ammalato? La vostra ferita vi fa ella ancora soffrire?
Niente affatto.
Allora avete qualche dispiacere.
Orazio Holmcroft lasci cadere la forchetta, appoggi i gomiti sulla tavola e rispose:
Molti.
Anche la grande tolleranza di lady Giovanna aveva i suoi limiti. Comprendeva ogni umana sofferenza, tranne una infrazione ai modi sociali. Afferr la prima arma di correzione che aveva sotto la mano, un cucchiaio da tavola, e colp con quello sul braccio a lei vicino del suo giovane amico.
La mia tavola non  quella di un club, disse la vecchia signora. Alzate il capo. Non guardate la forchetta, guardate me. Io non permetto a nessuno di essere di cattivo umore in casa mia. Considero questo come una mancanza verso di me. Se la nostra tranquilla esistenza non vi piace, ditelo apertamente, e troveremo qualche altra cosa da fare. Credo che troverete qualche occupazione, se la cercate. Non  necessario sorridere. Non ho bisogno di vedere i vostri denti. Voglio una risposta.
Orazio riconobbe, con tutta la necessaria seriet, che avrebbe potuto avere qualche occupazione. La guerra tra la Francia e la Germania continuava ancora: il giornale gli aveva offerto di riammetterlo in qualit di suo corrispondente.
Non mi parlate dei giornali n della guerra! sclam lady Giovanna con impeto di collera, vera questa volta. Detesto i giornali! Non permetto che entrino in casa mia. Io do tutta la colpa del sangue sparso tra Francia e Germania ai giornali.
Orazio spalanc gli occhi tutto meravigliato. Evidentemente la vecchia signora parlava sul serio.
Che cosa intendete di dire? domand egli. Credete che i giornali abbiano la responsabilit della guerra?
Intera responsabilit, rispose lady Giovanna. Come, non conoscete ancora il secolo nostro? Chi oggi non fa qualche cosa (compresa la guerra) se non per vedersi stampato nei giornali? Io sottoscrivo per un'opera di carit; tu ricevi un dono, un'offerta pubblica; egli fa un bel discorso; noi soffriamo qualche danno; voi fate una scoperta; coloro vanno in chiesa a sposarsi. Ed io, tu, egli, noi, voi e coloro non desiderano che una cosa sola, quella di vedersi stampati nei giornali. Credete che i re, i soldati, i diplomatici siano eccezioni alla regola generale dell'umanit? No, davvero. Ve lo dico sul serio, se i giornali d'Europa fossero stati unanimi a non badare affatto alla guerra tra la Francia e la Germania, sono convinta che la guerra sarebbe terminata da un pezzo per mancanza di pubblicit. Fate che la penna cessi dal parlare della spada, e ne vedrete subito l'effetto. Senza pubblicit, manca la guerra.
Se non altro, signora, le vostre opinioni hanno il merito della novit, disse Orazio. Volete vederle esposte in qualche giornale?
Lady Giovanna ribatt subito:
Non vivo io forse nell'ultima parte del secolo decimonono? Nei giornali, dite? Certo, Orazio, e in lettere di scatola, per farmi piacere!
Orazio mut discorso.
Mi biasimate per essere di cattivo umore, disse; sembrate credere che io sia stanco della piacevole esistenza che si conduce nel vostro palazzo. Non sono annoiato per nulla, lady Giovanna.
Poi, guardando con piglio accigliato l'aranciera, riprese:
La verit  che non sono soddisfatto di Graziella Roseberry.
Che cosa ha fatto Graziella?
Essa persiste a volere prolungare il nostro impegno. Non posso persuaderla in nessun modo a fissare il giorno del nostro matrimonio.
Era vero! Maria aveva avuto l'imprudenza di ascoltarlo e di amarlo. Ma la giovane non era caduta tanto basso da sposarlo con un falso nome. Erano trascorsi tre mesi dacch Orazio, tornato in patria ferito, aveva trovata la bella inglese, incontrata e protetta in Francia, stabilita nel palazzo di Mablethorpe. Invitato a rimanere come suo ospite da lady Giovanna, presso la quale andava a passare le vacanze da fanciullo, colla libert di stare con Maria tutto il tempo della sua convalescenza, l'impressione prodotta dapprima in lui nella capanna di Francia, si mut in profondo amore. Prima che fosse terminato un mese, Orazio aveva fatto la sua dichiarazione, ed aveva trovato che non si rivolgeva ad una indifferente. Da quel momento non si trattava che di persistere tanto da ottenere una promessa. L'impegno fu preso, con molta incertezza per parte della signorina, e qui si arrest il successo di Orazio. Per quanto avesse insistito, non gli fu possibile determinare la sua fidanzata a fissare il giorno delle nozze. Non vi era alcun ostacolo dal canto di lei. Non aveva nessun parente prossimo da consultare. Come parente del marito di lady Giovanna, la madre e la sorella di Orazio erano pronte a riceverla con tutti gli onori dovuti ad un nuovo membro della famiglia.
In questo caso, non era necessaria nessuna considerazione pecuniaria, per aspettare un momento pi favorevole. Orazio era figlio unico; ed aveva ereditato i beni di suo padre e con ci una entrata per supplire alle spese della sua posizione. Da ambo le parti non v'era assolutamente nulla che potesse impedire i due giovani di maritarsi, allorch si fossero fatti i preparativi necessari. Contuttoci, vi era molta apparenza che questo stato di cose dovesse durare ancora un pezzo, senza altro motivo che l'incomprensibile ostinatezza della signorina a non voler dare la ragione di questo ritardo.
Potete voi spiegare la condotta di Graziella? chiese lady Giovanna.
Mentre diceva queste parole il volto della signora mut espressione; sembrava perplessa ed annoiata.
Non ho gran voglia di spiegarmela, rispose Orazio; ma temo che abbia qualche motivo per differire il nostro matrimonio, che non possa confidare n a voi n a me.
Lady Giovanna si turb.
Che cosa vi fa supporre questo? domand.
L'ho sorpresa una volta o due tutta in lagrime. Di tratto in tratto, anche stando a discorrere allegramente, l'ho veduta mutar colore, e divenire taciturna e oppressa. Poco fa, quando si alz da tavola, non ci avete badato? essa mi guard in modo stranissimo; quasi come se si sentisse addolorata per me. Che cosa significa tutto questo?
La risposta di Orazio, invece di accrescere l'inquietudine di lady Giovanna, parve rassicurarla. Egli non aveva osservato nulla pi di quello gi veduto da essa stessa.
Sciocco! disse, tutto ci  ben chiaro. Graziella non sta bene di salute da un pezzo, e il medico raccomanda il cambiamento di aria. La porter con me in qualche luogo.
Sarebbe molto pi ragionevole, riprese Orazio, che io la portassi con me. Essa acconsentirebbe se voleste mettere in opera la vostra influenza.  chiedervi troppo, pregandovi di persuaderla? Mia madre e le mie sorelle le hanno scritto in proposito, ma senza verun effetto. Fatemi questo favore, il pi grande che potete far per me, parlatele oggi!
Si ferm, e presa la mano di lady Giovanna, la strinse con affetto.
Siete sempre stata tanto buona per me, soggiunse dolcemente, stringendole di nuovo la mano.
La vecchia signora lo guard. Non si poteva negare che il volto di Orazio Holmcroft aveva tali attrattive da renderlo simpatico. Molte donne avrebbero potuto invidiargli la sua bella carnagione, i suoi puri e brillanti occhi celesti, e la tinta dorata dei suoi biondi capelli. Gli uomini, e specialmente quelli esperti nell'osservare le fisonomie, avrebbero forse notato nella forma della fronte, e nella curva del labbro superiore, certi indizi di una natura morale mancante di grandezza, di una mente accessibile a forti pregiudizi, e ostinata a mantenere questi pregiudizi in faccia allo stesso convincimento. All'osservazione delle donne, questi remoti difetti non si svelavano, tanto erano poco visibili. Egli piaceva al bel sesso in generale per le rare attrattive della sua persona, e per la gentile deferenza e cortesia dei suoi modi. A lady Giovanna poi egli era carissimo non solo pei suoi meriti particolari, ma per antiche memorie che avevano rapporto con esso. Il padre di Orazio era stato uno dei suoi adoratori in giovinezza. Le circostanze li avevano separati Il matrimonio di lei con un altro uomo era stato sterile. In passato, allorch Orazio fanciullo andava a trovarla nelle vacanze, aveva nutrito in segreto l'idea (assurda troppo per essere comunicata ad una creatura vivente), che egli avrebbe potuto essere suo figlio, e potrebbe esserlo stato, se avesse sposato il padre di lui! Sorrise con grazia, vecchia com'era, e cedette come avrebbe ceduto una madre, quando il giovane le strinse la mano pregandola d'intromettersi per fare andare a bene il suo matrimonio.
Debbo io proprio parlare a Graziella? chiese con una dolcezza e mitezza di voce contraria alla solita giovialit della nobile padrona di Mablethorpe-House.
Orazio vide che aveva vinto. Balz in piedi, volse gli occhi vivamente verso l'aranciera, e il suo bel volto era raggiante di speranza.
Lady Giovanna, pensando sempre al padre del giovane, lo guard ancora, e sospirando al ricordo dei tempi trascorsi riprese la sua compostezza.
Andate nella stanza da fumare, disse spingendolo verso l'uscio. Andate, andate a coltivare il vizio prediletto del secolo decimonono.
Orazio cerc di esprimerle la sua gratitudine.
Via! via a fumare, ripet spingendolo di nuovo. A fumare!
Rimasta sola, lady Giovanna, fece un giro per la stanza riflettendo.
Il mal umore di Orazio non era sragionevole. Non c'era invero nessuna scusa per la dilazione di cui si lagnava. Se la signorina aveva qualche ragione particolare per disdirsi, o se era solamente incerta sul da fare, e non bene sicura del suo amore, in ogni modo, era necessario venire, presto o tardi, ad un accordo intorno a questa grave faccenda del matrimonio. La difficolt stava sul modo di intavolare il discorso senza offendere la giovinetta.
Io non comprendo le fanciulle della presente generazione, pensava lady Giovanna.
Al tempo mio, quando eravamo innamorate di un giovane, eravamo sempre pronte a sposarlo appena ci aveva chiesto. E questo si chiama un secolo di progresso! Dovrebbero essere ancora pi pronte di noi.
Arrivata, pel processo d'induzione, a questa inevitabile conclusione, ella determin di tentare ci che avrebbe potuto ottenere colla sua influenza, affidando all'ispirazione del momento il cmpito di farla riuscire nell'intento.
Graziella! disse accostandosi all'uscio dell'aranciera.
L'alta e svelta figura vestita di bigio si avanz, risaltando sul fondo verdeggiante del giardino d'inverno.
Vostra signoria mi ha chiamato?
S, ho bisogno di parlarvi. Venite, e sedete accanto a me.
Con queste parole lady Giovanna si mosse verso un canap, e fece sedere accanto a lei la fanciulla.
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CAPITOLO 7.  Egli sta per venire.
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Mi sembrate pallida, stamane, figliuola mia!
Maria mand un affannoso sospiro.
Non sto bene, rispose; qualunque rumore mi disturba. Mi sento stanca solo per attraversare una stanza.
Lady Giovanna la percosse amorevolmente sulla spalla colla mano.
Vedremo se un mutamento d'aria non vi sar giovevole. Dove volete andare? Sul continente, o sulle spiagge del mare?
Vostra signoria  troppo buona per me.
 impossibile essere troppo buoni per voi.
Maria fece un movimento. Un po' di rossore coperse il suo pallido volto. Oh! sclam con impeto.
Ripetete queste parole.
Ripetere queste parole, riprese lady Giovanna, con piglio meravigliato.
S, non mi crediate presuntuosa; credetemi solo vanitosa. Non posso udire troppo sovente da voi che mi volete bene.  invero un piacere per voi avermi in casa vostra? Mi sono io sempre regolata bene dacch mi avete ricevuta presso di voi?
L'unica scusa per la frode commessa da Maria, se vi poteva essere una scusa, stava nella risposta affermativa a queste domande. Era certo qualche cosa poter dire che la vera Graziella non avrebbe potuto rendersi tanto degna della benevolenza ricevuta quanto se ne era resa degna la supposta Graziella durante la sua dimora nel palazzo di Mablethorpe.
Lady Giovanna un po' commossa, e un po' sorpresa dello straordinario calore mostrato dalla fanciulla in quelle domande, rispose:
Se vi siete comportata bene! Mia cara, parlate proprio come una bambina! E posando con amorevolezza la sua mano sul braccio di Maria, continu con fare pi serio: Vi basti il dire, Graziella, che benedico il giorno in cui entraste in casa mia. Non credo che sarei stata pi affezionata a voi, se foste stata mia figlia.
Maria volse altrove il capo, come se avesse voluto nascondere il suo volto. Lady Giovanna sent tremare il braccio, posto sotto la sua mano.
Che cosa c'? chiese col suo modo consueto, brusco e cordiale.
Sono riconoscente a vostra signoria, ecco tutto.
Queste parole vennero pronunziate con voce fioca, interrottamente. Il volto della giovane era sempre celato a lady Giovanna.
Che cosa ho detto per produrre questo effetto? disse fra s meravigliata la vecchia signora:  forse in una giornata di tenerezza? Se fosse di questo umore, sarebbe il momento opportuno per parlarle di Orazio.
Lady Giovanna dopo questo ragionamento, prese le mosse con tutta delicatezza per intavolare questo discorso.
Abbiamo passato tanto bene questo tempo insieme, riprese ella, che non sar facile per nessuna delle due mutare modo di vita. Alla mia et il mutamento sar pi penoso. Che cosa far, Graziella, quando sia venuto il giorno in cui dovr separarmi dalla mia figlia adottiva?
Maria si scosse, e mostr il suo volto. Si vedevano ancora i suoi occhi bagnati di lagrime.
Perch dovr io lasciarvi? chiese con voce sgomenta.
Certo voi lo sapete! sclam lady Giovanna.
Davvero no. Ditemi dunque perch dovr lasciarvi!
Demandatelo a Orazio.
Quest'ultima allusione era troppo chiara per non venire compresa. Maria chin il capo sul petto. Cominci nuovamente a tremare. Lady Giovanna la guardava piena di meraviglia.
Ha avuto qualche torto con voi Orazio?
No.
Siete sicura del vostro cuore, figliuola mia? Non avete certo lusingato Orazio, senza amarlo?
Oh no!
E allora...
Per la prima volta dacch si conoscevano, Maria interruppe la sua protettrice.
Mia cara lady Giovanna, disse dolcemente, non ho fretta di maritarmi. Abbiamo tutto il tempo necessario per parlarne. Mi avete chiamata per darmi qualche ordine, vi prego, ditemi di che si tratta.
Non era cosa facile sconcertare lady Giovanna Roy. Ma quest'ultima domanda la fece ammutolire. Dopo tutto quello che si era detto, la sua giovane compagna le stava vicina, senza il pi lieve sospetto intorno al motivo del loro colloquio.
Ma in che maniera sono fatte oggi le fanciulle! pens la vecchia signora, sempre pi imbarazzata intorno al modo di continuare la conversazione. Maria aspettava dal canto suo con una impassibile pazienza che aggravava ancora la difficolt della posizione. Quel silenzio minacciava di terminare il colloquio in modo inopportuno e inaspettato quando l'uscio si aperse, ed un lacch, il quale teneva in mano un piccolo vassoio d'argento, entr nella stanza.
Il mal umore che invadeva lady Giovanna in quel momento, si rovesci sul domestico.
Che cosa volete? chiese ella, aspramente. Io non vi ho chiamato.
Una lettera, miledy; il messaggiero aspetta la risposta.
L'uomo present il vassoio, con una lettera dentro ed usc fuori.
Lady Giovanna riconobbe il carattere della sopraccarta e si mostr sorpresa.
Perdonatemi, cara, disse, fermandosi colla sua consueta cortesia, prima di rompere il suggello dalla busta.
Maria fece il saluto d'obbligo e si mosse verso l'altro capo della stanza, non potendo supporre che quella lettera avrebbe prodotto una crisi nella sua vita. Lady Giovanna si mise gli occhiali.
Curioso, che sia gi tornato indietro! disse fra s mentre gettava la busta vuota sul tavolino.
La lettera conteneva queste linee; lo scrittore non era altri che l'uomo che aveva predicato nella cappella del Ricovero:
"Mia cara zia,
"Sono di ritorno a Londra prima del tempo. Il rettore mio amico ha abbreviato le sue vacanze, ed ha ripreso il suo posto in campagna. Ho paura che mi sgriderete quando udrete le ragioni che m'hanno indotto ad affrettare il mio ritorno. Quanto pi presto vi avr fatta la mia confessione, tanto pi mi sentir l'animo sollevato. Inoltre ho un scopo particolare per desiderare di vedervi il pi presto possibile. Posso io tener dietro alla mia lettera? Posso io presentarvi una signora affatto straniera alla quale m'interesso? Vi prego di dir di s al latore del presente, ed obbligare il vostro
"Aff. nipote, GIULIANO GRAY."
Lady Giovanna fece un atto di sospetto alla parola "signora", cui alludeva la lettera.
Giuliano Gray era il suo solo nipote, figlio di una sua prediletta sorella. Non avrebbe goduto tanto la stima di sua zia, che considerava le opinioni di lui in politica e in religione un errore, se non fosse stata la rassomiglianza del giovane con sua madre. Questa rassomiglianza parlava in favore di esso presso la vecchia signora, aiutata per dall'orgoglio che provava segretamente per la nascente celebrit del giovine come ministro e come predicatore. Merc queste circostanze attenuanti, e l'inesauribile giovialit di Giuliano, la zia ed il nipote erano buonissimi amici. Tranne ci che ella chiamava "le sue detestabili opinioni," lady Giovanna portava a Giuliano abbastanza interesse per provare una certa curiosit sul conto della misteriosa signora menzionata nella lettera. Avea egli preso la determinazione di accasarsi? La sua scelta era gi fatta? E in questo caso sarebbe questa scelta approvata dalla sua famiglia? Il volto sereno di lady Giovanna diede segno di qualche dubbio, allorch si faceva questa interrogazione. Il modo di pensare di Giuliano, noto per essere ultraliberale, poteva indurlo a passi pericolosissimi. Sua zia scosse il capo con piglio poco lieto, mentre s'alzava dal canap, e si avanzava verso l'uscio della biblioteca.
Graziella, disse, ho un biglietto da scrivere a mio nipote; torner subito.
Maria le mosse incontro dal lato opposto della stanza con una esclamazione di sorpresa.
Vostro nipote? ripet; vostra signoria non mi ha mai detto d'avere un nipote.
Lady Giovanna si mise a ridere.
Chi sa quante volte sono stata in procinto di dirvelo, soggiunse; ma abbiamo avuto tante cose da dirci; e poi, per dir la verit, parlare di mio nipote non  un argomento che mi soddisfi. Non dico gi che non gli voglia bene, ma detesto i suoi principii, mia cara, ecco tutto. Per ve ne farete una idea da voi stessa, mentre viene oggi, a trovarmi. Aspettate qui, finch torno: ho qualche cosa da dirvi sul conto di Orazio.
Maria tenne aperto l'uscio della biblioteca finch la vecchia signora non fu uscita, poi lo richiuse e cominci a passeggiare lentamente su e gi per la stanza.
Pensava forse al nipote di lady Giovanna? No. Le poche parole della signora intorno al suo parente non l'avevano neppure portata a dirne il nome. Maria ignorava ancora che il predicatore del Ricovero e il nipote della sua benefattrice fossero la stessa persona. Pensava ora alle parole di lode pronunciate da lady Giovanna: "Non posso a meno, Graziella, di benedire il giorno in cui siete venuta in casa mia." Pel momento quelle parole furono un balsamo alle sue ferite. Graziella Roseberry stessa non avrebbe potuto guadagnarsi una lode pi dolce di quella ottenuta da esse. Un momento dopo fu presa da orrore pensando al buon esito della sua menzogna.
Il sentimento della propria degradazione non le si era mai presentato tanto potente come in quel momento. Se avesse potuto solo confessare la verit, se avesse potuto continuare la vita di Mablethorpe ma innocente, come sarebbe stata felice e riconoscente! Ma sarebbe possibile (qualora avesse confessato ogni cosa) che la sua buona condotta le sarebbe servita di scusa? No! Il suo buon senso l'avvertiva che ci non era probabile. Il posto da esso guadagnato, e onestamente guadagnato, nella stima di lady Giovanna, era stato ottenuto con una menzogna. Nulla poteva servire di scusa a questo, nulla poteva fare che ci non fosse. Ella si trasse di tasca il fazzoletto ed asciug le inutili lagrime che le riempivano gli occhi, e cerc di pensare ad altro. Che cosa aveva detto lady Giovanna mentre si avviava nella biblioteca? Aveva detto che sarebbe per parlare di Orazio. Maria prevedeva di che cosa si trattava; sapeva benissimo ci che Orazio voleva da essa. In qual modo doveva comportarsi in questo frangente? Che cosa doveva fare? Poteva essa lasciare che l'uomo che l'amava, l'uomo amato, s'ingolfasse ciecamente in un matrimonio con una donna della sua sorta? No! il suo dovere era di avvertirlo. Come? Poteva essa spezzare il suo cuore, distruggere ogni sua speranza, pronunciando le terribili parole che dovevano separarli per sempre? Non posso dirglielo! Non voglio dirglielo! proruppe con disperato dolore. Il suo dolore mi ucciderebbe!
Il suo aspetto mutevole cambi di nuovo mentre pronunciava queste parole. Un debole rilasciamento della parte migliore della sua natura, la forma pi dolorosa in cui possa esprimersi la desolazione di una donna, le riemp il cuore d'ineffabile amarezza.
Sedette di nuovo sul canap, cogli occhi brillanti, e le guancia soffuse dal rossore della collera: Non sono peggiore di un'altra donna! pens fra s. Un'altra donna lo avrebbe sposato pel suo danaro.
Un momento dopo riconobbe la meschinit della scusa da lei addotta per ingannarlo. Si coperse il volto colle mani, e non trov rifugio, ove tante altre volte s'era rifugiata, tranne che in una desolata e rassegnata disperazione: Oh se fossi morta prima di essere venuta in questa casa! Oh! se potessi morire e finirla in questo momento! Cos, per pi di cento volte era terminata questa lotta. Cosi termin anche questa volta.
L'uscio che conduceva alla sala del bigliardo s'aperse dolcemente. Orazio Holmcroft aveva aspettato per sentire l'esito del colloquio di lady Giovanna, ma non poteva pi aspettare.
Guard dentro con esitazione, pronto a ritirarsi se le due signore fossero state ancora assieme. L'assenza di lady Giovanna gli fece supporre che il colloquio era terminato. Chi sa se la sua fidanzata non lo aspettava per parlargli. Fece alcuni passi avanti. La fanciulla era immobile, era seduta, distratta e assorta nei suoi pensieri. Pensava forse a lui? Si accost e la chiam.
Graziella! disse.
Maria balz in piedi, con un fievole grido.
Non mi spaventate cos, disse con irritazione, ricadendo sul canap. Ogni rumore repentino mi cagiona palpitazioni al cuore, come se volesse spezzarsi.
Orazio le chiese scusa coll'umilt di un amante.
Nello stato presente dell'animo suo, essa non era facile da rappacificare. Volse altrove gli occhi in silenzio. Ignaro al tutto della crisi di sofferenze morali attraverso la quale essa era passata, Orazio le si sedette accanto, le domand dolcemente se avesse veduto lady Giovanna. La fanciulla rispose con un'impazienza tanto sragionevole e in un modo tanto insolito, che avrebbe avvertito un uomo pi esperto di Orazio di lasciarla pel momento tranquilla. Ma Orazio era giovane, ed era stanco dell'incertezza provata nell'altra stanza; perci riprese le sue interrogazioni.
Lady Giovanna non vi ha parlato di me?
Maria si rivolse repentinamente verso il giovane dicendo con impeto:
Avete cercato di indurla a parlar con me per affrettare il nostro matrimonio. Lo veggo sul vostro volto!
Per quanto chiare fossero quelle parole, Orazio non vi pose mente e le interpret in bene.
Non andate in collera, disse con piglio allegro. Che male c' se ho pregato lady Giovanna d'interporsi in mio favore? Ho cercato prima di persuadervi io e non ci sono riuscito. Mia madre e le mie sorelle hanno pregato per me, e ad esse pure avete fatto la sorda...
Maria non poteva sopportare pi a lungo. Batt il terreno col piede con nervosa impazienza:
Sono stanca di sentir sempre menzionare vostra madre e le vostre sorelle! esclam con impeto. Non siete buono a parlare d'altro!
Non si poteva far peggio in quel momento, di quello che fece Orazio. Si offese e si alz dal canap. Sua madre e le sue sorelle erano i suoi modelli; rappresentavano pel giovine l'ideale della perfezione nella donna. And all'altro capo della stanza e le fece il pi crudele dei rimproveri che potesse immaginare in quel momento.
Fareste bene, Graziella, se seguiste l'esempio di mia madre e delle mie sorelle, disse. Esse non sogliono parlare crudelmente a coloro che le amano.
Il rabbuffo non parve aver prodotto il minimo effetto. Maria si mostrava indifferente come se nulla avesse udito. V'era in essa un sentimento, sentimento perverso, prodotto dalla propria dolorosa esperienza, che la faceva ribellarsi contro Orazio allorch questo vantava le lodi delle signore della sua famiglia.
Mi fa rabbia, pensava fra s, sentire decantare le virt di donne che non sono mai state esposte ai pericoli! Che merito c' a vivere onestamente quando la vostra vita  tutta intessuta di prosperit e di gioia? La madre di Orazio ha essa mai sofferto la fame? Le sue sorelle sono desse mai state abbandonate nelle vie di una citt?
Questi pensieri la indurivano nel male, e quasi si sentiva contenta del suo inganno, allorch Orazio le nominava come modelli da imitare sua madre e le sue sorelle.
Non comprendeva egli che le donne non possono sopportare di vedersi presentate altre donne come esempio? Si guard intorno con un senso d'impazienza e di meraviglia. Egli era seduto presso la tavola, colle spalle rivolte verso di essa, col capo fra le mani. Se egli avesse cercato di avvicinarsele, essa lo avrebbe respinto; se avesse parlato, avrebbe avuto una risposta durissima. Egli sedeva lontano senza far motto. Contro la donna che ama, il silenzio  un'arma potentissima nelle mani di un uomo. Essa pu sopportare la violenza. Va incontro alle parole con altre parole. Ma il silenzio la sottomette. Dopo un momento di esitazione, Maria s'alz dal canap e si avvi con piglio umile verso la tavola. Essa lo aveva offeso, ed essa sola era la colpevole. Che cosa ne sapeva egli, poveretto, quando l'aveva innocentemente mortificata? A lenti passi andava facendosi sempre pi vicina al giovane, il quale era tuttora muto e immobile. Maria gli pos la mano timidamente sulla spalla, e,
Perdonatemi, Orazio, dissegli sommessamente all'orecchio. Stamane non mi sento bene; sono tutta agitata. Non sapevo quello che mi diceva. Vi prego, perdonatemi.
Nessuno avrebbe potuto resistere alla dolcezza della voce e al modo carezzevole che accompagnavano quelle parole. Il giovane alz gli occhi e le prese la mano. Essa si chin e gli sfior la fronte colle labbra.
Sono io perdonata? disse.
Oh mia diletta! se sapeste solo quanto vi amo!
Lo so, rispose dolcemente la fanciulla, attorcigliando intorno alle dita i capelli di Orazio, e aggiustandoli intorno alla fronte dove la mano di esso li aveva scomposti.
Essi erano apparentemente molto assorti l'uno nell'altro, altrimenti avrebbero udito aprirsi l'uscio della biblioteca che era all'altro capo della stanza.
Lady Giovanna aveva scritto il bigliettino di risposta a suo nipote, e, fedele al suo impegno, era venuta a perorare la causa di Orazio. La prima cosa che vide, fu il suo cliente che perorava, e con lieto esito, da s!
Non sono necessaria, evidentemente, pens la vecchia signora. E richiuse, senza far rumore, l'uscio, lasciando soli gli amanti.
Orazio riprese, con intempestiva insistenza, l'argomento delle nozze differite. Alle prime parole, Maria si trasse indietro, non con collera, ma con dolore. Non insistete oggi, disse, oggi non sto bene.
Egli si alz, e guardandola con inquietudine,
Potr io parlarvene domani? disse.
S, domani, rispose Maria, avviandosi verso il canap. Poi, per mutar discorso, riprese:
Quanto tempo sta lady Giovanna a tornare? Chi sa che cosa pu trattenerla tanto tempo?
Orazio si fece forza a mostrare un certo interesse per l'assenza prolungata di lady Giovanna.
Per qual ragione vi ha lasciata qui sola? chiese appoggiandosi alla spalliera del canap, e chinandosi sulla fanciulla.
Ella  andata nella biblioteca per scrivere un biglietto a suo nipote. A proposito, chi  questo nipote?
Possibile che non lo sappiate?
No, davvero, non lo so.
Senza dubbio ne avrete udito parlare. Il nipote di lady Giovanna  un uomo celebre.
Si ferm, e facendosi pi vicino a Maria, alz un riccio di capelli che le cadeva sulle spalle e lo port alle labbra.
Il nipote di lady Giovanna, riprese,  Giuliano Gray.
Maria si volse ad un tratto intorno come presa da repentino terrore, come se dubitasse dei propri sensi.
Orazio rimase compiutamente meravigliato.
Ma mia cara Graziella, sclam, che cosa ho detto o fatto da produrvi un simile turbamento?
Ella alz la mano come per farlo tacere.
Il nipote di lady Giovanna  Giuliano Gray, ed io lo so soltanto adesso!
La meraviglia di Orazio cresceva.
Ebbene, mia diletta, ora lo sapete; che cosa c' da sgomentarvi tanto? disse.
Vi era davvero motivo di sgomento anche per la donna pi audace del mondo, nella posizione di Maria, e colla sua natura. Alla sua mente, il suo scambio di Graziella Roseberry aveva assunto l'aspetto della fatalit. Quale altra potenza, se non la fatalit, l'aveva condotta ciecamente nella casa in cui avrebbe dovuto incontrare il predicatore del Ricovero? Egli stava per venire, l'uomo che era penetrato tanto addentro nel suo cuore, l'uomo che aveva trasformata la sua vita! Chi sa se con esso non veniva pure il giorno del castigo?
Non mi badate, disse con voce fievole:  tutto il giorno che sto poco bene. Lo avete veduto quando veniste qui. Il suono stesso della vostra voce mi sgoment: fra poco star meglio. Ho paura di avervi turbato!
Mia cara Graziella, avevate l'aspetto spaventato sentendo il nome di Giuliano Gray! So bene che  una celebrit; ed io ho veduto molte signore turbarsi e guardarlo con meraviglia quando entrava in una stanza. Ma voi eravate proprio atterrita.
Con uno sforzo disperato, Maria raccolse tutto il suo coraggio, e si mise a ridere, con un riso aspro, imbarazzato, ponendosi per meglio dissimularlo la mano sulla bocca.
Sciocchezze! esclam, con piglio volubile. Come se il signor Giuliano Gray avesse qualche cosa di comune con me! Mi sento gi meglio. Vediamo ora voi, Orazio!
E lo guard con gelata allegria; e ritornando con una finta indifferenza sull'argomento del nipote di lady Giovanna:
Naturalmente ho sentito parlare di lui, disse. Credete che venga quest'oggi? Non mi state dietro, non si pu parlarvi in quella posizione. Venite qui e sedete accanto a me.
Egli obbed, ma il suo volto non era contento; non aveva ancora perduto l'espressione di sorpresa e d'inquietudine che aveva prima. Maria insistette nella sua parte, determinata a dissipare ogni possibile sospetto che ella potesse avere ragione di temere sul conto di Giuliano Gray.
Ditemi tutto ci che sapete intorno a questa vostra celebrit, disse passando famigliarmente il braccio sotto il suo. Che aria ha egli?
Questo movimento carezzevole e il piglio disinvolto di Maria produssero il loro effetto sopra Orazio. Il suo volto si rasseren; egli riprese il discorso collo stesso piglio leggero.
Aspettatevi a vedere il meno clericale di tutti gli ecclesiastici, disse. Giuliano  la pecora perduta fra i parroci, ed una spina nell'occhio del suo vescovo. Se  richiesto,  capace di predicare anche nella cappella dei Dissidenti. Fa professione di fede di non ambire a nessuna autorit n potenza ecclesiastica. Fa il bene secondo un modo di vedere tutto suo.  rassegnato a non occupare mai posti elevati nella sua professione. Dice che egli considera grande merito essere l'arcidiacono degli afflitti, il decano degli affamati, e il vescovo dei poveri. Con tutte queste stranezze  il pi bravo ragazzo del mondo;  popolarissimo fra le donne. Vanno a trovarlo per chiedergli consiglio. Dovreste andarvi anche voi, Graziella.
Maria cambi colore.
Che cosa volete dire? chiese ella con asprezza.
Giuliano  rinomato pei suoi modi persuasivi, disse Orazio, sorridendo. Se vi parlasse, Graziella, chi sa se non riuscirebbe a farvi fissare il giorno delle nostre nozze. Se pregassi Giuliano di perorare per me?
Egli disse questo per scherzo, ma Maria colla sua mente turbata credette che lo facesse sul serio.
Egli lo far, pens, con un senso di indicibile terrore, se io non lo impedisco!
Non v'era se non un mezzo per ci fare. L'unica via per impedire Orazio di ricorrere al suo amico, era di accordare ad esso ci che desiderava prima che Giuliano entrasse in casa. Ella gli pos la mano sulla spalla; nascose le terribili angoscie che la laceravano, sotto un piglio di civetteria penoso a vedere.
Non dite sciocchezze, riprese allegramente. Che cosa stavamo dicendo, prima di parlare di Giuliano Gray?
Facevamo le meraviglie dell'assenza di lady Giovanna, replic Orazio.
Maria gli batt la spalla con impazienza, dicendo:
No! no! prima di ci parlavate d'altro.
I suoi occhi spiegarono meglio ci che le parole non lasciavano comprendere. Orazio le pass il braccio intorno alla vita.
Diceva che vi amava, le susurr egli all'orecchio.
Solo questo?
Siete stanca di sentirlo dire?
Maria sorrise con grazia.
Siete sempre cos ansioso intorno... intorno?
E tacque volgendo altrove lo sguardo.
Intorno al nostro matrimonio?
S.
 il desiderio pi ardente della mia vita.
Davvero?
Davvero!
Vi fu una pausa. Le dita di Maria si trastullavano coi ciondoli della catena del suo oriuolo.
Quando vi piacerebbe che avesse luogo? disse con voce fievole, guardando sempre la catenella.
Maria non aveva mai parlato, non aveva mai avuto quell'aspetto, come in quel momento. Orazio temeva di por fede a quella buona fortuna.
Oh! Graziella, sclam, non vi burlate di me!
E che cosa vi fa credere che mi burli di voi?
Orazio era abbastanza ingenuo per risponderle sul serio.
Un momento fa non volevate che ve ne parlassi neppure! diss'egli.
Non badate a quello che ho detto o fatto test, replic la giovane, con petulanza. Dicono che le donne sono mutevoli. Sapete bene che  uno dei nostri difetti.
Sia benedetto il cielo per questi difetti! sclam Orazio con devota sincerit. Mi lasciate davvero la libert della determinazione?
Se siete sempre della stessa idea.
Orazio riflett un momento, al tempo necessario pei preparativi.
Con una licenza possiamo sposarci fra due settimane, disse. Io fisso il giorno da oggi a quindici.
Maria alz la mano per protestare.
Perch mo? Il mio notaio  pronto. Non vi sono preparativi da fare. Quando mi avete accettato diceste che avrebbe dovuto essere un matrimonio privato.
Maria dovette confessare di aver detto questo.
Potremmo essere maritati subito, se lo permettesse la legge. Ma fra quindici giorni! Brava Graziella, dite di s!
Ella gli si fece pi vicina. Vi fu un momento di silenzio. La maschera di civetteria, mal messa fin da principio, svan dal suo volto. I suoi chiarissimi occhi si fissarono con espressione dolente sul volto del giovane.
Non mi guardate tanto seriamente! disse egli. Una sola parola, Graziella, dite solamente di s!
Maria sospir, mentre pronunciava quella parola. Egli la baci con passione. Con uno sforzo supremo ella si svincol dalle sue braccia.
Lasciatemi, disse fievolmente. Vi prego, lasciatemi sola!
Ella parlava sul serio, davvero sul serio. Tremava da capo a piedi come una foglia. Orazio si alz per lasciarla.
Vado a cercare lady Giovanna, disse; desidero che quella cara signora sappia che non sono pi di cattivo umore, e dirlene la ragione.
E si volse verso l'uscio della biblioteca.
Non andrete via? Vi lascerete vedere da me di nuovo quando sarete tranquilla?
Aspetter qui, disse Maria.
Soddisfatto di questa risposta, Orazio usc fuori.
Le mani della fanciulla caddero inerti in grembo; ella appoggi indietro il capo con stanco atteggiamento sui cuscini del canap.
Aveva la mente confusa e sbalordita: non sapeva se sognava o se era sveglia. Aveva ella davvero dato parola di sposare Orazio Holmcroft, fra quindici giorni? Quindici giorni! Qualche cosa poteva seguire nel frattempo da impedirlo: in quindici giorni avrebbe trovato modo di uscire dal frangente in cui si trovava.
In ogni modo, qualunque cosa avvenisse, aveva scelto il mezzo migliore per evitare un colloquio con Giuliano Gray.
Si alz con un movimento, quando l'idea di quel colloquio, scomparsa per pochi momenti, le si present di nuovo al pensiero. La sua immaginazione eccitata, le presentava Giuliano Gray come se fosse in quella stanza, parlandole di Orazio, come questo aveva suggerito.
Ella lo vedeva seduto a lei vicino, quell'uomo che aveva commossa la sua anima in quella predica, quando lo ascoltava, non veduta, all'altro capo della cappella, lo sentiva parlare, lo vedeva scrutare la sua coscienza, come se le leggesse il suo vergognoso segreto negli occhi; le pareva che parola per parola le strappasse dal cuore la confessione del suo fallo prostrata ai suoi piedi. Lasci cadere il capo sui cuscini; si nascose il volto con orrore, per sfuggire la visione che le aveva presentata la sua fantasia. Anche ora, dopo di aver reso inutile quel terribile colloquio, era ella sicura, incontrandolo solo in presenza di altri, di non tradirsi? Non ne era ben certa. Si sentiva scorrere un brivido per le vene alla sola idea di trovarsi nella stessa stanza con esso. Ella lo sentiva: la sua colpevole coscienza riconosceva e temeva Giuliano Gray, come colui che l'avrebbe smascherata!
Il tempo passava. La violenza della sua agitazione cominciava a farsi sentire fisicamente sulla sua gi affranta persona.
Si mise a piangere senza saperne la ragione. Un peso le premeva il capo, si sentiva oppressa dalla stanchezza. Si affond maggiormente nei cuscini, i suoi occhi si chiusero, il battito monotono della pendola collocata sul caminetto and facendosi sempre pi debole al suo orecchio. A poco a poco fu presa dal sonno, sonno assai leggero, tanto che il cadere di un tizzone nella gratella, o il cinguettio degli abitatori dell'uccelliera del giardino d'inverno, la facevano scuotere e aprir gli occhi. Lady Giovanna e Orazio entrarono: Maria si accorse confusamente della presenza di persone nella stanza.
Dopo un po' di tempo aperse gli occhi, e si mosse per parlar loro. La stanza era vuota. Essi erano usciti sommessamente, lasciandola riposare. I suoi occhi si chiusero nuovamente. Cadde in un lieve sonno, e da questo, per la quiete e il tepore della stanza, in un altro sonno pi profondo e tranquillo.
...
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CAPITOLO 8. Egli  venuto.
...
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...
Dopo un intervallo di riposo, Maria fu svegliata dal chiudersi dell'uscio a vetri in fondo all'aranciera. Quell'uscio che dava nel giardino non era adoperato che dalle persone di casa, o dagli amici privilegiati che entravano di l per andare nelle sale di ricevimento. Credendo che Orazio o lady Giovanna stessero per tornare nella stanza da pranzo, Maria si sollev un tantino dal canap e si mise ad ascoltare. La voce di uno dei domestici le colp l'orecchio. La voce che rispondeva a questo, la fece tremare da capo a piedi. Balz ritta ascoltando atterrita senza respirare. S! non vi era da sbagliarsi. La voce che aveva risposto al domestico, era la voce non mai dimenticata da lei, udita nel Ricovero. Il visitatore entrato per l'uscio a vetri era Giuliano Gray!
Il suono dei passi rapidi di esso andava facendosi pi vicino. Maria ebbe tanta forza da correre verso l'uscio della biblioteca. La sua mano tremava per modo che non le riusciva di aprirla. L'aveva appunto aperta, allorch ud il suono della sua voce; egli le parlava.
Vi prego, non fuggite, disse! Non sono una persona di soggezione. Sono il nipote di lady Giovanna, Giuliano Gray.
Essa si volse lentamente, soggiogata dalla sua voce, e lo guard in silenzio.
Egli era in piedi, col cappello in mano sul limitare dell'aranciera, vestito di nero con una cravatta bianca, ma nel suo vestiario si osservava una certa cura per causare ogni apparenza clericale. Giovane come era, gli si vedevano sul volto indizi di gravi pensieri, e i suoi capelli cominciavano a farsi pi radi sulla fronte. Di forme snelle, egli era di mezzana statura. Il colorito era pallido. La parte inferiore del volto senza barba n baffi, non aveva nulla di notevole. Un attento osservatore non avrebbe badato a quell'uomo se non fossero stati i suoi occhi. Questi soli bastavano a fermare l'attenzione di ognuno. La grandezza insolita delle orbite, in cui essi stavano, dava una certa maest al capo, grande e ben posato sulle spalle. Lo splendore poi di essi sfidava qualunque analisi. Nessuno poteva ben definire il loro colore; alcuni asserivano che erano grigiscuri, altri neri. Parecchi pittori avevano tentato di riprodurli, ma abbandonarono l'impresa, non potendo riuscire a riprodurre neppure una delle svariate espressioni che presentavano.
Erano occhi che potevano ora ammaliare, ora atterrire; occhi che potevano a piacimento ora far sorridere ora far piangere. Erano del pari irresistibili tanto nell'azione come nel riposo. Quando si avvidero della fuga di Maria verso l'uscio, brillarono allegramente colla vivacit di un fanciullo. Quando essa si volse e li guard, quegli occhi mutarono espressione; si fecero dolci e brillanti come se volessero confessare l'interesse e l'ammirazione che la vista della fanciulla aveva svegliato nell'animo di lui. La sua voce e i suoi modi presero altra espressione. Con profondo rispetto torn a rivolgerle la parola.
Posso io pregarvi di rimettervi a sedere? Vi domando scusa di essermi presentato a voi in questo modo.
Egli si ferm aspettando una risposta prima di innoltrarsi nella stanza.
Sempre ammaliata dalla sua voce, Maria ricuper un po' di sangue freddo, e con un inchino torn al suo posto sul canap. Era impossibile ora che egli la lasciasse. Dopo averla guardata un momento, Giuliano entr nella stanza senza parlare.
Essa cominciava ad interessarlo e imbarazzarlo.
Non  un dolore comune, pens fra s, quello di cui porta le traccie il volto di quella donna; non  un cuore comune quello che batte nel petto di quella donna. Chi pu mai essere?
Maria raccolse il suo coraggio, e si fece forza per parlargli.
Credo che lady Giovanna sia nella biblioteca, disse timidamente. Desiderate che io le faccia sapere il vostro arrivo?
Non disturbate lady Giovanna, n vi date pensiero di me, rispose avviandosi verso la tavola ancora apparecchiata, dandole cos delicatamente campo a rimettersi dal suo turbamento. Prese il vino lasciato da Orazio nella bottiglia, e lo vers in un bicchiere.
Per ora mia zia sar rappresentata dal suo vino, diss'egli sorridendo, mentre si volgeva nuovamente verso Maria. Ho fatto una lunga passeggiata, e credo potere prendere la libert di servirmi in questa casa senza invito.  inutile, signorina, offrirvi qualche cosa, non  vero?
Maria fece la risposta necessaria. Cominciava gi, dopo l'esperienza che aveva dell'indole di Giuliano, a meravigliarsi dei suoi modi sciolti, e del suo fare disinvolto.
Egli vuot il bicchiere col piglio di un uomo il quale conosce e apprezza un buon vino.
Il vino di mia zia  degno di essa, disse con burlesca gravit, mentre posava sulla tavola il bicchiere. Entrambi sono prodotti dalla Natura.
Sedette a tavola osservando le differenti vivande che la guarnivano ancora. Una specialmente attir la sua attenzione.
Che cosa  questo? continu, un pasticcio di Strasburgo! Non sarebbe onesto assaggiare vino francese, e non badare a un pasticcio francese.
Prese il coltello e la forchetta, e assapor collo stesso gusto il pasticcio come aveva fatto pel vino.
Degno della Gran Nazione! sclam con entusiasmo. Viva la Francia!
Maria lo guardava e lo ascoltava, con indicibile meraviglia. Egli era al tutto contrario all'immagine che la sua fantasia le aveva rappresentato in ogni giorno della sua vita. Toglietegli la cravatta bianca, e nessuno potr indovinare che quel celebre predicatore sia un ecclesiastico!
Egli torn a prendere un altro pezzo di pasticcio, e cominci a parlare direttamente a Maria, alternando il mangiare e il discorrere colla stessa franchezza e disinvoltura come se si fossero conosciuti da molti anni.
Sono venuto qui dalla parte dei Giardini di Kensington, disse. Avevo ultimamente dimorato in una provincia agricola, in pianura, brutta e quasi incolta. Non vi potete immaginare il piacere che io ho provato nel contrasto che mi presentavano quei Giardini col luogo da me lasciato. Le signore coperte delle loro ricche vesti d'inverno, le bambinaie bene aggiustate, i bambini bellissimi, la folla di persone che scivolavano sul ghiaccio della grande vasca; tutto ci spandeva tanta gaiezza, in confronto di quello cui era solito vedere, che per esprimere il mio buon umore mi misi a zufolare mentre attraversava quello spettacolo incantevole! Dovete sapere che da fanciullo io soleva zufolare quando era contento, ed ho conservato ancora quest'abitudine. Ma chi credete ch'io abbia incontrato mentre stavo zufolando a pi non posso?
Maria si scus alla meglio, nella sua meraviglia, di non potere indovinare. Non aveva mai in tutta la sua vita parlato a una creatura vivente con tanto imbarazzo e turbamento, come parlava ora a Giuliano Gray.
Egli continu sempre pi allegramente, senza parere di avere osservato l'effetto prodotto nella fanciulla.
Chi ho incontrato mentre stava zufolando? Il mio vescovo! Ancora se avessi zufolato una melodia sacra, forse Sua Signoria mi avrebbe perdonato la mia volgarit in grazia della mia musica. Ma disgraziatamente, il pezzo che stavo eseguendo in quel momento (ed era uno dei pi acuti zufolamenti del mondo) era di Verdi: La donna  mobile, famigliare certo a Sua Signoria per essere suonato dagli organetti nelle vie. Riconobbe l'aria, il pover'uomo, e quando io mi levai il cappello per salutarlo, egli volt il capo dall'altra parte.  per strano che in un mondo ove brulicano la miseria e il peccato, si possa prender tanto sul serio una inezia come quella di un prete che zufola un'aria d'opera!
E con queste parole, Giuliano spinse in l il piatto, e continu con piglio pi serio e con maggior calore.
Non ho mai potuto comprendere la ragione per cui noi dobbiamo distinguerci da tutti gli altri uomini, come se appartenessimo ad una casta particolare; e che ci sia proibito, anche nelle cose pi innocenti, di fare come gli altri. I discepoli antichi non ci hanno dato questo esempio. Direi quasi che uno degli ostacoli pi potenti che c'impedisce di far bene al nostro simile deriva dal volere assumere un contegno e una voce clericale. Per parte mia non pretendo di essere pi rispettato e pi onorato di qualunque altro cristiano che fa quel bene che pu.
Guard con occhi brillanti Maria, che lo fissava tutta perplessa; la voglia di scherzare torn a ripigliarlo.
Siete voi una radicale? chiese, socchiudendo burlescamente quei suoi splendidi occhi. Io s.
Maria cerc invano di comprenderlo. Era questo il predicatore di cui le parole l'avevano ammaliata, purificata, rialzata? Era questo l'uomo che aveva strappato lagrime dagli occhi di donne che essa sapeva senza vergogna e indurite nella colpa?
S! gli occhi che ora la fissavano con tanto buon umore, erano quegli occhi stessi che avevano scrutata tutta l'anima sua. La voce che test le aveva fatto quella interrogazione faceta era la voce profonda e melodiosa che aveva risuonato nel suo cuore. Sul pulpito era un angelo di misericordia; fuori del pulpito, uno scolaretto in vacanza.
Non vi sgomentate! disse ridendo, nel vedere la sua confusione. L'opinione pubblica mi ha affibbiato epiteti ben peggiori di quello di radicale. Ho passato, come vi dissi, test un certo tempo in una provincia agricola. Io reggeva il posto di rettore del luogo, essendo il titolare andato in ferie. Come credete che sia terminato questo tempo di prova? I personaggi pi ragguardevoli del luogo mi chiamano comunista; gli agricoltori mi hanno denunziato come un incendiario; il rettore mio amico fu richiamato in fretta; ed ora mentre ho l'onore di parlarvi, sono considerato come un bandito, che ha mezzo rivoluzionato un paese, dal quale ha dovuto andarsene in tutta fretta.
Con questa schietta confessione, Giuliano si alz da tavola, e presa una seggiola si sedette accanto a Maria.
Sarete curiosa naturalmente, continu egli, di sapere quali fossero i miei torti. Comprendete voi che cosa sia l'economia politica, e le leggi della offerta e della domanda?
Maria confess che non le comprendeva.
Neppure io, almeno in un paese cristiano, disse. Questo fu il mio torto. Sentirete ora la mia confessione (come la sentir mia zia) in due parole.
Si ferm un momento, e Maria che lo guardava di sottecchi, vide nei suoi occhi una nuova espressione, che le risvegli la prima rimembranza di lui, come nulla le aveva finora ricordato.
Io non aveva idea, riprese, di quello che sia la vita di un contadino in certe parti dell'Inghilterra, finch non fui andato a tenere il posto di quel rettore. Non aveva mai veduto fino allora la terribile miseria che vidi in quelle capanne. Non aveva incontrato mai una pazienza tanto nobile, una sofferenza tanto rassegnata come vidi fra quella gente. I martiri dell'antichit sapevano soffrire e morire. Io mi domandava se avrebbero saputo soffrire e vivere, come i martiri che mi vedeva d'attorno! vivere una settimana dopo l'altra, un mese dopo l'altro, un anno dopo l'altro, sempre in pericolo di morir di fame; vivere, e vedere i figliuoli languenti crescere loro intorno, lavorare e mancare a loro volta del necessario; vivere, colla prospettiva di finire in un ricovero della parrocchia, quando il lavoro e la fame avessero compiuta l'opera loro! Oh che, la bella terra di Dio  fatta per sopportare cotali miserie? Non ci posso pensare, non ne posso parlare, anche ora con occhi asciutti!
E si lasci cadere la testa sul petto. Egli aspettava di vincere la propria emozione, prima di riprendere il discorso. Maria riconosceva in questo punto l'uomo che si aspettava di vedere. Senza accorgersene, ella ascoltava, cogli occhi fissi sul volto di Giuliano, col cuore sospeso alle sue parole, nell'atteggiamento di quel giorno da lungo trascorso, quando lo ascoltava per la prima volta!
Feci tutto il possibile per perorare la causa di quegli infelici, disse egli; andai a trovare i proprietari della terra per parlare in favore dei lavoratori di essa. Questa povera gente, diceva io, non ha molti bisogni; nel nome di Cristo date loro di che vivere! Ma l'economia politica rabbrividiva a quell'orrida proposta; le leggi della offerta e della domanda si velavano la faccia maestosa per lo sdegno di cui erano comprese. I salari del digiuno, erano salari giusti, mi risposero. E perch? Perch il contadino era forzato ad accettarli! Allora presi la determinazione di far s, che il bracciante non fosse forzato ad accettarli. Misi insieme tutto quello che poteva del mio, scrissi ai miei amici, e feci andare alcuni poveri disgraziati in altre parti dell'Inghilterra ove l'opera loro era meglio pagata. Questa mia condotta fu la causa del mio sfratto da quel paese. E cos sia pure! Ho intenzione di continuare in questa impresa. Sono conosciuto a Londra, e posso aprire sottoscrizioni. Le miserabili leggi della offerta e della domanda non troveranno guari braccia in quella provincia agricola; e la spietata economia politica spender pei poveri alcuni scellini di pi, come  vero che Giuliano Gray  quel radicale, comunista, incendiario che dicono.
Egli si alz, facendo un atto di scusa pel calore del suo discorso, e fece un giro per la stanza. Accesa dall'entusiasmo di lui, Maria si alz pure per seguirlo: aveva la borsa in mano, quando egli si volse verso di lei.
Vi prego di accettare il mio piccolo tributo, per quanto piccolo sia, disse con calore.
Un repentino rossore coperse le pallide guancie di Giuliano, mentre guardava la bella e melanconica faccia che lo guardava.
No, no! disse sorridendo, sebbene io sia un parroco, non porto con me la cassetta dei poveri.
Maria cerc di mettergli in mano la borsa. L'umore faceto del giovane torn a far capolino, e i suoi occhi brillavano maliziosamente, mentre si schermiva per non accettarla.
Non mi tentate! disse. La pi facile creatura dell'umanit  un prete tentato da una sottoscrizione.
Maria insistette e vinse; ella gli comprov quanto profondamente egli conoscesse la natura clericale prendendo una moneta dalla borsa.
Se debbo prenderla, la prender! riprese Giuliano. Grazie pel buon esempio! Grazie pel soccorso che date ai bisognosi! Che nome metter nella mia lista?
Maria volse altrove gli occhi con turbamento.
Nessun nome, disse con voce bassa. La mia sottoscrizione  anonima.
Mentre parlava, l'uscio della biblioteca si aperse. Con suo grande sollievo, e con segreto dispiacere di Giuliano, lady Giovanna Roy e Orazio Holmcroft entrarono nella stanza.
Giuliano! sclam lady Giovanna, alzando le mani meravigliata.
Giuliano baci sua zia sulla guancia.
Vostra Signoria ha un aspetto floridissimo.
Poi ella stese la mano a Orazio che gliela strinse e si accost a Maria, colla quale si mise a passeggiare lentamente verso l'altro capo della stanza. Giuliano colse l'occasione di poter parlare da solo con sua zia.
Sono entrato dall'aranciera, disse, e ho trovato quella signora in questa stanza. Chi e?
Vi interessate molto ad essa? chiese lady Giovanna, nel suo solito modo gravemente comico.
Giuliano rispose con una sola parola espressiva:
Indicibilmente.
Lady Giovanna chiam Maria.
Mia cara, disse, permettetemi che vi presenti formalmente a mio nipote. Giuliano, questa  la signorina Graziella Roseberry...
E si ferm ad un tratto. Mentre aveva pronunziato questo nome, Giuliano aveva fatto un movimento come di sorpresa.
Che cosa c', disse la zia aspramente.
Nulla, rispose egli, inchinandosi a Maria, con un ben chiaro mutamento di modi.
Anche la giovane restitu l'inchino collo stesso imbarazzo. Lo aveva veduto fare quel movimento di sorpresa allorch lady Giovanna le aveva dato il nome con cui era conosciuta.
Quel movimento doveva significare qualche cosa. Che cosa poteva essere? Perch dopo averla salutata si era voltato in l, e si era messo a discorrere con Orazio, con un piglio tanto distratto, come se i suoi pensieri fossero ben lungi dalle sue parole? Un mutamento al tutto straordinario era avvenuto in Giuliano dal momento in cui sua zia aveva pronunziato il nome che non era il vero, il nome da lei rubato!
Lady Giovanna richiam a s l'attenzione di Giuliano, e lasci libero Orazio di tornare verso Maria.
La vostra stanza  pronta, gli disse; naturalmente dimorerete con me?
Giuliano accett l'invito, sempre coll'aspetto di un uomo che ha la mente preoccupata. Invece di guardar sua zia mentre le rispondeva, guardava Maria, con una inquieta curiosit dipinta sul volto, singolare da vedere. Lady Giovanna impazientita gli batt sulla spalla.
Io voglio che la gente che parla con me mi guardi in faccia, disse. Che cosa state fissando in quel modo nella mia figliuola adottiva?
La vostra figliuola adottiva? ripete Giuliano, guardando questa volta sua zia, e con particolare attenzione.
Certo! essa  parente, come figlia del colonnello Roseberry, del mio defunto marito. Credete forse che sia andata a cercarmi una trovatella?
Il volto di Giuliano si rasseren; sembrava che respirasse pi liberamente.
Avevo dimenticato il colonnello, rispose. Naturalmente, quella signorina  come voi dite nostra parente.
Sono felice, vi assicuro, di avervi persuaso che Graziella non  una intrusa, disse lady Giovanna con ironica umilt.
Preso poi il braccio di Giuliano, lo condusse in disparte, per non essere udita da Orazio n da Maria.
Ditemi un po' , disse la vecchia signora, che cosa volevate dire nella vostra lettera, intorno a quella signora misteriosa che volevate presentarmi? Vi confesso che avete stuzzicato la mia curiosit.
Giuliano impallid.
Non posso dirvelo ora, le susurr egli all'orecchio.
Perch no?
Con grandissima sorpresa di lady Giovanna, Giuliano invece di rispondere torn a guardare Maria.
Che cosa ha essa da fare in tutto ci? chiese la vecchia signora, impazientita davvero.
Mi  impossibile dirvelo, rispose egli con seriet, finch miss Roseberry  in questa stanza.
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CAPITOLO 9.  Notizie da Mannheim.
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La curiosit di lady Giovanna era questa volta veramente eccitata. Richiesto Giuliano di spiegare chi fosse la signora menzionata nella sua lettera, invece di rispondere, aveva guardato Maria. Avendogli di nuovo domandato che cosa avesse che fare in ci la sua figliuola adottiva, egli aveva dichiarato di non poter rispondere finch la signorina Roseberry era nella stanza.
Che cosa significava tutto questo? Lady Giovanna voleva assolutamente saperlo.
Detesto i misteri, disse a Giuliano, e in quanto ai segreti li considero come una delle forme di una cattiva educazione. Le persone della nostra classe non debbono stare a discorrere sotto voce in un angolo della stanza. Se vi sta molto a cuore il vostro mistero, posso offrirvi un angolo della mia biblioteca. Venite con me.
Giuliano tenne dietro a sua zia molto a malincuore. Qualunque fosse quel mistero, era chiaro che provava un certo imbarazzo a doverlo svelare l su due piedi.
Lady Giovanna sedette sopra una seggiola, e si preparava a fare cento domande a suo nipote, quando un ostacolo a ci comparve all'altro capo della biblioteca nella persona di un domestico con una imbasciata.
Una signora, vicina di lady Giovanna, era venuta a prenderla, come erano state d'accordo, per andare ad una adunanza di un certo comitato che si riuniva quel giorno. Il domestico aggiunse che questa signora, piuttosto attempata, aspettava fuori nella su carrozza.
Lady Giovanna, colla sua solita prontezza, si liber sul momento di quell'ostacolo. Disse al domestico di far passare la signora nel salotto, e riferirle che essa era occupata in quel momento, ma che la signorina Roseberry andrebbe a vedere subito la signora. Poi voltasi a Giuliano, gli disse col suo piglio satirico:
Non sarebbe ancor meglio che la signorina Roseberry non fosse soltanto fuori della stanza, quando mi svelerete il vostro segreto, ma anche fuori di casa?
Giuliano rispose con tutta seriet:
Pu essere al tutto utilissimo che la signorina Roseberry sia fuori di casa.
Lady Giovanna torn nella stanza da pranzo.
Mia cara Graziella, disse, quando vi vidi addormentata poco fa, eravate molto rossa; non vi farebbe male una passeggiata in carrozza per prendere un po' di aria. Una nostra amica  venuta a prendermi per portarmi all'adunanza di un comitato. Le ho mandato a dire che ora io aveva qualche impegno, e mi fareste cosa grata di andare in vece mia.
Maria parve un po' sgomentata.
Vostra signoria intende ella parlare del comitato dell'ospizio Samaritano pei convalescenti? Credo che i membri debbano oggi determinare quale fra i disegni del nuovo edificio meriti la scelta. Non posso certamente votare in luogo di vostra signoria.
Potete votare benissimo, figliuola mia, tanto bene quanto potrei farlo io stessa, rispose la vecchia signora. L'architettura  un'arte perduta. Voi non ve ne intendete; io non me ne intendo; gli architetti stessi non se ne intendono. Un disegno sar certamente tanto cattivo quanto un altro. Votate come voterei io colla maggioranza. O come diceva quel povero dottor Johnson, urlate con quelli che urlano di pi. Animo andate, e non fate pi aspettare il comitato.
Orazio si affrett ad aprire l'uscio a Maria.
Quanto tempo starete fuori? le chiese sotto voce. Avevo mille cose da dirvi, e ci hanno interrotti.
Torner fra un'ora.
Allora questa stanza sar tutta per noi. Venite qui quando tornerete. Mi troverete ad aspettarvi.
Maria gli strinse la mano assentendo, ed usc. Lady Giovanna si volse verso Giuliano, che era rimasto indietro, sempre, almeno in apparenza, poco desideroso di rivelare a sua zia il suo segreto.
Ebbene, disse, che cosa  che vi trattiene? Graziella non  nella stanza; perch non parlate? Orazio  forse di troppo?
Niente affatto. Soltanto sono un po' imbarazzato...
Imbarazzato! Perch?
Temo che mandando via quella bella fanciulla proprio adesso, l'abbiate disturbata.
Orazio alz gli occhi, mentre un subitaneo rossore gli coperse il volto.
Quando avete detto, quella bella fanciulla, chiese egli con durezza, intendevate parlare, suppongo, della signorina Roseberry?
Certamente, rispose Giuliano, e perch no?
Lady Giovanna s'intromise.
Adagio, Giuliano, disse: Graziella non vi fu presentata che come una figliuola adottiva, e...
E sarebbe tempo, credo, soggiunse Orazio con alterigia, che vi fosse presentata come una fidanzata.
Giuliano guard Orazio come se non potesse credere alle proprie orecchie.
Vostra fidanzata! sclam con uno spontaneo scoppio di malcontento e di sorpresa.
S, mia fidanzata, riprese Orazio. Ci sposeremo fra due settimane. Posso chiedervi, soggiunse con irosa cortesia, se disapprovate questo matrimonio?
Lady Giovanna s'intromise nuovamente.
Sciocchezze, Orazio, disse: Giuliano si congratula con voi naturalmente.
Giuliano ripet con piglio distratto quelle parole.
Oh! s, naturalmente, mi congratulo con voi.
Lady Giovanna torn al soggetto principale del colloquio.
Ora che siamo bene d'accordo, disse, parliamo un po' di una signora che abbiamo lasciato in disparte da un momento. Intendo dire, Giuliano, di quella misteriosa donna di cui parla la vostra lettera. Alzate il velo, mio reverendo nipote, che la cela agli occhi dei mortali! Arrossite, se cos vi piace, e se potete.  dessa la futura signora Gray?
Non l'ho mai veduta, rispose tranquillamente Giuliano.
Non la conoscete! Mi avete scritto che prendevate molto interesse ad essa.
 vero, e quello che  ancor pi singolare si  che voi v'interesserete pure per essa.
Lady Giovanna cominci a battere la carica colle dita sulla tavola.
Non vi ho gi detto, Giuliano, che detesto i misteri? Volete s o no, spiegarvi?
Prima che Giuliano avesse tempo a rispondere, Orazio si alz dalla seggiola.
Forse disturbo? disse.
Giuliano gli fece segno di tornare a sedere.
Ho gi detto a lady Giovanna che non siete di troppo, rispose. Ora vi dico che come futuro sposo della signorina Roseberry, avete interesse a udire ci che ho da rivelare.
Orazio torn a sedersi con un piglio meravigliato e sospettoso. Giuliano si rivolse a lady Giovanna.
Mi avete sovente sentito parlare di un mio amico, che era impiegato all'estero?
S, il console inglese, a Mannheim?
Precisamente. Tornato dalla campagna, fra le mie lettere ne trovai una lunghissima del console. L'ho portata con me, e mi propongo di leggervi certi brani che vi faranno conoscere una stranissima storia molto pi chiaramente di quello che potrei fare a voce.
Sar molto lunga? chiese lady Giovanna, guardando con una certa inquietudine parecchi fogli di carta coperti di una fitta scrittura, che suo nipote avea deposto sulla tavola.
Orazio pure domand:
Siete ben certo che io possa avere interesse in tutto questo? Non conosco affatto il console di Mannheim.
Ve ne rispondo io, replic con gravit, Giuliano; n la pazienza di mia zia, n la vostra, Orazio, non sar male spesa se mi fate il favore di ascoltare attentamente ci che sto per leggere.
Con queste parole cominci il primo brano della lettera del console.
....."Io ho una cattiva memoria per le date. Ma sono certo passati tre mesi dacch venni a sapere che una ammalata inglese era stata ricevuta nell'ospedale di Mannheim, e, come console inglese, tenni a dovere d'informarmi di essa.
"Andai lo stesso giorno all'ospedale, e venni condotto al letto dell'ammalata.
"Era una donna giovane, e, se fosse stata in salute, mi parve anche molto bella. Quando la vidi per la prima volta, profano come sono in medicina, mi pareva una donna morta. Avendo osservato che aveva la testa tutta fasciata, chiesi quale fosse il suo male. Mi venne risposto che la povera giovane erasi trovata presente, non si sa in qual modo, ad una scaramuccia tra Francesi e Tedeschi, ed era stata ferita al capo da una scheggia di bomba.
Orazio, che fino allora stava ascoltando sbadatamente, si alz di repente e disse:
Buon Dio! Che fosse quella la donna che vidi e che era creduta da tutti morta nella capanna francese?
Non ve lo posso dire, replic Giuliano. Ascoltate il resto. La lettera del console soddisfer questa vostra domanda.
E continu a leggere:
"La donna ferita  stata creduta morta, e venne lasciata dai Francesi nella ritirata, allorch le forze tedesche ebbero preso possesso della posizione del nemico. Fu trovata sopra un letto in una capanna dal direttore dell'ambulanza tedesca."
Ignazio Wetzel? sclam Orazio.
Ignazio Wetzel! ripet Giuliano guardando la lettera.
 lo stesso! disse Orazio. Lady Giovanna, avete certamente un qualche interesse in questo. Vi ricordate che vi parlai di ci, allorch vi raccontai il mio primo incontro con Graziella? E, senza dubbio, Graziella vi avr detto qualche cosa di pi?
Essa prova un certo orrore a parlare di quella parte del suo viaggio, replic lady Giovanna. Mi disse di essere stata arrestata alla frontiera, di essersi trovata per caso in compagnia di un'altra donna inglese, al tutto a lei ignota. Le feci naturalmente molte domande, e mi fece molta impressione il sentire che aveva veduto cadere morta quella donna colpita dalla bomba tedesca quasi al suo fianco. N essa n io sentivamo molta voglia di riparlare di quel fatto. Avevate piena ragione, Giuliano, di non intavolare questo discorso mentre essa era nella stanza. Ora comprendo ogni cosa. Graziella, suppongo, avr detto il mio e il suo nome alla sua compagna di viaggio. Quella donna ha bisogno di aiuto, e si rivolge a me per mezzo vostro. Io sono pronta a soccorrerla; ma essa non deve venire finch non abbia preparato Graziella a vederla viva. Per ora non vi  ragione che debbano incontrarsi.
Non ne sono ben certo, disse Giuliano a bassa voce, senza guardare sua zia.
Che cosa volete dire? Non  ancora terminato questo mistero?
Il mistero non  ancora cominciato. Lasciate che il mio amico vada avanti a spiegarvelo.
E riprese il brano della lettera per la seconda volta.
"Dopo un accurato esame del supposto cadavere, il chirurgo tedesco riconobbe che un caso di sospesa animazione era stato scambiato (nella fretta della ritirata dei Francesi) per un caso di morte. Provando un grande interesse, diremmo professionale, per questo fatto, volle vedere se la sua opinione era giusta. Oper la paziente e ottenne un pieno successo. Dopo compiuta l'operazione, tenne l'ammalata per alcuni giorni in cura con s, poi la fece trasportare all'ospedale pi vicino, quello di Mannheim. Dovendo tornare al suo cmpito di medico militare, lasci la sua ammalata nella condizione in cui la vidi per la prima volta, giacente insensibile sul letto. N esso n le autorit dell'ospedale sapevamo nulla intorno a quella donna. Non le si rinvenne addosso nessuna carta. Tutto ci che i dottori poterono fare, allorch chiesi loro qualche informazione per comunicarla agli amici di essa, fu di mostrarmi la sua biancheria marcata col suo nome. Lasciai l'ospedale dopo aver scritto il suo nome sopra il mio taccuino. Era Maria Merrick.
Lady Giovanna trasse fuori il portafogli.
Lasciate che lo trascriva, disse.  un nome che non conosco, non l'ho mai sentito, e potrei dimenticarmelo. Continuate, Giuliano.
Giuliano prese il secondo brano della lettera del console:
"In queste circostanze, non avevo altro da fare che aspettar di sentire che l'ammalata fosse in istato di parlare. Passarono alcune settimane senza che ricevessi nessuna comunicazione dai medici. Essendo andato a prendere informazioni, seppi che la febbre continuava, e che la povera creatura stava alternando fra l'esaurimento e il delirio. Nei suoi vaneggiamenti, spesso pronunciava il nome di lady Giovanna Roy, vostra zia. Nel resto tutto ci che diceva era quasi inintelligibile per le persone che le stavano attorno. Pensai una volta o due di scrivervi, e pregarvi di parlare a lady Giovanna. Ma i medici mi dissero allora che le probabilit di vita e di morte erano eguali, perci determinai di aspettare per vedere se era o no necessario di disturbarvi.
Va bene, Giuliano, disse lady Giovanna. Ma vi confesso che finora non vedo in che modo posso avere un certo interesse in tutta questa faccenda.
Precisamente quello che stava per dire, soggiunse Orazio. Tutto ci  molto penoso, senza dubbio. Ma come c'entriamo noi in tutto ci?
Lasciatemi leggere il terzo brano, rispose Giuliano e vedrete.
Prese il terzo estratto, e lesse quanto segue:
"Ricevetti finalmente un avviso dall'ospedale il quale mi avvertiva che Maria Merrick era fuori di pericolo, e in grado, sebbene ancora molto debole, di rispondere a qualche domanda che avrei potuto indirizzarle. Giunto all'ospedale, fui pregato, con mia gran sorpresa, di passare prima nello studio del medico in capo.
"Credo mio dovere, disse quel signore, di avvertirvi, prima di vedere l'ammalata, di essere molto guardingo nel parlarle, e non irritarla mostrando qualche sorpresa o qualche dubbio se vi parla in modo stravagante. Noi siamo discordi nelle nostre opinioni sul conto di lei. Taluni, ed io sono fra questi, dubitano che la sua mente sia guarita come  guarito il suo corpo. Senza dire che sia pazza,  di indole dolce ed innocua, siamo nondimeno di parere che soffra di una specie di illusione insana. Tenete a mente l'avviso che vi ho dato e andate a giudicare da voi stesso.
"Obbedii, in certo modo sorpreso e perplesso. La paziente, quando mi accostai al suo letto, pareva debolissima e smunta; ma per quanto potessi giudicare, sembrava pienamente in s! Il modo di esprimersi e l'aspetto dimostravano con evidenza ch'era una persona distinta. Dopo essermi presentato con brevi parole, le dissi che sarei stato ben contento di assisterla tanto personalmente quanto officialmente. Dicendo queste parole di complimento, le diedi per caso il nome che aveva veduto marcato sulle sue vestimenta. Nel momento in cui pronunciai le parole "signora Merrick" una espressione di rabbia e di vendetta apparve nei suoi occhi. Ella esclam con dispetto:
"Non mi date quel nome detestato! Non  il mio. Tutti qui mi tormentano chiamandomi Maria Merrick. E quando vado in furia mi mostrano le mia vestimenta. Malgrado ogni mia protesta, persistono a credere nelle mie vesti. Non fate lo stesso, se volete che siamo amici.
"Ricordandomi quello che mi avea detto il medico, mi scusai con essa, e riuscii in breve a tranquillarla. Senza pi parlare del nome, le chiesi quali fossero i suoi progetti, e l'accertai che io era pronto a servirla in tutto ci che poteva.
"Perche volete conoscere i miei progetti? mi chiese sospettosamente.
"Le risposi ricordandole la mia condizione di console inglese, e che non aveva altro scopo che quello di venirle in aiuto.
"Potete essermi di grandissimo aiuto, disse con calore. Trovate Maria Merrick.
"E di nuovo lo sguardo rabbioso ricomparve nei suoi occhi e un rossore diffuso le coperse le pallide guancia. Senza mostrarle alcuna meraviglia, le chiesi chi fosse questa Maria Merrick.
"Una donna perduta, e questo lo so per avermelo confessato ella stessa, mi rispose prontamente.
"Come far a trovarla? chiesi allora.
"Cercate una donna vestita di nero, colla croce rossa della Convenzione di Ginevra sulla spalla; ella  un'infermiera dell'ambulanza francese.
"Che cosa ha ella fatto?
"Io ho perduto le mie carte, ho perduto i miei vestimenti; Maria Merrick me li ha presi.
"E come sapete che Maria Merrick ve li ha presi?
"Nessun altro pu averli presi, questo  quello che so. Mi credete o non mi credete? Essa incominciava ad inquietarsi, e quindi le promisi che avrei fatto le ricerche necessarie per trovare questa Maria Merrick. Allora si volt sul guanciale e mi disse: Grazie, siete un brav'uomo. Tornate a dirmi quando l'avrete trovata.
"Questo fu il mio primo incontro coll'ammalata dell'ospedale di Mannheim.  inutile dire che io metteva molto in dubbio l'esistenza di questa infermiera assente. Tuttavia era possibile fare alcune ricerche presso il medico tedesco Ignazio Wetzel, di cui i suoi amici di Mannheim conoscevano l'indirizzo. Gli scrissi, ne ricevetti in tempo debito questa risposta: "Dopo l'attacco notturno che rese i Tedeschi padroni delle posizioni francesi, io era entrato nella capanna occupata dalla ambulanza francese. Aveva trovato i feriti francesi lasciati indietro, ma non aveva veduto nessuna infermiera vestita di nero colla croce rossa sulla spalla ad accudirli. L'unica donna viva che si trovava col era una signorina inglese, coperta di un mantello da viaggio di color bigio, che era stata fermata alla frontiera, e che fu avviata verso il suo paese dal corrispondente di un giornale inglese.
Questa signorina era Graziella, disse lady Giovanna.
Ed io era il corrispondente, soggiunse Orazio.
Ancora poche parole, disse Giuliano, e comprenderete il motivo per cui vi chiedeva tutta la vostra attenzione.
Riprese per l'ultima volta il brano della lettera e concluse nel modo seguente:
"Invece di andare in persona all'ospedale scrissi una lettera alla ammalata, dicendole il cattivo esito delle mie ricerche, e come non aveva potuto rintracciare l'infermiera assente. Per un po' di tempo non sentii pi parlare della giovane ammalata, che io continuer a chiamare Maria Merrick. Ieri solo venni invitato ad andarla a vedere. In questo frattempo s'era ristabilita abbastanza per domandare di essere rilasciata dall'ospedale, ed annunzi la sua intenzione di dirigersi verso l'Inghilterra. Il medico in capo, sentendo la responsabilit che pesava su di esso, mi mand a chiamare. Non era possibile trattenerla esponendo il dubbio che non fosse abbastanza sana di mente, perch l'opinione dei medici non era unanime su questo. Tutto ci che si poteva fare era di avvertirmi, e lasciare la deliberazione nelle mie mani. La seconda volta che la vidi la trovai taciturna e riservata. Essa mi espresse chiaramente che attribuiva alla mia mancanza di zelo pei suoi interessi il non aver trovato l'infermiera. D'altra parte non avevo autorit alcuna per trattenerla. Quello che potevo fare era di chiedere se aveva danaro sufficiente per pagarsi le spese di viaggio. Mi rispose che il cappellano dell'ospedale, avendo fatto parola in citt della sua misera condizione, i residenti inglesi avevano aperta una sottoscrizione e raccolto una piccola somma di danaro sufficiente a ricondurla in patria. Soddisfatto per questo riguardo, le chiesi poi se aveva qualche amico al quale potesse rivolgersi giunta in Inghilterra. Ho un'amica, rispose, che sola vale quanto mille, lady Giovanna Roy. Vi potete immaginare quale fu la mia sorpresa quando udii questa risposta.
"Credetti inutile farle ulteriori domande per sapere in qual modo fosse venuta a conoscere vostra zia, e se essa l'aspettava e simili. Tutte le domande che io le aveva fatto, erano state accolte con un silenzio dispettoso. In queste circostanze, conoscendo bene quanto sia grande la compassione che provate per qualunque infelice, pensai, dopo mature riflessioni, di dare un saldo appoggio a quella povera creatura al suo arrivo a Londra, consegnandole una lettera per voi. Sentirete quello che vi dir e potrete scoprire meglio di me se essa ha veramente qualche diritto per indirizzarsi a lady Giovanna Roy. Una ultima parola di informazione, che pu essere necessaria, e chiuder questa lunga e disordinata lettera. Nel mio primo incontro con lei, come gi vi dissi, mi astenni, per timore di irritarla, di parlarle del suo nome. La seconda volta che la vidi, per, mi determinai a farle qualche domanda in proposito."
Mentre leggeva queste ultime parole, Giuliano si accorse di un movimento subitaneo per parte di sua zia. Lady Giovanna s'era alzata adagino dalla seggiola, e si era messa dietro di essa per leggere la lettera del console sulla spalla del nipote. Giuliano si accorse di ci abbastanza in tempo per impedire a lady Giovanna di ci fare, ponendo la mano sopra le due ultime linee dalla lettera.
Perch fate questo? chiese sua zia bruscamente.
Vi dar il permesso, lady Giovanna, di leggere la lettera da voi stessa, rispose Giuliano: ma prima di far ci, desidero prepararvi ad una grandissima sorpresa. Tranquillatevi, e lasciatemi leggere avanti lentamente, guardatemi fisso, finch abbia scoperto le due ultime parole che chiudono la lettera del mio amico.
Lesse la fine della lettera, come si era proposto, con queste parole:
"Guardai bene in faccia la donna e le dissi:
"Avete rinnegato il nome che si trova segnato sulle vestimenta, che portavate allorch veniste qui? Se non siete Maria Merrick, chi siete?
Essa rispose all'istante:
"Il mio nome ..."
Giuliano tolse la mano che copriva il foglio. Lady Giovanna guard le sue ultime parole, e fece un movimento indietro, mandando un alto grido di sorpresa che fece balzare in piedi Orazio.
Ditemi, sclam, che nome diede?
Giuliano gli rispose:
"Graziella Roseberry."
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CAPITOLO 10. Un Consiglio in tre.
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Per un momento Orazio rimase come colpito dal fulmine, guardando lady Giovanna muto per la sorpresa.
Le sue prime parole, appena si riebbe, furono rivolte a Giuliano.
 questo uno scherzo? chiese con piglio severo. Se  cos, vi confesso che  di cattivo gusto.
Giuliano addit i fogli coperti di fitta scrittura che formavano la lettera del console.
Un uomo che scrive cos a lungo, non lo fa per scherzare. Quella donna diede seriamente il nome di Graziella Roseberry, e quando lasci Mannheim si diresse verso l'Inghilterra col fermo proposito di presentarsi a lady Giovanna Roy.
Giuliano si volse a sua zia, e soggiunse:
Mi vedeste fare un movimento di sorpresa quando vi udii pronunciare la prima volta il nome della signorina Roseberry. Ora ne sapete la ragione.
Poi voltosi di nuovo a Orazio:
Vi dissi che come fidanzato della signorina Roseberry, avevate interesse ad essere presente al mio colloquio con lady Giovanna. Ora voi ne sapete il perch.
Quella donna  pazza, disse lady Giovanna. Ma  certo una sorta di pazzia non mai veduta finora. Quello che importa si  che tutto ci deve essere tenuto segreto a Graziella.
Non vi  ombra di dubbio, riprese Orazio; Graziella non deve saper nulla, tanto pi nello stato di malferma salute in cui si trova. Bisogna avvertire i domestici, nel caso che questa avventuriera o pazza che sia tentasse di venire in questa casa.
Sar fatto immediatamente, disse lady Giovanna. Quello che mi sorprende... Giuliano, suonate il campanello se non vi rincresce,  che nella vostra lettera mi dicevate di avere molto interesse per questa persona.
Giuliano rispose senza suonare il campanello:
Sono pi interessato che mai, disse, ora che so che la signorina Roseberry stessa  vostra ospite in questo palazzo.
Siete sempre stato singolare, fin da ragazzo, Giuliano, nei vostri gusti, riprese lady Giovanna. Perch non suonate il campanello?
Per una buona ragione, mia cara zia. Non voglio sentirvi dire ai vostri domestici di chiudere l'uscio in faccia ad una creatura abbandonata.
Lady Giovanna rivolse a suo nipote una occhiata nella quale gli diceva chiaramente che egli prendeva con lei libert indebite.
Spero che non pretenderete che io vegga quella donna? disse con piglio freddo e meravigliato.
Spero che non rifiuterete di vederla, rispose Giuliano tranquillamente. Io era fuori di casa quando venne a trovarmi. Debbo sentire ci che ha da dire e preferisco molto sentirlo in vostra presenza. Quando ebbi la vostra risposta alla mia lettera, ove mi permettevate di presentarvela, le scrissi immediatamente, dandole convegno qui.
Lady Giovanna alz i suoi grandi occhi neri con aria addolorata verso gli amorini del soffitto della stanza da pranzo.
E quando avr l'onore della visita di questa signora? chiese essa con ironica rassegnazione.
Oggi, rispose suo nipote, con imperturbabile pazienza.
A che ora?
Giuliano tranquillamente consult il suo oriuolo.
Fra dieci minuti, rispose, rimettendoselo in tasca.
In quel momento comparve un domestico il quale si diresse verso Giuliano, portante un biglietto di visita sopra un piccolo vassoio d'argento.
Una signora desidera parlarvi, signore.
Giuliano prese il biglietto, e con un inchino lo porse a sua zia.
Eccola arrivata, disse sempre colla stessa tranquillit.
Lady Giovanna guard il biglietto e lo gett rabbiosamente a suo nipote.
Signorina Rosberry! sclam. Ecco qui stampato sul suo biglietto, Giuliano. Anche la mia pazienza ha i suoi limiti. Non voglio vederla.
Il domestico aspettava sempre, non come una creatura umana che prende un certo interesse a ci che gli cade sott'occhio, ma come conviene ad un domestico bene ammaestrato, come ad un mobile artisticamente costretto di andare e venire secondo gli vien comandato. Giuliano si rivolse a questo perfetto automa dandogli il nome di Giacomo.
Dov' ora quella signora? chiese egli.
Nella sala della colazione, signore.
Lasciatela col, se vi piace; ed aspettate il campanello.
Le gambe del domestico si mossero, e lo portarono senza rumore fuori della stanza. Giuliano allora si volse a sua zia.
Perdonatemi, disse, di aver dato ordini a quell'uomo in vostra presenza. Desidero ardentemente che non prendiate una deliberazione troppo affrettata. Certamente noi dobbiamo sentire ci che ha da dire questa signora.
Orazio era di tutt'altra opinione.
 un insulto a Graziella, sclam con impeto, udire ci che quella donna ha da raccontarci!
Lady Giovanna fece un cenno di approvazione col capo.
Credo anch'io cos, disse sua signoria incrociando le sue belle mani.
Giuliano si rivolse a rispondere prima a Orazio.
Perdonatemi, disse, non ho intenzione di nominare n di portare in campo la signorina Roseberry. La lettera del Console, continu egli volgendosi a sua zia, dice, se vi ricordate, che i medici di Mannheim non erano d'accordo fra loro intorno al caso di quell'ammalata. Taluni, e fra questi il medico in capo, credevano che non avesse riacquistato la salute della mente, come aveva riacquistato quella del corpo.
In altre parole, osserv lady Giovanna, ho una pazza in casa e debbo riceverla!
Non esageriamo, disse Giuliano con dolcezza. In un caso tanto grave, le esagerazioni non servirebbero a nulla. Il console ci assicura, dietro l'autorit del medico, che  al tutto mansueta ed innocua. Se essa  realmente vittima di una illusione mentale, quella povera creatura  certo un oggetto degno di compassione, e deve venir messa sotto cura. Consultate il vostro buon cuore, mia cara zia, e vedete se non sarebbe una crudelt inaudita quella di respingere questa donna abbandonata nel mondo, senza prender prima qualche informazione?
Il senso di innata giustizia di lady Giovanna riconosceva non con piacere la ragionevolezza e l'umanit di queste parole.
Vi  qualche cosa di vero, Giuliano, in quello che dite, rispose, movendosi con una certa inquietudine sulla sua seggiola, e guardando Orazio: Che ve ne pare? soggiunse.
Non mi pare, disse Orazio, col piglio positivo di un uomo di cui l'ostinatezza  a tutta prova contro ogni forma di preghiera che possa venirgli fatta.
La pazienza di Giuliano era abbastanza forte per far riscontro all'ostinatezza di Orazio.
In ogni modo, riprese, colla stessa buona maniera, siamo tutti interessati a terminare questa faccenda. Mi pare, lady Giovanna, che questo sia un momento opportuno al caso nostro. La signorina Roseberry  non solo fuori di questa stanza, ma fuori di questa casa. Se perdiamo quest'occasione, chi pu dire che cosa possa accadere nei giorni seguenti?
Fate entrare questa donna, sclam lady Giovanna, prendendo il suo partito colla sua solita prontezza. Presto, Giuliano, prima che Graziella torni indietro. Suonate subito il campanello!
Questa volta Giuliano obbed sua zia.
Posso dare qualche ordine a questo uomo? le chiese rispettosamente.
Date tutti gli ordini che volete, e finiamola! rispose l'irascibile vecchia signora, balzando vivamente in piedi, e mettendosi a fare un giro per la stanza onde ricomporsi.
Il domestico usc, coll'ordine di far entrare la visitatrice.
Orazio nello stesso tempo attravers la stanza, coll'apparente intenzione di uscire dall'altro uscio.
Ve ne andate? sclam lady Giovanna.
Non vedo il perch debba rimanere qui, rispose Orazio, con poco buona grazia.
In questo caso, ribatt lady Giovanna, rimanete qui, perch lo desidero.
Certo, se lo desiderate. Solo rammentatevi, soggiunse, colla stessa ostinatezza, che ho una opinione al tutto diversa da quella di Giuliano. Secondo me quella donna non ci riguarda per nulla.
Un fugace movimento di collera sfugg per la prima volta a Giuliano.
Non siate cos duro, Orazio, disse aspramente. Tutte le donne possono riguardarci come nostro simile.
Essi senza volerlo si erano riuniti, nel calore di quel discorso, e volgevano le spalle all'uscio della biblioteca.
Alle ultime parole di rimprovero indirizzate da Giuliano ad Orazio, la loro attenzione fu rivolta ad altri eventi dal lieve rumore prodotto dall'aprirsi e richiudersi dell'uscio.
Con un solo pensiero, tutti e tre si volsero e guardarono nella direzione d'onde veniva il rumore.
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CAPITOLO 11. La morta vivente.
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Sul limitare dell'uscio stava la figura di una donna piccola, vestita di abiti neri, poveri e semplici. Alz lentamente il velo nero, e mostr un volto pallido, smunto, e serio. La fronte era bassa e larga; gli occhi molto lontani; le fattezze inferiori notevolmente piccole e delicate.
Nel fiore della salute quella donna, come aveva notato il console di Mannheim, sarebbe stata, se non una assoluta bellezza, almeno molto avvenente e graziosa. In quel momento, le sofferenze, lunghe, concentrate, irose, avevano distrutto la sua bellezza. Poteva destare ancora la curiosit, ma non pi l'ammirazione n l'interesse.
La figurina vestita di nero stava immobile innanzi all'uscio. Il volto bianco, accigliato, smunto, guardava in silenzio le tre persone che si trovavano nella stanza.
Quelle tre persone, dal canto loro, rimasero un momento immobili guardando silenziose la forestiera che stava loro innanzi. V'era un non so che nell'aspetto di quella donna e nella repentina e tacita sua comparsa sulla scena, che gelava, come il tocco di una mano fredda invisibile, le simpatie di tutti e tre. Avvezzi al mondo, alla societ, consuetamente disinvolti in ogni contingenza, essi erano allora per la prima volta nella loro vita resi muti da un senso di imbarazzo che non avevano pi sentito dacch erano bambini, in presenza di una persona estranea.
Forse l'aspetto della vera Graziella Roseberry aveva svegliato un sospetto sul conto della donna che le aveva involato il nome, e preso il suo posto in quella casa?
Nulla di tutto questo. Neppur l'ombra di un sospetto sopra Maria si trovava in quello strano senso di inquietudine che toglieva loro la consueta cortesia e prontezza di spirito.
Era tanto impossibile ad ognuno dei tre l presenti il dubitare dell'identit della figlia adottiva della casa, come lo sarebbe per voi che leggete queste pagine il dubitare dell'identit del parente pi caro che abbiate al mondo.
Le circostanze aveano reso forte Maria pel pi potente di tutti i diritti naturali, quello del primo possesso. Le circostanze l'avevano armata della pi irresistibile di tutte le forze naturali, la forza della precedente vita comune e dell'abitudine. La posizione della falsa Graziella non era scossa per nulla dal primo apparire della vera Graziella nel palazzo di Mablethorpe. Lady Giovanna, senza sapere il perch, si sent presa da un senso di ripulsione. Giuliano ed Orazio pure, senza potersene rendere ragione, provarono lo stesso sentimento. Se in quell'istante si fosse loro domandato di descrivere le proprie sensazioni, avrebbero scosso il capo desolatamente, e risposto che provavano come un confuso presentimento di qualche sventura avvenire, e ci dal momento che quella donna vestita di nero era entrata in quella stanza. Ma tutto questo era invisibile, e, come i presentimenti, parlava un linguaggio ignoto.
Passarono alcuni momenti. Non si udiva altro rumore nella stanza se non il crepito del fuoco nel caminetto e il battito del pendolo.
La voce della visitatrice, una voce chiara, dura e tranquilla, fu il primo suono che ruppe quel silenzio.
Il signor Giuliano Gray? chiese, guardando interrogativamente i due signori.
Giuliano fece qualche passo avanti, riprendendo subito il suo sangue freddo.
Mi rincresce di non essermi trovato in casa, disse, quando veniste a portarmi la lettera del console. Vi prego, sedete.
Per dar l'esempio, lady Giovanna si assise a una certa distanza, e Orazio rimase ritto accanto ad essa.
La vecchia signora fece un inchino alla forestiera con studiata cortesia, ma senza far motto, prima di sedersi:
Sono obbligata a sentire che cosa dice questa persona, pens fra s, ma non sono obbligata a parlarle. Questo  un affare di Giuliano, non mio.
Non state ritto, Orazio! Mi date noia, sedete.
Armata di questa politica del silenzio, lady Giovanna incroci al solito le sue belle mani, e aspett che cominciasse il dibattimento, come un giudice sulla sua cattedra.
Volete darvi la pena di sedere? ripet Giuliano, vedendo che la visitatrice non pareva aver udito le parole che le aveva rivolto.
A questa seconda domanda, essa rispose:
 questa lady Giovanna Roy? tenendo gli occhi fissi sulla padrona di casa.
Giuliano rispose affermando, e fece due passi indietro per vedere che cosa stava per seguire.
La donna vestita poveramente di nero si mosse per la prima volta. Attravers lentamente la stanza e si diresse verso lady Giovanna, rivolgendosi a questa con molta deferenza e con modi molto disinvolti. Tutto il suo aspetto, dal momento in cui era comparsa sull'uscio della stanza, dimostrava piena fiducia di essere bene accolta.
Le ultime parole di mio padre al suo letto di morte, cominci, furono parole, signora, che mi davano piena speranza nella vostra protezione e benevolenza per me.
Lady Giovanna non intendeva di parlare. Ascoltava con tranquilla attenzione. Aspett sempre taciturna, che la donna parlasse ancora.
Graziella Roseberry fece un passo indietro, non intimorita, ma solo mortificata e sorpresa.
Ebbe forse torto mio padre? chiese con una semplice dignit di voce e di modi che obblig lady Giovanna a lasciare, suo malgrado, in disparte la sua politica del silenzio.
Chi era vostro padre? chiese freddamente.
Il domestico non vi ha egli portato il mio biglietto? rispose l'altra. Non sapete il mio nome?
Quale fra i vostri nomi? riprese lady Giovanna.
Non comprendo vostra signoria.
Mi far comprendere. Mi avete chiesto se non conosco il vostro nome. Io in risposta vi domando quale esso ? Il nome del biglietto di visita  Graziella Roseberry. Il nome marcato sulle vostra vestimenta, allorch eravate all'ospedale, era Maria Merrick.
La franchezza che aveva conservato Graziella dal primo momento che era entrata in quella stanza, parve abbandonarla ad un tratto. Si volse e guard supplichevolmente Giuliano che s'era allontanato di qualche passo e ascoltava con attenzione.
Certamente, disse Graziella, il vostro amico, il console, vi ha menzionato nella sua lettera le marche dei miei vestimenti!
Qualche cosa della infantile esitazione e timidezza che essa aveva mostrato nel suo incontro con Maria nella capanna francese ricomparve nel tuono della voce e nel modo con cui pronunzi queste parole. I mutamenti molto in peggio, prodotti in essa dalle sofferenze che aveva sopportato da quel tempo, erano in quell'istante cancellati. Tutto ci che era rimasto nel suo carattere di buono e di semplice si fe' palese in quella breve domanda fatta a Giuliano. Anch'esso aveva provato per la giovane un senso di ripulsione. Ora cominciava a sentire un certo compassionevole interesse per lei.
Il console mi ha informato di ci che gli diceste, rispose egli con bont. Ma, se volete un mio consiglio, narrate voi stessa la vostra storia a lady Giovanna.
Graziella si rivolse con sommissione, sebbene con una certa riluttanza, a lady Giovanna.
I vestiti di cui parla vostra signoria, disse, appartenevano a un'altra donna. La pioggia cadeva a torrenti quando i soldati mi fermarono sulla frontiera. Rimasi parecchie ore esposta all'acqua, ed ero inzuppata fino alle ossa. I vestiti marcati col nome di Maria Merrick erano vestiti che mi furono imprestati da Maria Merrick stessa, mentre i miei stavano asciugando. Fui colpita dalla bomba con quei vestiti, e fui trasportata via con quelli, dopo che mi venne fatta l'operazione.
Lady Giovanna ascoltava con perfetta calma, ma non fece altro. Si volse con piglio confidenziale ad Orazio, dicendole con la sua graziosa ironia:
Essa  disinvolta nella sua spiegazione.
Orazio rispose sullo stesso tuono.
Anche troppo.
Graziella li guard uno dopo l'altro. Un lieve rossore si diffuse sul suo volto per la prima volta.
Forse che non mi credete? chiese con alterigia.
Lady Giovanna mantenne la sua politica del silenzio. Le mostr colla mano Giuliano, come per dire: "volgetevi a quel signore che vi ha presentata."
Giuliano not il gesto e vedendo il volto di Graziella divenire pi rosso, s'intromise direttamente per interesse della pace.
Lady Giovanna vi ha chiesto poco fa, disse egli, chi era vostro padre?
Mio padre era il defunto colonnello Roseberry.
Lady Giovanna guard Orazio indignata.
La sua baldanza mi confonde, essa esclam.
Giuliano prima che sua zia potesse dire altro s'interpose dicendo con tuono di preghiera, ma con un po' di comando:
Vi prego, lasciatela parlare.
E rivoltosi a Graziella:
Non avete qualche prova da presentare, soggiunse con voce pi dolce, che possa dimostrarci che siete davvero la figlia del colonnello Roseberry?
Graziella lo guard con indignazione.
Prove! ripet, non basta la mia parola?
Giuliano conserv a meraviglia la sua tranquillit.
Perdonatemi, riprese, vi dimenticate che voi e lady Giovanna v'incontrate per la prima volta. Mettetevi nei panni di mia zia. Come volete che sia sicura che siate la figlia del defunto colonnello Roseberry.
Graziella lasci cadere sul petto la testa, e si gett sulla seggiola pi vicina. L'espressione del volto mut dalla collera allo scoramento pi profondo.
Ah! disse amaramente, se avessi solo le lettere che mi sono state involate?
Lettere, chiese Giuliano, che vi presentavano a lady Giovanna?
S, e rivoltasi ad un tratto alla vecchia signora, lasciate, disse in tuono supplichevole, che vi racconti come le perdetti.
Lady Giovanna esit. La sua generosa natura non poteva resistere ad una preghiera che le veniva fatta. Ma le simpatie di Orazio non si vincevano cos agevolmente. Egli con piglio sardonico, rivoltosi a lady Giovanna:
Un'altra spiegazione! disse sotto voce con un sospiro di comica rassegnazione.
Giuliano sorprese quelle parole. I suoi grandi e splendidi occhi si fissarono sopra Orazio con sommo disprezzo.
Il meno che possiate fare, disse severamente,  di non irritarla.  tanto facile ad irritarsi!
E si rivolse di nuovo a Graziella cercando di aiutarla in quel difficile frangente.
Non pensate a spiegazioni, adesso, le disse. In mancanza delle lettere, non avete nessuno a Londra che possa essere garante della vostra identit?
Graziella scosse dolorosamente il capo. Non ho amici a Londra, rispose.
Non era possibile che lady Giovanna, la quale non aveva mai sentito dire che qualcheduno potesse trovarsi a Londra senza amici, lasciasse passare questa risposta inosservata.
Senza amici a Londra! ripet volgendosi a Orazio.
Orazio scagli un altro dardo della sua fina satira.
Naturalmente non ne ha! soggiunse.
Graziella not le due osservazioni.
I miei amici sono al Canad, proruppe con impeto. Ne ho moltissimi che potrebbero porger testimonianza per me, se potessi condurli qui innanzi a voi.
Come luogo per cercar testimonianze, nella capitale dell'Inghilterra, il Canad, non lo si pu negare, ha lo svantaggio della lontananza; perci Orazio torn alla carica.
Troppo lontano certamente, disse.
Molto lontano, come dite, riprese lady Giovanna.
Ancora una volta, la inesauribile bont di Giuliano si intromise di nuovo per far ascoltare la donna a lui raccomandata.
Un po' di pazienza, lady Giovanna. Un po' di riguardo, Orazio, per una donna abbandonata.
Grazie, signore, disse Graziella.  troppa bont per parte vostra, ma  inutile. Essi non vogliono darmi retta.
E con queste parole fece per alzarsi dalla seggiola. Giuliano le pose con dolcezza la mano sulla spalla, obbligandola a sedere di nuovo.
Vi ascolter io, disse. Mi avete parlato test della lettera del console. Egli mi dice del vostro sospetto che taluno vi avesse involate le carte e le vestimenta.
Non sospetto, rispose con prontezza, ma certezza. Vi dico positivamente che Maria Merrick fu la ladra. Ella sola era con me quando venni colpita dalla bomba. Ella era la sola persona che sapeva delle lettere che io aveva meco. Mi confess di essere stata una donna perduta, di essere stata in prigione, di essere uscita da un Ricovero.
Giuliano la interruppe con una sola domanda che pose in dubbio tutto questo racconto.
Il console mi informa, egli disse, che gli avete domandato di far ricerche per trovare Maria Merrick. Non  vero ch'egli fece i passi necessarii, ma non trov traccia di quella persona?
Il console non si  dato premura per trovarla, rispose Graziella irosamente. Egli ha, come tutti gli altri, congiurato contro di me per abbandonarmi ed opprimermi.
Lady Giovanna e Orazio si diedero una occhiata. Questa volta Giuliano non poteva dar loro torto. A mano a mano che procedeva il racconto della forestiera, egli sentiva scemare l'interesse per lei, e non la trovava pi degna di attenzione. Quanto pi ella parlava, tanto meno poteva sostenere con vantaggio il paragone colla donna assente, il nome della quale ella asseriva con tanta audacia e ostinazione essere il suo.
Accordandovi tutto quello che dite, riprese Giuliano con un ultimo sforzo di pazienza, che uso poteva fare Maria Merrick delle vostre lettere e dei vostri vestiti?
Che uso? ripet Graziella meravigliata vedendo che egli non considerava la cosa dal suo punto di vista. I miei vestiti erano marcati col mio nome. Una delle mie carte era una lettera di mio padre, che mi raccomandava a lady Giovanna. Una donna che esce da un Ricovero  capacissima di presentarsi qui in mio luogo.
Pronunziate al tutto a caso, ma senza l'ombra di prova per sostenerle, queste ultime parole ebbero il loro effetto. Gettavano un sospetto oltraggioso sulla figlia adottiva di lady Giovanna che non era possibile sopportare. Lady Giovanna s'alz sul momento.
Datemi il vostro braccio, Orazio, disse movendosi per lasciare la stanza. Ne ho udite abbastanza.
Orazio le porse rispettosamente il braccio.
Vostra signoria ha perfettamente ragione, rispose. Non si  mai inventata una storia pi mostruosa.
Egli parlava nel calore della sua indignazione, e abbastanza forte perch Graziella potesse udirlo.
Che cosa c' di mostruoso in questo? domand essa, accostandosi a Orazio in atto di sfida.
Giuliano la ferm; egli pure, sebbene avesse veduto Maria una volta sola, provava un senso di rabbia per l'insulto fatto alla bella creatura che lo aveva interessato alla prima occhiata.
Silenzio! disse a Graziella in tuono severo per la prima volta. Voi offendete, e molto, lady Giovanna. Non solo dite delle assurdit, ma offendete la signora dicendo che un'altra donna possa essersi presentata qui in vostro luogo.
Graziella era vivamente eccitata. Punta dal rimprovero di Giuliano, gli diede una occhiata furibonda.
Siete voi un ecclesiastico? Siete voi un uomo bene educato? disse. Non avete mai letto nei giornali o nei libri di casi di falsa personificazione? Io mi confidai ciecamente con Maria Merrick prima di sapere che sorta di donna fosse. Essa lasci la capanna, questo lo seppi dal medico che mi ritorn in vita, fermamente persuasa che la bomba mi avesse uccisa. Le mie carte e i miei vestiti scomparvero nello stesso tempo. Non vi  forse qualche cosa di ambiguo in queste circostanze? Certe persone nell'ospedale trovavano ci molto sospetto, e mi fecero temere di trovare qualche intrusa nel mio luogo.
Essa tacque ad un tratto. Il frusco di una veste le aveva colpito l'orecchio. Lady Giovanna stava per lasciare la stanza, con Orazio, dalla porta dell'aranciera. Con uno sforzo disperato, Graziella balz innanzi, e si mise in faccia ad essi.
Una parola, lady Giovanna, prima che mi volgiate le spalle, disse con fermezza. Una parola sola e mi baster. La lettera del colonnello Roseberry non  stata presentata in questa casa? E se ci , non fu una donna che ve l'ha rimessa?
Lady Giovanna si atteggi come una dama solo pu atteggiarsi, quando una persona a essa inferiore le manca di rispetto.
Voi non vi accorgete, disse, con gelata compostezza, che queste domande sono un insulto a me?
E peggio di un insulto, riprese Orazio con calore, riguardo a Graziella!
La piccola figura nera, che sempre impediva la via dell'aranciera, trem da capo a piedi. Gli occhi della donna andarono da lady Giovanna a Orazio con un nuovo sospetto verso di essi.
Graziella! sclam. Chi  Graziella? Questo  il mio nome. Lady Giovanna, voi avete avuto la lettera. La donna  qui!
Lady Giovanna lasci il braccio di Orazio e fece alcuni passi indietro verso suo nipote.
Giuliano, disse, mi obbligate per la prima volta nella mia vita a ricordarvi il rispetto dovuto a me e alla mia casa. Mandate via quella donna.
E senza aspettare la risposta, si volt di nuovo e riprese il braccio di Orazio.
Lasciateci passare, vi prego, disse tranquillamente a Graziella.
Ma questa non si mosse.
La donna  qui ripet. Mettetemi in faccia di essa, e allora mandatemi via, se cos vi piace.
Giuliano si fece avanti e la prese con fermezza pel braccio.
Dimenticate i riguardi dovuti a lady Giovanna, disse, traendola indietro, e dimenticate i riguardi dovuti a voi stessa?
Con uno slancio di disperazione, Graziella si divincol da esso, e arrest lady Giovanna sul limitare dell'uscio dell'aranciera.
Giustizia! sclam, movendo le pugna chiuse freneticamente in aria: "Reclamo il mio diritto di essere messa al cospetto di quella donna! Dov' essa? Confrontatemi con essa! Confrontatemi con essa!"
Mentre pronunziava queste parole, si ud il rumore di una carrozza che si avvicinava alla porta del palazzo. Nell'agitazione di quel momento, il suono delle ruote, seguito dall'aprirsi della porta di casa, non fu notato da nessuna delle persone che si trovavano in quella stanza. Orazio alz la voce protestando aspramente contro l'insulto fatto a lady Giovanna; questa, lasciando di nuovo il suo braccio, suon il campanello per chiamare i domestici; Giuliano intanto aveva ripreso pel braccio la donna furibonda, e cercava invano di tranquillarla, quando l'uscio della biblioteca si aperse senza rumore lasciando entrare una giovane vestita ancora col cappellino e il mantello. Era Maria Merrick, che, fedele al convegno datole da Orazio, veniva in quella stanza.
La prima persona che si accorse della sua presenza fu Graziella Roseberry. Con un movimento repentino, sempre trattenuta da Giuliano, addit l'uscio della biblioteca:
Ah! sclam con un grido di gioia vendicativa: Eccola!
Maria si volse al suono di quel grido che risuon nella stanza, e incontr, fissato sopra di essa con selvaggio trionfo, lo sguardo vivente di quella donna di cui aveva involato l'identit, che aveva creduta morta. Nel momento di quella terribile scoperta, guardando supplichevole gli occhi terribili che l'avevano scoperta, cadde priva di sensi sul suolo.
...
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...
CAPITOLO 12. Giuliano parte.
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Giuliano si trovava vicino a Maria, e fu il primo ad essere al suo fianco quando cadde.
Nel grido di spavento che gli sfugg dalle labbra, mentre la sollevava fra le braccia, nell'espressione degli occhi quando guardava quel volto pallido come la morte, si scorgeva chiaramente, troppo chiaramente, l'interesse che provava per essa, e l'ammirazione che aveva svegliata in esso. Orazio se ne accorse. Un pronto senso di gelosia si pales in lui mentre si accostava a Giuliano, e questo senso di gelosia si fece sentire pi vivamente quando pronunzi queste parole:
Lasciatela.
Giuliano depose la fanciulla senza far motto nelle braccia di Orazio e un lieve rossore gli coperse le guancia mentre questo la portava sul canap. Abbass gli occhi e parve meditare con senso di rincrescimento il tuono con cui il suo amico gli aveva parlato. Dopo essere stato il primo a prendere una parte attiva nell'andare incontro agli inconvenienti accaduti, ora sembrava insensibile a tutto ci che seguiva nella stanza.
Il tocco di una mano sulla spalla lo scosse dalla sua meditazione.
Si volse e vide la donna che aveva prodotto tutto quello scompiglio, la forestiera vestita di nero, che gli stava ritta da canto. La donna addit la figura prostrata sul canap con un sorriso spietato.
Avevate bisogno di una prova, disse: Eccola!
Orazio la ud: lasci sul momento il canap e si accost a Giuliano. Il suo volto, naturalmente colorito, era pallido per la rabbia compressa.
Portate via quella sciagurata! disse: sull'istante, altrimenti non rispondo di me.
Queste parole fecero tornare in s Giuliano. Diede un'occhiata intorno alla stanza. Lady Giovanna e la donna di governo erano affaccendate intorno alla fanciulla svenuta. I domestici, sgomentati, erano tutti sull'uscio della biblioteca.
Maria s'era fatta amare da essi per la sua bont e dolcezza di carattere. Uno di essi si offerse per andare in cerca del medico pi vicino. Un altro chiedeva se non fosse necessario andare a chiamare la polizia. Un terzo, quello che aveva accompagnato Maria quando era andata in carrozza al comitato, assicurava Giuliano che era stata la fatalit, e non altro, che aveva ricondotto a casa la signorina in tempo inopportuno.
Non erano d'accordo, signore, in quell'adunanza, diceva quell'uomo, e il presidente aggiorn la votazione. Se non fosse stato questo, non saremmo tornati che fra un'ora.
Con qualche difficolt Giuliano riusc a calmare l'agitazione dei domestici. Ci fatto, prese Graziella per un braccio e la condusse fuori della stanza. Essa esitava e cercava di svincolarsi. Giuliano allora le mostr le persone che si trovavano intorno al canap, e i domestici che uscivano in corpo dall'uscio della biblioteca.
Vi siete fatta un nemico di ogni persona di questa casa, disse, e non avete un amico a Londra. Volete che io pure divenga vostro nemico?
Graziella chin il capo, e non rispose; pens un momento, e obbed senza far motto a quel volere pi forte del suo. Giuliano si avvi verso la biblioteca, conducendo Graziella per mano dietro di s. Prima di chiudere l'uscio si ferm, e guard di nuovo nella stanza da pranzo.
Ritorna in s? chiese, dopo un momento di esitazione.
La voce di lady Giovanna si ud rispondere. Non ancora.
Debbo mandare a cercare un medico?
Orazio s'interpose. Egli non voleva che Giuliano si mescolasse per nulla, anche indirettamente, in quello che riguardava Maria.
Se vi sar bisogno di medico, disse, andr io stesso.
Giuliano chiuse l'uscio della biblioteca. Con piglio distratto lasci andare Graziella, e macchinalmente le addit una seggiola. Essa sedette in silenzio seguendolo meravigliata cogli occhi mentre andava su e gi per la stanza.
In quel momento la mente di Giuliano era molto lontana da essa e da tutto ci che era seguito dopo l'arrivo di Graziella in quella casa. Era impossibile che un uomo della sua intelligenza e finezza potesse ingannarsi sul motivo della condotta di Orazio verso di esso.
Egli stava interrogando il proprio cuore, intorno a Maria, severamente e senza riserve, come era suo uso di fare.
Dopo averla veduta una volta sola, pensava, ha essa prodotto su me una tale impressione, che Orazio abbia potuto avvedersene, prima ancora che io potessi sospettarlo?
Egli si ferm irritato. Un uomo che aveva dedicato la sua vita a uno scopo serio e grande, rimaneva ferito nella sua dignit pensando che egli potesse essere caduto in quella stravaganza puramente sentimentale, che vien detta: amore a prima vista.
Giuliano s'era fermato proprio in faccia alla seggiola sulla quale stava seduta Graziella. Questa, stanca di quel silenzio, prese quest'occasione per parlargli.
Sono venuta qui per vostro desiderio, disse. Volete aiutarmi? Posso io tenervi per amico?
Egli la guard con occhio distratto. Dovette fare uno sforzo per richiamare la sua attenzione, e poterle rispondere.
Siete stato duro con me, continu Graziella. Ma mi avete dapprima mostrato molta bont; avete fatto il possibile perch fossi ascoltata. Vi domando se, nella vostra giustizia, dubitate ora che la donna sul canap nella stanza vicina non sia una intrusa che ha preso il mio posto? Ci pu essere una confessione pi esplicita che essa  Maria Merrick di quella che ha fatto? Voi l'avete veduta; essi l'hanno veduta. Appena m'ebbe guardata,  caduta priva di sensi.
Giuliano, sempre senza risponderle, attravers la stanza e suon il campanello. Quando venne il domestico, gli disse di andare a cercare una carrozza pubblica.
Graziella si alz in piedi.
Che cosa volete fare della vettura? domand aspramente.
Per andar via voi e me, rispose Giuliano. Vi riconduco a casa vostra.
Non voglio andare. Il mio posto  qui. N lady Giovanna n voi potete negare i fatti.
Tutto ci che domandava era di essere messa in faccia di essa.
E che cosa ha fatto quella donna appena m'ebbe veduta? Svenne!
Ripetendo questo fatto trionfante, Graziella fissava gli occhi su Giuliano con uno sguardo che diceva chiaramente: rispondete se vi  possibile.
Mosso da bont per essa, Giuliano le rispose subito:
Da quanto pare, disse, voi cercate di far credere che una donna innocente non sarebbe svenuta vedendovi improvvisamente. Io vi dir qualche cosa che vi far mutare d'opinione. Al suo arrivo in Inghilterra quella signora inform mia zia che vi aveva incontrata per caso sulla frontiera di Francia, e che vi aveva veduto (per quello che so) cadere morta al suo fianco colpita da una bomba. Ricordatevi questo, e ripensate a ci che test  accaduto. Senza una parola di avvertimento che potesse farle sapere che siete tornata in vita, essa si trova ad un tratto in faccia di voi, viva; e ci in un momento in cui  facile a ognuno che la guarda di vedere che  indisposta. Che cosa vi  di maraviglioso da non potersi spiegare, che sia svenuta in queste circostanze?
L'interrogazione era chiaramente posata. Che cosa si poteva rispondere?
E infatti non vi era da rispondere nulla. La narrazione saggiamente veridica fatta da Maria del suo incontro con Graziella, e dell'accidente accaduto dopo, avevano servito a meraviglia Maria nel compimento del suo scopo.
Era impossibile che le persone informate di quella circostanza sospettassero alcunch di colpevole in quello svenimento. La falsa Graziella Roseberry non correva alcun pericolo di essere sospettata, ed era chiaro che la vera Graziella se ne era accorta. Essa ricadde sulla seggiola dalla quale s'era alzata; le sue mani si posarono con abbattimento sul suo grembo.
Ogni cosa  contro di me, disse. La stessa verit mi  contraria, e prende le sue parti.
Tacque e parve raccogliere suo coraggio.
No! sclam con piglio risoluto; non voglio rassegnarmi che il mio nome e il mio posto sia preso da una avventuriera! Dite quello che volete, voglio svergognarla; non ander via da questa casa!
Il domestico entr nella stanza, per annunziare che la carrozza era sull'uscio.
Graziella si volse a Giuliano movendo la mano in atto di sfida.
Non mi trattenete, disse. Veggo che non ho n consiglio n aiuto da sperare dal signor Giuliano Gray.
Giuliano chiam il domestico verso un angolo della stanza.
Sapete se  stato chiamato un medico? gli domand.
Non credo, signore. I domestici nell'anticamera dicono che non  necessario.
Giuliano era troppo inquieto per venire rassicurato da una notizia venuta dall'anticamera. Scrisse in fretta sopra un pezzetto di carta:  essa rinvenuta? poi diede quel foglietto al domestico dicendogli di portarlo a lady Giovanna.
Avete sentito quello che vi ho detto? chiese Graziella quando il domestico fu uscito dalla stanza.
Vi risponder fra poco, rispose Giuliano.
Il domestico ricomparve mentre parlava, con alcune linee scritte colla matita da lady Giovanna dietro al biglietto di Giuliano.
"Grazie al cielo l'abbiamo fatta rinvenire. Fra pochi momenti potremo trasportarla nella sua stanza."
La via pi corta per andare alla stanza di Maria era per la biblioteca. Era quindi di tutta necessit far partire Graziella immediatamente.
Giuliano, appena fu solo con essa, si determinava ad affrontare questa difficolt.
Ascoltatemi, disse. La carrozza aspetta e non ho pi che poche parole da dirvi. Voi siete ora, merc la raccomandazione del console, affidata alle mie cure. Vedete se volete continuare a fidarvi di me, o se volete mettervi a carico della polizia.
Graziella fece un movimento.
Che cosa volete dire? chiese rabbiosamente.
Se volete fidarvi di me, continu Giuliano, mi accompagnate subito nella carrozza. In tal caso vi dar i mezzi di raccontare la vostra storia al mio avvocato. Egli pu darvi consigli migliori di quelli che posso darvi io. Nessuno potr mai persuadermi che la signora che voi accusate abbia commesso, o sia capace di commettere un'azione come quella di cui l'accusate. Sentirete ci che vi dir l'avvocato, nel caso che veniate con me. Se rifiutate, non ho altra scelta che mandare a dire nella stanza vicina che siete sempre qui. L'effetto che ne risulter per voi sar quello di essere messa nelle mani della polizia. Scegliete quello che vi aggrada. Vi do un minuto per deliberare. Ma ricordatevi che se mi esprimo con tanta durezza, si  la vostra condotta che mi vi ha obbligato. Io aveva buone intenzioni per voi; e vi consiglio pel vostro bene.
E trasse fuori l'oriuolo per contare il minuto.
Graziella guard furtivamente il suo volto risoluto. Essa non era per nulla commossa dalla benevolenza espressa da Giuliano nelle sue ultime parole. Tutto ci che comprendeva era, che Giuliano non era uomo col quale si potesse scherzare. Avrebbe in avvenire molte opportunit per introdursi furtivamente in quella casa. Deliber di seguirlo, e d'ingannarlo.
Sono pronta ad andare, disse, alzandosi con rabbiosa sommessione. Ora tocca a voi la vittoria, borbott fra s mentre si aggiustava lo sciallo ed il cappellino innanzi allo specchio. Verr poi la mia ora.
Giuliano le si mosse incontro, e facendosi forza le offerse il braccio.
Per quanto fosse fermamente persuaso che quella donna avesse guasto il cervello, e per quanto riconoscesse che essa meritava, per la sua disgrazia, tutta la sua indulgenza, nondimeno sentiva una certa ripulsione in quel momento, di doverla avvicinare.
L'immagine della bella creatura che era l'oggetto della sua temeraria accusa, l'immagine di Maria mentre giaceva senza sensi nelle sue braccia, era viva in lui mentre apriva l'uscio della sala, e faceva un passo indietro per lasciar passare Graziella. Lasci che il domestico le desse la mano per entrare in carrozza. Il domestico rispettosamente si rivolse a Giuliano mentre si sedeva accanto a Graziella:
Mi venne ordinato di dirvi che la vostra stanza  pronta, signore; e che Sua Signoria vi aspetta a pranzo.
Assorto dagli avvenimenti seguiti dopo l'invito di sua zia, Giuliano aveva dimenticato l'impegno preso di porre dimora nel palazzo di Mablethorpe. Ma ora che conosceva lo stato del suo cuore, poteva egli tornarvi? Poteva egli rimanere, forse per lo spazio di parecchie settimane, senza compromettere il suo onore, in compagnia di Maria, conscio com'era dell'impressione che aveva prodotto in esso? No. Il solo partito onorevole che potesse prendere era di trovare una scusa per ritirarsi dal suo impegno.
Pregate Sua Signoria di non aspettarmi pel pranzo, disse; scriver per fare le mie scuse.
La carrozza part. Il domestico, ritto sulla porta, la seguiva cogli occhi.
Non vorrei essere nei panni del signor Giuliano per tutto l'oro del mondo, pensava fra s, mentre gli si facevano presenti alla mente le difficolt in cui si trovava. Egli  con lei nella carrozza. Che cosa ne far?
Giuliano stesso, se gli fosse stata fatta quella domanda, non avrebbe potuto rispondervi.
Le inquietudini di lady Giovanna erano ben lungi dall'essere dissipate quando Maria ebbe ricuperati i sensi e venne condotta nella sua camera.
La mente della giovane continuava ad essere in uno stato di terrore senza ragione che non si poteva dissipare. Tutti le ripetevano che la donna la quale l'aveva tanto spaventata, non sarebbe pi lasciata entrare in casa. Tutti le ripetevano che le strane asserzioni di quella donna ignota erano considerate da ognuno come indegne di qualunque seria attenzione. Persisteva a credere che non le dicevano il vero. Una sfiducia offensiva verso i suoi amici pareva averla invasa tutta; rabbrividiva quando lady Giovanna si accostava al suo letto e la baciava. Non volle assolutamente vedere Orazio; domand di Giuliano, e scosse il capo dubbiosamente quando le dissero che era lontano da casa. Ad intervalli, si nascondeva sotto le coperte, mormorando dolorosamente: Oh! che cosa debbo fare? Che cosa debbo fare? Altre volte voleva assolutamente rimanere sola. Non voglio nessuno nella mia stanza!
La sera avanzava, e non recava nessun miglioramento. Lady Giovanna, dietro consiglio di Orazio, mand a chiamare il proprio medico.
Il dottore scosse il capo. I sintomi, disse egli, indicano una parte scossa nel sistema nervoso. Prescrisse una pozione calmante, e, con termini tecnici, diede qualche saggio e giusto consiglio, che si riassumeva poi in queste parole: Portatela a cambiar aria, e provate la spiaggia del mare. Lady Giovanna, colla sua consueta energia, mise in pratica quel consiglio senza un minuto di ritardo. Diede ordine che la notte si facessero i bauli, e determin di partire l'indomani mattina con Maria.
Poco dopo la partenza del medico, lady Giovanna ricevette una lettera di Giuliano. Cominciava colle scuse necessarie per l'assenza dello scrivente, e continuava cos:
"Prima di condurre la mia compagna dal mio avvocato, credetti necessario di consultarlo intorno alla mia posizione verso di essa.
"Gli dissi ci che , credo, necessario ripetervi, che non mi credo giustificato operando secondo l'opinione mia, che essa abbia il cervello guasto. Nel caso di questa donna senza alcun appoggio, ho bisogno di una autorit medica, e pi ancora di questo ho bisogno di una cosa certa, per soddisfare la mia coscienza, come pure per confermare la mia opinione.
"Trovandomi cos fermo in questo proposito, il legale pens di consultare un medico speciale dedicato alla cura dei pazzi.
"Dopo averlo mandato a cercare, e averne ricevuta la risposta, disse:
"Conducete qui quella signora fra mezz'ora, ella narrer la sua storia al medico invece di me.
"Quella proposta mi sorprese: gli domandai in qual modo avrei potuto indurla a ci fare. Egli si mise a ridere e rispose:
"Presenter il medico come un mio superiore, compagno d'ufficio; egli potr darle migliori consigli di me.
"Sapete che detesto qualunque finzione, anche quando il fine possa giustificarla. Per, in quest'occasione, non c'era altra alternativa e bisognava lasciar fare l'avvocato, o correre il rischio di una dilazione che avrebbe potuto produrre gravi effetti.
"Aspettai in una stanza solo, molto inquieto, finch il medico, terminato il colloquio, venne a trovarmi.
"In poche parole, ecco quale fu la sua opinione:
"Dopo accurato esame di quella povera creatura, egli crede che vi siano sintomi innegabili di aberrazione mentale; ma fino a che punto di gravit questo stato sia giunto egli non pu dire, n se sia il caso di metterla sotto speciale cura, perch non siamo bene informati dello stato preciso dei fatti.
"Finora, osservava egli, non sappiamo nulla di quella parte della sua illusione che ha rapporto con Maria Merrick. In questo caso la soluzione della difficolt risiede in ci. Io sono d'accordo con quella signora che le ricerche del console di Mannheim sono ben lungi dall'essere concludenti. Datemi una prova evidente che esista o non esista una Maria Merrick, e vi dar una positiva opinione intorno a questo caso ogniqualvolta ne sar da voi richiesto.
"Queste parole mi hanno indotto a partire pel continente, e rinnovare le ricerche intorno all'infermiera assente.
"L'avvocato mio amico ride, e dice che non sa se il pazzo non sia io stesso. Egli  d'opinione che dovrei rivolgermi al magistrato pi vicino, e sollevare voi e me da ogni ulteriore fastidio per questa faccenda.
"Forse voi pure sarete del suo parere! Ma, cara zia, come sovente avete detto, io non faccio nulla come gli altri. Sono interessato in questo caso. Non posso abbandonare una donna senza appoggio alcuno che mi  stata affidata, finch v' speranza di poter trovare qualche mezzo onde ridonarle la salute, e forse anche renderla ai suoi amici.
"Parto col convoglio di questa notte. Conto di andare prima a Mannheim, e parlare col console e i medici dell'ospedale; poi mettermi in caccia del medico tedesco, e interrogarlo; e, fatto ci, tentare alla fine di rintracciare l'ambulanza francese e penetrare il mistero di Maria Merrick.
"Appena di ritorno, verr a trovarvi, e vi narrer quello che avr fatto, e quale sar stato l'esito della mia gita.
"Intanto, vi prego di non inquietarvi pel timore che quella disgraziata donna possa ricomparire in vostra casa. Essa ora  tutta affaccendata a scrivere, per mio suggerimento, ai suoi amici al Canad; e l'ho lasciata in custodia della padrona della casa ove abita, persona esperta e degna di fiducia, che ha soddisfatto il dottore e me, intorno all'incarico da me affidatole.
"Vi prego di far sapere questo alla signorina Roseberry, qualora lo crediate necessario, coi sensi della mia rispettosa simpatia, e i miei augurii sinceri pel suo pronto ristabilimento. Perdonatemi intanto se, spinto dalla necessit, non ho potuto approfittare della piacevole ospitalit del palazzo Mablethorpe."
Lady Giovanna chiuse la lettera di Giuliano tutt'altro che soddisfatta. Rimase seduta riflettendo a ci che le aveva scritto suo nipote.
Una delle due, pensava fra s la vivace signora, o l'avvocato ha ragione, e Giuliano  un eccellente compagno per la pazza che ha preso a proteggere, o ha un secondo fine per questo suo assurdo viaggio, fine che si  ben guardato dal menzionare nella sua lettera. Quale pu essere questo fine?
Durante la notte, quando si svegliava, questa domanda si presentava alla mente di sua signoria, la quale non potendo rispondervi in modo soddisfacente, non aveva altro che aspettare con pazienza il ritorno di Giuliano, e colla sua frase prediletta "liberarsene al pi presto."
L'indomani mattina, lady Giovanna e la sua figliuola adottiva lasciarono il palazzo di Mablethorpe per recarsi a Brighton; Orazio che aveva domandato di accompagnarle, dovette rimanere a Londra per espresso desiderio di Maria. Perch? nessuno poteva indovinarlo, e Maria non volle dirlo.
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CAPITOLO 13. Giuliano ritorna.
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 trascorsa una settimana. La scena si apre di nuovo nella stanza da pranzo del palazzo di Mablethorpe.
La tavola ospitale  apparecchiata anche oggi pel lunch. Ma questa volta lady Giovanna  sola; la sua attenzione  in parte rivolta a leggere i giornali e in parte a dar da mangiare al suo gatto, il quale  un lucido e splendido animale. Porta alta la coda, e si rotola con delizia sul morbido tappeto. Si accosta alla sua padrona con mille moine, e mille graziosi movimenti. Fiuta con dilicata esitazione i buoni bocconi che gli vengono presentati. La monotonia del suono che fa il gatto masticando,  grata all'orecchio di sua signoria, la quale lascia a met la lettura dell'articolo di fondo del suo giornale, e guarda con volto preoccupato l'aspetto felice del gatto.
Sul mio onore, sclama lady Giovanna, ripensando, colla sua solita inveterata ironia, ai crucci che la tormentano, tutto ben considerato, Tom, vorrei esser voi!
Il gatto fa un movimento, non per l'apostrofe complimentosa della sua padrona, ma per un colpo battuto all'uscio che gli sta dietro. Lady Giovanna, senza guardare, dice:
Entrate.
Poi si volge lentamente per vedere che , e fa come il gatto, un movimento, quando l'uscio s'apre. Entra Giuliano Gray!
Voi, o la vostra ombra? sclama ella.
Lady Giovanna si  gi accorta che Giuliano  pi pallido del consueto, e che v'ha nel suo aspetto qualche cosa d'inquieto e di abbattuto, molto diverso dal suo stato normale. Egli prende una seggiola e siede accanto ad essa, baciandole la mano. Ma, per la prima volta dacch sua zia lo conosce, rifiuta le vivande delicate che stanno sulla tavola del lunch, e non dice nulla al gatto! Questo animale trascurato si ricovera in grembo di lady Giovanna, la quale cogli occhi fissi sopra il nipote (determinata a finirla con esso alla prima occasione) aspetta per sentire ci che ha da dirle. Giuliano non ha altra alternativa che rompere il silenzio, e raccontare, il meglio possibile, la sua storia.
Son tornato la notte scorsa dal continente, cominci. E sono venuto qui, come vi aveva promesso, a darvi la relazione del mio operato. Come sta Vostra Signoria? E la signorina Roseberry  dessa ristabilita?
Lady Giovanna addit col dito la guarnizione di merletto che adornava la parte superiore della sua veste.
La vecchia signora  qui e sta bene, rispose.
Additando poi la stanza sopra quella ove stavano.
E l, soggiunse, sta la giovane signora ammalata. E voi, Giuliano, come state?
Sono un po' stanco dal viaggio, ma non badate a me. La signorina Roseberry soffre sempre per lo spavento avuto?
E di che volete che soffra? Non vi perdoner mai, Giuliano, di avermi condotto in casa quella furibonda.
Mia cara zia, quando la condussi innocentemente qui non supponeva neppure che esistesse una signorina Roseberry. Nessuno  pi addolorato di me per quello che  seguito. Avete chiesto consiglio al medico?
La portai a respirare l'aria marina per consiglio del dottore.
E il cambiamento d'aria le ha fatto bene?
Non molto. Anzi direi che se ha avuto qualche effetto, questo mutamento le ha fatto peggio. Talora sta seduta per lunghe ore, pallida come la morte, senza guardare nulla, senza dir parola. Talora si rianima, e sembra presa dalla voglia di parlare, e poi, il Cielo solo sa il perch, tace repentinamente come se temesse di ci fare. Io sopporto tutto ci con pazienza. Ma quello che mi spezza il cuore, Giuliano,  che ella sembra non aver fiducia in me e non amarmi come l'amo io. Sembra dubitare e temere di me. Se non sapessi che questo  impossibile, mi verrebbe il dubbio che essa abbia il sospetto che io ponga fede a ci che quella miserabile mi ha detto sul conto suo. In una parola (e ci resti fra noi) comincio a temere che non si riabbia pi dallo spavento che le produsse quello svenimento. Vi  stato un grave sconcerto in essa, e per quanto ci rifletta sopra, non riesco a trovare la cagione di questo.
Che cosa dice il medico?
Gli occhi neri e brillanti di lady Giovanna risposero prima delle parole con uno sguardo di supremo disprezzo.
Il medico! ripet con ironia. Condussi ieri sera Graziella a casa nello stato solito, e mandai stamane a chiamarlo. Egli  uno dei dottori pi in voga; si dice che guadagni circa 250 mila franchi all'anno, e contuttoci non ne capisce nulla pi di me. Vi parlo sul serio. Il medico in voga se ne  andato test con due lire sterline di pi in tasca. Una lira sterlina per consigliarmi a stare tranquilla; l'altra lira sterlina per dirmi d'aver pazienza e fede nel tempo. Vi maravigliate ora che faccia una bella fortuna? Mio caro figliuolo, sono tutti gli stessi. La professione dei medici prospera ai nostri giorni per due malattie incurabili; malattia d'uomo e malattia di donna. Malattia di donna: nervi depressi; malattia d'uomo: gotta soppressa. I medicamenti sono 25 franchi se andate dal medico; 50 franchi se il medico viene da voi. Mi sarei comprata un cappellino nuovo col danaro che ho dato a quell'uomo! Ma parliamo d'altro, perch perdo la pazienza quando penso a queste cose. Inoltre, ho bisogno di sapere qualche cosa. Perch siete partito?
A quella semplice domanda Giuliano parve molto meravigliato.
Vi ho scritto per spiegarvene il motivo, disse; non avete ricevuto la mia lettera?
Ho avuto la vostra lettera. Era davvero ben lunga, ma contuttoci non mi diceva quello che io voleva sapere.
Che cosa volevate sapere?
La risposta di lady Giovanna era rivolta, non troppo chiara dapprima, a quel secondo motivo del viaggio di Giuliano che essa aveva sospettato volesse nasconderle.
Ho bisogno di sapere, disse, perch vi siete dato la briga di andare a fare le vostre ricerche in persona? Sapevate bene dove trovare il mio vecchio corriere. Avete detto tante volte che  intelligentissimo e degno di fiducia. Rispondetemi sinceramente, non avreste potuto mandarlo in vece vostra?
Avrei potuto mandarlo, rispose Giuliano, con una certa esitazione.
Avreste potuto mandare il corriere, e vi eravate impegnato ad essere mio ospite, Rispondetemi sinceramente anche su ci. Perch siete partito?
Giuliano esit.
Lady Giovanna aspettava la risposta col piglio di una donna preparata ad aspettare (se era necessario) pel resto del pomeriggio.
Avevo una ragione per partire, disse finalmente Giuliano.
S? soggiunse lady Giovanna, preparata ad aspettare (se era necessario) fino all'indomani mattina.
Una ragione, riprese Giuliano, che non mi garberebbe di dire.
Oh! disse la vecchia signora. Un altro mistero, eh? E un'altra donna in fondo a questo, senza dubbio? Grazie, baster, sono abbastanza informata. Non vi  da meravigliarsi, se, come ecclesiastico, siete un po' imbarazzato. In certi casi, vi  forse qualche grazia a mostrarsi imbarazzato. Ma parliamo d'altro. Ora che siete tornato, dimorerete naturalmente qui con me.
Ancora una volta il celebre predicatore si trov nella strana situazione di non sapere che cosa dire. Ancora una volta lady Giovanna si rassegn ad aspettare (se era necessario) fino a met della settimana seguente.
Giuliano ricorse ad una di quelle risposte degne dell'uomo pi comune del mondo incivilito.
Prego Vostra Signoria di accettare i miei ringraziamenti e le mie scuse, diss'egli.
Lady Giovanna che stava macchinalmente lisciando il gatto che aveva in grembo, cominci a lisciarlo a contrapelo. La pazienza inesauribile della vecchia signora cominciava a dar segni di volerla abbandonare.
Molto gentile, senza dubbio, disse. Ma fate meglio. Dite, il signor Giuliano Gray presenta i suoi ossequii a Giovanna, ed  dolente che un impegno precedente... Giuliano! sclam essa, mandando via il gatto, e gettando da parte la sua pretesa pazienza. Giuliano, non voglio che si scherzi con me! Non vi  che una sola cosa che spieghi la vostra condotta. Voi evitate la mia casa. Vi  forse taluno che vi dispiaccia? Sono io quella?
Giuliano col gesto mostr che l'ultima interrogazione di sua zia era assurda.
Il gatto strapazzato alz il dorso, scosse lentamente la coda, si accost al focolare, e and a sedersi sulla stoia innanzi a quello.
Lady Giovanna insisteva.
 forse Graziella Roseberry? domand.
Anche la pazienza di Giuliano mostrava di volersene andare. Il suo aspetto prese l'espressione di una repentina determinazione, e la voce si fece un po' pi forte.
Volete proprio saperlo? disse.  la signorina Roseberry.
Non le volete bene? sclam lady Giovanna, con uno scoppio di collera e di sorpresa.
Anche Giuliano proruppe dal canto suo.
Se la veggo ancora, rispose, e un po' di colore gli coperse ad un tratto le guance, sar l'uomo pi infelice del mondo. Se la veggo ancora, ingannerei il mio vecchio amico il quale deve sposarla. Teneteci discosti. Se avete qualche riguardo per la mia pace, teneteci discosti.
Una indicibile meraviglia venne espressa dalla vecchia signora alzando le mani; e la sua irresistibile curiosit si mostr con queste parole:
Non intendete gi di dire che siete innamorato di Graziella?
Giuliano balz in piedi con inquietudine, e and a dar noia al gatto, il quale usc dalla stanza.
Non so che dirvi, disse, non mi comprendo io stesso. Nessuna altra donna mi ha mai ispirato il sentimento che questa sembra aver suscitato in me fino dal primo momento in cui la vidi. Sperando dimenticarla, ruppi l'impegno con voi, e accolsi con gioia un'occasione per partire. Tutto inutile. Io penso a lei al mattino, a mezzogiorno, la notte. Io la vedo, io sento la sua voce, in questo momento, come veggo e sento voi, mia cara zia. Essa  divenuta parte di me stesso. Io non comprendo la vita senza di lei. Sembra che la mia volont m'abbia abbandonato. Questa mattina diceva fra me: "Scriver a mia zia; non voglio tornare al palazzo di Mablethorpe." Ed eccomi qui, con un sotterfugio, per tranquillare la mia coscienza. Mi son detto, mentre stava venendo, che io aveva il dovere di fare una visita a mia zia, e lungo tutta la strada sperava che essa sarebbe entrata nella stanza ove sarei stato. Ed  fidanzata di Orazio Holmcroft, il mio pi vecchio amico, il mio migliore amico! Non sono forse un miserabile? Non sono io un pazzo? Dio lo sa, io no davvero. Conservatemi il segreto, zia. Mi vergogno di cuore di me stesso: avrei creduto di valere un po' meglio. Non dite una parola a Orazio, debbo e voglio vincere. Lasciatemi andare.
E prese il cappello in furia. Lady Giovanna, alzandosi colla sveltezza di una giovinetta, gli corse dietro nella stanza, e lo ferm sull'uscio.
No, rispose risolutamente la vecchia signora, non voglio che andiate via. Venite qua da me.
Nel pronunciare queste parole essa osservava con un certo tenero orgoglio il vivo colore che copriva le guance del giovane, lo splendore brillante che accresceva la bellezza dei suoi occhi. Egli non le era mai parso tanto bello come in quel momento. Lo prese pel braccio, e lo condusse verso le seggiole sulle quali stavano seduti poco prima. Era una cosa sconveniente, mal fatta (ammetteva essa colla mente), considerare Maria, in quelle circostanze, con altro occhio che con quello di un fratello o di un amico. In un ecclesiastico (forse) la sconvenienza e il torto erano doppii. Ma con tutto il rispetto dovuto agli interessi offesi di Orazio, lady Giovanna non poteva biasimare Giuliano. E peggio ancora, sentiva fra s il convincimento che esso si era alzato, anzich esser caduto, nella sua stima nello spazio di quegli ultimi cinque minuti. Chi poteva negare che la sua figliuola d'adozione era una incantevole creatura? Chi poteva meravigliarsi che un uomo di buon gusto ne andasse pazzo? Nel complesso sua Signoria decise benevolmente che suo nipote era pi degno di compassione che di biasimo. Quale figlia d'Eva (non importa se fosse di diciassette o di settant'anni) non avrebbe concluso nello stesso modo? Che un uomo faccia ci che vuole, commetta tutto ci che gli piace, dall'errore al delitto, finch ne sar causa una donna, troverete nel cuore di ogni donna un fondo inesauribile di perdono.
Sedete, disse lady Giovanna, sorridendo suo malgrado; e non parlate cos. Un uomo, Giuliano, specialmente un uomo celebre come voi, dovrebbe sapere governar s stesso.
Giuliano diede in uno scoppio di riso amaro.
Mandate a cercare la mia fermezza sopra, disse.  lei che la possiede, non io. Buon giorno, zia.
E si alz.
Lady Giovanna lo fece tornare a sedere.
Voglio che restiate qui, disse, solo per alcuni minuti ancora. Ho qualche cosa da dirvi.
Riguardo alla signorina Roseberry?
Riguardo a quella malaugurata donna che spavent Graziella. Ora siete soddisfatto?
Giuliano fece un inchino e si sedette.
Non mi piace molto di confessarlo, disse sua zia. Ma voglio che sappiate che ho qualche cosa di ben grave da dirvi intorno a ci. Giuliano, quella malaugurata donna non spaventa solo Graziella, ma anche me.
Vi spaventa? Ma se  al tutto innocua, poveretta.
Poveretta! ripete lady Giovanna. Avete detto poveretta?
S.
 egli possibile che sentiate compassione di lei?
Di tutto cuore.
La vecchia signora torn a perdere la pazienza.
Detesto un uomo che non sa odiare nulla, sclam; se foste stato un antico romano, Giuliano, credo che avreste compianto Nerone.
Giuliano cordialmente le diede ragione.
Certo credo che l'avrei compianto, disse tranquillamente. Tutti i peccatori, mia cara zia, sono pi o mene disgraziati. Nerone deve essere stato uno degli uomini pi disgraziati del genere umano.
Disgraziato! sclam lady Giovanna. Nerone infelice! Un uomo che commetteva ogni sorta di delitti, un uomo che rubava, incendiava, assassinava, coll'accompagnamento del suo violino, solo disgraziato! E dove andiamo? Quando la moderna filantropia trova modo di scusare Nerone,  giunta davvero a un bel punto! Sentiremo fra breve che la sanguinaria Regina Maria era carezzevole come un gattino; e se quel povero e bravo Enrico VIII portava qualche cosa agli estremi, era la pratica delle virt domestiche. Ah! come detesto l'ipocrisia! Ma di che cosa stavamo parlando? Voi vi scostate dall'argomento, come un uccello che va da una fronda all'altra. Vi assicuro che mi sono dimenticata di ci che voleva dirvi. No, non voglio che me lo rammentiate. Sono vecchia, ma non rimbambita ancora! Perch state l a guardarmi fisso. Non avete nulla da dirmi? Avete perduto l'uso della lingua?
Il carattere dolcissimo di Giuliano, e la piena conoscenza dell'indole di sua zia lo rendevano acconcio ad acquetare quella burrasca. Condusse lentamente lady Giovanna all'argomento lasciato in disparte, ritornando destramente sulla narrazione, non ancora fatta, delle sue avventure sul continente.
Vi ho molte cose da dire, zia, riprese. Non vi ho ancora raccontato le mie scoperte all'estero.
Lady Giovanna rimase subito presa all'amo. Sapeva bene che aveva dimenticato qualche cosa, e disse:
 un'ora che siete qui e non mi avete detto nulla. Cominciate subito.
Giuliano pazientemente cominci con queste parole.
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CAPITOLO 14. L'ombra degli avvenimenti che avanzano.
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Andai prima di tutto a Mannheim, lady Giovanna, come vi aveva detto nella mia lettera; e parlai a lungo col console e coi medici dell'ospedale. Non ne ricavai nulla di nuovo n d'importante. Presi le mie informazioni per rintracciare il medico tedesco, e partii per vedere se il medico che aveva fatto l'operazione avesse potuto darmi qualche indicazione pi precisa. Per quello che riguardava l'identit dell'ammalata, egli non seppe, essendo al tutto ignoto ad essa, dirmi nulla. Tuttavia, per quello che riguardava lo stato della sua mente, egli mi disse alcunch d'importante. Mi narr d'aver operato un'altra persona ferita nel capo da una scheggia di bomba, alla battaglia di Solferino, e che il paziente (guarito anche in quel caso) non riacquist mai la ragione. Non vi pare che questo fatto abbia una certa importanza?
Lady Giovanna aveva avuto tempo di calmarsi, e il suo umore era tornato allo stato consueto.
Molto importante, rispose, per le persone che hanno qualche dubbio che quella vostra malaugurata donna sia pazza. Per me non ho di questi dubbii, e quindi trovo il vostro racconto, Giuliano, estremamente seccante. Finiamola, via. Avete messo la mano sopra Maria Merrick?
No.
Avete avuto qualche notizia sul suo conto?
Nulla. Mille inciampi me lo impedirono. L'ambulanza francese aveva partecipato dei disastri della Francia si era disciolta. I feriti francesi erano prigionieri, e sparsi qua e l per la Germania, e nessuno poteva certo rintracciarli. Il medico francese era rimasto ucciso in una scaramuccia. I suoi assistenti erano dispersi, e molto probabilmente nascosti. Cominciava a disperare di poter scoprire qualche cosa, quando mi imbattei per caso in due soldati prussiani che si erano trovati in quella capanna. Confermarono quello che aveva detto il medico tedesco al console, e che Orazio medesimo mi disse, cio, che non vi era in quel luogo nessuna infermiera vestita di nero.
Se vi fosse stata una cosiffatta persona, essa certamente, mi dissero i Prussiani, sarebbe stata intorno ai feriti francesi. La croce della Convenzione di Ginevra avrebbe bastato a proteggerla: nessuna donna coperta di quel segno di onore si sarebbe degradata al punto di abbandonare i feriti prima dell'entrata dei Tedeschi nella capanna.
In breve, ripigli lady Giovanna: non esiste nessuno che si chiami Maria Merrick.
Non ho potuto giungere ad altra conclusione, disse Giuliano, a meno che l'idea del medico inglese non sia giusta. Dopo avere udito quello che vi ho raccontato test, egli  persuaso che la donna stessa  Maria Merrick.
Lady Giovanna alz la mano, come segno che aveva qualche obbiezione da fare a questo riguardo.
Voi e il dottore vi siete, mi pare, aggiustati a meraviglia, disse. Ma vi  una circostanza alla quale nessuno dei due ha badato.
E quale, zia?
Parlate con una certa facilit, Giuliano, del pazzo asserto di quella donna che dice che Graziella  l'infermiera assente e che essa  Graziella. Ma non vi siete ancora spiegato il modo in cui quell'idea ha cominciato a entrarle in capo; e, pi di questo, come abbia conosciuto il mio nome, il mio indirizzo, e come sia informata di tutto ci che riguarda Graziella, e come conosca anche le carte e le lettere di quest'ultima. Tutte queste cose sono al disopra della mia intelligenza. Quel celebre medico, vostro amico, non pu egli spiegarle?
Volete che vi dica ci che mi disse stamane quando andai a vederlo?
Sar lungo?
Un minuto circa.
Mi sorprendete, Giuliano, ma la sorpresa  piacevole. Continuate.
Voi desiderate sapere in qual modo essa venne a conoscere il vostro nome e le faccende della signorina Roseberry, riprese Giuliano. Il dottore dice in uno di questi due modi. O la signorina Roseberry ha parlato di voi, e delle cose sue, mentre stava con quella donna nella capanna francese; o quella donna ha rovistato nelle carte della signorina Roseberry senza che questa se ne avvedesse. Siete persuasa di questo?
Lady Giovanna cominciava finalmente a sentire un certo interesse.
Perfettamente, disse. Prima di tutto non dubito che Graziella debba averle fatto una forte impressione. Da ci sar venuta una quantit di interrogazioni inquisitorie, e Graziella sbadatamente avr parlato di cose che una persona pi prudente avrebbe tenuto per s.
Benissimo. Siete persuasa inoltre che l'ultima idea che aveva in capo quella donna allorch fu colpita dalla bomba, possa essere stata, molto probabilmente, l'idea della signorina Roseberry e delle cose sue? Non vi pare? Ebbene! che cosa doveva seguire? La donna ferita  ritornata in vita dall'operazione, vien presa da febbre e delirio all'ospitale di Mannheim. In questo stato l'idea dell'identit della signorina Roseberry fermenta nel suo cervello, ed assume la forma che ha ora. Come conseguenza necessaria, persiste nel trasvolgere le due identit. Dice di essere la signorina Roseberry, e asserisce che questa  Maria Merrick. Questa  l'opinione del medico. Quanto a me, trovo che questo non solo basta a rispondere alla vostra interrogazione, ma spiega pure il modo fermo e rabbioso con cui quella donna entrando nell'ospedale ripudiava il nome marcato sui suoi abiti, il nome di Maria Merrick. Non siete d'accordo con me?
Non so davvero, Giuliano, se sono o no d'accordo con voi. Ammetto che nella mente dei pazzi sia sovente comune questa confusione della loro identit; tuttavia la spiegazione del medico non mi soddisfa al tutto. Io penso...
Quello che lady Giovanna pensava non era destinato a venire espresso. Tacque repentinamente e stese la mano per la seconda volta.
Un'altra obbiezione? chiese Giuliano.
Tacete, sclam la vecchia signora. Se dite ancora una parola, lo perder di nuovo.
Perderlo, che cosa, zia?
Quello che voleva dirvi, secoli fa. L'ho ritrovato, e comincia con una domanda. Non mi parlate pi del medico, ne ho abbastanza di questo discorso! Dov' ora quella vostra misteriosa donna, la mia pazza dov'? sempre a Londra?
S.
E sempre libera?
Sempre nelle stanze d'affitto che aveva preso arrivando.
Benissimo. Ora rispondetemi. Che cosa pu impedirle di fare il tentativo di venire, anche di soppiatto, in casa mia? Come posso io proteggere Graziella, come posso proteggere me stessa, se torna di nuovo?
Era proprio questo quello che volevate dirmi?
Questo, e niente altro.
Erano entrambi troppo assorti nel loro colloquio per guardare verso l'aranciera e veder comparire in lontananza un giovane fra le piante e i fiori, che veniva dal giardino esterno. Quel giovane faceasi avanti senza rumore e avvicinandosi mostrava la figura e le fattezze di Orazio Holmcroft. Prima di entrare nella stanza da pranzo si ferm, guardando intentamente lady Giovanna e il suo visitatore che gli voltavano le spalle, le quali erano l'unica parte che egli potesse vedere. Dopo una breve pausa, il visitatore parl, ed ogni dubbio scomparve. Tuttavia Orazio non si mosse per entrare nella stanza. Egli nutriva sempre un sospetto geloso, e voleva sentire che cosa poteva dire Giuliano privatamente a lady Giovanna; perci aspett un tantino per vedere se i suoi dubbii si avverassero.
N voi n la signorina Roseberry avete bisogno di protezione contro i tentativi di quella misera donna, soggiunse Giuliano. Io adesso ho molta influenza sopra di essa, e l'ho persuasa dell'inutilit di presentarsi di nuovo.
Vi chieggo scusa, interruppe Orazio, parlando sull'uscio dell'aranciera. Non avete ottenuto nulla di tutto questo.
Egli aveva udito abbastanza per persuadersi che il colloquio non aveva preso l'andamento che aveva sospettato. E, come altro tentativo a far conoscere la sua presenza, era la fortunata combinazione di poter mettere Giuliano dalla parte del torto.
Buon Dio! Orazio! sclam lady Giovanna. Di dove venite? E che cosa intendete dire?
Seppi dal guardaportone che Vostra Signoria e Graziella erano tornate la notte scorsa. Ed io venni qui, senza disturbare la servit, dalla strada pi breve.
Egli si volse poi a Giuliano:
La donna di cui parlavate test, continu,  stata qui di nuovo, durante l'assenza di lady Giovanna.
La vecchia signora guard immediatamente il nipote. Giuliano la rassicur con un gesto.
Impossibile, disse, vi sar stato qualche sbaglio.
Non vi  stato sbaglio, soggiunse Orazio. Ripeto ci che mi ha detto poco fa il guardaportone stesso. Egli esitava a dirlo a lady Giovanna per tema di farle paura. Solo tre giorni fa, quella persona ebbe l'audacia di domandargli l'indirizzo di Sua Signoria nel paese di mare dove era andata. Naturalmente le venne rifiutato.
Avete sentito, Giuliano? disse lady Giovanna.
Giuliano non mostr segni di rabbia o di mortificazione. Il suo volto in quel momento avea una espressione di sincero dolore.
Vi prego di non inquietarvi, disse a sua zia con voce tranquilla. Se ella tenta di molestare nuovamente voi e la signorina Roseberry, ho in mia mano i mezzi per arrestarla sul momento.
In qual modo? disse lady Giovanna.
In qual modo? davvero! ripet Orazio. Se noi la mettiamo nelle mani della polizia faremo uno scandalo pubblico.
Ho fatto le cose in modo che non vi saranno scandali, mentre l'espressione del suo volto si andava facendo sempre pi addolorata. Prima di venir qui oggi, ebbi un colloquio privato col commissario di polizia del rione, e ho prese certe disposizioni colla stazione dei policemen pi vicina a questo palazzo. Mandando io un mio biglietto di visita, un uomo esperto, vestito in borghese si presenter nel luogo da me indicato, e la condurr via senza chiasso. Il magistrato sentir il rapporto della donna in privato, ed esaminer i documenti che io potr produrre, dimostranti che ella non  responsabile delle sue azioni. Si chiamer il medico della polizia che considerer officialmente il caso, e la legge la porr sotto la necessaria custodia.
Lady Giovanna e Orazio si guardarono fra loro con meraviglia. Secondo essi Giuliano era l'ultimo uomo sulla terra fatto per prendere il partito, ad un tempo compassionevole e severo, che esso avea adottato. Lady Giovanna insistette per avere un'altra spiegazione.
Perch sento io questo per la prima volta? chiese. Perch non mi avete parlato prima di queste precauzioni da voi prese?
Giuliano rispose con franchezza e dolore.
Perch sperava, zia, che non vi sarebbe stata la necessit di venire a questi estremi. Ora mi obbligate a riconoscere che l'avvocato e il medico, i quali vidi tutti e due stamane, avevano come voi ragione di credere che non vi fosse da fidarsi di lei. E fu per loro suggerimento che andai dal magistrato. Essi mi chiesero se il risultamento delle mie ricerche all'estero, poco, soddisfacenti per altri rispetti, non mi avesse confermato nel pensiero che il cervello di quella povera donna  guasto. Fui obbligato a riconoscere che questo era vero: dopo ci dovetti sottomettermi a prendere tutte le precauzioni che l'avvocato e il medico credevano necessarie. Ho fatto il mio dovere, con dolore e contro voglia. Sar una mia debolezza, lo confesso, ma non posso sopportare l'idea di trattare duramente quell'afflitta creatura. La sua illusione  cos desolante! La sua posizione  tanto infelice!
La sua voce si fece fievole: si alz in fretta e prese il cappello. Lady Giovanna gli tenne dietro fino all'uscio e si mise a discorrere con lui. Orazio sorrise con ironia, e si accost al fuoco per scaldarsi.
Andate via, Giuliano?
Vado solo dal guardaportone. Ho bisogno di dirgli una parola di avvertimento nel caso che egli vedesse di nuovo quella donna.
Tornate, non  vero? (qui lady Giovanna abbass la voce). Non vi  proprio ragione, Giuliano, perch abbandoniate ora la mia casa.
Vi ho promesso, zia, di non andar via finch non avr provveduto alla vostra sicurezza. Se voi e la vostra figliuola adottiva sarete molestate da un'altra riapparizione di quella persona, vi do la mia parola d'onore che il mio biglietto di visita andr alla polizia, per quanto questo possa addolorarmi. (Egli pure a questo punto abbass la voce). Intanto ricordatevi di quello che vi ho confessato mentre eravamo soli. Pel mio bene, non mi fate vedere Graziella che il meno possibile. Vi trover io di nuovo in questa stanza quando ritorner?
S.
Sola?
Egli mise tanto calore in questa parola, che lady Giovanna comprese ci che intendeva dire.
Siete realmente, susurr, tanto innamorato di Graziella?
Giuliano pos una mano sul braccio di sua zia, e coll'altra addit Orazio che volgeva loro le spalle, mentre si scaldava i piedi sugli alari.
Ebbene? disse lady Giovanna.
Ebbene, riprese Giuliano con un sorriso sulle labbra e colle lagrime agli occhi, non ho mai invidiato nessun uomo al mondo, come invidio ora quello l!
E con queste parole lasci la stanza.
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CAPITOLO 15. Il rimorso d'una donna.
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Essendosi bene scaldato i piedi, Orazio si allontan dal caminetto, e si avvide che lady Giovanna era sola.
Posso io vedere Graziella? domand egli.
Il piglio disinvolto con cui fece questa interrogazione, come se volesse mostrare i suoi diritti di propriet sopra Graziella, urtarono in quel momento lady Giovanna. Per la prima volta in sua vita si trov disposta a fare il paragone fra Orazio e Giuliano con svantaggio del primo. Orazio era ricco; era un gentiluomo di antico lignaggio; aveva una riputazione illibata. Ma quale dei due aveva mente pi elevata, cuore pi grande? Quale dei due meritava meglio il nome di Uomo?
Nessuno pu vederla! rispose lady Giovanna. Nemmeno voi!
Il tuono della risposta era aspro con una lieve tinta di sarcasmo. Ma dove si trova un giovane alla moda, munito di buona salute e ricco di una bella rendita, che possa comprendere che l'ironia abbia l'audacia di volgersi ad esso? Orazio, con perfetta cortesia, non credette che quella fosse una risposta sufficiente.
Vostra Signoria intende forse dire che la signorina Roseberry  in letto? chiese di nuovo.
Intendo dire che la signorina Roseberry  nella sua stanza. Intendo dire che ho cercato due volte di persuadere la signorina Roseberry a vestirsi e scendere qui, ma non ci sono riuscita. Intendo dire che quello che la signorina Roseberry non vuol fare per me, non lo far probabilmente per voi.
Non si pu dire quanto altro ancora avrebbe soggiunto lady Giovanna; ma in quel momento un rumore che veniva dalla biblioteca la interruppe nel mezzo della sua perorazione, e le arrest le parole sulle labbra. Anche Orazio aveva udito quel rumore che era il frusco di una veste di seta, che andava avvicinandosi, mentre strisciava sul tappeto della biblioteca.
Nell'intervallo che passa mentre un avvenimento rimane nello stato d'incertezza, quale  l'inevitabile tendenza di ogni Inglese che non ha ancor raggiunto i trent'anni? La sua tendenza inevitabile  quella di domandare se taluno vuole o no scommettere. Egli non pu resistere a quell'impulso, come non pu resistere ad alzare la canna o l'ombrello, in mancanza di un fucile, per sparare contro un uccello che gli spicca il volo innanzi mentre sta passeggiando.
Che cosa vuol scommettere Vostra Signoria che questa  Graziella? sclam Orazio.
Sua signoria non bad alla proposta; la sua attenzione era rivolta all'uscio della biblioteca. Il frusco cess per un momento, e la porta venne aperta lentamente. La falsa Graziella Roseberry entr nella stanza.
Orazio fece qualche passo avanti per incontrarla, aperse le labbra per parlare, e si arrest ammutolito dal cambiamento avvenuto nella sua fidanzata da quando l'aveva veduta l'ultima volta. Un qualche terribile dolore pareva averla al tutto oppressa; sembrava l'ombra di s stessa.
Camminava pi adagio del consueto; parlava poco e a voce bassa. A coloro che la conoscevano prima della fatale apparizione della donna venuta da Mannheim, non sembrava pi la stessa persona: tanto era mutata. Tuttavia, malgrado ci rimaneva in essa ancora l'antica grazia, la nobilt del volto, la bellezza degli occhi, la regolarit delle fattezze, l'indicibile incanto di ogni atteggiamento; in una parola la incontrastabile bellezza che le sofferenze non possono distruggere e che il tempo stesso non pu cancellare.
Lady Giovanna le and incontro, e le prese le mani con affettuosa benevolenza.
Ben tornata, mia cara figliuola, ben tornata! Siete scesa per farmi piacere?
Maria assent col capo.
Lady Giovanna le addit Orazio, dicendole:
Ecco qui una persona che si struggeva di vedervi, Graziella.
Essa non alz gli occhi; stava ritta, seria, cogli occhi fissi sul panierino pieno di lane colorate che teneva in mano.
Grazie, lady Giovanna, disse con voce flebile, grazie Orazio.
Questi le prese il braccio e passandolo sotto il suo, la condusse verso il canap.
Maria ebbe come un brivido ponendosi a sedere e si guard intorno. Era la prima volta che tornava in quella stanza dopo il giorno in cui s'era trovata in faccia della morta vivente.
Perch venir qui, amor mio? chiese lady Giovanna. Il salotto sarebbe stato un luogo pi tepido e pi confacente per voi.
Ho veduto una carrozza ferma innanzi alla porta di strada. Avevo paura di trovar visite nel salotto.
Mentre faceva questa risposta, entr un domestico e annunzi alcuni visitatori. Lady Giovanna mand un sospiro di noia.
Bisogna che vada a liberarmi di essi, disse, rassegnandosi alle circostanze. Che cosa farete, Graziella?
Se non vi rincresce, rimango qui.
Io le terr compagnia, soggiunse subito Orazio.
Lady Giovanna esitava. Aveva promesso di ricevere suo nipote in quella stanza al suo ritorno, e riceverlo sola. Chi sa se prima che Giuliano tornasse, vi sarebbe stato tempo di liberarsi dalle sue visite e fare andare Graziella nel salotto rimasto vuoto? Ci volevano dieci minuti per andare dal portinaio, e dargli le sue istruzioni.
Lady Giovanna si persuase che avea tempo sufficiente. Fece un cenno di saluto a Maria, e la lasci sola col suo fidanzato.
Orazio si sedette sul sof nel luogo lasciato dalla vecchia signora. Tutto quello che la sua natura poteva dare di amore ad alcuno, egli l'aveva per Maria.
Sono dolente di vedere quanto avete sofferto, disse, mentre il suo volto esprimeva una vera afflizione. Cercate di dimenticare ci che  avvenuto.
Faccio tutto il possibile. E voi? Ci pensate molto?
Mia diletta,  cosa troppo sprezzabile per darsene pensiero.
Essa si pose il panierino da lavoro in grembo. Colle dita dimagrite cominci distrattamente a dividere le lane.
Non avete pi veduto il signor Giuliano Gray? chiese ad un tratto.
S.
Che cosa dice egli di tutto questo?
Ella guard Orazio per la prima volta con occhio scrutatore.
Orazio cerc una scappatoia.
Davvero non ho chiesto l'opinione di Giuliano, diss'egli.
Maria abbass di nuovo gli occhi, sospirando, sul panierino delle lane; pens un poco, poi torn alla carica.
Perch il signor Giuliano Gray non  stato qui da una settimana? riprese a dire. I domestici dicono che era partito.  vero?
Era inutile negare. Orazio convenne che i domestici avevano ragione.
Le sue dita si arrestarono nel lavoro di dividere le lane, e il suo respiro divenne brevemente affannoso. Che cosa era andato a fare Giuliano Gray all'estero? Forse a prendere informazioni? Fra tutti quelli che si erano trovati presenti a quel terribile incontro, egli solo probabilmente aveva avuto un sospetto contro di lei? S! Egli aveva mente pi acuta; egli, come ecclesiastico, e sopratutto di Londra, conosceva le frodi e gli inganni, e gli eran note le donne sue pari. Non era possibile dubitarne! Giuliano la sospettava.
Quando torna? chiese ella, con voce s bassa che Orazio appena pot udirla.
 gi tornato. Giunse iersera.
Una lieve tinta di rossore coperse lentamente la sua pallida faccia. Pos in fretta il panierino e strinse le mani insieme per celarne il tremito, prima di fare un'altra interrogazione.
Dov', e si arrest per render pi ferma la sua voce, dov' la persona, riprese, che venne qui e mi rec tanto spavento?
Orazio si affrett a rassicurarla. Quella persona non torner pi, disse. Non ne parlate; non ci pensate!
Ella scosse il capo.
Vi  qualche cosa che voglio sapere, soggiunse. In qual modo il signor Giuliano Gray ne ha fatto la conoscenza?
A ci era facile rispondere. Orazio menzion il console di Mannheim, e la lettera di raccomandazione.
Maria ascolt attentamente, e, ripresa un po' di lena, disse con voce pi alta e pi ferma:
Era dunque al tutto ignota al signor Giuliano Gray prima d'ora?
Al tutto ignota, riprese Orazio. Non pi interrogazioni intorno a ci, Graziella! Non voglio pi sentirne parlare. Animo, amor mio! disse prendendole la mano, e chinandosi con tenerezza verso la fanciulla; state allegra, siamo giovani, ci amiamo; ora dobbiamo essere felici!
La mano di Maria divenne fredda e tremante in quella di Orazio. Ella pieg il capo sul petto come se una invincibile stanchezza l'avesse invasa. Orazio s'alz sgomentato.
Siete fredda, vi vien male? disse. Volete una goccia di vino! volete che attizzi il fuoco!
Le bottiglie erano ancora sulla tavola del lunch. Orazio la obblig a bere un po' di vino di Oporto. Quella goccia rianim la sensitiva organizzazione e la languente energia della fanciulla tanto fisica che morale. Essa lo seguiva cogli occhi con una espressione di straziante e muta disperazione.
State allegra! ripeteva fra s. Allegra! Oh Dio!
Si guard intorno, come se volesse prendere commiato dall'eleganza e dal lusso che la circondavano, poi abbass gli occhi sul ricco vestito che portava, dono di lady Giovanna. Pens al passato; pens all'avvenire. Era forse prossimo il tempo di tornarsene nel Ricovero, o andar di nuovo a girovagare la notte nelle vie della citt? Essa che era stata la figlia adottiva di lady Giovanna e la fidanzata di Orazio Holmcroft!
Una repentina voglia di movimento la invase quando questo pensiero le attravers la mente. Orazio aveva ragione! Perch non farsi coraggio? Perch non godere della vita? Le ultime ore di dimora in quella casa stavano per suonare; perch non godere della posizione usurpata finch le era possibile?
Avventuriera! le diceva uno spirito satirico dentro di lei. Conserva il tuo carattere. Scaccia il rimorso! Il rimorso  il lusso di una donna onesta.
Prese di nuovo il panierino delle lane, mossa da un nuovo pensiero.
Suonate il campanello! grid ad Orazio che era vicino al caminetto.
Egli si guard intorno meravigliato. Il suono della voce di Maria era tanto mutato, che quasi credette che ci fosse un'altra donna nella stanza.
Suonate il campanello! ripet essa. Ho lasciato sopra il mio lavoro. Se volete che stia allegra, ho bisogno del mio lavoro.
Orazio, guardandola sempre, suon macchinalmente il campanello. Un domestico comparve.
Andate sopra e domandate alla mia cameriera il mio lavoro, disse Maria con asprezza.
Anche quell'uomo rimase sorpreso; essa soleva parlare con dolcezza e con riguardo alle persone di servizio, e questi suoi modi le avevano guadagnato l'amore di tutti.
Non avete inteso? chiese con impazienza.
Il domestico fece un inchino, e usc per eseguire il comando ricevuto.
Allora Maria si volse ad Orazio cogli occhi scintillanti e le guancia ardenti:
Che piacere, non  vero, disse, appartenere alle classi elevate! Una povera donna non ha cameriera per vestirla, n domestico per eseguire i suoi ordini. Vale la spesa, Orazio, di vivere, quando non s'ha 200 mila franchi di rendita?
Il domestico torn con una striscia di ricamo. Maria gliela prese di mano con mal garbo, e gli disse di portarle uno sgabello pei piedi. L'uomo obbed. Allora gett il ricamo sul canap, e:
Tutto ben considerato, non ho voglia di lavorare, disse, portatelo di nuovo nella mia stanza.
Il domestico bene ammaestrato, meravigliandosi fra s obbed nuovamente. Orazio, sorpreso ma taciturno, si accost al canap per osservarla da vicino.
Perch mi guardate con quel piglio severo! sclam con leggerezza. Non vi piace che stia oziosa, forse! Come vi piace! Mander a riprendere il mio lavoro. Suonate il campanello ancora una volta.
Mia cara Graziella, riprese Orazio con seriet, vi siete proprio ingannata. Io non ho mai pensato al vostro lavoro.
Non importa;  una sciocchezza mandare a prendere il mio lavoro, e poi rimandarlo. Suonate il campanello.
Orazio la guard senza muoversi.
Graziella disse, che cosa avete?
Che cosa volete che abbia? rispose essa sbadatamente. Non mi avete detto di stare allegra? Volete o no suonare il campanello?
Orazio obbed, ma corrugando le ciglia. Egli era di quelli che istintivamente si risentono di tutto ci che  nuovo per essi. Quegli strani modi erano insoliti in Maria. Per la prima volta in sua vita egli prov compassione per un servitore, quando quel povero uomo torn alla chiamata.
Andate a prendermi di nuovo il mio lavoro; ho cambiato idea.
Dopo questa breve spiegazione, ella si appoggi con volutt sui morbidi cuscini del canap, facendo saltare come una palla un gomitolo di lana e guardandolo con piglio ironico.
Ho notato una cosa, Orazio, continu essa, quando l'uscio venne chiuso dal domestico, non vi sono che la persone della nostra classe che abbiano buoni domestici. Non  vero? Nulla pu far perdere la pazienza a quell'uomo. Il servitore di una famiglia pi povera sarebbe stato insolente; una serva comune avrebbe forse detto che era tempo che mi decidessi a volere o no lavorare.
L'uomo torn col ricamo; questa volta Maria lo ricevette con dolcezza, e lo licenzi ringraziandolo.
 molto tempo che non avete veduto vostra madre, Orazio? domand essa, mettendosi a lavorare.
L'ho veduta ieri, rispose Orazio.
Essa comprende, spero, che non sto abbastanza bene per andare a farle visita? Non  mica offesa con me?
Orazio riprese la sua serenit. La deferenza di Maria per sua madre dimostrata con quelle interrogazioni lo lusingava molto. And di nuovo a sedersi accanto a lei sul canap.
Offesa con voi! rispose sorridendo. Mia cara Graziella, essa vi manda i pi affettuosi saluti. Anzi ha un bel regalo di nozze pronto per voi.
Maria parve tutta assorta nel suo lavoro; chin il capo per modo sul suo ricamo, che Orazio non pot vedere il suo volto.
Sapete che cosa sia questo dono? chiese ella a bassa voce, parlando con distrazione.
No. Soltanto so che  pronto. Volete che vada a prenderlo oggi?
Essa non accett n rifiut l'offerta, ma si diede a lavorare con maggiore attivit.
Vi  tutto il tempo necessario, insist Orazio. Posso andare prima di pranzo.
Maria continuava a non badargli, continuava a non alzare il capo.
Vostra madre  troppo buona per me, disse ad un tratto. Io avrei creduto che non mi considerasse degna di divenire vostra moglie.
Orazio si mise a ridere con piglio soddisfatto: il suo amor proprio era pi lusingato che mai.
Che assurdit! sclam, siete parente di lady Giovanna Roy. La vostra famiglia  quasi tanto buona quanto la nostra.
Quasi? ripet Maria. Solo quasi?
La momentanea espressione di leggerezza scomparve dal volto di Orazio. La questione della famiglia era troppo seria per essere trattata senza il rispetto dovuto. Un'ombra di solennit lo ravvolse tutto. Pareva fosse domenica e che Orazio stesse per andare in chiesa.
Nella nostra famiglia, disse, noi risaliamo per via di mio padre fino ai Sassoni; per parte di mia madre fino ai Normanni. La famiglia di lady Giovanna  antica, ma solo da parte di lei.
Maria lasci cadere il ricamo e guard bene in faccia Orazio. Essa pure non metteva poca importanza in ci che stava per dire.
Se non fossi stata parente di lady Giovanna, cominci, non avreste mai sognato di sposarmi?
Amor mio! A che cosa servono queste interrogazioni? Voi siete parente di lady Giovanna.
Essa non voleva che si schermisse dal darle una risposta positiva.
Supponiamo che io non fossi stata parente di lady Giovanna, insistette Maria, supponiamo che fossi stata solo una povera fanciulla, senza altro che i miei meriti personali: che cosa avrebbe detto allora vostra madre?
Orazio cerc di eludere la domanda con un'altra interrogazione.
Perch mi domandate questo? disse.
Il domando perch mi rispondiate, riprese la giovane. Sarebbe stata contenta vostra madre se aveste sposato una povera fanciulla, di famiglia comune, senz'altro merito che le proprie virt?
Orazio era proprio spinto al muro.
Se volete che ve lo dica, rispose, ebbene mia madre avrebbe rifiutato il suo consenso a un matrimonio di questa sorta.
Ancorch la fanciulla fosse stata virtuosissima?
Nel pronunziare queste parole Maria aveva un non so che di baldanzoso, quasi di minaccioso. Orazio era annoiato di ci, e lo fece vedere quando cominci a parlare.
Mia madre avrebbe rispettato la fanciulla, senza perdere il rispetto a se stessa, disse. Mia madre si sarebbe ricordata quello che  dovuto al nome della famiglia.
E avrebbe detto: No?
Essa avrebbe detto: No.
Ah!!
Vi era una tale espressione di rabbia e di disprezzo in quella esclamazione, che Orazio ne fu colpito.
Che cosa c'? chiese egli.
Nulla, riprese Maria, prendendo di nuovo in mano il ricamo. Egli le stava seduto accanto, guardandola con amore, e tutta la sua felicit si concentrava nel suo matrimonio con essa. Ancora una settimana, e se Maria avesse voluto, avrebbe potuto far parte di quell'antica famiglia, di cui egli era tanto altero. Oh! pensava ella fra s, se non lo amassi! Se non avessi altro pensiero che quello della sua inesorabile madre!
Orazio sentiva con inquietudine che qualche cosa di strano interponevasi fra loro.
Spero di non avervi offesa? disse.
Maria si volse a guardarlo, lasciando cadere il lavoro. I suoi grandi occhi avevano una espressione di indicibile tenerezza. Un sorriso melanconico sfiorava le sue delicate labbra. Pos una mano sulla spalla del giovane. Tutta la dolcezza della sua voce prest il suo incanto alle parole che gli disse. Il cuore della donna cercava il conforto al suo dolore dalle labbra di colui che solo poteva darlo.
Voi almeno m'avreste amata, Orazio, senza badare al nome della famiglia?
Di nuovo il nome di famiglia! Quale strana insistenza nel ripeterlo! Orazio la guard senza rispondere; cercando invano di scrutare ci che le passava pel capo.
Maria gli prese la mano e gliela strinse fortemente, come se avesse voluto strappargli in quel modo una risposta.
Voi m'avreste amata? ripet essa.
Il doppio incanto della voce e della sua mano invase il giovane, il quale rispose con ardore:
In qualunque caso! Con qualunque nome!
Maria gli pose un braccio intorno al collo e lo guard fisso negli occhi.
Davvero? domand essa.
Davvero: vero come il cielo che ci sta sopra!
Essa s'inebri di quelle parole, che in fondo non dicevano gran cosa, con indicibile delizia, e l'obblig a ripetergliele sotto altra forma.
Senza badare a quello che io sarei stata? Per me sola?
Per voi sola.
Essa gli gett le due braccia al collo, e appoggi con passione il capo sul petto del giovane:
Vi amo! Vi amo!! Vi amo!!! sclam con veemenza mentre la sua voce si faceva pi forte ripetendo quelle parole, finch mor in un grido dolente di rabbia e di disperazione.
Il sentimento della sua vera posizione verso di lui si fece sentire in essa in tutto il suo orrore, mentre quel grido d'amore le sfuggiva dalle labbra. Le sue braccia caddero, e si gett indietro sui cuscini del canap coprendosi il volto colle mani.
Oh, lasciatemi! disse essa con voce dolente. Andate! Andate!
Orazio cerc di prenderla fra le braccia, e rialzarla. Essa balz in piedi, e lo respinse con piglio smarrito, come se fosse presa da terrore.
Andatemi a prendere il regalo di nozze, sclam prendendo il primo pretesto che le si present alla mente. Mi avete offerto di andare a prendere il regalo di vostra madre. Muoio dalla voglia di vederlo. Andate a prenderlo!
Orazio cerc di calmarla, ma non pi facile gli sarebbe stato il tentar di calmare le onde del mare.
Andate! ripet, calcandosi sul petto la mano chiusa. Non sto bene. Il parlare mi eccita, sono nervosa; star meglio sola. Andate a prendermi il regalo di vostra madre. Andate!
Volete che vada a chiamare lady Giovanna? Volete che suoni il campanello per la vostra cameriera?
Non chiamate nessuno per carit! Se mi amate, lasciatemi sola, lasciatemi sola subito!
Vi vedr al mio ritorno?
S, s!
Non vi era altro che obbedirla. Di mala voglia Orazio lasci la stanza.
Maria mand un lungo sospiro di sollievo e cadde sulla sedia pi vicina. Se Orazio fosse rimasto ancora un momento, essa sentiva che avrebbe perduto la testa, e tutta l'orribile verit le sarebbe uscita dalle labbra.
Oh! pensava, stringendosi colle fredde mani la fronte e gli occhi che le bruciavano: se potessi solo piangere, ora che nessuno mi vede!
La stanza era vuota, e Maria aveva tutte le ragioni per credere di essere sola. E tuttavia, in quello stesso momento v'erano orecchie che udivano, vi erano occhi che la spiavano.
A poco a poco l'uscio che aveva di dietro e stava di prospetto a quello della biblioteca e conduceva alla sala del bigliardo venne aperto senza rumore dal di fuori, pollice per pollice. Mentre l'apertura andava facendosi pi larga, una mano coperta di un guanto nero, un braccio con una manica nera comparvero, guidando i movimenti dell'uscio. Un istante dopo il volto bianco e smunto di Graziella Roseberry si mostr, impassibile, guardando nella stanza da pranzo.
Gli occhi della nuova arrivata brillarono della gioia della vendetta quando scorsero Maria seduta sola all'altro capo della stanza.
A poco a poco and sempre aprendo l'uscio, fece un passo avanti, ma si arrest. Un suono, che si fece udire in quel momento in fondo all'aranciera, le aveva colpito l'orecchio.
Ascolt, persuasa di non essersi ingannata, e si ritrasse con evidente dispiacere, chiudendo nuovamente adagino l'uscio, per nascondersi. Il suono che l'aveva disturbata proveniva dal mormorio delle voci di due uomini, che parlavano insieme a bassa voce, all'ingresso dell'aranciera.
Chi erano quegli uomini? e che cosa stavano per fare. Due cose: potevano entrare nel salotto, o potevano ritirarsi di nuovo dal giardino. Inginocchiata vicino all'uscio, coll'orecchio sul buco della chiave, Graziella Roseberry aspettava ci che sarebbe per avvenire.
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CAPITOLO 16. Si incontrano di nuovo.
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Assorta nei suoi pensieri, Maria non bad all'aprirsi dell'uscio, n al mormorio delle voci nell'aranciera.
La terribile necessit che le si era presentata ad intervalli alla mente durante la trascorsa settimana, le stava ora dinanzi. Essa doveva infine rendere giustizia a Graziella Roseberry confessando la verit. Pi ritardava questa confessione, e pi crudelmente offendeva la donna alla quale aveva involato la propria posizione, la donna abbandonata che non aveva da produrre n testimoni, n carte, che era troppo misera e impotente a farsi rendere giustizia. Per quanto profondamente fosse persuasa di questo, Maria aveva rifuggito con orrore al pensiero di quella imminente confessione. Aveva lasciato trascorrere i giorni, in quella indicibile angoscia, ed ora rifuggiva sempre a quel pensiero.
Era forse timore per se stessa, che le chiudeva le labbra?
Essa tremava, come avrebbe tremato qualunque altra creatura, al pensiero di trovarsi respinta di nuovo nel mondo, nel quale non v'era posto n speranza per essa. Ma avrebbe vinto quel terrore, si sarebbe rassegnata al suo destino.
No! non era il timore della confessione, n delle conseguenze che ne sarebbero derivate, che la facevano tacere. Il terrore che provava era di dover confessare ad Orazio e a lady Giovanna che essa li aveva ingannati facendosi amare da loro.
Ogni giorno, lady Giovanna le si mostrava sempre pi affezionata. Ogni giorno Orazio diveniva sempre pi innamorato di lei. Come poteva mai confessar a lady Giovanna e ad Orazio che non meritava n affetto n amore?
Non posso. Sono tanto buoni per me, non posso farlo!
In quella desolazione del cuore erano trascorsi sette giorni, e si trovava al medesimo punto.
Il mormorio delle due voci all'altro capo dell'aranciera era cessato.
L'uscio della stanza del bigliardo si aperse di nuovo pian pianino.
Maria era sempre al suo posto, inconscia degli avvenimenti che stavano avvicinandosi. Accasciata da quella dura lotta, la sua mente aveva preso un'altra direzione. Per la prima volta si sent il coraggio di guardare l'avvenire da un altro lato. Supponendo che essa facesse quella confessione, o che la donna alla quale si era sostituita avesse trovato modo di smascherarla, quale vantaggio, pensava fra s, avrebbe ricavato la signorina Roseberry dalla disgrazia di Maria Merrick?
Poteva lady Giovanna riportare alla donna colla quale era parente per parte di suo marito, l'affetto che aveva messo sulla falsa sua parente? No! Tutti i diritti del mondo non avrebbero potuto far rientrare la vera Graziella nel posto occupato da Maria! Le qualit colle quali questa erasi acquistato l'amore di lady Giovanna erano qualit proprie a Maria. Lady Giovanna poteva rendere rigorosa giustizia, ma non era donna da dare il suo cuore ad una estranea, e darlo senza riserva, una seconda volta. Graziella Roseberry sarebbe stata formalmente riconosciuta, ma nulla pi.
Vi era qualche speranza in questo nuovo modo di vedere?
S! vi era la falsa speranza di fare l'inevitabile riparazione in qualche altro modo che non fosse la confessione della sua frode.
Che cosa aveva infine perduto Graziella Roseberry pel torto ricevuto? Aveva perduto lo stipendio dato da lady Giovanna alla sua compagna e leggitrice. Se Graziella aveva bisogno di denaro, Maria aveva i risparmi fatti per la generosa paga datale da lady Giovanna; e danaro Maria avrebbe dato. Se essa voleva una occupazione, la posizione di Maria presso lady Giovanna era tale da offrirle modo di concedere a Graziella tutto ci che chiedeva, quando fosse rimasta in quei termini.
Rinvigorita da quella nuova speranza, Maria s'alz con vivacit, stanca della sua lunga immobilit in quella stanza vuota. Essa che, pochi minuti prima, avrebbe rabbrividito al pensiero di un nuovo incontro, era adesso impaziente di trovar modo per avere un colloquio privato con Graziella. Non vi era tempo da perdere, bisognava parlarle quello stesso giorno, se fosse stato possibile; al pi tardi l'indomani. Essa si guard attorno macchinalmente, pensando al modo di giungere a quello scopo. I suoi occhi per caso si posarono sull'uscio della stanza del bigliardo.
Era quella un'illusione? o aveva essa davvero veduto aprirsi adagino quell'uscio e richiudersi di nuovo?
Era quella una illusione o udiva davvero, nello stesso momento, un suono dietro di s, come di persona che parlava nell'aranciera?
Maria si ferm, e guard in quella direzione, ascoltando intentamente. Quel suono, se davvero lo aveva udito, non si sentiva pi. Essa si mosse verso la stanza del bigliardo per togliersi ogni dubbio. Stese la mano per aprir l'uscio, quando le voci, che ora si potevano udire benissimo, di due uomini le colpirono l'orecchio.
Questa volta pot anche udire quello che dicevano.
Avete altri ordini da darmi, signore? chiese uno dei due uomini.
Nessun altro, rispose l'altro.
Il suono della voce dell'ultimo fece fare un movimento a Maria e le fece salire un po' di rossore sul volto. Rimase ritta accanto all'uscio della stanza del bigliardo incerta sul da fare.
Dopo un intervallo, la seconda voce si fece udire di nuovo mentre si accostava alla stanza da pranzo.
Siete qua, zia? domand a voce piuttosto bassa. Vi fu un momento di pausa.
Poi la voce riprese a parlare per la terza volta, sempre pi forte e pi vicina:
Siete qua? ripet; ho qualche cosa da dirvi.
Maria richiam tutto il suo coraggio, e rispose:
Lady Giovanna non  qui.
Si volse mentre parlava verso l'uscio dell'aranciera, e si trov in faccia a Giuliano Gray.
Si guardarono senza pronunciar una parola. La situazione, per motivi al tutto differenti, era del pari imbarazzante per entrambi.
Per Giuliano, essa era la donna che amava e che gli era proibito di amare.
Per Maria, Giuliano era l'uomo che paventava; l'uomo di cui le azioni, secondo essa, dimostravano che egli la sospettava.
In apparenza, gli incidenti che avevano segnato il loro primo incontro si ripeteano, con una differenza per, che l'impulso per ritirarsi, questa volta, sembrava essere dalla parte dell'uomo, e non da quella della donna. Maria ruppe per la prima il silenzio.
Credevate di trovar qui lady Giovanna? domand con una certa ritenutezza.
Egli rispose con pari ritenutezza:
Non importa, disse, la vedr un'altra volta.
E si trasse indietro per andarsene; ma Maria si fece avanti disperatamente colla deliberazione di trattenerlo e parlargli.
Il tentativo che egli aveva fatto per ritirarsi, la ritenutezza dei suoi modi nel risponderle, avevano confermato la fanciulla nella falsa convinzione che egli solo avesse indovinato la verit! Se essa non s'ingannava, se egli segretamente avesse scoperto qualche cosa nel suo viaggio che la ponesse al tutto in sua bala, il tentativo di indurre Graziella a venire ad un accordo con essa sarebbe evidentemente inutile. Pel momento ci che premeva di pi era di scoprire quale fosse il pensiero di Giuliano e quanta stima avesse di lei.
Con un terrore e una incertezza che la gelavano da capo a piedi, essa lo arrest mentre stava per uscire, e gli rivolse la parola con un sorriso forzato che faceva compassione.
Lady Giovanna ha visite, disse. Se volete aspettarla qui, non tarder molto a tornare.
Lo sforzo di nascondere a Giuliano l'agitazione che provava, aveva colorito un po' le guancie di Maria. Per quanto fosse dimagrita e abbattuta, l'incanto della sua bellezza era ancora tanto forte da trattenere il giovine contro sua voglia. Tutto quello che aveva da dire a lady Giovanna era che aveva incontrato uno dei giardinieri nell'aranciera e gli aveva fatto le stesse raccomandazioni come al guardaportone. Sarebbe stato facile scrivere un biglietto e mandarlo a sua zia lasciando la casa. Per la sua pace, e pel dovere che lo legava a Orazio, egli era obbligato a dare la prima scusa che gli veniva in mente, e lasciare Maria poich l'aveva trovata sola in quella stanza. Fece un tentativo, esitando. Sempre pi imbarazzato alz gli occhi, e i loro sguardi s'incontrarono. Giuliano rimase.
Se non vi disturbo, disse confusamente, aspetter, come gentilmente mi proponete.
Maria not quell'imbarazzo; vide che si tratteneva dal guardarla. I suoi occhi si abbassarono verso terra quando ebbe fatta questa osservazione. Le parole le mancavano, e il cuore le batteva forte nel petto.
Se lo guardo ancora, pensava ella fra s, io cado ai suoi piedi e gli confesso la verit.
Se la guardo ancora, pensava egli fra s, io cado ai suoi piedi, e le confesso che sono pazzamente innamorato di lei.
Cogli occhi bassi, Giuliano present una seggiola a Maria. Cogli occhi bassi, ella fece un inchino e si sedette. Ne segu un silenzio mortale. Non mai un malinteso fu pi intricato e compiuto di quello che esisteva ora fra quelle due persone!
Il panierino delle lane da ricamo si trovava accanto a Maria che lo prese, e cerc di ricomporsi facendo le viste di mettere ordine alle sue lane. Giuliano era in piedi dietro la sua seggiola guardando la forma graziosa del capo della fanciulla, guardando le belle treccie dei suoi capelli. Egli si riconosceva il pi debole degli uomini, il pi falso degli amici mentre rimaneva accanto alla fanciulla, ma pure rimaneva.
Il silenzio continuava. L'uscio della stanza del bigliardo si aperse di nuovo senza far rumore. Il volto della donna che stava l nascosto, si mostr tacitamente dietro di quello.
Nello stesso momento Maria si fece animo a parlare.
Non volete sedere? disse dolcemente, ma sempre senza guardarlo, e tutta intenta alle sue lane. Egli si volse per prendere una seggiola, e in quell'atto vide muovere l'uscio della stanza del bigliardo, mentre Graziella Roseberry lo richiudeva.
Vi  qualcuno in quella stanza? chiese a Maria.
Non so, rispose ella; mi era parso di aver veduto, poco fa, quella porta aprirsi e richiudersi.
Giuliano si mosse per andare a vedere in quella stanza. Mentre ci faceva, Maria lasci cadere un gomitolo delle sue lane. Egli si ferm per raccoglierlo e porgerlo alla fanciulla, poi aperse l'uscio della stanza e guard dentro. Era vuota.
Qualche persona era stata forse l dentro ad ascoltare, ed era fuggita a tempo per non essere veduta? L'uscio aperto della stanza da fumare mostrava che anche quella era vuota. Un terzo uscio era aperto, quello dell'ultima sala che conduceva nei giardini. Dopo un momento di riflessione, Giuliano lo richiuse e torn nella stanza da pranzo.
Non pu essere altro, disse a Maria, che l'uscio della stanza del bigliardo non ben chiuso, e il vento che veniva dalla sala lo avr fatto muovere.
Maria accett quella spiegazione senza dir nulla. Egli non era tuttavia persuaso di quello che diceva. Per un momento o due rimase guardandosi intorno con inquietudine. Poi l'antico fascino lo invase di nuovo. Torn a guardare la forma graziosa del capo e le ricche trecce dei capelli della fanciulla. Il coraggio di fare a Giuliano Gray quella fatale confessione, ora che lo aveva indotto a rimanere, quel coraggio aveva quasi abbandonato Maria, la quale era sempre intenta al suo lavoro, senza n guardarlo n parlargli. Quel silenzio andava facendosi insopportabile. Giuliano lo ruppe domandandole notizie della sua salute.
Sto abbastanza bene per aver vergogna dell'inquietudine e del disturbo che ho recato, rispose ella. Oggi sono scesa per la prima volta, e cerco di lavorare un poco.
Guard il suo panierino, di cui le varie lane erano parte in gomitoli e parte in matasse, e queste tutte intricate.
Vi  una bella confusione, disse timidamente, con un lieve sorriso. Come posso fare per sbrogliarle?
Lasciate che vi aiuti, disse Giuliano.
Voi!
Perch no? riprese con un momentaneo ritorno al gioviale umore che Maria ricordava tanto bene. Vi dimenticate che sono un curato? Uno dei privilegi dei curati  quello di rendersi utili alle signore. Lasciate che provi.
Prese uno sgabello, e sedutosi ai piedi di Maria, si mise a sbrogliare una delle matasse; in un minuto la lana era stesa sulle sue mani, e abbastanza ordinata perch Maria potesse dipanarla. Vi era un non so che in quel semplice atto, e nella gentile attenzione che implicava, che a grado a grado si calm il timore che aveva di Giuliano. Cominci ad aggomitolare la lana.
Cos occupata, essa cominci la conversazione che doveva condurla a poco a poco a tradire i suoi sospetti, se egli dubitava di qualche cosa.
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CAPITOLO 17.  L'angelo custode.
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Eravate qui quando svenni, non  vero? cominci Maria. Dovete avermi considerata come molto vigliacca, anche come donna.
Egli scosse il capo.
Son ben lontano dal pensare questo, riprese. Nessun coraggio avrebbe potuto sostenere quel colpo. Non mi sono meravigliato del vostro svenimento. Non mi ha sorpreso per nulla la vostra malattia.
Essa lasci per un momento dal dipanare la lana. Che cosa volevano dire quelle parole di inaspettata simpatia? Era forse un tranello? Spinta da quel dubbio, lo interrog ancor pi arditamente.
Orazio mi ha detto che siete stato all'estero; vi siete divertito in quel viaggio?
Non era un viaggio di divertimento. Andai all'estero perch credeva mio dovere di fare certe ricerche.
Egli si arrest, non volendo tornare ad un argomento tanto penoso per essa.
La voce di Maria si fece pi fioca, le sue dita tremarono mentre dipanava, ma volle andare avanti.
E avete ottenuto qualche risultato? chiese.
Nessuno degno di parlarne.
La riserva di quella risposta rinnov i grandi sospetti di Maria. Presa da disperazione, parl pi chiaramente.
Desidererei avere la vostra opinione, cominci.
Adagio! disse Giuliano. Tornate ad imbrogliar la lana.
Desidererei sapere la vostra opinione sul conto della persona che mi fece tanto spavento. Che cosa ne pensate?
Ci che penso di essa, come?
La credete voi una avventuriera?
Mentre Maria pronunziava queste parole, i rami di un cespuglio nell'aranciera vennero discostati senza rumore da una mano coperta di un guanto nero. La faccia di Graziella Roseberry comparve in mezzo alle foglie. Senza essere veduta, era fuggita dalla stanza del bigliardo, ed era riuscita ad entrare nell'aranciera come luogo pi sicuro. Dietro quel cespuglio poteva vedere e ascoltare. Aspettava e vigilava dietro di quello colla sua consueta pazienza.
Sono un po' pi misericordioso, rispose Giuliano. Credo che sia sotto l'impero di una illusione. Non la biasimo, ma la compiango.
La compiangete?
Dicendo queste parole Maria tolse dalle mani di Giuliano le ultime fila della lana, e gett il resto della matassa e il gomitolo nel panierino.
Ci significa, riprese repentinamente, che voi la credete?
Giuliano si alz in piedi guardando Maria tutto sorpreso.
Buon Dio, signorina Roseberry! Chi ha mai potuto mettervi in capo una cosifatta idea?
Io non sono per voi che una straniera, riprese Maria, sforzandosi a parlare scherzosamente. Avete veduta quella persona prima di me. La compassione non  molto lontana dalla fede. Come potrei essere certa che non mi sospettate?
Sospettarvi! sclam egli. Non sapete tutto il dolore, tutta l'angoscia che mi procurate. Sospettarvi! Ma questa idea non mi  mai passata per la mente. Non esiste uomo al mondo che abbia in voi maggior fiducia di me, che creda in voi con maggiore devozione di me.
I suoi occhi, la sua voce, il calore con cui diceva quelle parole, mostravano con evidenza a Maria che venivano dal cuore. Essa compar la generosa fiducia del giovane, fiducia di cui era indegna, coll'ingiusto sospetto che aveva nutrito per esso. Maria aveva offeso non solo Graziella Roseberry, ma anche Giuliano Gray. Poteva essa ingannarlo come aveva ingannato gli altri? Poteva accettare semplicemente quella sincera fede, quel rispetto inaudito? Non aveva mai sentito tanto l'umiliazione che le faceva sopportare la sua impostura, n il peso di questa le era mai parso tanto difficile da sostenere. Compresa di orrore per s stessa, Maria volse altrove il capo in silenzio, cercando di evitare gli sguardi del giovane. Egli not quel movimento, interpretandolo in altro modo. Le si fece pi vicino e le domand con inquietudine se egli l'avesse offesa.
Non sapete quanto mi commuova la vostra stima, disse senza guardarlo. Non vi potete immaginare quanto profondamente io senta la vostra benevolenza.
Essa si arrest ad un tratto. Il suo fine tatto l'avvertiva che parlava con troppo calore, che l'espressione della sua gratitudine poteva sembrargli troppo esagerata. Gli porse il panierino delle lane, prima di poter parlare di nuovo.
Volete farmi il piacere di posarlo sul tavolino, gli disse con voce pi tranquilla. Non mi sento proprio in vena di lavorare.
Egli si volse un momento per posare il panierino sopra una tavola distante da loro. In quel momento, il pensiero di Maria dal presente pass di balzo all'avvenire. Il caso poteva un giorno mettere Graziella in possesso delle prove di cui abbisognava, e fare scoprire a Giuliano la falsa Graziella. Che cosa avrebbe egli allora pensato di lei! Se solo avesse potuto conoscere il suo pensiero senza tradirsi! Volle tentare la prova.
I fanciulli sono come sapete insaziabili nel fare interrogazioni, e le donne non valgon guari meglio, disse quando Giuliano ritorn verso di essa. Avrete sempre la stessa pazienza, se per la terza volta torner a parlarvi della persona che abbiamo test menzionata?
Provatemi, rispose egli con un sorriso.
Supponiamo che non vi foste fatta una idea tanto compassionevole di essa?
S?
Supponiamo che essa fosse stata indotta ad ingannare tutti per un motivo suo particolare, non isfuggireste con orrore e disgusto da una donna cosifatta?
Dio mi guardi dal rifuggire mai da una creatura umana! rispose egli con calore. Chi di noi ha il diritto di far questo?
Essa non osava quasi prestar fede alle sue parole.
Avreste sempre compassione di essa? insist Maria. Vi sentireste sempre pronto a soccorrerla?
Con tutto il mio cuore.
Oh! quanto siete buono!
Egli alz la mano come per giurarlo. Il suono della sua voce si fece pi profondo; gli occhi gli si fecero pi brillanti. Essa aveva fatto risuonare le corde pi sensibili di quel cuore generoso, aveva svegliata la fede per la quale egli viveva, il principio di misericordia che guidava la sua modesta e nobile vita.
No! sclam. Non dite questo! Dite che cercher sempre di amare il mio prossimo come me stesso. Chi, tranne un fariseo, pu credersi migliore di un altro? Se non fosse per la misericordia di Dio, i migliori oggi potrebbero divenire i peggiori domani. La vera virt cristiana  quella che non dispera mai di un suo simile. La vera fede cristiana crede nell'Uomo come crede in Dio. Per quanto grande sia la nostra fralezza, e profonda la nostra caduta, possiamo rialzarci sulle ali del pentimento dalla terra al cielo. L'umanit  sacra. L'umanit ha un destino immortale. Chi ardir dire ad un uomo o ad una donna: Non v'ha speranza per te? Chi oser dire che l'opera  al tutto perversa, quando quell'opera porta ancora il marchio della mano del suo Creatore?
Egli si volse a passeggiare un momento per calmare l'emozione che si era impadronita di lui.
Gli occhi di Maria, mentre lo seguivano, brillarono di un momentaneo entusiasmo, poi si abbassarono addolorati perch egli era giunto troppo tardi. Ah! se egli avesse potuto esserle amico e consigliere in quel giorno fatale in cui volse i passi per la prima volta verso quel palazzo! Mand un amaro sospiro mentre quell'inutile desiderio le strinse il cuore. Egli ud quel sospiro; e, voltandosi di nuovo, la guard con nuovo interesse in faccia.
Signorina Roseberry! disse.
Maria era troppo assorta nelle amare rimembranze del passato: non ud la sua voce.
Signorina Roseberry! ripet, accostandosele.
Essa lo guard, con un movimento di sorpresa.
Potrei io chiedervi qualche cosa? disse Giuliano dolcemente.
Maria rabbrivid a quella domanda.
Non crediate che parli per semplice curiosit, continu egli. Vi prego di rispondermi, a meno che non possiate rispondermi senza tradire il segreto di qualche persona che ha posto in voi la sua fiducia.
Segreto! ripet la giovane. Di quale segreto intendete dire?
Mi  venuto in mente che voi avevate un interesse pi vivo del comune nelle interrogazioni che mi avete fatto un momento fa, rispose egli. Parlavate voi per caso di qualche donna infelice, non quella che vi ha spaventata, naturalmente, ma di qualche altra donna da voi conosciuta?
Maria si lasci cadere lentamente il capo sul petto. Egli non sospettava per nulla che intendesse parlare di lei stessa: la sua voce e i suoi modi dicevano chiaramente che la sua fiducia in essa era pi forte che mai. Tuttavia queste ultime parole la fecero tremare; ella non poteva trovar la forza per rispondergli.
Egli accett come risposta l'abbassare del capo che fece Maria.
Avete un certo interesse per quella donna? chiese poi.
Maria rispose con voce fioca:
S.
Le avete fatto coraggio?
Non ho osato di farle coraggio.
Il volto di Giuliano s'accese di entusiasmo.
Andate a trovarla, disse, e lasciate che io venga con voi per aiutarvi!
La risposta di Maria fu fatta con voce debole e dolente.
 caduta troppo al basso per rialzarsi!
Egli l'interruppe con un gesto d'impazienza.
Che cosa ha essa fatto? domand Giuliano.
Ha ingannato, bassamente ingannato, persone innocenti che avevano posto in lei la loro fiducia. Ha recato danno, ha offeso crudelmente un'altra donna.
Per la prima volta, Giuliano si sedette accanto a Maria. L'interesse che ora svegliavasi in lui era un interesse puro d'ogni rimprovero. Poteva parlare a Maria senza riserva; poteva guardarla col cuore tranquillo.
La giudicate molto severamente, disse. Sapete voi se essa non sia stata crudelmente esposta a dure prove, a terribili tentazioni?
Non vi fu risposta.
Ditemi, continu, la persona alla quale ha recato danno vive essa ancora?
S.
Allora pu riparare il danno recato. Pu venire un tempo in cui questa peccatrice possa guadagnarsi il nostro perdono e meritare il nostro rispetto.
Potreste voi rispettarla? chiese Maria mestamente. Potrebbe uno spirito come il vostro comprendere tutto quello che ha sofferto?
Un sorriso, dolce e passeggero, illumin il volto di Giuliano.
Dimenticate la mia melanconica esperienza, rispose. Per quanto giovane io mi sia, ho conosciuto molto pi di tanti altri; donne che avevano peccato e sofferto. Anche per quel poco che m'avete detto, mi pare di poter mettermi nei panni di quella donna. Io posso comprendere, per esempio, che essa sia stata tentata oltre ogni umana resistenza. Non ho io ragione?
S, avete ragione.
Quella donna pu essere stata sola senza nessuno per consigliarla, per confortarla. Non  vero?
 vero.
Esposta alla tentazione, senza amici, in bala dell'impulso perverso di quel momento, quella donna pu essersi abbandonata a compiere l'azione di cui ora invano si pente. Essa pu sentire il desiderio della riparazione, e non sapere come cominciare. Tutta la sua energia pu essere accasciata sotto la disperazione e l'orrore di se stessa, da cui deve nascere il pi sincero pentimento. E una tal donna  per sempre perduta? Merita essa tutto il nostro disprezzo? Io lo nego! Pu avere una nobile natura, e mostrarla ancora in tutta la sua grandezza. Datele le occasioni di cui abbisogna, e la nostra povera caduta pu riprendere il suo posto fra i migliori di noi; onorata, senza macchia, felice ancora una volta!
Gli occhi di Maria che guardavano intentamente Giuliano mentre parlava, si abbassarono di nuovo con dolore quando ebbe terminato di parlare.
Un tale avvenire non  pi possibile, disse, per la donna di cui parliamo. Essa ha perduto la buona occasione. Non ha pi speranza.
Giuliano pens un momento prima di rispondere.
Intendiamoci, disse, quella donna ha commesso un'azione che ha recato danno a un'altra donna.  cos che m'avete detto?
S.
E ha essa avuto qualche vantaggio da quell'azione?
S.
 dessa minacciata di essere scoperta?
Non vi  questo timore, per ora almeno.
 sicura nel suo inganno, finch non lo confessi?
Finch non lo confessi essa stessa.
Ebbene, ecco l'occasione propizia! sclam Giuliano. L'avvenire  aperto innanzi a lei. Non ha perdute tutte le speranze.
Colle mani strette, trattenendo il respiro, Maria guardava quel voto ispirato, ed ascoltava quelle parole di benedizione.
Spiegatevi, disse; ditele per mezzo mio quello che deve fare.
Che confessi la verit, rispose Giuliano, volontariamente, non pel vile timore di essere smascherata. Che renda giustizia alla donna alla quale ha recato danno, mentre quella donna  ancora impotente a scoprirla. Che sagrifichi tutto quello che ha acquistato colla frode al sacro dovere della riparazione. Se pu far questo, per la sua coscienza e per la sua pace, col proprio danno, colla propria vergogna, colla propria sua rovina, allora il suo pentimento avr svelato apertamente la nobile natura che  in essa, allora diverr una donna degna di fede, di rispetto e di amore! Se io vedessi i farisei e i fanatici di questo basso mondo guardarla con disprezzo, le stenderei la mano in faccia a tutti. Le direi nella sua solitudine e nel suo dolore: Alzati, povero cuore ferito! Anima bella e purificata, gli angeli di Dio si rallegrano di te! Riprendi il tuo posto fra le pi nobili creature di Dio!
Con queste ultime parole, egli ripeteva inconsciamente le sentenze da lui pronunziate nella cappella del Ricovero a quell'accolta di donne perdute. Con maggior potere e persuasione d'allora esse trovarono la strada del cuore di Maria. Dolcemente, repentinamente, misteriosamente, si fece un mutamento nella sua natura. Il suo volto turbato divenne piacevolmente tranquillo. Il terrore e l'incertezza che brillavano poco prima nei suoi grandi occhi svanirono, e vi rimase solo l'interno splendore di una alta e pura determinazione.
Vi fu un momento di silenzio fra loro. Entrambi avevano bisogno di tacere. Giuliano fu il primo a tornare a parlare.
Siete persuasa che vi sia ancora una opportunit per essa? chiese egli. Non sentite, come me, che non ha perduto ogni speranza?
Mi avete convinta che essa non ha al mondo un amico pi sincero e pi nobile di voi, rispose Maria dolcemente e con gratitudine. Essa si mostrer degna della generosa fiducia che avete riposta in lei. Vi mostrer che non avete parlato invano.
Giuliano continuando sempre a comprenderla, non si avvi verso l'uscio.
Non perdiamo un tempo prezioso, disse. Non l'abbandonate crudelmente a s stessa. Se non potete andare a trovarla, lasciate che vada io come vostro messaggero, in vece vostra.
Maria lo arrest con un gesto. Giuliano fece un passo indietro, e si ferm; vedendo con sorpresa che la fanciulla non si moveva dalla seggiola ove era seduta.
State qui, disse Maria con voce lievemente alterata.
Perdonatemi, rispose egli, ma non vi comprendo.
Mi comprenderete presto. Datemi un po' di tempo.
Giuliano rimaneva sempre accanto all'uscio, cogli occhi fissi su lei. Un uomo di una natura inferiore alla sua, un uomo che non avesse avuto per Maria quella devozione e quella fede che aveva egli, avrebbe cominciato a nutrir sospetti. Ma Giuliano ne era sempre pi lontano che mai, anche ora.
Desiderate rimanere sola? domand egli con rispetto. Volete che vi lasci e che ritorni fra poco?
Essa lo guard con un balzo di terrore.
Lasciarmi? ripet, e tacque ad un tratto mentre stava per proseguire.
Quasi la met della stanza divideva i due giovani. Le parole che anelava di dire erano parole che non avrebbero mai potuto uscire dalle sue labbra, senza trovare qualche incoraggiamento nel volto di Giuliano.
No! esclam ad un tratto, nella sua angoscia, non mi lasciate! Venite qui accanto a me!
Egli obbed in silenzio, e senza dir motto si sedette sopra una seggiola che Maria gli addit accanto ad ella. La fanciulla lo guard e continu a tacere: determinata a fare la terribile confessione, non sapeva da che parte incominciare. L'istinto della donna le diceva: "attingi coraggio in lui!" Allora semplicemente e ingenuamente cominci dicendo:
Datemi un po' di aiuto, datemi un po' di forza, lasciate che vi prenda la mano.
Egli non rispose n si mosse. Sembrava ad un tratto preoccupato; i suoi occhi la guardavano esterrefatti, egli stava per scoprire il segreto di Maria; fra un momento avrebbe conosciuta la verit. In quell'istante, coll'innocenza di una sorella, Maria gli prese la mano. Il dolce contatto di quelle dita che stringevano le sue, riaccesero la sua passione per ella, e fecero scomparire dalla sua mente le pure aspirazioni che l'invadevano un momento prima, paralizzarono la sua percezione, mentre stava per penetrare il mistero che celava il turbamento di Maria e le sue strane parole.
L'uomo intero si risvegli in Giuliano sotto l'incanto e l'estasi di quel contatto. Ma il pensiero di Orazio era ancora presente alla sua mente: la sua mano rimase inerte in quella di Maria e rivolse altrove lo sguardo.
Ella innocentemente strinse pi forte la mano di Giuliano, e colla stessa semplicit gli disse:
Non distogliete gli occhi da me, i vostri sguardi m'infondono coraggio.
La mano di Giuliano rispose alla stretta di quella di Maria. Egli assapor in tutta la sua pienezza la gioia ineffabile di guardarla. Ella aveva annientato tutta la sua riservatezza e tutto l'impero di s stesso. Il pensiero di Orazio, il sentimento dell'onore, si offuscarono in Giuliano. Ancora un momento e avrebbe pronunciato parole che avrebbe poi deplorate per tutta la vita, se Maria non l'avesse impedito, parlando per la prima.
Ho ancora molto da dirvi, riprese ad un tratto, sentendosi alfine animata a svelargli il suo cuore. Molto, molto ancora ho da dire. Amico generoso, misericordioso, lasciate che mi confessi a voi qui!
E tent di gettarsi ai piedi di Giuliano. Egli balz da sedere e le imped di fare quell'atto, tenendola per le mani, e alzandola con esso in piedi. Nelle parole che erano sfuggite a Maria, nell'atto straordinario che le accompagnava, la verit si pales intera a Giuliano.
La donna colpevole di cui aveva parlato Maria, era lei.
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CAPITOLO 18. La ricerca nel Parco.
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Mentre Maria era quasi nelle braccia di Giuliano, e il suo petto toccava il petto del giovane, prima che l'uno o l'altro avessero pronunziato una parola, l'uscio della biblioteca s'aperse.
Lady Giovanna Roy entr nella stanza.
Graziella Roseberry, che stava ascoltando nell'aranciera, vide aprirsi l'uscio e riconobbe la padrona di casa. Pian pianino si ritrasse indietro e si nascose in un luogo pi sicuro, ma dal quale poteva vedere ancora quello che accadeva nella stanza da pranzo.
Lady Giovanna rimase immobile sul limitare, silenziosa guardando suo nipote e la sua figliuola adottiva con piglio severo.
Maria cadde sulla seggiola che aveva accanto. Giuliano rimase al suo fianco; la sua mente era ancora stordita dalla confessione di Maria; la guardava fissamente con muto terrore e con una specie d'incertezza. Egli era tanto assorto in contemplazione, che non si accorse che sua zia era entrata nella stanza.
Lady Giovanna fu la prima a rompere il silenzio, rivolgendosi a suo nipote:
Avevate ragione, signor Giuliano Gray, disse con enfasi e con grande amarezza, non avreste dovuto trovare nessuno in questo luogo tranne me. Non vi trattengo pi a lungo. Siete padrone di lasciare la mia casa.
Giuliano guard sua zia, la quale gli additava l'uscio della stanza. Nello stato di eccitamento in cui si trovava allora, quell'atto lo punse fortemente. Prese la parola senza il consueto suo riguardo dovuto all'et e alla posizione di sua zia:
Vi dimenticate, a quanto pare, lady Giovanna, che non parlate ad uno dei vostri lacch, disse. Vi sono gravi ragioni, che voi non potete conoscere, perch io rimanga ancora un po' di tempo in questa casa. Ma potete esser certa che non abuser della vostra ospitalit che il minor tempo possibile.
Egli si volse di nuovo a Maria dicendo queste parole e la sorprese mentre lo guardava timidamente. Nell'istante in cui i loro sguardi s'incontrarono, il tumulto delle emozioni che gli battagliavano in cuore, si calm come per incanto. Il dolore, la compassione per la povera afflitta, erano i sentimenti che riempirono allora il cuore di Giuliano. Solo in quell'istante egli poteva leggere in quel volto nobile ed emaciato, quanto essa aveva sofferto.
La piet che aveva sentito per la incognita peccatrice erasi raddoppiata ora che si trattava di Maria. La fede che egli aveva professato, onestamente professato, nella migliore natura della donna innominata, si era ora mutata in una fede cento volte pi forte. Egli si rivolse di nuovo a sua zia con modi pi rispettosi.
Questa signora, riprese, ha alcunch da dirmi in privato che non mi ha ancor detto. Questa  la ragione e la mia scusa per non aver lasciato immediatamente questa casa.
Sempre sotto l'impressione di ci che aveva veduto entrando nella stanza, lady Giovanna lo guardava con collera e con meraviglia. Ignorava forse Giuliano i diritti di Orazio Holmcroft in faccia alla sua fidanzata? Essa si volse alla sua figliuola d'adozione:
Graziella, sclam, lo avete udito? Non avete nulla da dire? Debbo io ricordarvi...
Essa s'interruppe. Per la prima volta lady Giovanna si accorse che parlava ad orecchie che non la udivano. Maria non era in grado di ascoltarla. Gli occhi di Giuliano le avevano detto che egli l'aveva finalmente compresa!
Lady Giovanna si volse ancora di nuovo a suo nipote con parole amare, come non aveva mai fino allora rivolto al figlio di sua sorella.
Se aveste un qualche senso di convenienza, disse, non dico di onore, voi avreste gi abbandonata la mia casa, e le vostre relazioni con quella signora sarebbero terminate. Risparmiatemi le vostre proteste e le vostre scuse; non posso spiegare che in un modo solo quello che vidi entrando in questa stanza.
Avete interpretato male quello che vedeste quando avete aperto l'uscio e siete entrata.
Forse che non mi ricordo la confessione che mi avete fatta, un'ora fa? ribatt lady Giovanna.
Giuliano guard con sgomento Maria.
Non parlate di ci, disse egli sottovoce. Essa potrebbe sentirvi.
Volete dire che ella non sa che siete innamorato di lei?
Grazie al Cielo, non ha neppur l'ombra di un sospetto!
Il calore con cui Giuliano fece questa risposta non lasciava alcun dubbio. Dimostrava la sua innocenza meglio di qualunque altra cosa. Lady Giovanna fece un passo indietro, muta dalla sorpresa, senza sapere che cosa dire o che cosa fare.
Il silenzio che tenne dietro a questa scena fu rotto da un colpo dato all'uscio della biblioteca. Un domestico entr nella stanza. Si leggeva sul suo volto che portava cattive nuove.
Nello stato d'irritazione nervosa in cui si trovava lady Giovanna, la comparsa di quel pover'uomo le parve un'offesa fatta alla sua persona.
Chi vi ha chiamato? domand con piglio duro. Perch venite a disturbarci?
Il domestico si scus con aria molto perplessa e confusa.
Domando perdono a Vostra Signoria; mi ero preso la libert, volevo parlare al signor Giuliano Gray.
Che cosa c'? chiese Giuliano.
Il domestico guard con inquietudine lady Giovanna, esit, diede un'occhiata all'uscio come se avesse desiderato poter uscire salvo da quella stanza.
Non so davvero come dirvi, signore, innanzi a Sua Signoria, rispose.
Lady Giovanna comprese subito la causa dell'esitazione del servo.
Ho capito! disse; quell'abbominevole donna si  introdotta qui di nuovo. Non  vero?
Gli occhi di quell'uomo guardarono con inquietudine Giuliano.
S, o no! sclam lady Giovanna imperiosamente.
S, miladi.
Giuliano prese su di s di fare le domande necessarie.
Dov' essa? cominci.
In qualche parte del giardino, per quanto supponiamo, signore.
L'avete voi veduta?
No, signore.
Chi dunque l'ha vista?
La moglie del guardaportone.
Tutto ci facevasi grave. La moglie del guardaportone era stata presente quando Giuliano aveva dato le dovute istruzioni a suo marito. Non era possibile che si fosse sbagliata prendendo la donna veduta per un'altra.
Da quanto tempo? chiese di nuovo Giuliano.
Non  un tempo lungo, signore.
Parlate pi esattamente. Da quanto?
Non lo so, signore.
La moglie del guardaportone parl essa a quella persona, quando l'ebbe veduta?
No, signore; da quanto potei capire ci non le fu possibile. Essa  una donna grassa, se vi ricordate. L'altra  svelta e sottile, e appena l'ebbe veduta, era gi troppo lontana per parlarle.
In che parte del parco accadde questo?
Il domestico addit verso la sala d'angolo.
In quella parte, signore. Nel giardino olandese, o nel frutteto.
Le informazioni di quell'uomo erano troppo imperfette, per poter servire a qualche cosa. Giuliano domand se la moglie del guardaportone era in casa.
No, signore. Suo marito  andato a cercare per il parco, e l'ha lasciata a custodire il portone. Essi hanno mandato il loro figliuolo a fare l'ambasciata. Da quanto ho potuto sapere da quel ragazzo sarebbero ben lieti se voleste dar loro una parola di consiglio, signore.
Giuliano pens un momento. Era molto probabile, da tutto ci che aveva udito, che la donna venuta da Mannheim si fosse gi introdotta nella casa; che fosse stata nella stanza del bigliardo ad ascoltare; che avesse avuto il tempo di fuggire quando egli si era accostato all'uscio aperto; e che fosse ora, come diceva il domestico, in qualche parte del parco, dopo essere riuscita a liberarsi dalle domande della moglie del portinaio.
La faccenda era grave. Ogni errore fatto nel condurla a termine poteva esser causa di penosissimi effetti.
Se Giuliano aveva indovinato la natura della confessione che Maria stava per fargli, la persona che aveva introdotta in quella casa, era, il che essa aveva invano asserito di essere, niente altro che la vera Graziella Roseberry.
Dato questo, era importantissimo che parlasse da solo con Graziella, prima che essa ricominciasse a voler far valere i suoi diritti e prima che potesse discorrere colla figlia adottiva di lady Giovanna. La padrona della pensione lo aveva gi avvertito che il suo scopo principale era di potersi trovare colla signora Roseberry, quando lady Giovanna non fosse presente per difenderla, e nessun signore le stesse vicino a prender le sue parti.
Solo che io possa incontrarla faccia con faccia (aveva detto), le far confessare la sua impostura!
Come stavano ora le cose, era impossibile calcolare i guai che sarebbero derivati da un incontro di questa fatta. Tutto dipendeva ora dall'abilit di Giuliano nel trattare con quella donna esasperata; e nessuno in quel momento sapeva dove si trovasse.
Giuliano, dopo aver fatto queste riflessioni, non vide altra alternativa tranne quella di andare dal guardaportone, fare le inchieste necessarie, e dirigere in persona le ricerche.
Guard verso Maria mentre prendeva questa deliberazione. Era un sacrificio crudele quello di differire il colloquio che voleva avere con essa, interrotto dalla venuta di lady Giovanna.
Maria s'era alzata mentre egli aveva parlato col domestico. Non aveva badato a quello che si erano detto la zia e il nipote, ma aveva ascoltato con attenzione tutte le risposte date dal domestico; il suo volto dimostrava che tutto ci la interessava quanto lady Giovanna stessa; tranne che questa pareva spaventata e la sua compagna non dava segni di sgomento. Pareva attenta, forse un po' agitata; ma null'altro.
Giuliano rivolse la parola a sua zia prima d'uscire.
Fatevi animo, vi prego, disse. Non ho alcun dubbio, che quando avr udito tutti i particolari del fatto, non riesca a trovare agevolmente quella persona nei giardini. Ritorner il pi presto possibile.
Lady Giovanna ascolt distrattamente. Vi era una certa espressione nei suoi occhi che indic a Giuliano, che essa stava maturando qualche progetto. Si ferm innanzi a Maria, mentre stava per uscire dall'uscio della stanza del bigliardo. Fece uno sforzo per vincere l'emozione che il solo guardarla risvegliava in esso. Il suo cuore batteva violentemente, la sua voce divenne fioca, mentre le diceva:
Mi vedrete ancora, non vi ho mai promesso con tanta sincerit come ora, il mio pi caldo aiuto e la mia simpatia.
Essa lo comprese. Mand un sospiro doloroso, e abbass gli sguardi senza rispondere. Giuliano si sent venire le lagrime agli occhi, e usc in fretta dalla stanza. Quando si volt per chiudere l'uscio della sala del bigliardo, ud lady Giovanna dire:
Torner fra breve, Graziella; non andate via.
Credendo che sua zia avesse qualche cosa da fare nella biblioteca, chiuse l'uscio dietro di s.
Egli era giunto nella stanza da fumare che veniva dopo, quando gli parve di aver sentito aprirsi l'uscio di nuovo. Si volse, e vide lady Giovanna che gli era venuta dietro.
Desiderate parlarmi? chiese Giuliano.
Ho bisogno che mi diate una cosa prima di andar via, rispose lady Giovanna.
Che cosa ?
Il vostro biglietto di visita.
Il mio biglietto?
Mi avete detto test di non inquietarmi, riprese la vecchia signora. Io sono inquieta per tutto ci; non sono tanto sicura come voi che quella donna sia davvero nel parco. Essa pu essersi appiattata in casa, e pu comparire appena abbiate girato le spalle. Ricordatevi di quello che mi avete detto.
Giuliano comprese ci che sua zia voleva dire, e non rispose.
Gl'impiegati della stazione di polizia pi vicina, continu lady Giovanna, hanno l'ordine di mandare un uomo esperto, vestito in borghese, a qualunque indirizzo che venga indicato sul vostro biglietto di visita appena lo abbiano ricevuto. Per poter proteggere Graziella, ho bisogno del vostro biglietto prima che andiate via.
Era impossibile che Giuliano potesse dire le ragioni che gli impedivano ora di far uso di quei mezzi che egli stesso aveva immaginato, prima che le circostanze avessero preso la piega presente. Come poteva egli asserire che la vera Graziella Roseberry era pazza? Come poteva egli metterla nelle mani della polizia? D'altra parte egli aveva promesso formalmente, quando le circostanze lo avessero richiesto, di dare a sua zia i mezzi per ottenere la protezione della legge contro qualche insulto o disturbo. Ed ora lady Giovanna, avvezza a vedersi obbedita da tutti, gli stava innanzi aspettando il suo biglietto di visita.
Che cosa poteva fare?
L'unico espediente era quello di sottomettersi pel momento. Se egli riusciva a scoprire la donna nascosta, avrebbe potuto facilmente fare in modo che non si venisse con lei a qualche estremit. Se riusciva invece ad introdursi in casa durante la sua assenza, egli avrebbe potuto provvedere mandando un secondo biglietto privatamente alla stazione di polizia, raccomandando all'uffiziale di non far nulla finch non avesse ricevuto altre informazioni. Tuttavia, prima di dare il biglietto a sua zia, Giuliano le disse:
Non farete uso di questo, spero, senza una necessit assoluta e urgente. Ma vi raccomando una cosa. Promettetemi di non dire a nessuno questo mio progetto di ricorrere alla polizia...
Neppure a Graziella? interruppe lady Giovanna.
Giuliano assent.
Credete che io voglia spaventarla? Credete che io non sia gi molto inquieta sul conto suo? Naturalmente, non dir nulla a Graziella!
Rassicurato su questo particolare, Giuliano si avvi in fretta verso il parco.
Appena fu uscito, lady Giovanna prese il portamatita d'oro che aveva attaccato alla catenella dell'oriuolo, e scrisse sul biglietto di visita di suo nipote:
"Siete aspettato al palazzo Mablethorpe."
Ci fatto, lo mise nella tasca del suo vestito, e rientr nella stanza da pranzo.
Maria aspettava obbediente alle istruzioni ricevute.
Durante i primi momenti, nessuna delle due donne pronunzi una parola. Ora che si trovava sola colla sua figliuola di adozione, lady Giovanna assunse nei suoi modi una certa freddezza e durezza. La scoperta che aveva fatta, aprendo l'uscio del salotto era sempre presente alla sua mente. Giuliano l'aveva certo convinta, che essa avea male interpretato quell'atto; ma quella convinzione era stata accettata contro sua voglia.
Vi  un qualche segreto fra loro, pensava la vecchia signora, ed essa merita biasimo; certamente, come tutte le donne in questo caso!
Maria aspettava di essere interrogata; pallida e tranquilla, silenziosa e sottomessa.
Lady Giovanna piena d'incertezza, fu obbligata di cominciare.
Mia cara! disse con voce aspra.
Lady Giovanna.
Per quanto tempo avete intenzione di star l muta cogli occhi fissi sul tappeto? Non volete dare la vostra opinione in questo frangente? Avete sentito ci che ha detto il domestico a Giuliano? Ho veduto che avete ascoltato. Non siete molto spaventata?
No, lady Giovanna.
Ah! non vi avrei creduta capace di tanto coraggio dopo quello che faceste una settimana fa. Mi rallegro della vostra guarigione. Avete sentito? Mi rallegro della vostra guarigione.
Grazie, lady Giovanna.
Io non ho la vostra calma. Eravamo molto pi vivaci ai miei tempi, e io sono rimasta la stessa. Mi sento molto inquieta. Capite? Sono molto inquieta.
Me ne rincresce, lady Giovanna.
Siete davvero molto buona. Sapete che cosa sto per fare?
No, lady Giovanna.
Faccio chiamare tutte le persone di servizio. Quando io dico le persone di servizio, intendo dire gli uomini, le donne non servono a nulla. Ma ho paura che non mi facciate attenzione!
Avete tutta la mia attenzione, lady Giovanna.
Torno a dirvi che siete troppo buona. Ho detto che le donne non servono a nulla.
Ho capito, lady Giovanna.
Voglio mettere un domestico ad ogni ingresso della casa. Vado subito a far questo. Volete venir meco?
Vostra Signoria ha forse bisogno di me?
Niente affatto. Sono io che do gli ordini in questa casa, non voi. Aveva un altro scopo nel chiedervi di venire con me. Penso molto pi a voi di quello che crediate, e non mi piace di lasciarvi sola. Mi avete inteso?
Ringrazio molto Vostra Signoria, ma non mi rincresce affatto rimanere sola.
Non vi fa nulla? In vita mia non ho mai conosciuto un'eroina come voi, neppure in un romanzo! Supponiamo che quella miserabile pazza s'introduca in questo luogo?
Questa volta non mi spaventerebbe, come fece l'altra volta.
Non andiamo tanto in l, signorina. Buon Dio! Ora che ci penso, vi  l'aranciera. Se si fosse nascosta col? E Giuliano che cerca nel parco. Chi pu andare a cercare nell'aranciera?
Se Vostra Signoria lo permette, andr io a visitare e cercare nell'aranciera.
Voi!!!
Se Vostra Signoria lo permette.
Non posso quasi prestar fede alle mie orecchie! Davvero il proverbio ha ragione: "Vivi e impara." Io credeva di conoscervi. Qual mutamento  avvenuto in voi!
Vi dimenticate, lady Giovanna, se posso esprimermi cos, che le circostanze sono molto differenti. Essa mi colse all'improvviso l'ultima volta; ora sono preparata al suo incontro.
Avete davvero il sangue freddo che mostrate?
S, lady Giovanna.
Fate come vi aggrada, allora. Far tuttavia una cosa, nel caso che il vostro coraggio non sia alla prova tanto forte come credete. Metter un domestico nella biblioteca. Se qualche cosa accade, non avete che da suonare il campanello. Egli dar l'allarme ed io agir in conseguenza. Ho il mio progetto, disse Sua Signoria, pensando con soddisfazione al biglietto di visita che aveva in tasca. Non cercate di conoscerlo, perch non ho l'intenzione di comunicarvelo, tranne quando sar stato eseguito. Ancora una volta, volete star qui, o venire con me?
Rimango qui!
E Maria aperse rispettosamente l'uscio della biblioteca a lady Giovanna che usc senza aggiungere parola. Durante tutto quel colloquio essa era stata rispettosa e piena di deferenza per la vecchia signora, ma non aveva alzato gli occhi per guardarla. Convinta intimamente che fra poche ore sarebbe stata cacciata da quella casa, ogni sua parola doveva risentirsi di quel sentimento; e gi un profondo abisso la separava moralmente dalla offesa signora, da cui s'era fatta amare con un inganno. Non potendo attribuire il mutamento avvenuto nella sua giovane protetta alla vera cagione di esso, lady Giovanna lasci la stanza per chiamare a raccolta la sua guarnigione domestica molto interdetta, e in conseguenza di ci molto scontenta.
Maria tenne aperto per un tratto l'uscio della biblioteca, e segu collo sguardo commosso e col cuore stretto la sua benefattrice che si avviava verso l'anticamera. Essa aveva amata e rispettata quella vivace e generosa signora. Un acuto senso di dolore la comprese tutta, quando pens che non passerebbe gran tempo in cui il solo suo nome sarebbe un'offesa irreparabile nella casa di lady Giovanna.
Ma non rifuggiva con ci dalla confessione che aveva in animo di fare. Non solo non temeva pi, ma desiderava ardentemente il ritorno di Giuliano. Prima che fosse venuta la donna, la fiducia che Giuliano aveva riposta in lei doveva essere meritata.
"Fate che confessi il vero, senza che il codardo timore di essere scoperta glielo strappi dal cuore. Fate che renda giustizia alla donna alla quale ha recato danno, mentre quella donna non pu ancora smascherarla. Fate che sacrifichi tutto ci che ha acquistato colla frode al santo dovere della riparazione. Se essa far questo, allora il suo pentimento avr nobilmente svelato l'alta natura di essa; allora diverr una donna degna di fiducia, di rispetto, di amore."
Quelle parole le risuonavano all'orecchio come se Giuliano le avesse pronunciate allora. Nello stesso modo le parole che avevano tenuto dietro a quelle erano presenti alla sua mente:
"Alzati, povero cuore ferito! Anima bella e pura, gli angeli del Signore si rallegrano per te. Riprendi il tuo posto fra le pi nobili creature di Dio!"
Poteva esservi al mondo una donna la quale, dopo aver udito parlare in quel modo Giuliano Gray, avrebbe esitato a compiere qualunque sacrificio per giustificare la fiducia da esso riposta in lei?
Oh! pensava fra s, mentre seguiva cogli occhi lady Giovanna, se i vostri timori si avverassero! Se potessi solo vedermi qui davanti Graziella Roseberry, con quanta franchezza non le andrei io incontro!
Essa chiuse l'uscio della biblioteca, mentre lady Giovanna apriva quello che dava nell'anticamera.
Mentre Maria si voltava e guardava nella stanza da pranzo, le sfugg un grido di meraviglia.
L, come per rispondere al desiderio della sua mente; l, seduta baldanzosamente sulla seggiola lasciata poco fa da essa, stava Graziella Roseberry, con sinistro silenzio, aspettando Maria.
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CAPITOLO 19. Il cattivo Genio.
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Riavutasi dalla prima sorpresa, Maria si avanz in fretta, volendo cominciare al pi presto la sua confessione. Graziella la arrest con un gesto.
Non vi accostate a me, disse, con uno sguardo sprezzante e imperioso. State dove siete.
Maria si ferm. L'accoglimento di Graziella l'aveva ammutolita. Istintivamente prese la seggiola pi vicina per sostenersi. Graziella fece un secondo gesto, e disse di nuovo, collo stesso piglio di comando:
Vi proibisco di sedere in mia presenza. Non avete alcun diritto di stare in questa casa. Ricordatevi chi siete voi e chi sono io.
Il modo con cui quelle parole furono pronunciate era per s stesso un insulto. Maria alz repentinamente il capo, e una risposta amara le venne sulle labbra. Ma si fece forza e sopport ogni cosa senza parlare.
Sar degna della fiducia di Giuliano Gray, pens fra s, mentre stava in piedi accanto alla seggiola. Sopporter ogni cosa dalla donna alla quale ho recato danno.
Sole di nuovo, come nel loro primo incontro nella capanna francese, le due giovani si guardavano in silenzio. Il contrasto fra esse era strano.
Graziella Roseberry, seduta sulla seggiola, piccola e smilza, pallida, col volto duro e minaccioso, vestita di panni neri, meschini e bruni, sembrava come una creatura di una sfera molto inferiore in faccia a Maria Merrick, la quale stava in piedi coperta del suo elegante vestito di seta: la sua figura alta e snella dominava la piccola persona che aveva dinanzi; il suo nobile capo si piegava con grazia, gentile, paziente, bello; era tal donna che avresti considerato come una gioia il guardarla, un onore il poterla ammirare. Se ad uno straniero fosse stato detto che quelle due donne avevano una parte attiva in un romanzo della vita reale, che una di essa era in certo modo parente di lady Giovanna Roy, e che l'altra si era arrischiata sfacciatamente a prenderne il nome, egli avrebbe senza dubbio, quando fosse stato obbligato a indovinare quale delle due fosse l'ingannatrice, mostrato Graziella, e avrebbe asserito che Maria era la donna ingannata.
Graziella ruppe il silenzio. Aveva voluto osservare la sua vittima con minuta attenzione da capo a piedi, prima di parlare.
Rimanete dove siete. Mi piace di guardarvi, disse, pronunziando con amara compiacenza quelle crudeli parole. Non serve farvi venire uno svenimento. Lady Giovanna non  qui ora per soccorrervi. Oggi non ci sono quei signori per raccogliervi e compiangervi. Maria Merrick, vi ho raggiunta alfine. Grazie a Dio, questa volta ho la mia rivincita! Non potete pi sfuggirmi!
Tutta la piccolezza di cuore e di mente che aveva gi mostrato Graziella nel loro incontro nella capanna, quando Maria le aveva narrato la dolorosa storia della sua vita, tornava ora a svelarsi sempre pi. La donna che quella volta non si era sentita spinta a prendere la mano di una creatura addolorata e penitente, era la stessa donna che ora non era capace di sentire misericordia, che non sapeva risparmiare l'insolenza del trionfo. La dolce voce di Maria le rispose con pacatezza e sommissione.
Non vi scansai, disse, sarei venuta a cercarvi, se avessi saputo ove trovarvi. Il mio pi vivo desiderio  quello di riconoscere i miei torti verso di voi, e riparare quanto sia possibile al male fatto. Ho troppo desiderio di meritare il vostro perdono, per aver paura d'incontrarvi.
Per quanto conciliante fosse questa risposta, la stessa semplice e modesta dignit irrit Graziella Roseberry.
Come? ardite voi parlarmi come se fossi una vostra pari? sclam essa. Mi rispondete come se aveste il diritto di rimanere in questa casa? Sfacciata! Io sola ho il diritto di rimanervi; e che cosa sono obbligata a fare? Sono obbligata a nascondermi nel parco, a fuggire dagli occhi dei domestici, a rimpiattarmi come una ladra, e aspettare come una mendicante: e tutto ci perch? Per poter dire una parola a voi. S! a voi, signora, che avete ancora l'atmosfera del Ricovero e il fango delle strade sulla persona!
Maria chin il capo ancor pi basso sul petto; la sua mano tremava mentre si appoggiava alla spalliera della seggiola.
Era duro sopportare quelle parole insultanti, ma l'influenza di Giuliano continuava a farsi sentire. Rispose con maggior pazienza ancora di prima.
Se vi piace di parlarmi cos duramente, disse, non ho il diritto di risentirmene.
Non avete diritto a nulla, ribatt Graziella. Non avete diritto neppure al vestito che vi ricopre. Guardatevi, e guardatemi!
E i suoi occhi percorsero con piglio feroce il ricco vestito di Maria.
Chi vi ha dato quel vestito? chi vi ha dato quei gioielli? Capisco! Lady Giovanna li diede a Graziella Roseberry. Siete voi Graziella? Quel vestito  mio. Toglietevi i braccialetti e lo spilone. Erano stati dati a me.
Li avrete sul momento, signorina, fra poche ore non saranno pi miei.
Che cosa intendete dire?
Per quanto le vostre parole siano dure verso di me,  il mio dovere di riparare al male che vi ho recato. Sono obbligata a rendervi giustizia, e sono determinata a confessare il vero.
Graziella sorrise con disprezzo.
Confessare! disse. Credete che sia tanto sciocca da prestarvi fede? Siete una mentitrice svergognata! Siete forse una donna capace di abbandonare i vostri vestiti di seta, i vostri gioielli, la vostra posizione in questa casa, e tornarvene volontariamente al Ricovero? No, davvero, non siete donna da far questo.
Un lieve rossore di collera coperse il volto di Maria; ma si mantenne tuttavia nelle buone risoluzioni ispiratele da Giuliano. Continuava a dire fra s:
Qualunque cosa, piuttosto che far dispiacere a Giuliano Gray!
Sorretta dal coraggio che egli le aveva infuso, si assoggett a quella tortura con maggior rassegnazione ancora di prima. Ma con tuttoci ora s'era fatto in lei un mutamento; poteva sopportare in silenzio, ma non s'arrischiava pi a rispondere.
Quella tanta pazienza esasper sempre pi Graziella.
Voi non confesserete, continu. Avete avuto una intera settimana per fare questa confessione, e non l'avete fatta. No, no! siete di quella razza di donne che ingannano e mentiscono fino all'ultimo. Ma questo mi fa piacere; avr la gioia di smascherarvi io stessa in faccia a tutti. Sar io quella che vi far cacciare da qui, e tornerete come una vagabonda sulle strade. Oh! per tutto quello che ho sofferto non sar piccolo compenso, vedervi nelle mani di un poliziotto, colla folla intorno a voi che vi guarder ridendo, mentre vi avvierete in prigione!
Questa volta la ferita era troppo acuta; l'oltraggio superava ogni pazienza. Maria diede alla donna che l'avea insultata ripetutamente, il suo primo avvertimento.
Signorina Roseberry, disse, ho sopportato senza lagnarmi le parole amare che mi avete dette. Risparmiatemi ulteriori insulti. Davvero, vi giuro, che desidero ardentemente farvi rientrare nei vostri diritti. Ve lo dico di cuore, sono determinata a confessare ogni cosa!
Ella parlava con calore e con voce tremante. Graziella l'ascoltava con un duro sorriso di scherno e uno sguardo maligno.
Non siete lontana dal campanello, disse, suonatelo.
Maria la guardava con muta sorpresa.
Siete invero l'immagine del pentimento, morite di voglia di dire la verit, continu Graziella con ironia. Confessate dunque questa verit in faccia a tutti, e sull'istante. Chiamate lady Giovanna, chiamate il signor Gray e il signor Holmcroft; chiamate i domestici. Mettetevi in ginocchio innanzi a tutti e dite che siete una impostora. Allora vi creder, non prima.
Non mi maltrattate cos! sclam Maria, non fate che io diventi vostra nemica.
Che cosa m'importa della vostra amicizia e nimicizia.
Non dite questo, per piet per voi, non mi provocate ancora!
Per piet per me? Insolente! Volete minacciarmi forse?
Con un ultimo sforzo disperato, Maria col cuore palpitante, colle guancia ardenti dalla collera, cerc ancora di vincersi.
Abbiate un po' di compassione per me! disse supplichevolmente. Per quanto mi sia mal comportata verso di voi, sono una donna finalmente. Non posso affrontare la vergogna di questa confessione innanzi a tutti. Lady Giovanna mi tratta come sua figlia; sono fidanzata del signor Holmcroft; non posso dir loro che li ho ingannati e che non merito il loro amore. Ma lo sapranno ugualmente. Prima di notte voglio dire tutta la verit al signor Giuliano Gray.
Graziella diede in uno scroscio di risa.
Ah! sclam con una cinica allegria, ora ci siamo finalmente venute!
Badate! disse Maria, badate!
Il signor Giuliano Gray! Io mi trovava dietro l'uscio della stanza del bigliardo; vi ho veduta invitare il signor Gray a venire avanti. La confessione perde tutto il suo orrore, e diviene proprio una soddisfazione, col signor Giuliano Gray!
Basta! Miss Roseberry! Basta! Per amore del Cielo non mi mettete fuori di me! Mi avete gi martirizzata abbastanza.
Non siete una vagabonda delle vie di Londra per nulla. Siete una donna che ha molti mezzi; sapete il prezzo di due corde ad un arco solo. Se il signor Holmcroft vi manca fuoco, avete sotto la mano il signor Giuliano Gray. Ah! mi fate nausea. Aprir io gli occhi al signor Holmcroft; egli sapr quale donna stava per sposare, ma lo sapr da me.
Graziella s'interruppe; le ultime parole insultanti le morirono sulle labbra.
La donna che aveva oltraggiata si avvicinava repentinamente. Alz gli occhi esterrefatti e vide il volto di Maria Merrick, pallido per la collera tremenda che fa rifluire tutto il sangue al cuore, chinato sopra di lei.
Voi aprirete gli occhi del signor Holmcroft, ripet lentamente Maria; egli sapr quale donna stava per sposare, e lo sapr solo da voi!
Essa si ferm; poi a queste parole tenne dietro una interrogazione che invase di terrore Graziella Roseberry, e la fece rabbrividire da capo a piedi.
Chi siete voi?
La collera repressa che si leggeva nell'aspetto e nella voce che accompagnarono quella domanda, rivel di un tratto che i limiti della pazienza di Maria erano stati oltrepassati. Durante l'assenza dell'angelo custode, il genio del male aveva fatto l'opera sua. La parte migliore dell'anima di Maria che Giuliano aveva fatto rinascere, si era spenta sotto il maligno veleno della lingua di una donna dispettosa. Maria poteva facilmente, volendo, vendicarsi di tutti gli insulti che aveva sopportato, e nel delirio della sua disperazione si appigli a quel partito senza pi esitare.
Chi siete voi? chiese per la seconda volta. Graziella si fece animo e cerc di parlare. Maria l'arrest con un gesto sprezzante.
Mi ricordo! continu, colla stessa collera repressa. Siete la pazza dell'ospedale di Germania che venne qui una settimana fa. Questa volta non mi spaventate. Sedete e riposatevi, Maria Merrik.
Avendole dato deliberatamente quel nome in faccia, Maria si allontan da essa e prese la seggiola che Graziella le aveva proibito di occupare quando cominciava il colloquio.
Graziella balz in piedi.
Che cosa significa questo? domand essa.
Significa, rispose Maria, sdegnosamente, che ritratto tutto quello che vi ho detto finora. Significa che sono deliberata a conservare il mio posto in questa casa.
Siete impazzita?
Non siete molto lontana dal campanello. Suonatelo. Fate quello che mi dicevate di fare. Chiamate tutta la casa, e domandate a tutti chi di noi  pazza: Voi o io?
Maria Merrik! vi pentirete di questo fino all'ultima ora della vostra vita!
Maria si alz, e fiss i suoi occhi sulla donna che la sfidava ancora.
Ne ho abbastanza di voi! disse. Abbandonate la casa mentre potete ancora farlo. Se rimanete qui, mando a chiamare lady Giovanna Roy.
Voi non potete mandarla a cercare! Non osereste farlo!
Posso e voglio farlo. Non avete l'ombra di una prova contro di me. Io ho tutte le carte, sono in possesso del posto, sono nella fiducia di lady Giovanna. Intendo meritare l'opinione che avete di me; mi conserver i miei vestiti e i miei gioielli, e il mio posto in questa casa. Nego di avervi fatto torto. La societ mi ha trattata crudelmente; io non le debbo nulla. Ho diritto di cercare il mio meglio come posso. Nego di avervi danneggiata. Come poteva io indovinare che sareste risuscitata? Ho forse degradato il vostro nome e il vostro carattere? Ho fatto onore a entrambi. Mi sono guadagnata l'amore e il rispetto di tutti. Credete che lady Giovanna vi avrebbe amata come ama me? No davvero! Ve lo dico in faccia, ho tenuto il mio posto meglio di quello che avreste fatto voi, e intendo conservarlo. Non voglio abbandonare il vostro nome; non voglio rendervi il vostro posto! Fate quello che volete, vi sfido!
Maria pronunci tutto questo discorso come un torrente che era impossibile arrestare. Quando tacque, Graziella prese la parola.
Voi mi sfidate? disse con impeto. Non mi sfiderete un pezzo. Ho scritto al Canad: i miei amici risponderanno per me.
Lo faranno se sar loro possibile. I vostri amici non sono conosciuti qui. Io sono la figlia adottiva di lady Giovanna. Vi immaginate forse che essa prester fede ai vostri amici? Essa creder a me sola, brucier le loro lettere, se essi scriveranno; negher di riceverli se verranno a cercarla. Fra una settimana sar la signora Holmcroft. Chi potr farmi cadere dal mio posto? Chi pu recarmi danno?
Aspettate un poco. Vi dimenticate la direttrice del Ricovero.
Trovatela, se potete, Non vi dir mai il suo nome. Non vi dissi mai dove era il Ricovero.
Pubblicher il vostro nome, e trover in tal modo la direttrice.
Pubblicatelo pure in tutti i giornali di Londra. Credete voi che io abbia dato a una straniera come voi il nome che portava nel Ricovero? Vi diedi il nome da me preso quando lasciai l'Inghilterra. La direttrice non conosce nessuno col nome di Maria Merrick. Il signor Holmcroft non ha mai conosciuto nessuna persona di quella sorta. Egli mi vide nella capanna francese quando eravate senza sentimenti sul letto. Io aveva addosso il mio mantello bigio; n egli n altri mi ha veduto coll'uniforme di infermiera. Vennero fatte ricerche sul conto mio all'estero, e, come seppi dalla persona che le fece, senza alcun effetto. Sono sicura del mio posto; sono conosciuta col vostro nome. Io sono Graziella Roseberry; e voi siete Maria Merrick. Provate che non  vero, se potete!
E colla sicurezza della sua falsa sicurezza, Maria addit la stanza del bigliardo.
Mi avete confessato di essere stata nascosta l dentro, disse. Sapete dunque in qual modo si esce da questa casa. Volete andarvene?
Neppure per sogno!
Maria si avvi verso una mensola, e suon il campanello che vi era posato sopra.
Nello stesso momento, l'uscio della stanza del bigliardo si aperse. Giuliano Gray comparve, di ritorno dalla sua inutile ricerca nel parco.
Era appena entrato che l'uscio della biblioteca venne spalancato dal domestico di sentinella in quella stanza, e che inchinatosi fece passare lady Giovanna. Dietro di essa veniva Orazio Holmcroft, che aveva in mano il dono di nozze di sua madre per Maria.
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CAPITOLO 20. Il poliziotto in borghese.
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Giuliano guard intorno nella stanza, e si ferm sul limitare dell'uscio che aveva aperto allora.
Pos gli occhi prima su Maria, poi su Graziella.
Il volto acceso e contratto delle due donne diceva troppo chiaramente che il pericolo che aveva temuto erasi realizzato. Si erano incontrate senza che una terza persona si fosse potuta intromettere fra loro. Non gli era possibile indovinare fino a qual punto fossero giunte le due donne. In presenza di sua zia, non poteva parlare a Maria, e non poteva far altro che interporsi, se qualche offesa veniva fatta a Graziella per l'ignoranza in cui tutti erano dei fatti.
Il modo di procedere di lady Giovanna, appena entrata nella stanza, era in perfetta armonia col suo carattere.
Appena ebbe scoperta l'intrusa, guard vivamente Maria.
Che cosa vi aveva detto? disse. Non siete spaventata? No! Neanche un pochino! Brava, mia cara! Essa aveva ripreso il suo umore: preso la mano di Maria e la strinse con affetto; poi si volse al domestico.
Aspettate nella biblioteca; potrei aver di nuovo bisogno di voi.
Poi guard Giuliano, come per dirgli: Lasciate fare a me, m'incarico di ogni cosa.
Fece quindi un segno a Orazio, e gli disse:
State dove siete e non parlate.
Avendo ora detto tutto quello che aveva creduto opportuno, si avanz verso Graziella che stava in piedi, accigliata, muta come se sfidasse il mondo intero.
Non voglio offendervi, n trattarvi duramente, cominci Sua Signoria, con gran calma; solo vi avverto che le vostre visite in casa mia non possono avere un effetto soddisfacente. Spero che non mi obbligherete ad adoperare parole pi dure di queste. Spero che comprenderete il mio desiderio di vedervi andar via.
Quell'ammonizione avrebbe potuto farla con maggior bont, e vi si sarebbero potute aggiungere alcune parole benevole, in considerazione della supposta infermit della persona a cui era rivolta. Graziella rispose sul momento queste semplici parole:
Per render giustizia alla memoria di mio padre, per far rendere giustizia a me, voglio essere ascoltata. Non voglio andarmene.
E deliberatamente prese una seggiola e si sedette al cospetto della padrona di casa.
Lady Giovanna aspett un momento, facendo violenza a s stessa. Nell'intervallo di silenzio che ne segu, Giuliano colse l'opportunit di rivolgere le sue rimostranze a Graziella.
 questo ci che mi avevate promesso? le disse con bont: mi avevate dato parola di non tornare pi in questo palazzo!
Prima che potesse continuare, lady Giovanna riprese a parlare. Cominci mostrando alteramente a Graziella l'uscio della biblioteca.
Se non vi siete rassegnata a fare a modo mio quando sar giunta a quell'uscio, disse, vi toglier il modo di far la baldanzosa con me. Sono avvezza ad essere obbedita, e voglio esserlo. Mi obbligate a dirvi dure parole. Vi do questo consiglio prima che non sia troppo tardi. Andate.
E lady Giovanna si avvi lentamente verso la biblioteca. Giuliano cerc d'interporsi con qualche parola, ma sua zia l'interruppe con un gesto che significava chiaramente: "Voglio far da me." Allora egli guard Maria. Sarebbe rimasta insensibile? S. Essa non aveva alzato il capo; non si era mossa dal luogo ove rimaneva in piedi, in disparte. Orazio stesso aveva tentato di attirare la sua attenzione, ma non vi era riuscito.
Giunta all'uscio della biblioteca, lady Giovanna volse un tantino il capo verso la piccola figurina nera sulla seggiola.
Volete andarvene? chiese per l'ultima volta.
Graziella balz in piedi furibonda, e fiss su Maria i suoi occhi viperini.
Non voglio essere cacciata dalla casa di Vostra Signoria in presenza di quell'impostora, disse. Posso cedere alla forza, ma non ceder che a quella. Persisto nel dire che ho il diritto di rimanere nel posto che mi  stato involato. Non serve farmi rimostranze, soggiunse volgendosi con rabbia a Giuliano, finch quella donna continuer a rimanere qui col mio nome, non posso e non voglio allontanarmi da questa casa. Io l'avverto, in vostra presenza, che ho scritto ai miei amici del Canad! Io la sfido innanzi a voi tutti a negarmi che essa non  quella miserabile avventuriera che ha nome Maria Merrik.
Quella sfida obbligava Maria a prender parte a quella scena per difendersi. Essa aveva detto a Graziella che l'avrebbe combattuta senza timore. Tent di parlare, ma fu interrotta da Orazio.
Non vi abbassate a risponderle, disse; prendete il mio braccio, e usciamo.
S, fatela pure uscire! url Graziella. Essa forse pu aver vergogna di guardare in faccia una donna onesta. Essa deve uscire dalla stanza, non io!
Maria ritir la mano dal braccio di Orazio.
Non voglio andar via, disse tranquillamente.
Orazio cercava ancora di persuaderla dicendole:
Non posso sentirvi insultare; quella donna mi offende, sebbene io sappia che non  responsabile di quello che dice.
Non voglio che la pazienza nostra sia spinta pi oltre, disse lady Giovanna. Guard Giuliano, e traendo fuori di tasca il biglietto di visita che egli le aveva dato, aperse l'uscio della biblioteca.
Andate alla stazione della polizia, disse al domestico sottovoce, e date questo biglietto all'ispettore di servizio. Ditegli che non vi  un momento da perdere.
Aspettate! disse Giuliano, prima che sua zia avesse richiuso l'uscio.
Aspettare? ripet lady Giovanna bruscamente. Ho dato i miei ordini a quell'uomo. Che cosa volete ancora?
Prima di mandare quel biglietto, vorrei dire una parola in privato a quella signora, riprese Giuliano, mostrando Graziella. Dopo ci, continu egli accostandosi a Maria, e a lei rivolgendosi, avrei da chiedervi un momento di colloquio a quattr'occhi, senza che fossimo interrotti.
Le sue parole alludevano a quello che era seguito fra loro poco prima, ma Maria fece le viste di non comprendere. Cominciava per a dare segni di una penosa agitazione; il rossore delle guancia e il suo silenzio mostravano che l'allusione fatta da Giuliano aveva ridestato in essa qualche buon sentimento, e che egli stava per ricuperare la sua antica azione. Forse in quel momento solenne avrebbe ceduto a un pi nobile impulso, forse si sarebbe fatta superiore alla rimembranza degli insulti poco prima ricevuti, se la malignit di Graziella non avesse veduto nella esitazione di Maria un mezzo per ripetere le sue offensive allusioni intorno al colloquio di Maria con Giuliano.
Vi prego, non abbiate paura se egli rimane solo con me, disse con sardonica cortesia. Io non ho alcuna voglia di fare la conquista del signor Giuliano Gray.
Il sospetto geloso di Orazio (gi svegliatosi dalla domanda di Giuliano) stava ora per prorompere. Prima per che egli potesse parlare, Maria, indignata:
Vi ringrazio, signor Gray, disse, volgendosi a Giuliano, senza per guardarlo, non ho nulla da dirvi, e non vi  bisogno di un ulteriore colloquio fra noi.
Con queste parole avventate essa rinnegava la confessione fatta poco tempo prima, e si mostrava risoluta a tenere il posto che aveva usurpato, in faccia alla donna alla quale lo aveva involato.
Orazio tacque, ma non fu soddisfatto. Vide gli occhi di Giuliano fissi con dolorosa attenzione sul volto di Maria, mentre stava parlando, e lo ud mandare un sospiro quando essa ebbe terminato. Lo osserv, dopo un momento di meditazione e uno sguardo dato alla donna vestita poveramente di nero, alzare il capo col piglio di un uomo che ha preso una repentina determinazione.
Datemi quel biglietto, disse al domestico.
Il suo modo di parlare era perentorio e l'uomo obbed.
Poi, senza rispondere a lady Giovanna che insisteva alteramente a voler fare a modo suo, Giuliano trasse una matita dal suo portafoglio, e aggiunse la sua firma allo scritto che era gi sul biglietto. Quando lo porse al domestico, si volt verso sua zia per scusarsi.
Perdonatemi, se mi prendo la libert d'intervenire, disse: vi  una ragione grave per ci che ho fatto, che vi spiegher a suo tempo. Per non ho fatto nessuna opposizione a quello che vi proponeste di fare. Al contrario, ho aggiunto due righe per affrettare il vostro intento.
Cos dicendo, alz la matita colla quale avea scritto il suo nome.
Lady Giovanna, naturalmente perplessa, e, con qualche ragione offesa, non rispose. Fece un segno colla mano al domestico il quale usc col biglietto.
Vi fu allora un silenzio nella stanza. Gli occhi di tutte le persone presenti si volsero pi o meno ansiosamente verso Giuliano. Maria si sentiva sorpresa e turbata. Orazio, come lady Giovanna, offesi, senza sapere il perch. Anche la stessa Graziella era vinta dal presentimento di qualche cosa che stava per seguire e che non poteva indovinare. Le parole e le azioni di Giuliano dal momento in cui aveva scritto sul biglietto, erano avvolte in un mistero, che tutte le persone che lo circondavano non potevano riuscire a scoprire.
Il motivo che lo aveva indotto a quel partito, pu essere detto in due parole: Giuliano aveva ancora fede nell'innata nobilt dell'anima di Maria.
Egli aveva molto agevolmente compreso dal linguaggio di Graziella, che, nel loro colloquio, questa doveva avere insultato spietatamente Maria, abusando dei vantaggi della propria posizione. Invece di rivolgersi alla simpatia e al senso di giustizia di Maria, invece di accettare l'espressione del suo sincero pentimento ed incoraggiarla a fare la pi ampia e pi pronta riparazione, Graziella doveva evidentemente aver fatto l'opposto. Quindi come conseguenza inevitabile, Maria aveva perduta la pazienza ed abbandonata ogni idea generosa.
Per riparare a tutto ci, secondo l'opinione di Giuliano, bisognava prima di tutto parlare con Graziella da solo, cercare di persuaderla dicendole che egli ora riconosceva la giustizia dei suoi diritti, e persuaderla, nel suo proprio interesse, a lasciarlo presentare a Maria qualche parola di scusa e di rincrescimento onde produrre un ravvicinamento fra esse.
Perci egli aveva domandato un colloquio privato alle due giovani. La scena che ne era seguita, il nuovo insulto di Graziella e la risposta di Maria, lo avevano convinto che tutto ci che egli aveva immaginato non avrebbe avuto la minima probabilit di riuscita.
L'unico mezzo che rimaneva ora da tentar era quello di lasciar andare le cose pel loro corso naturale, e fidarsi alla rettitudine di Maria per impedire ulteriori malanni.
Bisognava lasciar che vedesse il poliziotto entrare nella stanza, e comprendesse qual sarebbe l'ufficio di quell'uomo; bisognava metterla in faccia all'alternativa di lasciar andare Graziella Roseberry in un manicomio, o confessare il vero, e aspettare la sua decisione. Se la fiducia di Giuliano in lei era giusta, Maria avrebbe nobilmente perdonato gli oltraggi ricevuti da Graziella, e avrebbe reso giustizia alla donna alla quale aveva recato danno.
Se d'altra parte la sua fiducia in Maria non era che la cieca credenza d'un uomo esaltato, se essa sosteneva la lotta, e persisteva nella assunta identit, che cosa sarebbe allora seguito?
La fede di Giuliano in Maria lo fece rifuggire da questo pensiero troppo doloroso e si conferm nel progetto di far venire il poliziotto nel palazzo.
Per timore che lady Giovanna non facesse un uso troppo affrettato del suo biglietto egli era stato poco prima alla stazione di polizia ad avvertire di non badare a nessun messaggio che potrebbero ricevere, a meno che il biglietto presentato non avesse la sua firma. Conoscendo la responsabilit che si prendeva sapendo che Maria non gli aveva fatta nessuna confessione alla quale egli potesse appoggiarsi, Giuliano aveva firmato il biglietto senza esitare: ed ora egli aspettava, deliberato sempre a far ogni tentativo per richiamare Maria a migliori sentimenti, ed era infatti il pi tranquillo di tutti quelli che si trovavano nella stanza.
La gelosia di Orazio erasi nuovamente svegliata ed egli trovava un non so che di sospetto nell'attenzione con cui Giuliano osservava il volto di Maria. Non essendovi ragione per una questione, fece uno sforzo per dividerli.
Parlavate poco fa, disse egli a Giuliano, che volevate avere un colloquio con quella persona, e mostr Graziella. Volete che ci ritiriamo, o volete andare con essa nella biblioteca?
Non voglio colloqui privati con esso, disse con impeto Graziella, prima che Giuliano potesse rispondere. Mi sono accorta che egli  l'ultima persona che pu rendermi giustizia. Egli  caduto davvero in trappola; se debbo parlare a qualcuno in privato, sar con voi. Voi avete il maggiore interesse di tutti a conoscere la verit.
Che cosa intendete di dire? domand Orazio.
Volete voi sposare una vagabonda, una miserabile, un avanzo delle strada di Londra?
Orazio fece un passo verso di essa. L'espressione del suo volto diceva chiaramente che era in procinto di metterle le mani addosso e di farla uscire di casa colla violenza.
Lady Giovanna lo arrest.
Avevate ragione test nel dire che Graziella farebbe bene a ritirarsi, disse. Usciamo tutti e tre. Giuliano rester qui, e dar le sue istruzioni all'uomo che deve venire. Andiamo.
No. Per una singolare contraddizione era Orazio il quale ora non voleva che Maria uscisse dalla stanza. Nel calore della sua indignazione, egli aveva perduto ogni senso di dignit; egli era disceso al livello di una donna che credeva avesse il cervello guasto. Con gran sorpresa di tutti gli astanti, egli si accost alla tavola ove aveva posato un astuccio quando era entrato nella stanza. Era il dono di nozze di sua madre che aveva portato alla sua fidanzata. Offeso nel suo amor proprio, afferr l'occasione di vendicare Maria facendole pubblicamente quel dono.
Aspettate! sclam cupamente. Dar io una risposta a quella miserabile.  abbastanza in s per vedere e per udire. Che oda dunque e che vegga!
E cos dicendo aperse l'astuccio, e ne trasse un bellissimo vezzo di perle, montato all'antica.
Graziella, disse, con tutta la dignit di modi che lo distinguevano, mia madre vi manda mille cose affettuose, e le sue congratulazioni per le nostre prossime nozze. Essa vi prega di accettare come parte dell'abito nuziale queste perle. Le portava il giorno del suo matrimonio. Sono nella nostra famiglia da secoli, ed uno dei pi preziosi ricordi: mia madre le offre a mia moglie.
E prese il vezzo per metterlo al collo di Maria.
Giuliano la guardava con trepidazione. Sopporterebbe essa la prova alla quale Orazio innocentemente la assoggettava?
S! In faccia alla insolenza di Graziella Roseberry, che cosa non avrebbe ora sopportato Maria? Il suo orgoglio la sosteneva. I suoi begli occhi brillarono come solo gli occhi di una donna possono brillare quando veggono un gioiello. La sua bella testa si inchin con grazia per ricevere il vezzo. Il suo volto era suffuso di rossore, e la sua bellezza era raggiante. Il suo trionfo su Graziella Roseberry era compiuto! Giuliano abbass il capo. Nel suo dolore dubit un momento e disse fra s: Mi sono io ingannato?
Orazio chiuse il fermaglio della collana.
Vostro marito vi mette al collo queste perle, amor mio, disse con orgoglio, e si ferm a guardarla. Ora, riprese dando una occhiata di disprezzo a Graziella, ora possiamo andare nella biblioteca. Essa ha veduto e ha udito.
Egli credette di averla fatta tacere, ma non aveva fatto che rendere pi maligno il suo veleno.
Sentirete e vedrete voi, quando verranno dal Canad le mie testimonianze, ribatt Graziella. Allora saprete che vostra moglie ha rubato il mio nome e la mia posizione! Vedrete allora vostra moglie cacciata da questa casa!
Maria si volse verso di essa con un irresistibile scoppio di collera.
Siete pazza! sclam.
Lady Giovanna respir l'atmosfera elettrica di collera che era nella stanza; si volse del pari a Graziella e disse anch'essa:
Siete pazza!
Orazio segu lady Giovanna. Era fuori di s! Fiss gli occhi spietatamente sopra Graziella, e ripet quelle fatali parole:
Siete pazza!
Finalmente Graziella fu vinta e tacque. La triplice invettiva le svelava, per la prima volta, il terribile sospetto a cui si era esposta.
Diede un passo indietro, mand un gemito di orrore, e urt contro una seggiola. Sarebbe caduta se Giuliano non si fosse slanciato innanzi a sostenerla.
Lady Giovanna si avvi verso la biblioteca. Aperse l'uscio, fece un movimento, e si trasse in disparte, come per lasciar libero l'ingresso.
Un uomo comparve sul limitare.
Non era un signore; non era un operaio; non era un domestico. Era vestito sordidamente, di un grosso soprabito nero, che pareva appeso sulla sua persona invece di vestirlo. Aveva il panciotto troppo corto e troppo stretto pel suo petto. I pantaloni parevano due sacchi neri senza alcuna forma: i guanti erano troppo grandi. Gli stivali ben lucidi scricchiolavano con un suono sgradevole ad ogni suo movimento. Aveva occhi scrutatori, occhi avvezzi a frugare in tutti gli angoli, a guardare dal buco della serratura. Le sue larghe orecchie, piegate allo innanzi come quelle di una scimmia, mostravano chiaramente che erano avvezze a stare vigilando dietro gli usci degli altri. Quando parlava prendeva un tuono tranquillamente confidenziale: quando taceva era impenetrabile. Un'aria misteriosa di ufficio segreto ravvolgeva da capo a piedi quel cotale, come un'atmosfera sua propria. Guard intorno nella ricca stanza, senza mostrare n sorpresa n ammirazione. Investig attentamente ogni persona presente con un'occhiata acuta e maliziosa. Inchinatosi a lady Giovanna, le porse senza parlare il biglietto che lo aveva fatto venire, come mezzo di presentazione. Allora si mostr tranquillo nella sua sinistra identit di un poliziotto in abiti borghesi.
Nessuno gli parl: tutti si ritrassero, come se un rettile si fosse introdotto nella stanza e strisciasse sul tappeto.
Egli guard l'uno dopo l'altro i due giovani senza alcun imbarazzo.
Il signor Giuliano Gray  egli qui? Domand.
Giuliano fece sedere Graziella sopra una seggiola; ella guardava quell'uomo tremando, e disse sottovoce:
Chi  egli mai?
Giuliano non le rispose, e si volse al poliziotto.
Aspettate l, disse, mostrandogli una seggiola nell'angolo pi lontano della stanza. Vi dar poi i miei ordini.
Quell'uomo si diresse verso quella seggiola facendo scricchiolare orribilmente i suoi stivali. Valut fra s il tappeto a un tanto il metro, mentre vi camminava sopra. Valut la seggiola a un tanto la dozzina, mentre vi si assise sopra. Egli era al tutto a suo bell'agio; non gli premeva punto di aspettare senza far nulla, o di investigare per proprio conto l'indole particolare di ogni persona presente, giacch il suo tempo era pagato.
Anche la determinazione di lady Giovanna di voler far da s non resse alla comparsa del poliziotto in borghese. Lasci suo nipote menare a termine quella faccenda. Giuliano diede un'occhiata a Maria prima di procedere avanti. Sapeva che ora l'esito della questione stava in essa sola.
Maria sent lo sguardo di Giuliano, mentre essa osservava l'uomo entrato allora nella stanza. Volse il capo, esit e si accost rapidamente a Giuliano. Come Graziella Roseberry, essa pure tremava; come quella, chiese sottovoce:
Chi  egli mai?
Giuliano glielo disse in poche parole.
E che cosa  venuto a fare?
Non lo indovinate?
No!
Orazio lasci lady Giovanna, e si accost a Giuliano e a Maria, impaziente di quel colloquio a bassa voce.
Disturbo forse? chiese egli.
Giuliano si trasse indietro di qualche passo, avendo compreso benissimo il mal umore di Orazio. Egli guard Graziella. Quasi tutta la stanza li divideva dal luogo ove stava seduta. Il pi terribile degli sgomenti la invadeva, quello dell'ignoto. Non vi era da temere che parlasse; n che udisse ci che essi dicevano, finch avessero parlato sommessamente.
Giuliano diede l'esempio dicendo a bassa voce:
Domandate a Orazio perch quel poliziotto  venuto qui, disse a Maria.
Maria, voltasi a Orazio, gli chiese:
Che cosa  venuto a fare?
Orazio guard Graziella.
 venuto per liberarci di quella donna, disse.
Volete dire che la porter via?
S.
E dove la condurr?
Alla stazione di polizia.
Maria si scosse e guard Giuliano. Egli era immobile, intento ad osservare ogni pi piccolo mutamento nell'espressione del suo volto. Maria guard di nuovo Orazio.
Alla stazione di polizia! ripet, e perch?
Come potete fare una simile domanda? disse irritato Orazio. Naturalmente, per esser messa sotto custodia.
Volete dire una prigione?
Voglio dire un asilo o un ricovero.
Di nuovo Maria si volse a Giuliano. Ora il suo volto mostrava non solo sorpresa, ma orrore.
Oh! gli disse: Orazio si sbaglia certamente. Ci non pu essere.
Giuliano lasci rispondere da Orazio. Ogni facolt sua pareva sempre assorta nell'osservare il volto di Maria, la quale fu obbligata a rivolgersi ad Orazio.
Ma che sorta di asilo? domand inquieta. Non volete dire certamente un manicomio?
Precisamente. Prima la casa di lavoro, forse poi il manicomio. Perch tanta meraviglia? Voi stessa le avete detto in faccia che era pazza. Ma buon Dio! Che cosa avete? Siete divenuta pallida come la morte!
Maria si volse a Giuliano per la terza volta. L'alternativa terribile che le stava innanzi le si svelava finalmente, senza riserva alcuna. Bisognava rendere il nome e la posizione involata, o lasciar chiudere Graziella in un manicomio. Questo era in suo potere.
La situazione le si present in tal modo alla mente. Prese sull'istante la sua deliberazione. Prima che Maria avesse aperto bocca, Giuliano aveva letto nei suoi occhi il suo ritorno a migliori sentimenti. La luce interna e serena che egli aveva gi veduto brillare in essi, era ritornata pi pura e pi splendida di prima. La coscienza che egli aveva reso pi forte, l'anima che egli aveva salvato, si svelavano in quegli sguardi, e gli dicevano che non vi era pi ragione di dubitare!
Mandate via quell'uomo.
Queste furono le sue prime parole. Essa le pronunzi, additando il poliziotto, con voce chiara, sonora, risoluta, che risuon per tutta la stanza.
Giuliano, non veduto da nessuno, le prese la mano e la strinse un momento, per mostrarle che essa poteva contare sulla sua fraterna simpatia e sul suo appoggio. Tutte le altre persone presenti la guardavano con muta sorpresa. Graziella si alz dalla seggiola. Anche l'uomo vestito in borghese balz in piedi. Lady Giovanna si accost in fretta ad Orazio che, come essa, stava perplesso e sgomento, e prese Maria fortemente pel braccio, e lo scosse, come se avesse voluto farla rientrare in s. Maria tenne fermo, e ripet risolutamente le stesse parole:
Mandate via quell'uomo!
Lady Giovanna perdette tutta la pazienza.
Ma che cosa avete? chiese con severit. Sapete quello che state dicendo? Quell'uomo  qui pel vostro interesse, come pel mio; quell'uomo  qui per risparmiare a voi, come a me, ulteriori noie ed insulti. E voi insistete, in mia presenza, acci sia mandato via! Che cosa significa tutto ci?
Saprete ci che significa, lady Giovanna, fra una mezz'ora. Non insisto, solo ripeto la mia preghiera. Fate che quell'uomo esca da questa casa.
Giuliano si diresse verso il poliziotto, mentre sua zia lo guardava con occhi pieni di collera. Tornate alla stazione, diss'egli, e aspettate l finch vi mander di nuovo a chiamare.
Gli sguardi scrutatori di quell'uomo andarono da Giuliano a Maria, e valutarono la sua bellezza come avevano stimato il tappeto e le seggiole.
La vecchia storia, pens; "una bella donna si trova sempre in fondo a ogni cosa, e presto o tardi la bella donna si fa conoscere." Attravers la stanza, facendo scricchiolare gli stivali; s'inchin con un brutto sorriso, e scomparve dall'uscio della biblioteca.
L'alterezza di lady Giovanna fece s che non pronunzi una parola finch il poliziotto non fu abbastanza lontano da non potere pi udire. Allora, soltanto allora, si rivolse a Giuliano.
Io suppongo che voi siate nel segreto di tutto ci. M'immagino che abbiate qualche ragione per sfidare la mia autorit nella mia stessa casa.
Non ho mai mancato di rispetto a V. S., rispose Giuliano. Fra breve saprete che io non vi manco di rispetto neppur ora.
Lady Giovanna si guard intorno. Graziella ascoltava intentamente, conscia che gli eventi avevano preso un giro misterioso in suo favore negli ultimi dieci minuti.
 forse nella vostra intenzione, continu Sua Signoria, che quella persona rimanga in casa mia?
Il terrore che aveva invaso Graziella non l'aveva ancora abbandonata. Lasci che Giuliano rispondesse. Prima per che egli avesse parlato, Maria attravers la stanza e le disse sotto voce. "Datemi tempo che possa fare la mia confessione per iscritto. Non posso farla in loro presenza, con questo intorno al collo." E additava il vezzo di perle. Graziella le diede un'occhiata minacciosa, e volse altrove lo sguardo.
Maria allora rispose a lady Giovanna: "Prego Vostra Signoria a permettere a quella persona di rimanere ancora per una mezz'ora in questa casa," disse. "La mia domanda avr in quel tempo la sua spiegazione."
Lady Giovanna non fece altre opposizioni. Un non so che nel volto e nella voce di Maria parevano averla ridotta al silenzio, come avevano fatto tacere anche Graziella. Orazio fu il primo a parlare. Con voce rauca per la collera e pel sospetto, si rivolse a Maria che gli era in faccia, ritta accanto a Giuliano.
Sono io compreso, disse, nella disposizione che vi impegna a spiegare la vostra strana condotta fra una mezz'ora?
La mano di Orazio aveva posto poco prima al collo di Maria il dono di nozze di sua madre. Uno strazio al cuore sent la fanciulla quando guard il giovane e vide quanto addolorato ed offeso egli fosse. Le lagrime le velarono gli occhi, e rispose con umilt e con voce fievole:
Come credete.
Fu tutto quello che pot dire, mentre i palpiti del cuore le impedirono di continuare.
Orazio era troppo offeso per calmarsi a quella sommessione.
Non mi piacciono n i misteri, n i segreti, continu duramente. In casa nostra siamo avvezzi a parlarci a cuore aperto. Perch debbo aspettare una mezz'ora per una spiegazione che pu esser fatta ora? Perch questo ritardo
Lady Giovanna s'era rimessa mentre Orazio parlava.
Sono d'accordo pienamente con voi, disse. Perch dobbiamo aspettare?
Anche la fermezza di Giuliano lo abbandon quando sua zia ripet quella crudele e semplice domanda. Che cosa avrebbe risposto Maria? Il suo coraggio avrebbe resistito?
Mi avete chiesto perch dovete aspettare, diss'ella a Orazio con calma e fermezza. Dovete aspettare per udire notizie di Maria Merrick.
Lady Giovanna ascolt con uno sguardo di noia e di disgusto.
Non torniamo a quella storia! disse. Ne sappiamo gi abbastanza di questa Maria Merrick.
Perdonatemi, ma Vostra Signoria non sa nulla. Io sola posso dare informazioni.
Voi?
Maria chin il capo rispettosamente.
Vi ho chiesto, lady Giovanna, di darmi mezz'ora, continu essa. Fra mezz'ora mi obbligo solennemente a portarvi Maria Merrick in questa stanza. Lady Giovanna Roy, signor Orazio Holmcroft, ecco perch dovete aspettare.
Impegnandosi cos fermamente a fare la sua confessione, essa si tolse dal collo il vezzo di perle, lo ripose nell'astuccio, che diede a Orazio.
Serbatelo, disse, con un momentaneo affievolimento nella voce, serbatelo finch ci vediamo di nuovo.
Orazio prese l'astuccio in silenzio; aveva l'aspetto di un uomo la cui mente  paralizzata dalla sorpresa. La sua mano si mosse meccanicamente. I suoi occhi seguivano Maria con uno sguardo d'incertezza e di interrogazione.
Lady Giovanna pure, ma in modo diverso, pareva partecipare alla strana oppressione che aveva invaso Orazio. Un mutamento ben distinto erasi mostrato in lei dacch Maria aveva parlato.
Vostra Signoria mi permette, disse Maria rispettosamente, di andare nella mia stanza?
Lady Giovanna assent tacitamente a questa domanda. L'ultimo sguardo di Maria prima d'uscire dalla stanza fu per Graziella. "Siete soddisfatta ora?" sembravano dire quei bellissimi occhi azzurri, nella loro dolorosa espressione. Graziella volse il capo dall'altra parte con un atto petulante e rapido. Anche la sua natura gretta e bassa si aperse un momento senza volerlo, e sent, a modo suo, una certa piet per quella infelice.
Le ultime parole di Maria furono per raccomandare Graziella alle cure di Giuliano:
Fate che le sia data una stanza per aspettare. L'avvertirete voi stesso quando sia trascorsa la mezz'ora!
Giuliano le aperse l'uscio della biblioteca.
Brava! bene! a meraviglia, le disse sottovoce. Avete tutta la mia simpatia; e tutto quello che posso fare per voi lo far.
Maria lo guard, e lo ringrazi, mentre le lagrime le salivano agli occhi. Giuliano pure era commosso. Essa usc tacitamente dalla stanza, e quando egli chiuse l'uscio, Maria era gi scomparsa dalla biblioteca.
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CAPITOLO 21. Rumore di passi nel corridoio.
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Maria era sola.
Si era assicurata una mezz'ora di quiete nella sua stanza; collo scopo in quell'intervallo di scrivere la sua confessione in una lettera indirizzata a Giuliano Gray.
Nessun recente mutamento nella sua posizione avea ancora mitigato il ribrezzo che provava nel dovere far sapere ad Orazio e a lady Giovanna che essa li aveva ingannati ed aveva guadagnato il loro amore con un'astuzia.
Per mezzo solo di Giuliano essa poteva dire le parole che dovevano ridonare a Graziella Roseberry la posizione che le spettava in quella casa.
In qual modo poteva fare la sua confessione a Giuliano? In iscritto? O a voce?
Dopo tutto quello che era avvenuto, dal momento in cui lady Giovanna li aveva interrotti, essa si sarebbe sentita sollevata anzich imbarazzata nell'aprire il suo cuore all'uomo che l'aveva compresa con tanta delicatezza, che l'aveva fedelmente sostenuta nel suo doloroso assunto. Ma i ripetuti sospetti gelosi di Orazio verso Giuliano la obbligavano ad essere pi cauta onde non mettersi in nuove difficolt, n esporre Giuliano a un penoso imbarazzo, qualora gli avesse chiesto un colloquio privato mentre Orazio era ancora in casa.
L'unico metodo da seguire era quello che aveva gi scelto. Determinata a fare la narrazione della sua frode a Giuliano in forma di lettera, Maria si propose di aggiungere, come chiusa, certe istruzioni per indicargli la linea di condotta che essa desiderava fosse per seguire.
Queste istruzioni erano che la lettera fosse comunicata a lady Giovanna e ad Orazio, nella biblioteca, mentre essa, riconosciuta come la donna che si era proposta di presentare, aspettava in una stanza vicina la sentenza che essi avrebbero pronunciata. La determinazione di ripararsi dietro a Giuliano contro gli effetti della sua confessione, era nata nella sua mente quando Orazio le aveva aspramente domandato (e quando lady Giovanna si era pure unita ad esso) perch essa ritardava la sua spiegazione e per qual ragione essi dovevano aspettare. Dal dolore che queste interrogazioni le avevano fatto provare, era venuta in lei l'idea di aspettare la sua sentenza, in una stanza, mentre la sua lettera a Giuliano avrebbe parlato per essa nella persona di un altro.
Mi spezzino pure il cuore, se cos loro piace, aveva pensato Maria nello sconforto di quel doloroso momento; non sar mai pi di quello che io mi sia meritato.
Chiuse l'uscio a chiave, ed aperse il suo scrittoio. Sapendo quello che doveva fare, cerc di raccogliere le sue idee.
Ma lo sforzo fu vano. Quelle persone che studiano l'arte dello scrivere sono forse le sole persone che possono calcolare la gran distanza che passa fra una idea che esiste nella mente e il fatto di ridurla in parole.
Le varie e forti emozioni provate da Maria da alcune ore, l'avevano resa al tutto inetta al dilicato e difficile assunto di disporre gli avvenimenti di un racconto coll'ordine necessario, e nella acconcia proporzione gli uni verso gli altri. Tent varie volte di cominciare quella lettera, ma dovette posare la penna per la confusione delle idee. Abbandon quel tentativo, disperata della riuscita.
Un senso di stringimento al cuore, un peso di affannosa oppressione al petto, le fecero comprendere che non doveva stare cos disoccupata, in preda ai sogni e ai terrori di una immaginazione riscaldata.
Si volse allora istintivamente per mutare un momento il corso delle sue idee, a considerare il proprio avvenire. In questo non v'erano n incagli n dubbi. La prospettiva cominciava e terminava col suo ritorno al Ricovero, se la direttrice acconsentiva a riceverla. Essa rendeva giustizia a Giuliano Gray; sapeva che quel cuore generoso sarebbe stato commosso della sua posizione, e la sua mano si sarebbe stesa per sostenerla. Ma che cosa seguirebbe se essa accettasse tutta la simpatia che Giuliano le avrebbe offerta? Lo scandalo non avrebbe mancato di far spiccare la bellezza di Maria e la giovinezza di Giuliano, e avrebbe interpretato malignamente la pi pura amicizia che avrebbe potuto esistere fra loro. Ed egli allora sarebbe stato punito della sua bont, perch egli aveva una posizione da perdere, quella di ecclesiastico. No! pel bene di Giuliano, per la gratitudine che gli doveva, l'addio che stava per dare al palazzo di Mablethorpe doveva essere un eterno addio anche a Giuliano Gray.
I minuti preziosi passavano veloci. Maria si determin a scrivere alla direttrice, e domandarle se potrebbe sperare di essere perdonata ed accolta ancora nel Ricovero. L'esercizio di scrivere questa lettera, che non presentava difficolt, poteva avere un effetto benefico sulla sua mente e agevolarle la via all'altra lettera che tanto le pesava di scrivere. Rimase un momento alla finestra, pensando al suo passato, verso il quale stava per ritornare, prima di riprendere di nuovo la penna. La finestra guardava a levante. La luce fosca di Londra illuminata la colp mentre guardava il cielo. Parve richiamarla all'orrore di quelle strade, segnarle ironicamente la sua via verso i ponti che attraversavano il bruno fiume, attirarla sull'orlo del parapetto, e lo spaventoso balzo nelle braccia di Dio, o nel nulla, chi sa quale dei due!
Si allontan con un brivido dalla finestra.
Finir cos, chiese a s stessa, se la direttrice mi dir di no?
Maria si mise a scrivere:
"Cara signora,
" trascorso tanto tempo dacch non avete sentito parlare di me, che quasi non so se debba scrivervi. Temo che mi abbiate al tutto dimenticata, o mi teniate in conto di una donna ingrata e senza onore.
"Mi sono messa sopra una cattiva strada, e perci non ho osato scrivervi fino ad oggi. Ora, siccome voglio fare il possibile per riparare al male fatto, ora che sono sinceramente pentita, posso io chiedervi il permesso di tornare all'amica che mi ha sopportata e mi ha aiutata per tanti miserabili anni? Oh non mi respingete! non ho altro a cui rivolgermi.
"Vorrete voi ascoltare da me la mia confessione? Mi perdonerete voi quando saprete ci che ho fatto? Mi vorrete voi riprendere nel Ricovero, qualora abbiate lavoro per me acci possa guadagnarmi il pane?
"Prima di notte debbo lasciare la casa dalla quale sto scrivendo. Non so dove andare. Quel po' di denaro, quei pochi oggetti di valore che posseggo, debbono rimanere qui; sono stati ottenuti con un falso nome; non sono miei. Non vi  al mondo una creatura pi isolata di quello ch'io mi sia. Siete una donna cristiana: non per me, ma per amore di Cristo, abbiate misericordia, e ricoveratemi.
"Sono una buona infermiera, come sapete, e lavoro all'ago molto speditamente. In un modo o nell'altro, non potr io trovare di occuparmi presso di voi?
"Potrei anche fare da maestra, in modo molto elementare, ma questo  inutile. Chi affiderebbe i suoi bambini ad una donna come me? Per questa via non v' speranza. E tuttavia sono tanto affezionata ai bimbi! Credo che potrei essere, se non felice, forse rassegnata alla mia sorte, se potessi averne alcuni da accudire in qualche modo. Non ci sono societ caritatevoli per proteggere o ricoverare i bimbi che girano vagabondi nelle strade? Penso alla mia miserabile infanzia, e oh! quanto amerei di essere impiegata a salvare altri fanciulli dalla fine a cui sono giunta. Lavorerei per uno scopo di questa sorta dalla mattina alla sera senza sentirmi mai stanca. Vi metterei tutto il mio cuore, e avrei questo vantaggio sopra le donne felici e ricche: non avrei nessun altro pensiero che mi potesse distrarre. Certo, con una vostra parola, credo che mi sarebbero affidati i fanciulli affamati che vanno vagabondando per le strade. Se sono troppo ardita, vi prego di perdonarmi, ma sono tanto disgraziata, signora, tanto isolata, e tanto stanca di vivere.
"Ancora una cosa. Non posso trattenermi qui che poco tempo ancora. Volete avere la compiacenza di rispondermi per telegramma un s o un no?
"Il nome col quale mi conoscete non  quello che mi si d qui. Vi prego di indirizzare il telegramma al Rever. Giuliano Gray, palazzo Mablethorpe, Kensington. Egli  qui e me lo comunicher. Nessuna parola potr mai esprimere tutto ci che debbo a questo signore. Egli non ha mai disperato di me, egli mi ha salvata da me stessa. Iddio benedica e ricompensi l'uomo pi generoso e leale che io mi abbia conosciuto!
"Non ho altro da aggiungere, tranne che di domandarvi scusa per questa lettera soverchiamente lunga, e dirmi sempre vostra riconoscente serva."
Firm, chiuse la lettera e vi pose l'indirizzo. Allora, per la prima volta, un ostacolo al quale non aveva mai pensato, le si affacci alla mente.
Non vi era tempo necessario per servirsi del mezzo ordinario della posta per far ricapitare la lettera.
Bisognava mandarla con una persona apposta. I domestici di lady Giovanna erano stati messi dal primo all'ultimo a sua disposizione. Ma ora, poteva ella servirsene per le sue faccende, quando forse fra mezz'ora sarebbe stata scacciata con ignominia, come un'avventuriera da quella casa? Nel bivio, era meglio affidarsi al caso, e presentarsi al Ricovero, senza domandarne il permesso prima.
Mentre stava riflettendo intorno a ci, Maria fu scossa da un colpo dato al suo uscio. Aperse e vide la cameriera di lady Giovanna che le presentava una carta piegata che aveva in mano.
Per parte di milady, signorina, disse, dandole il biglietto. Non vi  risposta.
Maria la trattenne mentre stava per ritirarsi. La presenza della cameriera le fece cambiare idea. Chiese a quella donna se qualcuno dei domestici non stava per andare in citt fra poco.
S, signorina. Uno dei lacch sta per montare a cavallo, con una imbasciata di Sua Signoria pel suo fabbricante di carrozze.
Il Ricovero non era lontano dalla fabbrica delle carrozze. In questo caso, Maria si fece ardita a servirsi di quell'uomo. Era una libert ancora abbastanza scusabile.
Volete avere la compiacenza di dare al lacch questa lettera per me? disse. Non lo devier dalla sua strada: non ha altro che da ricapitarla al suo indirizzo, niente altro.
La donna ader volontieri alla domanda. Rimasta di nuovo sola, Maria guard il biglietto che le era stato dato.
Era la prima volta che la sua benefattrice adoperava quel modo formale di comunicare con essa dacch erano insieme. Che cosa significava questo modo di agire tanto diverso dal consueto? Era quello l'ordine che le imponeva di andarsene? Lady Giovanna, colla sua perspicacia, aveva essa scoperto la verit? Maria aveva i nervi scossi oltremodo, e aperse il foglio con mano tremante.
Cominciava senza forma d'indirizzo, e terminava senza firma. Era in questi termini:
"Vorrei domandarvi di ritardare un poco la spiegazione che m'avete promessa. Alla mia et, ogni sorpresa penosa reca grande disturbo. Ho bisogno di aver il tempo necessario per prepararmi, prima di udire ci che avrete da dirmi. Non vi far aspettare che il meno possibile. Intanto ogni cosa continuer ad andare come al consueto. Mio nipote, Giuliano, Orazio Holmcroft, e la signora che ho trovato nella stanza da pranzo, resteranno, per mia volont, in casa, finch potr vederli e vedervi ancora di nuovo."
Cos terminava il biglietto. Che cosa voleva significare?
Aveva lady Giovanna indovinata realmente la verit? Oppure aveva sospettato soltanto che la sua figliuola di adozione fosse mischiata in qualche modo col mistero di Maria Merrick?
La linea che si riferiva alla donna della stanza da pranzo, chiamandola signora, dimostrava che le sue opinioni si erano per quel rispetto molto mutate. Ma quella frase bastava da sola a giustificare il pensiero che essa avesse gi indovinato di qual natura fosse la confessione di Maria? Non era facile in quel momento chiarire quel dubbio, e non fu possibile farlo neppure in avvenire, perch lady Giovanna, fino al termine della sua vita, non volle mai dire a nessuno quali fossero i suoi pensieri, e quali dolori avesse soffocati in quel memorabile giorno.
Tuttavia, in mezzo a ci, una cosa almeno si mostrava ben evidente. Il tempo accordato a Maria era stato indefinitamente prolungato dalla sua benefattrice. Aveva innanzi a s parecchie ore prima di dare la spiegazione promessa, e in queste ore essa avrebbe potuto riordinare sufficientemente le sue idee per scrivere la sua confessione in una lettera a Giuliano Gray.
Ritta, vicina allo specchio, mentre questi pensieri le occupavano la mente, vide la sua immagine ancora vestita degli abiti eleganti e adorna dei gioielli che aveva ricevuto da lady Giovanna.
Le pass un brivido pel corpo ripensando a quello che gli aveva detto Graziella Roseberry. I vestiti modesti coi quali si era presentata al palazzo di Mablethorpe stavano appesi in un angolo oscuro del suo armadio. Si tolse i gioielli e li ripose in un cofanetto, e si rivest di una modesta veste nera.
Non prender nulla di qui, pens fra s, mentre dava un'ultima occhiata all'armadio e ai gioielli. La signorina Roseberry trover qui tutti i suoi doni quando verr a prendere possesso di questa stanza.
Poi and a sedersi di nuovo vicino al tavolino col proposito di fare un altro tentativo per scrivere a Giuliano. Appoggi il capo sopra una mano, cercando di segnare una via nel labirinto del suo passato, dal giorno in cui aveva incontrato Graziella Roseberry nella capanna francese, fino a quello in cui per la seconda volta si era trovata in faccia di essa, nella stanza da pranzo del palazzo di Mablethorpe.
La catena degli avvenimenti cominciava a svolgersi chiaramente nella sua mente, anello per anello.
Essa osserv, mentre continuava in questo ritorno sul passato, in qual modo singolare fin dal principio il caso o il fato le avevano spianata la via per quell'atto di personificazione. Aveva incontrato Graziella Roseberry in circostanze tanto straordinarie di comune pericolo, in un paese straniero, che dovevano naturalmente disporre due donne della stessa nazione a farsi reciproche confidenze. In nessun altro caso, essa avrebbe mai ottenuto, nel primo incontro, quella fatale cognizione della posizione e delle faccende di Graziella che le avevano presentata quella tentazione, come la conseguenza necessaria dello scoppio della bomba tedesca.
Passando da quel punto per tutta la serie di eventi che si erano succeduti tanto naturalmente, e tanto stranamente, e che tutti avevano agevolata la frode, Maria giunse all'ultimo periodo quando Graziella le era venuta dietro in Inghilterra. Anche qui, essa not, in secondo luogo, come il caso o il fato le avevano ancora pi agevolata la via per quel secondo incontro in cui entrambe si erano trovate in faccia nel palazzo di Mablethorpe.
Si rammentava come quel giorno fosse andata a rappresentare lady Giovanna in una certa assemblea, perci si era trovata assente quando Graziella era arrivata. Se il suo ritorno fosse stato ritardato di soli pochi minuti, Giuliano avrebbe avuto tempo di fare uscire dalla stanza Graziella; e il terribile incontro che aveva fatto cadere Maria a terra priva di sensi, non avrebbe avuto luogo.
La cagione del suo ritorno provenne da ci che le persone riunite in quell'assemblea non andarono d'accordo intorno allo scopo pel quale si erano raccolte, e si dovette quindi rimandare a un altro giorno la votazione. E il caso o il fato avevano disposto le cose per modo da condurre Maria nella stanza da pranzo precisamente nell'istante in cui Graziella Roseberry insisteva per essere messa in faccia alla donna che le avea involato il posto!
Ella non aveva per anco osservato le cose in quella luce sinistra. Maria si trovava sola in quella crisi della sua vita.
Era stanca e sfinita dalle emozioni che le avevano scossa l'anima e il corpo.
A poco a poco sent che queste snervanti influenze s'impadronivano di lei nella solitudine per queste nuove riflessioni. A poco a poco si sent stringere il cuore sotto il freddo senso di un terrore superstizioso. Certi presentimenti vaghi ed orribili le facevano battere i polsi, e s'insinuavano in tutto il suo essere. La luce della candela le pareva illuminare la stanza in modo lugubre. Provava un senso di oppressione come di una sventura che fosse per piombarle addosso. Il vento freddo dell'inverno le pareva gemesse intorno a quella casa con strano mormorio; aveva paura di guardarsi dietro le spalle.
Ad un tratto sent le sue fredde mani sul volto, senza sapere n quando, n perch le avesse alzate.
Sempre inerte sotto l'azione di quel terrore, Maria sent d'improvviso un rumore di passi, che parevano di un uomo, nel corridoio che conduceva alla sua stanza. In altra circostanza quel rumore l'avrebbe sgomentata, ma in quel momento invece ruppe l'incanto. I passi che udiva erano la vita, il consorzio umano, l'intervento di qualche suo simile, non importa di qual sorta. Riprese macchinalmente la penna, e cominci a ricordarsi che aveva da scrivere una lettera a Giuliano Gray.
Nello stesso momento ud i passi arrestarsi innanzi al suo uscio. L'uomo buss.
Maria ebbe un soprassalto. Non era ancora ben padrona di s. Un lieve grido di spavento le sfugg al suono di quel picchio. Prima che ripicchiassero Maria si fece coraggio e aperse l'uscio.
L'uomo nel corridoio era Orazio Holmcroft.
Il suo volto, ordinariamente colorito, era pallidissimo. I suoi capelli, sempre assestati, erano tutti scapigliati. La vernice di cortesia dei suoi modi era scomparsa; l'uomo senza velo, sfiduciato, imbronciato, irritato all'eccesso, si vedeva ora chiaramente. La guard con occhio scrutatore e diffidente; le parl senza una parola di scusa per la sua venuta con voce freddamente irata:
Sapete voi, chiese, che cosa segue qui sotto?
Non sono uscita dalla mia stanza, rispose Maria. So che lady Giovanna ha differito la spiegazione che io le aveva promesso, ma non so altro.
Dunque nessuno vi ha detto ci che fece lady Giovanna dopo che ci avete lasciati? Nessuno vi ha detto che essa mise cortesemente il suo salottino a disposizione di quella stessa donna che una mezz'ora prima voleva far cacciare dal suo palazzo? Non sapete proprio che il signor Giuliano Gray ha condotta egli stesso quella persona onorevole nel salottino per riposarsi? e che io sono il solo, in mezzo a tutti questi mutamenti, contraddizioni e misteri, che non sappia nulla?
 inutile certo farmi tutte queste interrogazioni, disse dolcemente Maria. Chi poteva avermi detto tutto quello che accadeva al pian terreno, prima che voi foste venuto a picchiare alla mia porta?
Egli la guard con una ironica affettazione di sorpresa.
Avete la memoria molto labile quest'oggi, disse. Certamente il vostro amico Giuliano Gray pu avervi informata di tutto. Mi meraviglio che non abbia ancora ottenuto da voi il colloquio privato di cui vi aveva richiesta.
Non vi comprendo, Orazio.
Non  necessario che mi comprendiate, replic con piglio irritato. L'unica persona che deve comprendermi  Giuliano Gray. Egli solo dovr rendermi conto della intimit che sembra essersi fatta fra voi a mia insaputa. Egli si  sempre schermito finora, ma sapr ben io ritrovarlo.
Il modo con cui pronunzi queste parole era pi minaccioso delle stesse parole. Nello stato di agitazione nervosa di Maria, essa credette vedere che Orazio volesse venire a una seria questione con Giuliano Gray.
V'ingannate davvero, disse allora con calore. Siete un ingrato dubitando del vostro migliore amico. Non parlo per me. Fra poco saprete la ragione per cui sopporto con pazienza certi sospetti di cui qualunque altra donna si risentirebbe come di un insulto.
Ditemelo subito: ora! senza aspettare pi un momento!
Erano stati fino allora ad una certa distanza l'uno dall'altro: Maria sul limitare dell'uscio della sua stanza, e Orazio nel corridoio. Quando disse queste parole, egli si avanz ad un tratto, e con un gesto imperioso le afferr il braccio. La stretta fu tanto violenta, che Maria sent un vivo dolore. Si divincol per liberarsi.
Lasciatemi andare! disse. Che cosa intendete con questo?
Orazio lasci andare il braccio colla stessa violenza con cui l'aveva afferrato.
Vi dir ora ci che significa tutto questo, replic egli. Una che vi ha villanamente oltraggiata e insultata, di cui l'unica scusa  quella di essere pazza,  trattenuta in questa casa per vostro desiderio, anzi potrei quasi dire per vostro ordine, quando un poliziotto sta per condurla via. Io ho il diritto di sapere che cosa significa questo. Voi siete la mia fidanzata. Se non volete confidarvi con nessuno, siete obbligata spiegarvi con me. Io non voglio pi aspettare i comodi di lady Giovanna. Insisto, giacch mi obbligate a dire cos, insisto nel voler conoscere la vera natura dei vostri rapporti in questa faccenda. Voi mi avete obbligato a venire fin qui; non aveva altro mezzo per parlarvi. Voi mi scansate; vi chiudete nella vostra stanza; io non sono ancora vostro marito, e non ho il diritto di entrarvi.
Ma vi sono altre stanze in questa casa. La biblioteca  a nostra disposizione, e far in modo che non siamo disturbati. Io sto per andarvi ora, e vi faccio ancora un'ultima domanda. Fra una settimana sarete mia moglie; volete o no darmi prova della vostra fiducia, confidandovi in me?
In questo caso, ogni esitazione era pericolosa. Il giusto sentire di Maria le dimostr che Orazio aveva ragione, e non chiedeva che quello che gli era dovuto. Rispose senza esitare.
Fra cinque minuti, Orazio, sar nella biblioteca.
Questa pronta e sincera adesione ai suoi desiderii sorprese e commosse il giovane. Egli le prese la mano. Maria aveva sopportato tutto ci che la sua collera gli aveva fatto dire. Quell'atto di amorevolezza le diede una stretta al cuore. E quando egli sollev la sua mano alle labbra dicendo teneramente: "mia diletta Graziella!", non pot pronunziare una parola, e gli fece solo segno di andarsene, chiudendosi in fretta nella sua stanza. L'amarezza di quel momento si pu solo immaginare, non descrivere.
Quando fu sola di nuovo, il suo primo sentimento fu quello della meraviglia, meraviglia del non esserle mai venuto in mente che il suo fidanzato era quello che aveva maggior diritto di tutti a conoscere la sua confessione. Il terrore che aveva provato di svelare loro il suo inganno, le aveva fatto considerare Orazio uguale a lady Giovanna. Ora per la prima volta si accorgeva che non vi era confronto fra i diritti che entrambi avevano sopra di lei. Essa doveva una riparazione ad Orazio, alla quale lady Giovanna non aveva diritto. Per quanto dura potesse parerle questa confessione fatta a viva voce, pure era un sagrificio necessario. Senza esitare un istante, mise in disparte tutto l'occorrente per scrivere. Si meravigliava del suo pensiero di adoperare Giuliano Gray come interprete fra essa e l'uomo col quale era fidanzata. La simpatia di Giuliano (pensava) doveva invero averle fatto una forte impressione, per accecarla sopra un dovere che era al disopra di tutti, che non ammetteva dilazione!
Aveva chiesto a Orazio cinque minuti di tempo per andare a raggiungerlo: erano troppi.
L'unico mezzo per trovare il coraggio di fargli la terribile rivelazione di ci che aveva fatto, era quello di cominciarla subito senza darsi tempo a pensare. Se ci avesse riflettuto sopra, la vergogna le avrebbe impedito di farlo.
Si volse verso l'uscio per andargli dietro sull'istante.
Anche in quel grave momento, l'istinto pi inveterato di tutti nelle donne, l'istinto del rispetto della propria persona, la fece sostare un istante. Era passata per molte prove dacch s'era vestita per scendere al pian terreno. Ricordandosi questo, si ferm macchinalmente, torn indietro e si guard nello specchio.
Non vi era un motivo di vanit in ci che stava facendo. Quell'atto era tanto inconsapevole come se si fosse abbottonato un guanto, o spianate le crespe di un vestito gualcito. Non le passava per la mente il pensiero di guardare se la sua bellezza poteva servirle in quel momento per difendere la sua causa, n cercava in nessun modo di rialzarla.
Un sorriso passeggero, il pi doloroso e sconfortante che possa sfiorare le labbra di una donna, comparve sul volto di Maria mentre lo specchio le rimandava la sua immagine.
Pallida, smunta, vecchia prima del tempo, disse fra s. Tanto meglio. Egli prover meno dolore, egli non mi rimpianger.
Con questo pensiero scese nel pian terreno dirigendosi verso la biblioteca.
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CAPITOLO 22. L'uomo nella stanza da pranzo.
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Nelle gravi emergenze della vita noi sentiamo od operiamo come ci comanda l'istinto, senza riflettere. La mente di Maria era vacua ed inerte come se fosse caduta dalle stelle. Mentre scendeva le scale una cosa sola la preoccupava, ed era di giungere nella biblioteca il pi presto possibile. Giunta sull'uscio di questa, l'impulso che la spingeva l'abbandon capricciosamente.
Si ferm sul limitare, meravigliandosi di quella fretta, mentre aveva molto tempo innanzi a s. Il suo cuore si strinse; la febbre di eccitamento si mut ad un tratto in un brivido, guardando l'uscio chiuso, e si domandava se avrebbe osato entrarvi.
La sua mano rispose per essa. L'alz e gir il saliscendi, ma poi la lasci ricadere inerte al suo fianco.
Il sentimento della propria impotenza la invase per modo da farle mandare un gemito di disperazione. Per quanto debole fosse quel grido, non pass inosservato. L'uscio s'aperse dal di dentro e Orazio le si present innanzi.
Il giovane si ritrasse per lasciarla entrare, ma non le tenne dietro. Rimase sul limitare, e le parl tenendo l'uscio aperto colla mano.
Volete aspettarmi qui? chiese egli.
Maria lo guard attonita, come se dubitasse di quello che avea udito.
Non star un pezzo, continu Orazio. Sono troppo desideroso di sapere quello che dovete dirmi per sottopormi a inutili dilazioni. Ma il fatto sta che ho avuto un'imbasciata da lady Giovanna.
(Da lady Giovanna! Che cosa aveva da dire lady Giovanna ad Orazio, in un momento in cui aveva bisogno di ricomporsi dalle emozioni avute nella quiete della sua stanza?)
Dovrei dire due imbasciate, riprese Orazio. La prima mi venne data mentre scendeva le scale. Lady Giovanna desiderava vedermi immediatamente. Mandai a scusarmi dicendo che non poteva. Una seconda imbasciata mi giunse poco dopo. Lady Giovanna non accettava scuse. Se io non voleva andare da essa, l'avrei obbligata a venire da me.  impossibile dunque non correre il rischio di essere interrotti; l'unico mezzo che mi resta  di andare io stesso. Vi rincresce di aspettarmi?
No certo. Non avete nessuna idea di quello che voglia da voi lady Giovanna?
No. Comunque sia, non mi terr a lungo lontano. Sarete qui al tutto sola: ho avvertito i domestici di non far entrare nessuno.
E con queste parole usc dalla stanza.
La prima sensazione di Maria fu di sollievo, ma che si dilegu in breve pensando con vergogna alla debolezza che poteva farle tornar gradita una temporanea dilazione che prolungasse il suo stato. Questo sentimento si mut, a sua volta, in un rincrescimento misto ad impazienza.
Se non fosse stata l'imbasciata di lady Giovanna, pens fra s, a quest'ora avrei saputo il mio destino!
I minuti si succedevano lenti e desolati. Maria passeggiava per la biblioteca, sempre pi in fretta sotto l'impulso di una angoscia intollerabile, quella dell'incertezza, dell'aspettazione. Fra poco, l'ampia sala le sarebbe parsa troppo piccola. La grave monotonia delle lunghe file di libri la irritava e la opprimeva. Spalanc l'uscio che dava nella stanza da pranzo, e entr di slancio in quella, ansiosa di cambiare luogo, avida di aria e di maggiore spazio. Al primo passo si ferm, inchiodata sul luogo, sotto una repentina reazione che la calm sull'istante.
La stanza non era illuminata che dalla luce incerta del fuoco nel caminetto. In quella mezza oscurit si vedeva un uomo seduto sul canap, coi gomiti sulle ginocchia e il capo appoggiato sulle mani. Egli alz gli occhi, mentre la porta aprendosi lasci entrare la luce delle lampade della biblioteca, ed illumin il volto di esso. Era Giuliano Gray.
Maria volgeva le spalle alla luce; quindi il suo volto era nell'ombra. Egli la riconobbe tuttavia per la svelta ed elegante persona, e per quella grazia innata di atteggiamento che la distingueva. Egli si alz e le si avvicin.
Desiderava molto di vedervi, disse, e sperava che qualche combinazione avrebbe potuto agevolare il nostro incontro.
Egli le offerse una seggiola. Maria esit prima di sedersi. Era il loro primo incontro da soli, dacch lady Giovanna li aveva interrotti nel momento in cui stava per narrare a Giuliano la dolorosa storia del suo passato. Era egli tanto desideroso di avere l'opportunit di udire la confessione di Maria? Le parole che le aveva rivolte sembravano avere questo significato. Maria gliene fece la domanda con schiettezza.
Ho un profondo interesse a udire tutto ci che vorrete confidarmi, rispose egli. Ma per quanto vivo sia questo mio desiderio, non voglio che vi affrettiate; aspetter finch vi aggrada.
Mi dispiace di dirvi che desidero aspettare, rispose Maria. Non per me, ma perch il mio tempo  a disposizione di Orazio Holmcroft. Lo aspetto fra pochi minuti.
Potete voi accordarmi questi pochi minuti? riprese Giuliano. Io pure ho qualche cosa da dirvi, che desidero sappiate, prima di vedere alcuno, compreso Orazio.
Egli parlava con una certa depressione di voce che Maria non gli aveva per anco udita. Aveva il volto pallido e stanco, e la luce del fuoco lo faceva comparire ancora pi abbattuto. Qualche cosa gli era accaduto che lo aveva addolorato e disgustato dall'ultima volta in cui lo aveva veduto.
Vi do tutto il tempo che mi resta disponibile, riprese Maria. Quello che avete da dirmi riguarda forse lady Giovanna?
Giuliano non le rispose direttamente.
Quello che ho da dirvi riguardo a lady Giovanna  presto detto, disse egli con grande seriet. Per quello che  di lei, non avete nulla da temere. Lady Giovanna sa tutto.
Anche il terribile pensiero che le cagionava l'idea del suo prossimo colloquio con Orazio, abbandon un momento l'anima di Maria, quando Giuliano le disse quelle parole.
Venite nell'altra stanza, disse la fanciulla con voce fioca, col vi sono lumi;  una cosa troppo spaventosa sentirvi dir tali cose in questa oscurit.
Giuliano le tenne dietro nella biblioteca. Essa tremava tutta; si gett sopra una seggiola, e rabbrivid sotto lo sguardo degli occhi brillanti di Giuliano che la fissavano con espressione dolorosa.
Lady Giovanna sa tutto? ripet Maria, col capo chino sul petto, mentre dirotte lagrime le solcavano lentamente le guancia. Glielo avete detto voi?
Io non ho detto nulla a lady Giovanna n a chicchessia. La vostra fiducia in me mi rende sacro ogni vostro segreto, finch non abbiate parlato voi prima.
Allora lady Giovanna vi avr detto qualche cosa?
Neppure una parola. Essa vi ha osservata cogli occhi scrutatori dell'amore; vi ha ascoltata coll'interesse di chi ama, ed ha scoperto il vero. Essa non ne parler con me, n con nessun'altra creatura vivente. Io solo conosco quanto grande  l'affetto che ha riposto in voi. Anche suo malgrado quell'affetto resiste ancora. La sua vita, poveretta,  stata una vita deserta e sterile; indegna di una natura come la sua. Il suo matrimonio  stato senza amore e senza figli. Essa ha avuto parecchi ammiratori, ma mai un amico nel pi alto senso della parola. Tutti gli anni pi fiorenti della sua vita sono trascorsi nel desiderio insoddisfatto di avere qualche cosa da amare. Sul finire della sua vita, voi avete riempito questo vuoto; il suo cuore, per mezzo vostro, ha ritrovata la giovinezza. Alla sua et, ed a qualunque et, un legame cos fatto non si spezza per un semplice mutamento di circostanze! No! Essa soffrir, arrischier ogni cosa, dimenticher tutto, piuttosto di riconoscere, anche con s stessa, di essere stata ingannata da voi. Vi  pi della sua felicit in giuoco; vi  l'orgoglio, un nobile orgoglio, in quell'amore che ha per voi, che vuol ignorare tutto e negare la verit pi evidente. Sono pienamente convinto, colla conoscenza che ho del suo carattere, e da quello che ho osservato oggi, che trover qualche scusa per rifiutare di udire la vostra confessione. Oltre ci, io credo che non lascier nessun mezzo intentato per impedirvi di far riconoscere qui la vostra posizione a qualcheduno in questa casa. Mi assumo una grave responsabilit dicendovi questo, ma non mi ritraggo per questo.  necessario che sappiate, e lo saprete, a quali prove e a quali tentazioni state per andare incontro.
Giuliano tacque, lasciando che Maria avesse tempo per ricomporsi prima di rispondergli.
Essa sentiva che era necessario parlare a Giuliano. Era chiaro che egli non sapeva nulla del biglietto di lady Giovanna, nel quale la vecchia dama cercava di differire la promessa spiegazione. Questa circostanza confermava l'opinione espressa da Giuliano; perci essa doveva fargliene menzione, e cerc infatti di farlo, ma la forza non corrispose al tentativo. Le poche parole colle quali egli aveva toccato al legame che la stringeva a lady Giovanna, l'avevano profondamente addolorata. Le lagrime non le permisero di parlare, e gli fece segno colla mano di continuare.
Vi meraviglierete del modo positivo con cui vi parlo, continu egli, senza aver nulla da giustificare le mie parole, tranne la mia sola convinzione. Dir solo che ho osservato troppo attentamente lady Giovanna, per provare qualche dubbio. Vidi il momento in cui la verit le apparve come un lampo, come ora vedo voi. Non le si svel gradatamente, no, ma ad un tratto, di colpo come apparve a me. Essa non sospettava nulla, era sinceramente irritata con voi per esservi intromessa ad un tratto e per le vostre strane parole, fino al momento in cui vi assumeste l'obbligo di far conoscere a tutti Maria Merrick. Allora (allora solo) la verit si fece strada nella sua mente; le vostre parole, la vostra voce e il vostro aspetto le rivelarono tutto. Allora (e solo allora) vidi un mutamento seguire in essa, e finch rimase nella stanza il suo aspetto conserv quella strana espressione. Io temo molto, sebbene Dio sa che non sono un uomo sospettoso, che non debba accadere qualche cosa di cattivo. Voi avete mantenuto nobilmente il vostro proposito di svelare la verit. Preparatevi prima che la sera sia trascorsa, ad essere di nuovo tentata e provata.
Maria alz il capo.
Il timore aveva sostituito il dolore negli occhi di essa, mentre fissavano con inquietudine il volto di Giuliano.
Come  possibile che io possa essere tentata ora? chiese Maria.
Gli eventi soli vi possono rispondere, disse egli. Non avrete molto da aspettare. Intanto vi ho messa in guardia.
Giuliano si ferm un istante, poi riprese con calore, e quasi appoggiando le labbra al suo orecchio.
Conservate il coraggio meraviglioso che avete mostrato finora; soffrite ogni cosa, piuttosto che il disprezzo di voi stessa. Siate la donna di cui vi ho parlato un d, la donna che ho sempre nella mente, che pu svelare nobilmente la generosa natura che sta in essa. E non dimenticate mai questo, che la mia fede in voi  pi forte che mai!
Maria lo guard con gratitudine ed orgoglio.
Sono obbligata a giustificare la vostra fede in me, disse. Del resto non posso pi dare indietro. Orazio ha la mia parola che gli spiegher ogni cosa, e deve venire per ci in questa stanza.
Giuliano fece un movimento.
 Orazio che vi ha domandato questo? chiese egli a Maria. Esso, almeno, non sospetta il vero.
Orazio si  appellato al mio dovere come sua fidanzata, rispose Maria. Egli  quello che ha maggior diritto alla mia confidenza, egli si risente del mio silenzio, ed ha diritto di risentirsene. Per quanto terribile sia svelargli la verit, io debbo farlo, quando egli me lo domandi.
Maria guardava Giuliano mentre diceva queste parole. L'antico desiderio di avere per compagno nel duro assunto della sua confessione l'unico uomo che aveva avuto compassione per essa, e fede nel suo riscatto, le si present nuovamente al pensiero, ma sotto altra forma. Se avesse potuto sperare, che mentre stava dicendo ad Orazio quelle fatali parole, Giuliano le avrebbe pure ascoltate, avrebbe avuto il coraggio di andare incontro a qualunque cosa! Mentre quest'idea le pass per la mente, vide Giuliano che guardava verso l'uscio dal quale erano entrati. In un istante ella pens al modo di ottenere il suo intento. Non aspettando pi oltre, timidamente gli disse ci che egli avrebbe potuto far per lei.
Andate forse nell'altra stanza? domand Maria a Giuliano.
No, se ci non vi piace? rispose egli.
Niente affatto. Desidero anzi che rimaniate qui.
Dopo che Orazio sia giunto?
S, dopo che Orazio sia giunto.
Desiderate vedermi dopo che sia tutto terminato?
Ella si fece coraggio, e gli disse sinceramente ci che aveva in animo.
Ho bisogno di avervi vicino quando parler ad Orazio, disse. Avr maggior coraggio sapendo che parlo a voi come a lui stesso. Posso contare sulla vostra benevolenza, ed ora la benevolenza altrui  tanto preziosa per me! Sarebbe una indiscretezza il chiedervi di lasciare quell'uscio aperto, quando tornerete nella stanza da pranzo? Pensate a quella terribile prova cui andiamo incontro tanto Orazio quanto io stessa! Non sono che una donna; ho paura di soccombere, se non ho un amico vicino a me. Ed io non ho altro amico che voi.
Con queste semplici parole ella cerc per la prima volta persuaderlo.
Fra la incertezza e lo sgomento, Giuliano non pot in quel momento risponderle. L'amore per Maria che egli non osava confessare a s stesso, era un sentimento tanto potente in lui, quanto la fede che aveva potuto svelare. Rifiutare ci che ella gli chiedeva in quel frangente terribile, e, pi ancora di questo, rifiutare di udire la confessione che nel suo primo impulso Maria gli avrebbe fatto, erano crudeli sacrifici che egli doveva fare per riguardo ad Orazio, e per rispetto di s stesso. Volle per dissipare fin l'apparenza di abbandonarla, poich gli era impossibile (tranne che sotto una riserva, che equivaleva quasi ad un rifiuto) annuire alla sua domanda.
Tutto quello che potr fare lo far, disse. L'uscio rester aperto, ed io star nella stanza vicina, ma ad una condizione che Orazio lo sappia. Sarei indegno della vostra fiducia se acconsentissi ad ascoltarvi a sua insaputa. Voi, certamente, comprenderete questo quanto io stesso.
Ella non aveva mai pensato che la sua richiesta fosse accettata in questi termini. Nel suo istinto di donna, non aveva cercato che il sollievo di averlo vicino a s. Maria comprese ora il suo operato, e un rossore di vergogna le coperse un istante le pallide guancie; tuttavia lo ringrazi. Giuliano volle amorevolmente toglierla dall'imbarazzo, facendole una interrogazione che in questa circostanza era naturalissima.
E dove si trova ora Orazio? domand. Perch non  qui?
 stato chiamato da lady Giovanna, rispose Maria.
La risposta meravigli Giuliano, e parve guasi sgomentato. Egli s'accost a Maria e le chiese con vivacit:
Ne siete ben certa?
Orazio stesso mi ha detto che lady Giovanna avea insistito per vederlo.
Quando?
Poco fa. Egli mi domand di aspettarlo qui, mentre saliva sopra da lady Giovanna.
Il volto di Giuliano si oscur di una tetra nube.
Questo conferma i miei timori, rispose. Non avete avuta nessuna comunicazione da lady Giovanna?
Maria rispose mostrando a Giuliano il biglietto di sua zia. Egli lo lesse con molta attenzione.
Non vi dissi poco fa, riprese, che ella avrebbe trovato qualche scusa per schermirsi dal ricevere la vostra confessione? Lady Giovanna comincia a tirar in lungo per acquistar tempo, finch abbia trovato qualche altro ripiego. Quando avete ricevuto quel biglietto? Poco dopo essere salita nella vostra stanza?
Un quarto d'ora dopo circa, se ben mi ricordo.
Sapete voi ci che  seguito qui, dopo che ci avete lasciato?
Orazio mi disse che lady Giovanna aveva offerto alla signorina Roseberry di riposarsi nel suo salottino.
Niente altro?
Mi disse pure che voi l'avevate accompagnata in quella stanza.
Vi ha egli detto ci che segu dopo?
No.
Allora ve lo dir io. Se non posso fare altro in queste gravi circostanze, almeno posso impedire che siate presa per sorpresa. Prima di tutto,  bene sappiate che accompagnando la signorina Roseberry nel salottino io aveva un motivo per farlo. Io desiderava molto, per vostro bene, di rivolgermi ai suoi buoni sentimenti, se pure esistono in essa buoni sentimenti. Confesso che dubitava molto di riuscire a qualche cosa, giudicando da quello che aveva gi veduto. I miei dubbii furono confermati. In circostanze comuni, l'avrei considerata come una donna volgare e di poca levatura di mente. Ma dopo quello che vidi quando fummo soli; in altre parole, avendo penetrato sotto la superficie, posso dire di non aver mai incontrato, in tutta la mia lunga e dolorosa esperienza del mondo, una natura pi arida, pi meschina, pi bassa della sua. Avendo compreso, come era naturale, ci che voleva dire quel repentino mutamento nella condotta di lady Giovanna verso di essa, la sua sola idea era di sfruttarlo per quanto possibile a suo vantaggio. Invece di provare un senso di misericordia per voi, essa era sempre pi inviperita. Ella protestava contro di voi perch vi eravate assunta il merito di renderle la sua vera posizione, confessando volontariamente il vero. Insisteva per smascherarvi pubblicamente, e obbligare lady Giovanna a scacciarvi dalla sua casa senza udire le vostre ragioni, senza vedervi, in faccia a tutta la servit. Avr ora la mia vendetta! Finalmente lady Giovanna ha paura di me! Queste erano le sue parole, che mi vergogno quasi di ripetere, ma sul mio onore furono tali. Nessun pensiero per qualsiasi possibile umiliazione che potrebbe ricadere sopra di voi; nessuna considerazione per l'et e la posizione di lady Giovanna; nulla, assolutamente nulla, si poteva addurre che potesse menomare la vendetta e il trionfo di miss Roseberry. Questo  il modo di riconoscere i suoi diritti espressi nettamente da quella donna senza onore. Io feci il possibile per non perdere la pazienza, e cercai ricondurla a sensi pi miti; ma avrei disputato con miglior frutto, non dico con un selvaggio, perch i selvaggi talora possono essere accessibili alla persuasione, se si sa prenderli, ma con un animale affamato cercando di farlo allontanare dal cibo che fosse stato a sua portata. Io avea giusto allora abbandonato con disgusto quell'inutile tentativo, quando venne la cameriera di lady Giovanna con una imbasciata alla signorina Roseberry: Milady vi fa molti complimenti, signora, disse, e sar lieta di vedervi nella sua stanza, qualora ci non vi disturbi.
(Un'altra sorpresa! Graziella Roseberry invitata da lady Giovanna in un colloquio! Non sarebbe stato credibile, se Giuliano non avesse udito colle proprie orecchie quell'invito).
Essa si alz all'istante, continu Giuliano. Non voglio che Sua Signoria abbia da aspettare neppure un momento, disse; mostratemi la strada. E fece segno alla cameriera di andare avanti, e poi si volse a me per parlarmi dall'uscio.  impossibile che io possa descrivere la gioia insolente del suo volto: ripeter solo le sue parole. Questo  proprio ci che io voleva! Aveva in animo di insistere per parlare a lady Giovanna; ed essa me ne toglie la briga; le sono molto tenuta. E con questo mi fece un saluto col capo, e chiuse l'uscio. Da quel momento, non l'ho pi veduta n ho sentito parlare di lei. Per quanto mi sappia, pu ancora essere con mia zia, e Orazio pu averla trovata col quando  entrato nella stanza di lady Giovanna.
Che cosa pu averle detto lady Giovanna? chiese Maria con premura.
 impossibile prevederlo. Quando mi avete trovato nella stanza da pranzo, io stava considerando questo caso. Non posso immaginare che esista un terreno neutro sul quale lady Giovanna e quella donna possano incontrarsi. Nella condizione di spirito in cui si trova quest'ultima,  molto probabile che essa offenda lady Giovanna prima che siano state insieme dieci minuti. Sono al tutto imbarazzato. L'unica deduzione che posso trarre da ci,  che il biglietto mandatovi da mia zia, il colloquio con miss Roseberry che venne dopo, e la chiamata di Orazio che segu tutto ci, siano tutti anelli della stessa catena di avvenimenti, e che tutti tendano a quella tentazione contro la quale vi ho gi premunita.
Maria alz la mano come per farlo tacere, guardando verso l'uscio che dava sulla sala; aveva essa forse udito il rumore di passi da quella parte? No. Tutto era silenzio. Neppure un indizio del ritorno di Orazio.
Oh! sclam Maria, che cosa non darei per sapere ci che accade sopra di noi?
Fra poco lo sapremo, disse Giuliano.  impossibile che questa nostra incertezza debba durare a lungo.
Egli si volse, col pensiero di tornarsene nella stanza in cui Maria lo aveva trovato. Considerando con accorgimento la posizione di lei, naturalmente credeva che il miglior servizio da rendere ora a Maria Merrick sarebbe stato di lasciarla sola per prepararsi al suo incontro con Orazio. Prima che si fosse allontanato di tre passi, Maria gli mostr che il modo di vedere di una donna differisce molto da quello di un uomo.
L'idea di pensar prima a quello che doveva dire non le era mai passata per la mente. Nel suo terrore di rimaner sola in quel momento solenne, essa dimentic qualunque altra considerazione. Anche la rimembranza dei sospetti gelosi di Orazio per Giuliano non la trattenne, come se non ci avesse mai pensato.
Non mi lasciate! sclam. Non posso aspettare qui sola. Venite qua, venite qua!
E si alz repentinamente mentre parlava, come se avesse voluto andargli dietro nella stanza da pranzo, se egli avesse persistito a lasciarla sola. Una passeggera espressione di dubbio si mostr sul volto di Giuliano mentre tornava indietro e faceva cenno a Maria di sedere di nuovo. Poteva egli aver fede (chiedeva a s stesso) che essa avrebbe mantenuto il suo operato, quando non aveva il coraggio di aspettare sola in una stanza il corso degli eventi? Giuliano avea ancora da imparare che il coraggio di una donna cresce colla grandezza delle circostanze. Se chiedete ad una donna di attraversare con voi un campo ove si trovino alcune innocue bovine al pascolo,  molto dubbio, che in nove casi su dieci essa vi segua. Ma se le domandate, in un incendio a bordo sul mare, di aiutarvi a dare l'esempio di forza e compostezza e confortare gli altri passeggieri,  certo che nove volte su dieci essa lo far. Appena Giuliano ebbe preso una seggiola e fu seduto, Maria torn tranquilla.
Siete ben ferma nel vostro proponimento? chiese egli.
Interamente, rispose Maria, finch non mi lascerete sola.
Tacquero entrambi. Erano seduti vicino, in silenzio, cogli occhi fissi sull'uscio, aspettando l'arrivo di Orazio.
Dopo che furono trascorsi pochi minuti, la loro attenzione venne svegliata da un rumore che veniva dal di fuori. Si sentiva il rumore di una carrozza che si accostava alla casa.
Il veicolo, qualunque fosse, si ferm: si ud il suono del campanello, e l'aprirsi del portone.
Era forse giunto un visitatore? Non si sent nessuna voce che parlasse, tranne il rumore dei passi del domestico che attraversava l'anticamera. Una lunga pausa segu dopo; la carrozza rimaneva ferma innanzi al portone. Invece di avere portato qualcheduno, sembrava aspettare di condur via qualche persona.
Dopo ci il primo fatto fu il ritorno del domestico all'uscio esterno. Essi ascoltarono di nuovo, e di nuovo nessun altro passo, tranne quello del servo, fu possibile udire. Il portone venne richiuso; il domestico attravers nuovamente l'anticamera; la carrozza si allontan. Giudicando solo dai suoni, nessuno era venuto e nessuno era uscito di casa.
Giuliano guard Maria.
Comprendete qualche cosa di tutto questo? Chiese.
Essa scosse il capo senza parlare.
Se qualcheduno  andato via con quella carrozza, continu Giuliano, non pu essere un uomo, perch lo avremmo udito nell'anticamera.
La conclusione dedotta dal suo compagno per quella partenza senza rumore del supposto visitatore, sollev un dubbio repentino nella mente di Maria.
Andate ad informarvi! disse con vivacit.
Giuliano usc dalla stanza; e torn dopo una breve assenza, dando segni di grave preoccupazione di mente.
Vi ho detto che temeva anche i pi piccoli eventi che potevano seguire intorno a noi! disse. Un avvenimento, tutt'altro che insignificante, ha avuto luogo test. La carrozza che abbiamo udito accostarsi,  una vettura di piazza mandata a cercare apposta. La persona che  partita in essa...
 una donna, come avete supposto?
S.
Maria si alz di colpo dalla seggiola.
Non pu essere Graziella Roseberry? sclam.
 precisamente lei.
 andata via sola?
Sola! dopo un colloquio con lady Giovanna.
 andata via di sua volont?
Essa medesima ha mandato il domestico a cercar la vettura.
Che cosa significa ci?
 inutile far domande. Fra poco lo sapremo.
E ripresero le loro seggiole aspettando, come avevano gi aspettato, cogli occhi fissi sull'uscio della biblioteca.
...
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...
CAPITOLO 23. Lady Giovanna alle strette.
...
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...
Il racconto lascia Giuliano e Maria per un certo tempo, e, risalendo nelle regioni superiori del palazzo, segue il corso degli avvenimenti nella stanza di lady Giovanna.
La cameriera dopo aver consegnato il biglietto della sua padrona a Maria, era andata a cercare Graziella Roseberry nel salottino. Lady Giovanna era seduta vicino al suo scrittoio, aspettando l'arrivo della donna che aveva mandato a chiamare. Una lampada sola spandeva una debole luce sui libri, sui quadri, sui busti di marmo che le stavano vicino, lasciando la parte pi lontana della stanza, dove stava il letto, quasi al buio. Le opere di arte erano tutte ritratti; i libri, tutti doni degli autori. Era uno dei gusti di lady Giovanna di associare la sua stanza da letto con tutti i ricordi delle varie persone che aveva conosciute nel corso della sua lunga vita, tutte pi o meno di valore, e ottenuti dopo morte.
Lady Giovanna, seduta vicino allo scrittoio, col dorso appoggiate alla spalliera del suo seggiolone, era veramente la realt vivente del quadro fatto di essa da Giuliano. Aveva gli occhi fissi sopra una fotografia di Maria, posata sopra una intelaiatura dorata, e alzata per modo che si poteva contemplare sotto la viva luce della lampada. Il volto nobile e sereno della vecchia signora era stranamente e penosamente mutato. La fronte era severa; la bocca rigida e tutto il volto avrebbe somigliato ad una maschera, modellata nelle forme pi dure di passiva resistenza e di collera repressa, se non fossero stati gli occhi che brillavano di fuoco e di vita. Vi era un non so che di intensa e forte tenerezza nello sguardo fissato sul ritratto di Maria, sotto la quale si scorgeva tuttavia una espressione di amorevole e paziente rimprovero. Il periodo a cui aveva accennato Giuliano tanto giudiziosamente si vedeva sul suo volto; l'amore che egli aveva descritto con tanta verit brillava in quegli occhi. Esprimevano l'affetto crudelmente profanato, che era stato la gioia infinita, l'inesauribile speranza dell'ultima fase dell'esistenza di lady Giovanna. La fronte diceva la sua ostinata determinazione di salvare dal naufragio quell'ultima gioia, di riavvivare le morte ceneri di quella speranza. Le labbra mostravano eloquentemente la sua ferma volont di ignorare un odioso presente, per salvare un passato a lei divenuto sacro.
Il mio idolo pu essere caduto, ma nessuno lo sapr. Io arrester l'andamento delle cose; spegnere la luce della verit. Sono sorda alle vostre parole sono cieca alle vostre prove. A settant'anni il mio idolo  la mia vita. Voglio conservarlo.
Il silenzio della stanza da letto fu rotto dal suono di voci di donne fuori dell'uscio.
Lady Giovanna si alz repentinamente da sedere, tolse via la fotografia e volt il ritratto in mezzo ad altre carte che stavano sullo scrittoio; poi, mutando pensiero, lo nascose fra le pieghe del merletto che le adornava il collo ed il petto.
Vi era un mondo di amore in quell'atto, e nella subitanea dolcezza degli occhi che lo accompagnarono. Un minuto dopo lady Giovanna aveva ripreso la sua maschera. Un osservatore superficiale che l'avesse veduta allora, non avrebbe mancato di dire: Questa deve essere una donna dal cuore ben duro!
L'uscio venne aperto dalla cameriera. Graziella Roseberry entr nella stanza.
Si avanz con passo rapido, col capo alto e con piglio di sfida. Sedette con aria di trionfo sulla seggiola che le addit lady Giovanna senza parlare; e rispose al saluto di questa con un cenno del capo ed un sorriso. Ogni movimento, ogni sguardo di quella donna piccola, magra, smunta, miserabilmente vestita, esprimeva un trionfo insolente, che chiaramente diceva: Finalmente, questa volta tocca a me!
Sono ben lieta di vedere Vostra Signoria, cominci essa, senza lasciar tempo a lady Giovanna di parlare per la prima. Invero, mi sarei creduta in dovere di chiedervi questo colloquio, se non mi aveste mandata la vostra cameriera ad invitarmi a venire qui.
Avreste creduto vostro dovere di chiedermi questo colloquio? ripet tranquillamente lady Giovanna. Perch?
Il tuono con cui fu pronunciata quest'ultima parola, cominci ad imbarazzare Graziella. La allontanava da lady Giovanna tanto, quanto se fosse stata presa di peso e portata all'angolo pi lontano della stanza.
Mi sorprende come Vostra Signoria non mi abbia compresa, disse cercando di nascondere la sua confusione; specialmente dopo avermi gentilmente offerto il vostro salottino.
Lady Giovanna rimase impassibile.
Non vi comprendo, rispose, colla stessa calma di prima.
Il carattere di Graziella venne in suo aiuto. Riprese la baldanza che aveva mostrato al suo primo apparire.
In questo caso, continu, debbo entrare in molti particolari, per mia giustificazione. Io non posso interpretare che in un modo solo lo straordinario mutamento seguito nella condotta di Vostra Signoria, quando eravamo sotto. La condotta di quella donna perversa vi ha, finalmente, aperto gli occhi, e avete riconosciuto l'inganno di cui siete stata vittima. Per qualche vostra ragione particolare, per, non avete voluto riconoscermi pubblicamente. In questa penosa circostanza qualche considerazione personale mi  dovuta. Io non posso e non voglio permettere che Maria Merrick abbia il merito di rimettermi al posto che mi spetta in questa casa. Dopo tutto quello che ho sofferto, mi  affatto impossibile sopportare un simile affronto. Avrei chiesto un colloquio, se non mi aveste mandato a chiamare, per esprimere il mio desiderio che quella persona venisse immantinente scacciata da questa casa. Io lo esigo ora come una concessione fatta a me. Checch possiate fare voi o il signor Giuliano Gray, io non mi assoggetter giammai a lasciare quella donna atteggiarsi a interessante pentita.  davvero un po' forte udire quella sfacciata avventuriera domandar il tempo per spiegarsi.  un insulto ben evidente per me, vederla uscire dalla stanza, tranquillamente, mentre un ecclesiastico della Chiesa d'Inghilterra le apre rispettosamente l'uscio, come se io dovessi esserle obbligata! Io sono disposta a perdonare molte cose, lady Giovanna, compreso anche il modo in cui volevate farmi uscire da casa vostra. Ho accettato volentieri l'offerta del vostro salottino, come un segno per parte vostra, che siete tornata a pi sani consigli. Ma anche la carit cristiana ha i suoi limiti. La presenza prolungata di quella miserabile sotto il vostro tetto , mi permetterete di dirlo, non solo una prova della vostra debolezza, ma un insulto fatto a me stessa e che non posso sopportare.
Qui si arrest ad un tratto, non per mancanza di parole, ma per mancanza di chi le desse retta.
Lady Giovanna non le badava affatto, e con una deliberata scortesia, al tutto estranea ai suoi modi consueti, stava tranquillamente affaccendata intorno alle varie carte sparse sul suo scrittoio. Ne legava alcune assieme con pezzetti di cordone; altre le poneva sotto premi-carte; ne allogava altre entro le caselle di un piccolo mobile giapponese, lavorando placidamente tutta intenta in quella occupazione, come se non si accorgesse per nulla che un'altra persona fosse nella stanza. Quando Graziella tacque le si volse colle mani piene di carte, e le disse tranquillamente.
Avete finito?
Era forse intenzione di Vostra Signoria di mandarmi a chiamare per trattarmi con questa studiata scortesia? rispose Graziella con collera.
La mia intenzione nel mandarvi a cercare  per dirvi due parole, quando me lo permetterete.
L'impenetrabile compostezza di quella risposta prese Graziella alla sprovvista. Non trov una frase pronta: rimase muta guardando attonita la padrona di casa.
Lady Giovanna pos le sue carte, e si sedette comodamente nel suo seggiolone, preparandosi ad intavolare il discorso dal canto suo.
Quel poco che ho da dirvi, cominci, pu essere compreso in una interrogazione. Posso io chiedervi se trovandovi ora senza impiego, una piccola anticipazione di danaro (offerta delicatamente) potrebbe essere accettata da voi?
Intendete insultarmi, lady Giovanna?
Niente affatto. Vi faccio soltanto una domanda.
La vostra domanda  un insulto.
La mia domanda  un tratto di amorevolezza per voi, se la considerate come va intesa. Io non mi lamento se non mi comprendete. Non vi tengo neppure responsabile dei vostri modi ineducati, n del fare scortese tenuto dacch siete entrata in questa stanza. Io voleva sinceramente esservi utile, e voi avete respinto ogni mia benevolenza. Me ne rincresce. Ma lasciamo questo argomento.
Avendo dette queste parole con tutta pacatezza, lady Giovanna torn a riordinare le sue carte, non dandosi pi pensiero della persona che si trovava in quella stanza.
Graziella aperse le labbra per rispondere coll'impeto inconsiderato di una donna infuriata, ma pens meglio di vincersi. Era chiaro che prendere lady Giovanna colla violenza, non era il partito migliore. La sua et e la sua posizione nel mondo bastavano sole a ripararla da qualunque violenza. Evidentemente essa lo sapeva, e se ne prevaleva. Graziella determin di incontrare il nemico sopra un terreno neutro di cortesia, che gli parve essere il campo migliore in queste circostanze.
Se ho detto qualche cosa di troppo ardito, cominci, prego Vostra Signoria a perdonarmi. Posso io chiedervi se il motivo per cui sono stata qui chiamata,  stato per informarvi solo delle mie circostanze, collo scopo di assistermi?
Questo, disse lady Giovanna, fu il mio solo motivo.
Non avete nulla da dirmi intorno a Maria Merrick?
Nulla affatto. Sono stanca di sentir parlare di Maria Merrick. Non avete altre domande da farmi?
Ne ho ancora una.
Ebbene?
Vorrei chiedere a Vostra Signoria se non avete l'intenzione di riconoscermi innanzi a tutta la servit come la figlia del defunto colonnello Roseberry?
Vi ho gi riconosciuto come una signora in critiche circostanze, che ha diritti particolari alla mia pazienza e alla mia considerazione. Se desiderate che ripeta queste parole innanzi ai miei domestici, per quanto ci possa essere assurdo, sono pronta a compiacervi.
I propositi di prudenza di Graziella cominciavano ad abbandonarla.
Lady Giovanna! disse, questo non basta. Sono obbligata a chiedervi di spiegarvi chiaramente. Parlate dei miei particolari diritti alla vostra pazienza. Di quali diritti intendete parlare?
Sarebbe troppo penoso ad entrambe, riprese lady Giovanna, di entrare in certi particolari. Vi prego, lasciamo da parte questo argomento.
Io vi insisto, signora.
Vi prego, non insistete.
Graziella fu sorda ad ogni rimostranza.
Vi domando in poche parole, continu, se siete consapevole dell'inganno di quella avventuriera, che prese il mio nome e il mio posto? Intendete voi di rendermi il posto che mi spetta in questa casa?
Lady Giovanna torn a riordinare le sue carte.
Vostra Signoria non vuol ascoltarmi?
Lady Giovanna alz il capo dalle sue carte colla stessa dolcezza di prima.
Se voi persistete a riprendere la vostra illusione, disse, mi obbligherete a tornare alle mie carte.
Qual  la mia illusione, se vi piace?
La vostra illusione  espressa nelle domande che mi avete fatto test. La vostra illusione costituisce il vostro particolare diritto alla mia pazienza. Quando vi vidi per la prima volta nella stanza da pranzo, mi comportai con imprudenza; perdetti la pazienza; e, peggio ancora, ebbi la cattiva idea di mandare a cercare un poliziotto. Vi debbo una grande riparazione per avervi trattata tanto crudelmente, afflitta come siete. Vi offersi il mio salottino come parte della mia riparazione. Voi potete trattarmi scortesemente, potete dire ogni sorta di ingiurie alla mia figliuola adottiva; io sopporter ogni cosa come parte della mia riparazione. Finch voi vi asterrete dal parlare di un argomento penoso, io vi ascolter con grandissimo piacere. Ogniqualvolta tornerete a ritoccarlo, io torner alle mie carte.
Graziella guard lady Giovanna con un sorriso maligno.
Comincio a comprendere Vostra Signoria, disse. Avete vergogna di riconoscere di essere stata bassamente ingannata. Naturalmente l'unico mezzo che vi rimanga  di far le viste di non sapere come le cose siano andate. Vi prego di contare sulla mia pazienza. Non mi sento per nulla offesa; anzi mi diverto assai. Non s'incontra tutti i giorni un fatto come questo di una dama dell'alta societ che si mostra sotto questo aspetto ad una donna oscura come sono io. La vostra bont per me ha cominciato, suppongo, dal momento che la vostra figlia adottiva vi diede l'esempio ordinando di far uscire dalla stanza il poliziotto?
Lady Giovanna conserv la sua compostezza anche contro quest'attacco.
Fece le viste di credere che Graziella parlasse sul serio.
Non mi sorprende affatto, riprese, che l'intromissione della mia figliuola adottiva sia stata interpretata male. Ella avrebbe dovuto parlarne prima con me, e consultarmi sul da fare. Ma ella ha un difetto,  troppo impetuosa. In tutta la mia vita non ho mai incontrato una persona che abbia il cuore pi ben fatto del suo. Sempre preoccupata degli altri, senza mai darsi pensiero di s! La comparsa sola di quel poliziotto vi pose in una luce diversa agli occhi suoi e fu un appello alla sua compassione, e il suo impulso la spinse tropp'oltre. Colpa mia! Tutta colpa mia!
Graziella mut tuono ancora una volta. Era abbastanza accorta per discernere che lady Giovanna poteva essere colpita colle sue proprie armi.
Basta, ne abbiamo a sufficienza di ci, disse.  tempo di parlare sul serio. La vostra figliuola adottiva (come la chiamate)  Maria Merrick, e voi lo sapete.
Lady Giovanna riprese in mano le sue carte.
Io sono Graziella Roseberry, di cui ha preso il nome, e voi lo sapete benissimo.
Lady Giovanna continu ad occuparsi intorno alle carte.
Graziella balz in piedi.
Accetto il vostro silenzio, lady Giovanna, riprese, come prova della vostra deliberazione di sopprimere la verit. A quanto pare,  chiaro che volete ricevere l'avventuriera come la donna vera; e non vi fate scrupolo di andare incontro alle conseguenze di un tale operato, facendo le viste in faccia a me di credermi pazza. Io non mi lascer mai, per la mia propria dignit, privare dei miei diritti in questo modo. Sentirete parlare di me, Signora, quando arriver in Inghilterra il corriere del Canad.
E si avvi verso l'uscio.
Questa volta lady Giovanna si affrett a rispondere il pi chiaramente possibile.
Mi rifiuto a ricevere le vostre lettere, disse.
Graziella torn indietro con piglio minaccioso.
Alle mie lettere terranno dietro i miei testimonii, continu.
Rifiuter di ricevere i vostri testimonii.
Rifiuterete con vostro pericolo. Ricorrer alle leggi.
Lady Giovanna sorrise.
Non pretendo intendermi molto di legge, disse, ma mi farebbe molta maraviglia sentire che voi avete qualche diritto sopra di me, che la legge potrebbe obbligarmi a riconoscere. Tuttavia, supponiamo pure che possiate far agire la giustizia. Voi sapete come me, che l'unica forza motrice che possa far questo  il denaro. Io sono ricca: procuratori, atti, avvocati, tutto ci non ha conseguenze per me. Posso io domandarvi se siete nella stessa posizione?
Questa domanda fece tacere Graziella. Per tutto ci che riguardava il denaro, ella si trovava al tutto sprovvista. I suoi soli amici erano nel Canad. Dopo quello che gli avea detto nel salottino, era affatto inutile rivolgersi a Giuliano Gray. Pel riguardo pecuniario era assolutamente impossibile che potesse soddisfare i suoi progetti di vendetta. E la padrona del palazzo di Mablethorpe era l, consapevole di tutto questo.
Lady Giovanna le mostr colla mano la seggiola vuota.
Sedete di nuovo, disse. L'andamento del nostro colloquio sembra averci riportato alla domanda che vi ho fatto quando entraste nella mia stanza. Invece di minacciarmi colla legge, supponete un po' che accettiate la proposta che vi feci di venire in vostro aiuto? Io sono solita ad assistere signore che si trovano in circostanze ristrette, e nessuno lo sa tranne il mio intendente che tiene i conti ed io. Ancora una volta, lasciate che vi domandi se una piccola anticipazione di danaro (offerta delicatamente) potrebbe essere accettata da voi?
Graziella torn lentamente verso la seggiola che aveva lasciata. Rimase in piedi vicino a quella, stringendone con una mano la spalliera, e cogli occhi fissi con ironica attenzione sul volto di lady Giovanna.
Finalmente Vostra Signoria mostra la sua intenzione, disse. Il silenzio col danaro
Volete rimandarmi alle mie carte, riprese lady Giovanna. Siete ben ostinata!
La mano di Graziella strinse con forza la spranga della spalliera. Senza testimoni, senza mezzi, senza neppure un asilo, e, grazie alle crudeli villanie del suo linguaggio e della sua condotta, senza una speranza nella simpatia degli altri, il senso del proprio isolamento la fece quasi impazzire in quel momento solenne. Una donna di sentimenti pi elevati sarebbe uscita sull'istante dalla stanza. Ma l'anima dura e stretta di Graziella la indusse ad incontrare quella circostanza in altro modo. Un'ultima bassa e vile vendetta, alla quale lady Giovanna si era esposta, poteva ancora essere in sua mano.
Per ora, pens, vi  un mezzo solo di battere Vostra Signoria. Io posso costarvi molto.
Vi prego di perdonarmi, disse, non sono ostinata, sono soltanto poco accorta cercando d'intimorire una signora della vostra posizione. Colla pratica mi sapr migliorare. Il mio linguaggio , me ne accorgo con dolore, troppo semplice. Permettetemi di ritrattarmi, e di sostituirvi il vostro. Quale anticipazione vostra signoria (delicatamente)  disposta ad offrirmi?
Lady Giovanna aperse una cassettina, e trasse da quella un portafogli.
Il momento del sollievo era finalmente giunto! L'unica questione ora da discutere era la somma che doveva sborsare. Lady Giovanna riflett un momento. La questione della somma era (nella sua mente) in qualche modo anche una questione di coscienza. Il suo amore per Maria e il suo odio per Graziella, l'orrore che provava vedendo la sua diletta umiliata e la sua affezione profanata e minacciata di pubblica degradazione, l'aveva spinta, non si poteva negare, a minaccie verso una donna duramente offesa. Per quanto odiosa le fosse Graziella, suo padre l'aveva raccomandata, negli ultimi suoi momenti, alle sue cure. Se non fosse stato per Maria, Graziella sarebbe stata ricevuta nel palazzo di Mablethorpe come leggitrice di lady Giovanna, con uno stipendio di duemilacinquecento franchi all'anno. D'altra parte, quanto tempo (con un carattere come quello che aveva mostrato) sarebbe rimasta Graziella al servizio della sua protettrice? Molto probabilmente sarebbe stata licenziata dopo poche settimane, collo stipendio di un anno per compensarla, e con una raccomandazione per qualche conveniente impiego. Quale equo compenso si poteva ora accordarle?
Lady Giovanna pens che lo stipendio di cinque anni dato immediatamente, e, quando fosse necessario, un aiuto in avvenire, avrebbe corrisposto abbastanza bene alle speranze del colonnello Roseberry, e sarebbe stato un compenso liberale per tutte le durezze che Graziella poteva avere sopportato in casa sua. Nello stesso tempo, e come una ulteriore soddisfazione della sua coscienza, determin di scoprire la somma che Graziella stessa avrebbe considerato come sufficiente, facendo che la proponesse.
Mi  impossibile farvi io una offerta, disse, per la ragione che il danaro di cui avete bisogno dipende in gran parte dai vostri progetti futuri. Ed io non li conosco affatto.
Forse Vostra Signoria potrebbe aver la bont di consigliarmi, disse Graziella con ironia.
Non posso arrischiarmi a darvi consigli, rispose lady Giovanna. Credo per che essendo cos isolata in Inghilterra non vi resterete a lungo. Se ricorrerete alla giustizia contro di me, oppure se non lo farete, certamente avrete bisogno di comunicare personalmente coi vostri amici nel Canad. Non  vero?
Graziella comprese subito il significato del discorso di lady Giovanna.
Se prendete il vostro compenso in danaro, s'intende,  nel patto che non resterete in Inghilterra per annoiarmi.
Vostra Signoria ha tutte le ragioni, disse. Non rester certamente in Inghilterra. Consulter i miei amici, e, soggiunse mentalmente, ricorrer alla giustizia, se  possibile, col vostro danaro.
Ritornerete al Canad, continu lady Giovanna, e anche l temo che sul principio il vostro avvenire possa essere un po' incerto. Considerando questo, a quanto credete, secondo voi, possa giungere l'aiuto pecuniario di cui avete bisogno?
Posso io sperare che Vostra Signoria vorr correggermi se, nella mia ignoranza, i miei calcoli non saranno giusti? chiese Graziella con piglio innocente.
E quelle parole volevano dire:
Da parte mia, rimango al di sopra del patto, e il mio calcolo sar regolato dal modo con cui Vostra Signoria assentir alla mia proposta.
Lady Giovanna comprese a meraviglia questo sottinteso, fece un cenno col capo e aspett gravemente.
Colla stessa gravit, Graziella cominci:
Ho paura che avr bisogno di oltre duemila cinquecento franchi, disse.
Lady Giovanna diede il suo pieno assentimento.
Lo credo anch'io.
Forse molto pi di cinquemila?
Lady Giovanna diede il suo secondo assentimento.
Probabilmente.
Pi di settemila cinquecento? Diecimila? Dodicimila cinquecento?
Lady Giovanna fece il segno aspettato.
Credo che dodicimila cinquecento franchi basteranno, disse.
Suo malgrado, il colorito delle guancie di Graziella trad la sua contentezza. Fino dall'infanzia era stata avvezza a vedere in qual conto si tenevano i scellini e i soldi in casa sua, e quante discussioni e pensieri sollevava ogni pi piccola spesa. Essa non aveva mai veduto suo padre possedere in una volta cento franchi senza debiti.
L'atmosfera in cui aveva vissuto fino allora era quella di una povert civile. Vi era un non so che di orribile nella cupidit audace dei suoi occhi mentre osservava lady Giovanna, temendo che non volesse sul serio dare una somma cos importante con poche righe della sua scrittura.
Lady Giovanna scrisse il mandato in pochi secondi e lo spinse lontano da essa sulla tavola.
Gli occhi brillanti di Graziella divoravano avidamente quelle linee dorate: Pagate per me al portatore dodicimila cinquecento franchi, e la firma Giovanna Roy.
Certa che il danaro era pronto ogniqualvolta lo avesse voluto, la volgarit della sua natura riprese il sopravvento. Alz il capo con orgoglio, e lasci il mandato sulla tavola dandosi l'aria di non curarsene affatto.
Vostra Signoria non suppone che prender colle mie mani quel mandato.
Lady Giovanna si appoggi sulla spalliera del seggiolone e chiuse gli occhi. La vista soltanto di Graziella le faceva male. La sua mente si riemp dell'immagine di Maria. Si struggeva del desiderio di riposare gli occhi su quel volto angelico, di sentire risuonare alle orecchie la melodia di quella dolce voce.
Ho bisogno, pel mio decoro, di riflettere un certo tempo prima di accettare, continu Graziella.
Lady Giovanna fece un cenno colla mano, accordando tutto il tempo necessario per riflettere.
Spero che il salottino di Vostra Signoria  sempre a mia disposizione?
Lady Giovanna assent, senza parlare.
E i domestici di Vostra Signoria sono ai miei ordini, qualora ne abbia bisogno?
Lady Giovanna aperse repentinamente gli occhi:
Tutta la casa  ai vostri ordini, esclam furentemente. Ma per carit, lasciatemi.
Graziella era tutt'altro che offesa. Se qualche cosa poteva rallegrarla, era quella di aver avuto il gusto di far uscire dai gangheri lady Giovanna. E perci mise fuori un'altra condizione.
Nel caso che io mi decida a ricevere il mandato, disse, non posso permettere, pel mio decoro, che mi sia dato altrimenti che chiuso in una busta. Vostra Signoria avr la compiacenza di sigillarlo. Buona sera.
In pochi passi fu sull'uscio; si guard intorno e diede una occhiata di disprezzo agli inestimabili tesori d'arte che coprivano le pareti della stanza. I suoi occhi si chinarono sul tappeto (disegno di un celebre pittore francese), come se non fosse stato degno di essere calpestato dai suoi piedi. Era entrata in quella stanza con piglio audace; ma non era nulla a petto dell'insolenza che mostrava nell'uscirne.
Al momento in cui l'uscio si chiuse, lady Giovanna si alz dalla seggiola. Senza badare all'aria fredda della sera, spalanc la finestra:
Puh! sclam, con un brivido di disgusto, l'aria stessa della stanza  infetta dalla sua presenza!
E ritorn a sedere. Il suo volto mut espressione mentre si sedeva, il suo cuore era di nuovo con Maria.
Oh amor mio! disse fra s, quanto mi sono abbassata, quanto ho sopportato, e tutto ci per te.
L'amarezza di questo pensiero era insopportabile. La forza della natura di donna, per liberarsene, la fece dare in uno scoppio di sfida e di disperazione.
Qualunque cosa essa abbia fatto, quella miserabile lo meritava! Nessuno in questa casa potr dire che essa mi ha ingannato. Essa non mi ha ingannato, essa mi ama! Che cosa m'importa se mi ha dato un altro nome invece del suo? Essa mi ha dato il suo cuore. Che diritto aveva Giuliano di scrutare i suoi segreti ed agire sopra i suoi sentimenti? Povera figliuola mia tormentata e tentata! Io non ho bisogno della sua confessione. Essa non dir pi una parola sola a nessuno. Io sono la padrona e lo proibisco!
Prese un foglio di carta, esit, e lo gett sulla tavola.
Perch non mandare a chiamare la mia diletta? ripens. Perch scrivere? Esit ancora, e cambi idea. No! non posso fidarmi di me stessa! Non oso ancora vederla!
Prese di nuovo un foglio di carta e scrisse una seconda missiva a Maria. Questa volta il biglietto cominciava in modo al tutto affettuoso:
"Mia cara figliuola, ho avuto tempo da pensare e ricompormi un poco, dacch vi ho scritto, domandandovi di ritardare la spiegazione che mi avete promessa. Io conosco gi ed apprezzo i motivi che vi fecero operare nel modo che sapete, ed ora vi chieggo di abbandonare ogni idea di spiegazione.
"Sono certa che vi sar penoso (per ragioni vostre particolari che non voglio conoscere) il presentare la persona di cui mi avete parlato, e di cui, come sapete gi, io sono stanca di sentire parlare. Inoltre, non  davvero bisogno di nessuna vostra spiegazione. La forestiera di cui le visite ci hanno cagionato tanta noia e tanti disturbi, non si presenter pi in questa casa. Lascia l'Inghilterra di sua spontanea volont, dopo un colloquio con me col quale sono riuscita a meraviglia a calmarla e soddisfarla. Non una parola di pi, mia cara, n a me, n a mio nipote, n ad altra persona di quello che ha avuto luogo nella stanza da pranzo oggi. Quando c'incontreremo di nuovo, resta inteso che il passato  in avvenire sepolto nell'obblo. Questa  la sola domanda, e, se  necessario, l'ordine assoluto della vostra madre ed amica
"GIOVANNA ROY."
"P. S. Trover modo (prima che lasciate la vostra stanza) di parlare separatamente a mio nipote e a Orazio Holmcroft. Non siate per nulla turbata la prima volta che v'incontrerete con essi. Non  necessario che mi rispondiate per scritto. Dite s alla cameriera che vi porter questo biglietto, ed io sapr che siamo d'accordo."
Dopo aver sigillato la busta che racchiudeva queste linee, lady Giovanna vi mise l'indirizzo, come al solito, alla Signorina Graziella Roseberry. Stava per alzarsi e suonare il campanello, quando apparve la cameriera con una imbasciata dal salottino. L'aspetto e la voce di quella donna dimostravano chiaramente che, come la sua padrona, era stata trattata insolentemente da Graziella.
Se vi piace, milady, la persona che  nel salottino desidera...
Lady Giovanna torn ad accigliarsi, e la interruppe sul momento.
Conosco quello che desidera quella persona che si trova nel salottino. Vi ha mandato a prendere una lettera da me?
S, milady.
Nient'altro?
Mi ha mandato a cercare un domestico, milady, perch andasse a prendere una vettura di piazza. Se Vostra Signoria avesse sentito in qual modo gli parlava!
Lady Giovanna con un segno le intim di tacere. Chiuse subito il mandato in una busta senza indirizzo.
Portatele questo, disse, e poi tornate subito.
Essendosi alfine liberata di Graziella Roseberry, lady Giovanna sedette, colla lettera per Maria in mano, pensando alla sua posizione e agli sforzi che esigeva ancora da lei. Continuando in questi pensieri, le si affacci alla mente che il caso poteva riunire Orazio e Maria da un momento all'altro, e che, nello stato di esacerbazione in cui si trovava Orazio, avrebbe certamente insistito per avere la spiegazione che era il principale desiderio della sua vita di sopprimere. Il timore di questa catastrofe invadeva tutta la vecchia signora quando torn la cameriera.
Dov' ora il signor Holmcroft? chiese, quando la donna entr nella stanza.
Lo vidi aprire l'uscio della biblioteca, milady, precisamente ora, mentre io stava salendo le scale.
Era solo?
S, milady.
Andate a dirgli che desidero vederlo qui immediatamente.
La cameriera and a fare questa seconda commissione. Lady Giovanna si alz inquieta e chiuse la finestra aperta. Il desiderio impaziente di assicurarsi di Orazio la invadeva per modo, che abbandon la stanza, e and incontro alla donna nel corridoio quando la sent tornare. Avendo ricevuto la risposta di scusa di Orazio, rimand sul momento la cameriera con questa risposta:
Ditegli che mi obbligher ad andare io a trovarlo, se rifiuta di venire qui. E, aspettate! soggiunse, ricordandosi la lettera per Maria. Mandatemi la cameriera della signorina Roseberry; ne ho bisogno.
Rimasta di nuovo sola, lady Giovanna passeggi su e gi pel corridoio; poi stanca di questa aspettazione, torn nella sua camera.
Le due cameriere comparvero assieme. Una di esse, avendo annunziato l'assenso di Orazio, fu licenziata. L'altra venne inviata nella camera di Maria, colla lettera. Dopo un minuto o due, la cameriera torn dicendo che aveva trovata la stanza vuota.
Non sapete dove possa essere la signorina Roseberry?
No, milady.
Lady Giovanna pens un momento. Se Orazio veniva subito, era chiaro che essa era riuscita a impedire il suo incontro con Maria: se invece egli differiva, era determinata a mettersi in cerca di Maria per tutte le sale del pian terreno.
Che cosa avete fatto della lettera? chiese essa.
L'ho lasciata sulla tavola della signorina Roseberry, milady.
Benissimo. State vicina, che se suono il campanello possiate esser pronta a venire.
Un momento dopo l'aspettazione di lady Giovanna era terminata. Ud i passi di un uomo nel corridoio, e l'aspettato picchi al suo uscio. Orazio entr frettoloso nella camera.
Che cosa volete da me, lady Giovanna? domand un po' sgarbatamente.
Sedete, Orazio, e lo saprete.
Orazio non accett l'invito.
Perdonatemi, disse, se vi faccio osservare che ho molta fretta.
Perch avete tanta fretta?
Ho le mie ragioni per voler vedere Graziella il pi presto possibile.
Ed io ho le mie ragioni, riprese lady Giovanna, per desiderare di parlarvi di Graziella prima che vi incontriate con essa; e ragioni molto gravi. Sedete.
Orazio spalanc gli occhi.
Ragioni molto gravi? ripet egli. Voi mi sorprendete.
Quand avr finito sarete ancor pi sorpreso.
I loro occhi s'incontrarono, mentre lady Giovanna pronunzi queste parole. Orazio osserv in lei segni d'agitazione, che non aveva notato dapprima. Il suo volto si rabbui e prese un aspetto di diffidenza e di rabbia, e senza parlare prese una seggiola e sedette.
...
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...
CAPITOLO 24. La lettera di lady Giovanna.
...
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...
Il racconto lascia lady Giovanna e Orazio Holmcroft insieme, e ritorna a Giuliano e Maria nella biblioteca.
Pass un intervallo, intervallo lungo, misurato colla impaziente angoscia dell'incertezza, dopo che la carrozza di piazza che aveva portato via Graziella ebbe lasciato la casa.
I minuti si succedevano lentamente, ma non si sentiva il passo di Orazio risuonare sul pavimento di marmo dell'anticamera annunziando la sua venuta. Di comune accordo, sebbene senza esserselo detto, Giuliano e Maria scansavano di toccare l'argomento che in quel momento era il loro supremo interesse. Pensando attentamente e lambiccandosi il cervello in vane supposizioni intorno al colloquio che aveva luogo in quel momento nella stanza di lady Giovanna, si studiavano di parlare di cose indifferenti ad entrambi cercavano, ma non riuscivano, e tornavano a tentare. Finalmente dopo un lungo silenzio, l'uscio della anticamera si aperse adagino.
Era forse Orazio? No, non ancora! La persona che entrava era la cameriera di Maria.
Molti complimenti per parte di milady, signorina, e vogliate legger subito questo biglietto.
E dette queste parole, trasse dalla tasca del grembiale la seconda lettera di lady Giovanna a Maria, con un pezzettino di carta ravvolto interno alla busta. Maria stacc la carta, e trov nella parte interna alcune righe scritte colla matita e appena leggibili, ma evidentemente della scrittura di lady Giovanna. Si esprimevano cos:
"Leggete la mia lettera senza perdere un istante, e ricordatevi bene questo: Quando O. ritorna da voi, incontratelo con franchezza: non dite nulla."
Illuminata dagli avvertimenti di Giuliano, Maria non poteva nutrir dubbi intorno al significato di quelle strane linee. Invece di aprire subito la lettera, arrest la cameriera sull'uscio della biblioteca.
I sospetti di Giuliano intorno ad ogni pi piccolo evento che poteva aver luogo nella casa, eransi trasmessi nella mente di Maria.
Aspettate! disse. Non comprendo ci che accade sopra, e ho bisogno di farvi qualche interrogazione.
La donna torn indietro con una certa ripugnanza.
Come avete saputo che io era qui? domand Maria.
Se vi piace, signorina, Sua Signoria mi ordin di portarvi quella lettera un po' fa. Voi non eravate nella vostra stanza, e io la lasciai sul vostro tavolino.
Comprendo questo. Ma come avete fatto a portar qui quella lettera?
Milady mi chiam, signorina. Prima che io fossi giunta alla sua stanza, essa mi venne incontro nel corridoio, con un pezzetto di carta in mano.
Tanto per non lasciarvi entrare nella stanza?
S, signorina. Sua Signoria scrisse in fretta sulla carta e mi disse di ravvolgere quel foglio intorno alla lettera che aveva lasciato nella vostra stanza, e di portarvi ogni cosa senza che nessuno mi vedesse.
"Troverete la signorina Roseberry nella biblioteca, mi disse Sua Signoria; correte, correte, correte! non vi  un minuto da perdere." Queste furono le sue parole, signorina.
Avete sentito qualche cosa dalla stanza prima che lady Giovanna ne uscisse per venirvi incontro?
La donna esit, guardando Giuliano.
Non so davvero se debbo dirvelo, signorina.
Giuliano si alz come per uscir dalla biblioteca. Maria lo ferm con un segno della mano.
Sapete bene che non vi metter in impicci, disse alla cameriera. Potete parlare con piena sicurezza in presenza del signor Giuliano Gray.
Rassicurata in tal modo, la cameriera riprese.
Per dire il vero, signorina, ho udito il signor Orazio Holmcroft nella stanza di milady. Dal suono della voce giudicai che era in collera; potrei anzi dire che erano entrambi in collera, il signor Holmcroft e milady.
Poi voltatasi a Giuliano, la donna continu: E precisamente prima che Sua Signoria uscisse fuori, signore, udii il vostro nome, come se per causa vostra avessero avuto fra loro qualche contestazione. Non posso dire con esattezza di che si trattasse; non ebbi tempo per udire. Ed io non rimango ad ascoltare, signorina. L'uscio era socchiuso, e le voci erano tanto alte, che non si poteva a meno di udirle.
Era inutile trattenere la donna pi a lungo. Avendole dato il permesso di ritirarsi, Maria si volse verso Giuliano:
Perch disputavano essi per voi? Domand.
Giuliano addit la lettera chiusa che avea in mano.
La risposta alla vostra domanda pu essere in quella, disse; leggete la lettera, mentre potete farlo. E se posso darvi qualche consiglio, ditemelo subito.
Con una strana ripugnanza Maria aperse la busta. Si sent una stretta al cuore leggendo le linee colle quali lady Giovanna chiudeva la sua lettera, di madre ed amica, e le comandava di sopprimere qualunque confessione si era proposta di fare nel sacro interesse della verit e della giustizia. Un gemito di dolore le sfugg dalle labbra, mentre la crudele complicatezza della sua posizione le si rivelava in tutta la sua immeritata e dolorosa durezza. Oh! lady Giovanna, lady Giovanna, pens, mi rimaneva ancora una prova durissima da attraversare, e questa mi viene da voi!
Maria porse la lettera a Giuliano. Egli la prese in silenzio; facendosi sempre pi pallido mentre procedeva nella lettura. I suoi occhi guardarono Maria con compassione quando le restitu la lettera.
Secondo me, disse, lady Giovanna mi toglie ogni dubbio. La sua lettera spiega ci che voleva fare mandando a chiamare Orazio, e perch il mio nome fu menzionato da essi.
Oh! ditemelo, sclam Maria, supplichevolmente.
Egli non le rispose subito. Si sedette di nuovo, e additando la lettera, disse.
Lady Giovanna ha forse scosso la vostra determinazione? chiese.
No, essa l'ha resa pi forte, rispose Maria. Essa ha aggiunto una nuova amarezza al mio rimorso.
Maria non diceva questo per rancore; ma all'orecchio di Giuliano la risposta parve avesse quel significato, e svegli gli impulsi generosi della sua natura che erano anche i pi forti. Egli che gi aveva preso la difesa di Maria prendeva ora a difendere lady Giovanna. Si accost alla fanciulla, e con dolce persuasione le pos la mano sul braccio.
Non la giudicate severamente, disse. Essa ha torto, molto torto. Si  abbassata meschinamente, e vi ha tentato in modo indegno. Tuttavia  egli generoso, o solamente giusto, il credere che faccia questo sapendo di far male?  al termine della sua vita; non pu crearsi un nuovo affetto, non pu sostituirvi ad alcun'altra. Osservate la sua posizione da questo lato; e vedrete, come veggo io, che non  un basso motivo quello che la fa deviare dal cammino della verit. Pensate al suo cuore ferito e alla sua esistenza desolata, e dite a voi stessa con senso di perdono: Essa mi ama!
Gli occhi di Maria si riempirono di lagrime.
Lo dico davvero! rispose. Non  essa che ha da essere perdonata, sono io che ho bisogno di perdono. Lo dico con gratitudine pensando a lei, lo dico con vergogna quando penso a me!
Egli le prese la mano per la prima volta. Guard con amore fraterno il volto addolorato di Maria. Egli le rivolse la parola come aveva fatto in quel memorabile incontro, che l'aveva fatta divenire un'altra donna.
Non posso immaginare una prova pi crudele di questa, disse. La benefattrice alla quale dovete ogni cosa, non vi domanda altro che di tacere. La persona cui avete recato danno non  pi presente a stimolare la vostra risoluzione di renderle giustizia. Orazio stesso, se non m'inganno, non vi costringer pi a dargli la spiegazione che gli avete promessa. La tentazione di conservare il vostro falso nome in questa casa, non posso a meno di riconoscerlo,  immensa. Ma, amica mia, vi lascerete voi rimuovere dalla vostra risoluzione? Confesserete ancora il vero, ora che il codardo timore di essere scoperta non vi spinge a farlo?
Maria alz il capo, e una luce di ferma e generosa determinazione brillava di nuovo nei suoi grandi occhi azzurri. La sua voce dolce e risoluta gli rispose senza affievolirsi per nulla:
Lo far!
Renderete giustizia alla donna cui avete recato danno, per quanto indegna sia; ora che non pu pi smascherarvi?
S, lo far!
Sagrificherete tutto quello che avete guadagnato colla frode al sacro dovere della riparazione? Soffrirete tutto, anche l'offendere la seconda madre che vi ha amato e ha peccato per voi, piuttosto che abbassarvi nella vostra stima?
La mano di Maria strinse fortemente quella di Giuliano. Di nuovo e per l'ultima volta disse:
Lo far!
La voce di Giuliano non aveva ancora tremato, ma in quel momento la commozione lo vinse. Le parole che disse sottovoce furono pi per s che per essa.
Sia ringraziato Iddio per questo giorno! Sono stato utile ad una delle pi nobili creature di Dio!
Mentre egli parlava, una certa virt magnetica parve passare dalla mano di Giuliano in quella di Maria che le fece battere i polsi, insinuandosi misteriosamente fino nelle fibre pi intime del suo cuore, e dolcemente le fece travedere per la prima volta il sentimento di affetto che aveva ispirato a Giuliano. Una lieve tinta di rossore le invase il volto e il collo. Il respiro le si fece un po' pi frequente, e ritrasse, sospirando, la mano che egli teneva fra le sue.
Giuliano si alz in piedi di sbalzo, si allontan, senza una parola o uno sguardo, e si mise a passeggiare su e gi per la stanza.
Quando le torn vicino, il suo volto era tranquillo; egli era di nuovo padrone di s stesso.
Maria fu la prima a rompere il silenzio:
Mi parlavate test di Orazio, disse, in modo che mi ha sorpresa. Voi sembrate credere che egli non insister per avere da me nessuna spiegazione.  questa una conclusione che traete della lettera di lady Giovanna?
Certamente, rispose Giuliano. Lo vedrete anche voi, se volete ripensare un momento alla partenza di Graziella Roseberry da questa casa.
Maria lo interruppe.
Non potete voi immaginare in qual modo lady Giovanna  riuscita a farla partire?
Non desidero quasi saperlo, disse Giuliano. Vi  una frase nella sua lettera che mi fa credere che lady Giovanna le abbia offerto danaro, e che essa lo abbia accettato.
Oh! non posso crederlo.
Torniamo ad Orazio. Una volta miss Roseberry fuori di casa, non rimaneva a lady Giovanna che un ostacolo, Orazio.
In qual modo Orazio  un ostacolo?
In questo senso. Egli  vostro fidanzato e deve sposarvi fra una settimana; e lady Giovanna  determinata di tenerlo all'oscuro di ogni cosa. Essa lo far senza scrupolo. Ma il senso dell'onore non  spento nella vecchia signora; non potr, non oser lasciare che Orazio vi sposi colla falsa credenza che siate la figlia del colonnello Roseberry. Comprendete ora? Da una parte essa non vuole dirgli nulla, dall'altra non pu permettergli di sposarvi alla cieca. In questo bivio, che cosa far lady Giovanna? Essa non ha che un mezzo che mi sembri possibile, quello di persuadere Orazio, o d'irritarlo per modo che di sua piena volont si ritiri dall'impegno preso.
Maria lo interruppe.
Impossibile! sclam con calore, impossibile!
Rileggete la lettera, riprese Giuliano. Dice chiaramente che non dovete provare imbarazzo incontrando Orazio. Se le parole hanno un significato, quelle parole voglion dire che egli non esiger da voi la confessione che gli avete promessa. In qual modo pu egli far questo, se non a condizione che non siate pi il primo e supremo interesse della sua vita?
Maria si mantenne ferma.
Voi fate torto a lady Giovanna, disse.
Giuliano sorrise dolorosamente.
Cercate di rappresentarvi questo, rispose, dal punto di vista di lady Giovanna. Credete voi che essa vegga qualche cosa di male nel cercare di rompere in tal modo il matrimonio? Vi assicuro che essa crede di far bene. In un senso, sarebbe una carit risparmiarvi una confessione umiliante e salvarvi, possibilmente, dalla vergogna di essere respinta con disprezzo dall'uomo che amate. Secondo me, la cosa  gi fatta. Ho ragioni mie particolari per credere che mia zia  riuscita molto pi di quello che essa possa supporre. Il carattere di Orazio le agevoler la strada.
Maria, suo malgrado, cominciava ad essere del parere di Giuliano.
Che cosa volete esprimere col carattere di Orazio? disse.
Me lo chiedete? rispose egli, allontanandosi un tantino da Maria,
S.
Voglio dire l'indegno sospetto di Orazio riguardo all'interesse che sento per voi.
Ella lo comprese sul momento. E pi di questo ella lo ammirava segretamente per la scrupolosa delicatezza colla quale si esprimeva. Un altro uomo non avrebbe pensato a risparmiarla in quel modo. Un altro uomo avrebbe detto chiaramente: Orazio  geloso di me.
Giuliano non aspett una risposta, continu il suo discorso per maggior riguardo.
Per la ragione che vi ho detto, disse, Orazio sar facilmente irritato e prender una risoluzione, che in un momento pi calmo nulla lo avrebbe indotto a prendere. Finch non ebbi udito ci che mi disse la vostra cameriera, io avevo pensato, per riguardo vostro, di ritirarmi prima che fosse venuto a raggiungervi. Ora so che il mio nome  stato pronunziato, ed ha cagionato questioni presso lady Giovanna, e mi sembra necessario, pel vostro bene, di incontrare Orazio ed andare incontro alla sua collera prima che vi vegga. Lasciate ch'io lo prepari, se  possibile, ad ascoltarvi, senza che abbia verso di me sentimenti di collera. Vi rincresce di ritirarvi nella stanza vicina per pochi minuti, nel caso che venisse fra breve nella biblioteca?
Il coraggio di Maria sorse istantaneamente colla circostanza. Non volle lasciar soli i due uomini.
Non mi credete insensibile alla vostra bont, disse. Se vi lascio con Orazio, posso esporvi ad essere insultato. Non voglio. Che cosa vi fa supporre che egli sia per tornare?
La sua assenza prolungata me lo fa credere, rispose Giuliano. Secondo me il matrimonio  rotto. Pu fors'anco essere andato via come Graziella Roseberry. Potete non vederlo mai pi.
Mentre diceva queste parole, come per dargli una smentita, Orazio aperse l'uscio della biblioteca.
...
.
...
CAPITOLO 25. La confessione.
...
.
...
Egli si ferm sul limitare; diede un'occhiata prima a Maria poi a Giuliano,
Lo sapevo, disse con piglio di gravit sardonica. Se avessi potuto persuadere lady Giovanna a scommettere, intascherei ora cento lire sterline.
Egli si avanz verso Giuliano, passando repentinamente dall'ironia alla collera.
Volete sapere in che cosa consisteva la scommessa? disse.
Preferirei vedervi pi padrone di voi, in presenza di questa signora, disse con calma Giuliano.
Io voleva scommettere con lady Giovanna duecento sterline contro cento, continu Orazio, che vi avrei trovato qui facendo all'amore colla signorina Roseberry.
Maria s'intromise prima che Giuliano potesse rispondere.
Se non potete parlare senza insultare qualcuno, vi prego di non rivolgervi al signor Giuliano Gray.
Orazio le fece un inchino con ironico rispetto.
Non vi sgomentate, vi prego, sono obbligato ad essere scrupolosamente cortese con entrambi, rispose. Lady Giovanna non mi ha lasciato andare, se non colla condizione di condurmi colla pi squisita cortesia. Che cosa posso fare del resto di meglio? Debbo trattare con due esseri privilegiati, un prete ed una donna. La professione del primo lo protegge, e il sesso protegge la seconda. Lo svantaggio  tutto dalla mia parte, e voi due lo sapete benissimo. Vi prego di perdonarmi se ho dimenticato la professione dell'ecclesiastico e il sesso della signora.
Avete dimenticato ben altro, riprese Giuliano. Avete dimenticato che siete nato gentiluomo e che siete cresciuto con sensi di onore. Per quello che mi riguarda, non vi chieggo di ricordarvi che sono prete, non impongo la mia professione a nessuno, vi domando solo di ricordarvi della vostra nascita e della vostra educazione.  una cosa ben ingiusta e crudele sospettare un vecchio amico che non ha mai dimenticato ci che deve a voi e a s stesso. Ma  ancora pi indegno di voi svelare i vostri sospetti in presenza di una donna la quale, scelta da voi come fidanzata, ha doppiamente diritto al vostro rispetto.
Egli tacque. I due giovani si guardarono un momento in silenzio.
Era impossibile che Maria, guardandoli ora in questa occasione, non sentisse nascere in s l'inevitabile confronto fra la maschia e dignitosa forza di Giuliano e la femminea malignit e irritabilit di Orazio. Un ultimo e fedele impulso di lealt verso l'uomo al quale era stata promessa, la spinse a separarli, prima che Orazio non si fosse al tutto abbassato nella sua stima col confronto di Giuliano.
Fareste meglio ad aspettare a parlarmi, disse, quando saremo soli.
Certamente, rispose Orazio con un sogghigno, se il signor Gray vorr permetterlo.
Maria si volse a Giuliano con uno sguardo che diceva chiaramente:
Per piet di noi due, lasciateci!
Volete che esca? chiese egli.
Alle tante vostre bont aggiungete anche questa, rispose Maria. Aspettatemi in quella stanza.
E addit l'uscio che si apriva nella stanza da pranzo. Giuliano esit.
Mi promettete di chiamarmi, qualora potessi esservi utile in qualche modo disse.
S, s! E Maria gli and dietro mentre si avviava da quella parte, e soggiunse rapidamente e sottovoce:
Lasciate l'uscio socchiuso!
Giuliano non rispose. Mentre essa tornava verso Orazio, egli entrava nell'altra stanza.
Fece a Maria l'unica concessione che potesse farle. Chiuse l'uscio tanto adagino, che non si accorse che egli l'avesse chiuso.
Maria parl per la prima ad Orazio.
Vi promisi una spiegazione della mia condotta, disse con voce suo malgrado tremante. Son pronta a compiere la mia promessa.
Ho solo una domanda da farvi prima che cominciate, riprese egli. Mi direte voi il vero?
Non voglio altro che dire la verit.
Ve ne dar subito l'occasione. Siete, o no, innamorata di Giuliano Gray?
Dovreste vergognarvi di fare questa domanda.
Non mi rispondete in altro modo?
Non vi sono mai stata infedele, Orazio, neppur col pensiero. Se non fossi stata sempre leale con voi, sentirei io il peso della mia posizione come lo sento ora?
Orazio sorrise amaramente.
Ho le mie opinioni intorno alla vostra fedelt ed al suo onore, rispose. Non avete potuto farlo andare nella stanza vicina senza susurrargli alcunch all'orecchio. Ma lasciamo stare questo. Almeno saprete che Giuliano  innamorato di voi.
Il signor Giuliano non mi ha mai detto una parola di questo.
Un uomo pu svelare il suo amore a una donna senza dire una sola parola.
Maria cominciava a perdere la pazienza. Neppure Graziella le aveva parlato in modo cos insultante di Giuliano, come ora faceva Orazio.
Chiunque dice questo del signor Giuliano Gray mentisce rispose essa con calore.
Allora lady Giovanna mentisce, replic Orazio.
Lady Giovanna non ha mai detto questo! Lady Giovanna  incapace di averlo detto!
Pu non averlo detto cos chiaramente; ma non lo ha mai negato quando lo diceva io. Le rammentai il momento in cui Giuliano seppe da me che eravate mia fidanzata; ne rimase tanto scosso, che non pot neppur profferire le parole di uso che si soglion dire per cortesia in quel caso. Lady Giovanna era presente, e non pot negarmelo. Le domandai se non avesse osservato, fino da quel momento, indizii di una grande intimit fra voi due. Essa non me lo pot negare. Io le domandai se non vi avesse trovati soli. Essa non mi pot negare di avervi trovati insieme, quest'oggi stesso, in circostanze che giustificavano i miei sospetti. S, s, prendete pure quel piglio offeso! voi non sapete quello che  seguito sopra nella stanza di lady Giovanna; la vecchia signora  molto propensa a rompere il nostro impegno, e Giuliano Gray  in fondo a tutto questo.
Per quello che riguardava Giuliano, Orazio aveva molto torto. Ma per lady Giovanna egli ripeteva le parole che aveva detto poco prima Giuliano a Maria. Essa rimase sorpresa, ma mantenne la sua opinione.
Non lo credo disse con fermezza.
Orazio le si accost di un passo, e la fiss con occhi scrutatori e irati.
Sapete voi perch lady Giovanna mi ha mandato a chiamare? le domand.
No.
Allora ve lo dir io. Lady Giovanna  vostra sincera amica; questo non posso negarlo. Essa voleva farmi sapere che avea mutato pensiero intorno alla promessa data da voi di spiegare la vostra condotta. Essa disse:
"Ho pensato bene e sono convinta che non  necessaria alcuna spiegazione; ho comandato espressamente alla mia figliuola adottiva di non dare nessuna spiegazione!"  vero questo?
S.
Ora sentite! Io aspettai finch ebbe finito di parlare, e dissi: "Che cosa c'entro io in tutto questo?" Lady Giovanna ha il merito di parlar chiaro. "C'entrate come c'entro io," mi rispose. "Dovete considerare come inutile ogni spiegazione e lasciare d'ora in avanti cadere in obblo tutta questa faccenda. "Parlate sul serio?" chiesi io. "Al tutto." "In questo caso debbo dire a Vostra Signoria che questa vostra insistenza avr una conseguenza pi grave di quello che credete, cio la rottura del mio impegno con miss Roseberry. O io ottengo la spiegazione che essa mi ha promesso, o io rifiuto di sposarla." Che cosa credete che lady Giovanna abbia risposto? Ha chiuso le labbra, e fatto un movimento colle mani come per dire:
"Fate come vi aggrada! Rifiutate se volete; questo non mi riguarda per nulla!"
Egli tacque un momento. Maria pure rimase in silenzio; essa prevedeva ci che stava per seguire. Giuliano s'era ingannato supponendo che Orazio fosse partito da quella casa, s'era pure ingannato certamente credendo che fosse stato indotto da lady Giovanna a rompere su due piedi il suo impegno.
Mi capite dunque? chiese Orazio.
Vi capisco benissimo.
Non vi annoier pi oltre, riprese egli. Io dissi a lady Giovanna. "Abbiate la bont di spiegarvi chiaramente. Siete sempre nella stessa idea di chiudere le labbra della signorina Roseberry?
"Sempre, mi rispose; non  necessaria nessuna spiegazione. Se avete la bassezza di sospettare la vostra fidanzata, io ho abbastanza giustizia per credere alla mia figliuola adottiva." Allora io risposi, e fate bene attenzione a ci che sto per dire: "Non  giusto accusarmi di sospetti ingiusti. Io non comprendo i segreti che ha con Giuliano Gray, e non comprendo il suo linguaggio e la sua condotta in presenza dell'agente della polizia. Mantengo il mio diritto di essere rischiarato su questi due particolari, nella mia posizione di futuro marito." Questo fu il mio discorso; vi risparmio quello che ne segu; vi ripeto solo ci che dissi a lady Giovanna. Essa vi ha comandato di tacere. Se voi le obbedite, io debbo, pel mio decoro e per quello della mia famiglia, rompere ogni impegno con voi. Scegliete fra il dovere che vi lega con lady Giovanna, o quello che vi lega a me."
Orazio finalmente aveva riacquistato il suo impero su s stesso, e parlava con dignit di ci che gli era dovuto. Il suo diritto era innegabile; egli non voleva che ci che gli era dovuto.
La mia scelta era fatta, rispose Maria, quando vi diedi la mia promessa sopra.
Essa aspett un tantino; lottando con s stessa, per andare incontro alla terribile rivelazione che stava per fare. Abbass gli occhi sotto lo sguardo del giovane; il cuore le palpitava nel seno, ma si riebbe e fece fronte con coraggio alla posizione.
Se siete preparato ad udirmi, disse, io sono disposta a dirvi la ragione che mi fece mandar via l'agente della polizia.
Orazio alz la mano per interromperla.
Aspettate! disse, questo non  tutto.
La pazza gelosia di Giuliano gli faceva interpretare a rovescio l'agitazione di Maria. Essa si era limitata a rispondere a una sola domanda, a quella che riguardava la sua intromissione col poliziotto. L'altra riguardante i suoi rapporti con Giuliano era stata a bella posta lasciata in disparte. Orazio ne trasse sul momento una conclusione ingiusta.
Comprendiamoci bene, disse. La spiegazione dei fatti seguiti oggi nella stanza vicina  una delle spiegazioni che voi mi dovete. Ma avete ben altro da spiegarmi. Cominciamo da quello, se non vi rincresce.
Essa lo guard con vera sorpresa.
Che cosa altro debbo spiegarvi? Domand.
Orazio ripet allora la risposta data a lady Giovanna.
Vi ho gi detto, soggiunse, che non comprendo quali rapporti segreti possiate avere con Giuliano Gray.
Maria arross, e gli occhi lanciarono fiamme.
Non torniamo a questo argomento! sclam con un senso irresistibile di disgusto. Non fate, per amor del Cielo, che io possa sentir disprezzo per voi in un momento come questo!
L'ostinatezza di Orazio acquist novella forza da questo appello al suo buon senso.
Io insisto per tornarvi.
Maria aveva deliberato di sopportare ogni cosa da Orazio, in pena dell'inganno di cui s'era resa colpevole a suo riguardo. Ma non le fu possibile, nel momento in cui le prime parole della sua confessione stavano per sfuggirle dalle labbra, di sopportare l'indegno sospetto di Orazio a suo riguardo. Essa si alz da sedere e lo guard con fermezza.
Non mi abbasser mai, e non degrader mai il signor Gray con giustificazioni indegne di noi due, disse.
Pensate a quello che fate, riprese. Cambiate prima che non sia troppo tardi!
Questa  la mia decisione.
Quelle parole risolute, quella ferma resistenza fecero perdere la testa ad Orazio. Egli la prese duramente per un braccio.
Siete perversa quanto l'inferma! sclam! Ogni cosa  finita fra voi e me!
Il suono minaccioso della sua voce giunse fino nella stanza vicina, sebbene l'uscio fosse chiuso. Giuliano lo aperse sull'istante ed entr nella biblioteca.
Egli vi era appena entrato, quando si ud picchiare all'uscio in faccia, quello che dava nell'anticamera; si fece innanzi un domestico che portava un telegramma. Maria fu la prima a vederlo. Era la risposta della direttrice alla lettera che aveva inviato al Ricovero.
Pel signor Giuliano Gray? domand essa.
S, signorina.
Datelo a me.
Fece segno al domestico di andarsene, e porse a Giuliano il telegramma.
Esso  indirizzato a voi a mia domanda, disse. Vedrete il nome della persona che lo manda, e vi troverete un'imbasciata per me.
Orazio s'intromise prima che Giuliano aprisse il telegramma.
Un altro segreto fra voi due! disse, datemi quel telegramma.
Giuliano lo guard con calma e con disprezzo.
 indirizzato a me! rispose, e aperse la busta. Il telegramma si esprimeva nel modo seguente:
"Sono interessata per essa quanto potete esserlo voi. Ditele che ho ricevuto la sua lettera, e che sar la benvenuta nel Ricovero e l'accoglier a braccia aperte. Questa sera ho qualche faccenda nel contorno del palazzo; ander io stessa a prenderla."
La spiegazione del telegramma era facile. Maria spontaneamente tornava al martirio della sua antica esistenza! Volontariamente aveva compiuta la sua espiazione! Per quanto Giuliano sapesse che non doveva lasciar sfuggire n una parola n un gesto compromettente in presenza di Orazio, pure non pot trattenere uno sguardo di irresistibile ammirazione, mentre fiss gli occhi sopra Maria. Orazio se ne accorse. Balz innanzi e cerc di portar via il telegramma dalle mani di Giuliano.
Datemelo! disse, lo voglio!
Giuliano lo tenne indietro col braccio.
Fuori di s dalla collera, Orazio alz la mano minacciando Giuliano.
Datemelo! ripet fra i denti, o guai a voi!
Datelo a me! disse Maria mettendosi in mezzo ai due.
Giuliano glielo diede. Essa si volse, e lo present a Orazio, guardandolo con fermezza, e senza che la sua mano tremasse nel porgerglielo.
Leggetelo! disse.
La generosa natura di Giuliano sent piet dell'uomo che lo aveva insultato; il suo nobile cuore non si ricord pi che dell'amico della sua giovinezza.
Risparmiatelo! disse a Maria, risparmiatelo; esso non  ancora preparato!
Essa non rispose n si mosse. Nulla poteva scuotere l'orribile torpore della sua rassegnazione al proprio destino. Maria sapeva che l'ora era giunta.
Giuliano guard Orazio.
Non lo leggete! sclam. Ascoltate prima ci che essa ha da dirvi!
Orazio rispose con un gesto sprezzante della mano. Gli occhi di Orazio divorarono, parola per parola, il telegramma.
Dopo averlo letto tutto, alz il capo, e si volse a Maria. Il suo volto era stranamente mutato.
Essa stava pallida come una statua fra i due uomini. Tutta la sua vita pareva essersi rifugiata negli occhi, che fissavano Orazio con uno sguardo fermo e tranquillo.
Il silenzio non era rotto che dal sommesso mormorio della voce di Giuliano. Egli si era nascosto il volto colle mani e pregava per essi.
Orazio parl, segnando col dito il telegramma. Anche la sua voce si era cambiata come il volto; risuonava bassa e tremante: nessuno avrebbe riconosciuto la voce di Orazio.
Che cosa significa questo? disse a Maria. Non pu riguardar voi!
Riguarda proprio me.
Che cosa avete di comune col Ricovero?
Senza che il suo volto mutasse, senza fare un movimento, Maria pronunzi le fatali parole:
"Sono venuta da un Ricovero e torno nel Ricovero. Signor Orazio Holmcroft, io sono Maria Merrick.
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CAPITOLO 26. Cuore grande e cuore piccolo.
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Segu una pausa. I momenti passavano, e nessuno dei tre si moveva; passavano e nessuno dei tre diceva una sillaba. Insensibilmente le parole di preghiera morirono sulle labbra di Giuliano. Anche la sua energia lo abbandonava ora che si trovava sotto la desolante oppressione dell'incertezza. Il primo moto che gli sugger l'idea di un mutamento, e che gli cagion il primo senso di sollievo venne da Maria. Incapace di sostenere lo sforzo prolungato di rimanere in piedi, si ritrasse un po', e prese una seggiola. Non lasci trasparire nessuna emozione; sedette, coll'immobilit della morte sul volto, aspettando in silenzio la sua sentenza dall'uomo al quale aveva violentemente fatta quella terribile confessione!
Giuliano alz il capo mentre Maria si sedeva. Guard ancora Orazio, e fatti due passi indietro si volse in fretta a Maria.
Parlategli! gli disse sotto voce. Scuotetelo prima che non sia troppo tardi.
Essa macchinalmente si mosse, e nello stesso modo guard Giuliano.
Che cosa debbo dirgli ancora? chiese con voce fievole e stanca. Non gli ho io detto ogni cosa quando gli ho detto il mio nome?
Il suono naturale della sua voce forse sarebbe passato inosservato ad Orazio. Ma quel suono tanto cambiato lo scosse. Egli si accost a Maria, con una cupa sorpresa sul volto, e le pose una mano debole e incerta sulla spalla. In quella posizione rimase un istante guardandola silenzioso.
La prima idea che si risvegli nella sua mente intorpidita, fu il pensiero di Giuliano. Senza muovere la mano, senza levar gli occhi da Maria, parl per la prima volta dopo che quel colpo terribile lo aveva fulminato.
Dov' Giuliano? chiese con voce tranquilla.
Son qui, Orazio, proprio accanto a voi.
Volete rendermi un servizio?
Certamente. Che cosa desiderate da me?
Egli pens un poco prima di rispondere. La sua mano lasci la spalla di Maria, e se la port al capo; poi la lasci ricadere inerte al fianco. Le prime parole che pronunci erano sconnesse e incerte.
Ho un'idea confusa, Giuliano, di aver avuto qualche torto; mi pare di avervi detto parole dure. Era poco fa; e non mi ricordo bene a che proposito. Da qualche tempo ho avuto tanti disgusti in questa casa; non sono avvezzo a questa sorta di modi, a questi segreti e misteri e questioni odiose, sciagurate. In casa mia non vi sono n segreti n misteri. In quanto poi alle questioni, pensate un poco! Mia madre e le mie sorelle sono donne troppo educate, voi le conoscete; sono gentildonne, nel miglior senso della parola. Quando mi trovo con esse non ho inquietudini. A casa mia non sono tormentato da dubbii intorno all'essere o non essere delle persone, non vi  confusione nei nomi, e cos di seguito. Credo che questo pesi un po' sulla mia mente, e la metta tutta a soqquadro. Questo ha fatto che sono divenuto sospettoso qui; e questo ha fatto che provo dubbi e timori che non posso spiegare. Adesso ho timore di me stesso; ho bisogno che mi aiutiate. Debbo io domandarvi scusa?
Non dite una parola. Ditemi quello che debbo fare.
Per la prima volta Orazio si volse verso Giuliano.
Guardatemi, disse. Non vi pare che io sia fuori di me? Ditemi la verit, amico mio?
Avete i nervi un po' scossi, Orazio, niente altro.
Egli pens un poco prima di rispondergli; guardava Giuliano con occhi pieni di terrore.
I miei nervi sono un po' scossi, ripet,  vero; me ne accorgo anch'io. Mi piacerebbe, se non vi rincresce, accertarmi che non vi sia male peggiore. Volete aiutarmi a vedere se la mia memoria non falla?
Far tutto quello che vi piace.
Ah! siete un bravo giovane, ed un giovane colla mente fredda, anche, cosa importantissima. Ora sentite! mi pare che sia una settimana dacch cominciarono i guai di questa casa. Non  cos?
S.
Cominciarono all'arrivo di quella forestiera dalla Germania, che fece quella scena violentissima nella stanza da pranzo. Non  cos?
Precisamente.
Quella donna portava notizie di grande importanza. Asseriva che il colonnello Roseberry, no, voglio essere esatto; diceva che il defunto colonnello Roseberry era suo padre. Ci raccont una storia noiosa di carte rubate e del suo nome preso da una avventuriera che aveva usurpato il suo posto. Disse che quella intrusa si chiamava Maria Merrick. Dopo mise il colmo a tutto ci: disse che la giovane, ora mia fidanzata, era Maria Merrick. Ditemi di nuovo se ho ragione o torto?
Giuliano gli fece la stessa risposta di prima. Orazio continu con modi pi franchi e pi eccitati di prima.
Ora badate bene a questo, Giuliano. Ora sto per passare da quello che ebbe luogo una settimana fa a quello che  seguito cinque minuti or sono. Eravate presente. Ho bisogno di sapere se lo avete udito anche voi.
Tacque un momento, e senza distogliere gli occhi da Giuliano, accenn a Maria.
Ecco l la signora alla quale sono fidanzato, continu: ho io udito o  stato un errore, che essa  venuta da un Ricovero, e che sta per tornarvi? Mi ha essa detto in faccia test che il suo nome  quello di Maria Merrick? Rispondetemi, Giuliano. Amico mio, rispondetemi in nome della nostra antica amicizia.
La sua voce si fece fioca mentre pronunciava quelle parole. Sotto l'immobilit spaventosa del suo volto, cominciavano a farsi strada i primi segni di emozione. La sua mente abbuiata riprendeva un po' di vita.
Giuliano vide che il momento era venuto di aiutarlo a tornare in s. Prese dolcemente Orazio pel braccio, e gli mostr Maria.
Guardatela! Ecco la vostra risposta! Abbiate piet di essa.
Maria non li aveva interrotti mentre stavano parlando: aveva solo mutato di posizione. Accanto alla seggiola ove stava seduta era un tavolino per scrivere; vi aveva steso le braccia, il capo vi era caduto sopra, e il volto rimaneva nascosto. Giuliano non s'era ingannato: la desolazione e l'abbandono di quell'atteggiamento parlavano ad Orazio meglio di qualunque parola. Egli la guard; uno spasimo di dolore gli pass sul volto. Si volse ancora una volta verso l'amico fedele che gli aveva perdonato. Lasci cadere il capo sulla spalla di Giuliano e proruppe in un dirotto pianto.
Maria balz in piedi repentinamente, e guard i due uomini.
Oh! mio Dio! sclam, che cosa ho fatto!
Giuliano la calm con un cenno della mano.
Mi avete aiutato a salvarlo, disse. Lasciatelo piangere; questo lo solleva.
E sostenne con un braccio Orazio. L'amorevole tenerezza di quell'atto, l'intero e nobile perdono delle ingiurie passate che svelava, commossero profondamente Maria. Torn a sedere, e di nuovo il dolore e la vergogna l'oppressero per modo che nascose il volto per non vedere.
Giuliano condusse Orazio verso il canap, ed aspett in silenzio che avesse ripreso un po' di calma. Questi strinse con gratitudine la mano generosa che lo aveva sostenuto; e disse semplicemente e con modi quasi infantili:
Grazie, Giuliano; sto meglio ora.
Siete abbastanza tranquillo per udire ci che ho da dirvi? chiese Giuliano.
S. Volete parlarmi?
Giuliano lo lasci senza rispondergli subito, e si accost a Maria.
Il momento  opportuno, disse. Ditegli ogni cosa con verit, senza riserva, come l'avreste fatte con me.
Essa rabbrivid a queste parole.
Non ho gi detto abbastanza? chiese. Volete che gli spezzi il cuore? Guardatelo! Vedete ci che ho fatto!
Anche Orazio rifugg da quel pensiero come Maria.
No, no! Non posso udire altro! Non voglio udire altro! sclam, alzandosi come per uscire dalla stanza.
Giuliano voleva compiere l'opera sua.
Orazio aveva amato Maria di amore vivo e sincero, e Giuliano ora lo riconosceva per la prima volta. La possibilit che potesse essere perdonata, quando avesse potuto difendere la propria causa, rimaneva ancora.
Quando Orazio l'avesse perdonata e amata ancora, Giuliano perdeva ogni speranza, e l'amore che racchiudeva in cuore doveva venire soffocato. Ma egli non esit un momento. Con una risolutezza cui Orazio non poteva resistere, lo prese per un braccio e lo ricondusse al suo posto.
Per amor suo, e per amor vostro, non la condannate senza udirla, disse con fermezza ad Orazio. Le tentazioni per ingannarvi si sono succedute, ed essa ha resistito. Senza correre pericolo di essere scoperta, con una lettera della sua benefattrice che l'ama, e le comanda di tacere; colla prospettiva di perdere tutto quello che una donna ama in questo mondo, qualora avesse confessato il vero, questa donna, per amore della verit, non ha taciuto. Non merita nulla da voi in ricambio di tutte questo? Rispettatela, Orazio, e ascoltatela.
Orazio cedette. Giuliano si rivolse a Maria.
Mi avete concesso di guidarvi finora, disse, lasciate che continui l'opera mia.
Maria abbass gli occhi; il suo petto si sollevava per l'ansia, ma l'influenza di Giuliano continuava sopra di lei. Chin il capo senza parlare, ma rassegnata a farlo.
Ditegli, continu Giuliano, con accento di preghiera, non di comando, ditegli quale  stata la vostra vita. Ditegli a quali tentazioni e a quali prove siete andata incontro, senza un amico per sostenervi, per dirvi qualche parola di conforto che forse vi avrebbe salvata. E allora, soggiunse alzandola dalla seggiola, che vi condanni, se pu!
Giuliano cerc di condurla fin presso ad Orazio. Ma la rassegnazione di Maria aveva i suoi limiti; a mezza strada si ferm e non volle andare avanti. Giuliano le offerse una seggiola, ma ella non l'accett. Rimase in piedi, colla mano appoggiata alla spalliera della seggiola aspettando una parola di Orazio che le permettesse di parlare. Era rassegnata a quel passo; il suo volto era tranquillo; la sua mente chiara. L'umiliazione pi penosa da sopportare era quella di svelare il suo nome; era passata. Non le rimaneva altro che mostrare la sua gratitudine per Giuliano cedendo ai suoi desiderii, e domandare perdono ad Orazio prima di separarsi per sempre da lui. Fra poco la direttrice sarebbe giunta, e tutto sarebbe finito.
Senza volerlo Orazio la guard; i loro occhi s'incontrarono. Egli torn a parlarle con un po' della sua antica violenza.
Non posso ancora crederlo neppure ora! sclam.  egli vero che non siete Graziella Roseberry? Non mi guardate! Dite una parola sola: s o no? Maria rispose umilmente e con mestizia: s.
Voi avete fatto ci di cui quella donna vi ha accusata? Debbo io crederlo?
Dovete crederlo, signore.
Tutta la debolezza del carattere di Orazio si fece strada di nuovo quando intese quella risposta.
Infame! sclam. Quale scusa potete voi addurre pel crudele inganno di cui sono stato la vittima? troppo!  troppo! Non vi  scusa possibile!
Maria ascolt i suoi rimproveri con tutta la fermezza della sua rassegnazione. Me lo merito, diceva fra s, me lo merito!
Giuliano prese di nuovo la difesa di Maria.
Aspettate, Orazio, finch siate certo che essa non ha scusa veruna, disse tranquillamente. Rendetele giustizia almeno, se non potete accordarle altro. Vi lascio insieme.
E si mosse verso l'uscio della stanza da pranzo.
Nuovamente Orazio mostr tutta la sua debolezza.
Non mi lasciate solo con lei! sclam con impeto. Questo  pi di quello che posso sopportare!
Giuliano guard Maria, il cui volto si illumin lievemente. Quella momentanea espressione di sollievo gli diceva quanto sarebbe stata contenta s'egli avesse acconsentito a rimanere nella stanza. Eravi un luogo appartato nel vano della finestra in mezzo alla biblioteca. Se Giuliano si fosse messo in quel luogo, essi avrebbero potuto accorgersi o no della sua presenza, secondo la loro volont.
Star con voi, Orazio, finch vi piacer che io rimanga.
Dette queste parole, egli si ferm mentre passava innanzi a Maria. Pens che avrebbe potuto esserle ancora utile dandole un consiglio che potrebbe mostrarle la via pi breve e pi facile per fare la sua confessione. Con delicatezza e in poche parole le diede questo avviso.
La prima volta che v'incontrai, disse, mi accorsi che nella vostra vita erano stati grandi dolori. Fateci sentire in qual modo ebbero origine.
Egli and a sedersi nell'angolo scelto.
Per la prima volta, dopo la sera fatale in cui ella e Graziella Roseberry s'erano incontrate nella capanna francese, Maria Merrick tornava a guardare nel purgatorio del suo passato; semplicemente e sinceramente cominci il racconto della sua storia dolorosa, nel modo seguente.
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CAPITOLO 27. Il noviziato di Maddalena.
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Il signor Giuliano Gray mi ha chiesto di dirgli e di dirvi, Orazio, in qual modo cominciarono i miei dolori. Cominciarono dalla mia nascita.
"Mia madre (l'ho sentito dire da essa) distrusse il suo avvenire, sposando, giovinetta affatto, uno dei servitori di suo padre, il lacch destinato ad accompagnarlo quando usciva a cavallo. Ella pag la pena consueta di una condotta come la sua. Dopo un breve tempo ella e suo marito si separarono colla condizione che sagrificasse all'uomo che aveva sposato tutta la poca sostanza che possedeva. Riacquistata la propria libert, mia madre dovette guadagnarsi il pane. La sua famiglia non volle riceverla. Ella si un ad una compagnia di attori girovaghi. In questo modo si guadagnava una misera esistenza, quando incontr per caso mio padre. Egli era un uomo di nascita distinta, altero della sua posizione e ben visto nella societ di quel tempo, per le doti del suo spirito, e per la raffinatezza dei suoi gusti. Fu preso d'amore alla bellezza di mia madre. Egli la tolse dalla compagnia drammatica ove si trovava, e la circond di tutto il lusso che una donna possa desiderare. Non so quanto tempo vissero insieme; dal momento in cui cominciano i miei ricordi,  certo che mio padre l'aveva abbandonata. Egli l'aveva sospettata d'infedelt, sospetti ingiusti, come lo dichiar ella stessa al suo letto di morte. Io la credetti, perch era mia madre; ma non posso sperare che altri lo creda; ripeto solo ci che mi disse. Mio padre l'abbandon senza darle un soldo. Egli non la rivide mai pi, e si rifiut di andarla a vedere, quando ella gli mand a dire che si avvicinava l'ora della sua morte.
"Mia madre era di nuovo nella compagnia drammatica da quando cominciano le mie rimembranze. Non fu quello un tempo infelice per me. Io era la prediletta e il trastullo dei poveri commedianti. M'insegnarono a cantare e a ballare, in un'et in cui gli altri bambini cominciano ad imparare a leggere. All'et di cinque anni io era gi della compagnia, e mi era fatta una certa reputazione nelle fiere dei paesetti rappresentando un genio, o una fata, o un amorino. Fin d'allora, signor Homlcroft, ho cominciato a vivere con un nome falso, il nome pi bello che si fosse potuto inventare per me, "per fare bell'effetto sugli affissi." Talora, nelle cattive stagioni ci voleva una certa fatica a tener insieme il corpo e l'anima. L'imparare a cantare e ballare in pubblico spesso significa imparare ad aver fame e freddo dietro le scene; eppure la mia vita  stata tale, che ora considero come i giorni pi felici di essa quelli che passai colla compagnia di attori girovaghi.
"Aveva dieci anni quando mi colp la prima grave sventura di cui abbia memoria. Mia madre mor consunta nel fiore degli anni; e non molto dopo, la compagnia di attori, per una successione di cattive stagioni, fu ridotta agli estremi e si sciolse. Io rimaneva nel mondo, senza nome, senza danaro, reietta, con una fatale eredit. Dio sa se posso dirlo ora senza vanit dopo quello che ho passato! l'eredit della bellezza di mia madre. I miei soli amici erano gli affamati commedianti. Due di essi (marito e moglie) ottennero un posto in un'altra compagnia, ed io fui compresa nel patto. Il nuovo impresario era un ubbriacone ed un uomo brutale. Una sera feci un piccolo sbaglio nella mia parte, e mi batt per quello in modo veramente selvaggio. Forse io aveva ereditato un po' della vivacit di mio padre senza, credo, averne ereditata l'indole piena di misericordia. Comunque sia, mi determinai (senza preoccuparmi di ci che sarebbe seguito di me) a non esser pi sottomessa all'uomo che mi aveva battuta. All'alba dell'indomani apersi l'uscio del nostro miserabile alloggio, e, in et di dieci anni, col piccolo involtino delle mie robe in mano, mi slanciai sola nel mondo.
"Nella sua ultima ora, mia madre mi aveva confidato il nome di mio padre, e il suo indirizzo a Londra: Forse egli avr compassione di te, mi disse, sebbene non ne abbia affatto per me; in ogni caso puoi tentare. Io aveva alcuni scellini, miseri avanzi del mio stipendio, e non era molto lontana da Londra. Ma non mi accostai mai alla dimora di mio padre: bambina come era, avrei digiunato e sarei morta piuttosto che rivolgermi a lui. Io aveva amato teneramente mia madre, e odiato l'uomo che l'aveva abbandonata e non aveva voluto vederla nella sua ultima ora. Non mi curava affatto che egli fosse mio padre."
Forse questa confessione vi dispiace? Il vostro aspetto, signor Holmcroft, quasi me lo fa credere. Riflettete un poco, signore. Quello che ho detto deve farmi credere una creatura senza cuore, anche nella fanciullezza! Che cosa  un padre per un figlio, quando questo non si  mai seduto sulle sue ginocchia e non ha mai ricevuto da esso neppure un bacio? Se ci fossimo incontrati in istrada, non ci saremmo conosciuti. Forse, in seguito, quando io moriva di fame nelle strade di Londra, posso aver chiesto l'elemosina a mio padre senza saperlo, ed egli pu aver gettato un soldo a sua figlia senza saperlo neppure! Che cosa v'ha di sacro nei rapporti fra padre e figlia, quando sono rapporti di questa fatta? Anche i fiori dei campi non possono crescere senza la luce e l'aria che li sostenga. Come pu nascere l'amore di una figlia, se nulla lo alimenta?
"In breve i miei piccoli risparmi furono consumati, cosa che sarebbe seguita anche se avessi avuto l'et e la forza necessaria per proteggerli. Comunque sia, i miei pochi scellini mi furono presi dagli zingari. Non aveva motivo di lagnarmene. Essi mi davano da mangiare e mi ricoveravano sotto le loro tende; e mi adoperavano in varii modi. Dopo un po' di tempo, vennero pei zingari i tempi duri come erano venuti pei commedianti girovaghi. Alcuni furon messi in prigione, il rimanente and disperso. Era la stagione della raccolta dei luppoli; trovai da impiegarmi con quelli che li raccoglievano, poi andai a Londra coi miei nuovi amici. Non voglio annoiarvi e addolorarvi estendendomi con troppi particolari su questa parte della mia infanzia. Mi contenter di dirvi che termin colla mendicit, velata dal vendere solfini nelle strade. Il retaggio di mia madre mi procur parecchie monetine d'argento che i miei solfini non avrebbero mai fatto uscire dalle tasche, se fossi stata una bimba brutta. Il mio volto, che doveva essere la mia pi grande sventura in seguito, era allora il mio migliore amico."
Non vi  nulla, signor Holmcroft, nella vita che ora vi descrivo che vi ricordi di un giorno in cui passeggiavamo insieme, non  gran tempo? Rimaneste meravigliato ed offeso, me ne ricordo; e non mi fu possibile spiegarvi allora la mia condotta. Vi ricordate quella fanciullina girovaga, con un meschino mazzetto quasi appassito in mano, che vi correva dietro domandando un soldo? Vi fece una certa impressione vedendomi dare in un dirotto pianto quando quella povera bimba ci domand di che comprare un pezzo di pane. Ora sapete perch io piangeva; ora sapete perch vi offesi l'indomani, mancando ad un convegno con vostra madre, per andare in cerca (invano) di quella fanciulla. Dopo quello che vi ho narrato, riconoscerete che la mia povera sorellina nella sventura aveva maggior diritto su me di qualunque altra cosa.
"Ma lasciatemi continuare: mi rincresce di avervi fatto pena; lasciatemi continuare. I vagabondi abbandonati delle strade hanno (come seppi allora) una via che  loro sempre aperta: esporre i loro patimenti sotto gli occhi dei ricchi e caritatevoli loro compaesani. Non hanno che ad infrangere la legge, ed appaiono in pubblico in una corte di giustizia. Se le circostanze annesse al loro fallo sono in certo modo interessanti, acquistano un altro vantaggio, divengono noti in Inghilterra per mezzo dei reporters dei giornali. S: anch'io conosco la legge. Io so che essa non badava affatto a me finch la rispettava; ma in due occasioni differenti si fece la mia migliore amica quando mi misi a sfidarla. La mia colpa fortunata fu commessa quando aveva appunto dodici anni. Era di sera, e mi trovava mezzo morta da un lungo digiuno; pioveva e la notte stava per venire. Io mendicai, senza ritegno, con voce alta, come pu mendicare soltanto una bimba affamata. Una vecchia signora in carrozza alla porta di un magazzino si lagn della mia importunit. Il poliziotto fece il suo dovere. La legge mi dava da cena e un ricovero nella stazione di pubblica sicurezza per quella notte. Comparvi innanzi al tribunale correzionale, e interrogata dal magistrato narrai tutta la mia storia. Era la storia quotidiana di migliaia di bambini come me; ma io aveva in me un elemento di maggiore interesse. Confessai di aver avuto un padre (era morto allora) di nascita distinta; e confessai (colla stessa sincerit con cui aveva confessato ogni cosa) che non mi era mai rivolta a lui per chiedergli soccorso, in memoria del modo con cui aveva trattato mia madre. Questo incidente era nuovo, credo; e quindi venne riportato il mio caso nei giornali. I reporters servirono inoltre i miei interessi descrivendomi come avvenente e interessante. Vennero mandate al tribunale parecchie sottoscrizioni di denaro. Due persone benevole, marito e moglie, di una classe rispettabile vennero a visitare la casa di lavoro per vedermi. Produssi una impressione favorevole su di loro e specialmente sulla moglie. Io era al tutto isolata, non aveva nessun parente che avrebbe potuto aiutarmi e reclamarmi. La signora non aveva figli; il marito era un buon uomo. La cosa and a finire che mi presero con loro per provare se sarei stata buona a servirli.
"Ho sempre avuto una aspirazione, per quanto basso io possa essere caduta, di tentare di sollevarmi e acquistare una posizione superiore; di alzarmi, malgrado la fortuna, ad un posto pi alto di quello che mi spettava nel mondo. Forse un po' della superbia di mio padre pu essere in fondo a questo sentimento, che sembra far parte della mia natura. Esso mi port in questa casa, e ne uscir con me.  questa una benedizione o una maledizione? Non posso dirlo. La prima notte che passai nella mia nuova casa, mi dissi: Essi mi hanno presa per loro serva; voglio divenire qualche cosa di pi; voglio che finiscano per prendermi come loro figliuola. Prima che fosse trascorsa una settimana, io era divenuta la compagna prediletta della mia padrona, mentre il mio padrone era occupato ne' suoi affari. Era una donna molto educata, e di gran lunga superiore, per questo riguardo, a suo marito, e, per sua disgrazia, gli era superiore anche negli anni. L'amore era tutto dalla sua parte. Tranne certe occasioni in cui egli eccitava la sua gelosia, essi vivevano insieme abbastanza in pace. Era una delle tante mogli che si rassegnano ad essere deluse nei loro mariti, ed egli uno dei tanti mariti che non sanno mai qual concetto hanno davvero delle loro mogli. Il maggior piacere della mia padrona era quello di istruirmi. Io imparava agevolmente, e faceva rapidi progressi. Alla mia et era facile prendere tutte le raffinatezze di lingua e di modi che caratterizzavano la mia padrona. Non  che la pura verit il dire che l'educazione che mi ha resa capace di rappresentare la parte di una signora, fu opera sua. Vissi tre anni felici sotto quel tetto amichevole. Io era fra i quindici e i sedici anni, allorch la fatale eredit di mia madre cominci a gettare la prima ombra sulla loro vita. Un giorno malaugurato, l'amore materno della signora per me mut, in un momento, nell'odio geloso che non perdona mai. Ne indovinate voi la ragione! Il marito s'innamor di me. Io era innocente, io era immacolata. Egli lo confess poi al prete che gli era accanto al suo letto di morte. Da quel tempo gli anni erano trascorsi, ed era troppo tardi per giustificarmi. Quando io stava in casa sua, egli era in quell'et in cui si suppone per solito che si guardino le donne con tranquillit, se non con indifferenza. Io aveva avuto l'abitudine, durante quegli anni, di considerarlo come il mio secondo padre. Ignorando nella mia innocenza qual fosse il sentimento che io gli aveva ispirato, gli permetteva qualche paterna famigliarit, che accendeva vieppi la sua colpevole passione. Sua moglie se ne avvide, non io. Nessuna parola pu descrivere la mia meraviglia e il mio orrore quando il primo scoppio della sua collera mi fece conoscere la verit. In ginocchio le giurai che io non era colpevole; la supplicai di render giustizia alla mia purezza e alla mia giovinezza. La donna che prima era di una natura dolce e contegnosa, ora spinta dalla gelosia era divenuta una furia. Essa mi accus d'incoraggiare volontariamente quella passione; mi dichiar che mi avrebbe cacciata di casa colle sue proprie mani. Suo marito, come molti altri uomini d'indole tranquilla, aveva riserve di collera in s cui era pericoloso il provocare. Quando sua moglie alz la mano sopra di me, egli perdette ogni ritegno. Egli disse chiaramente a sua moglie che la vita non valeva nulla per esso senza di me; e dichiar apertamente che mi avrebbe seguita se fossi uscita di casa. La donna divenuta frenetica lo prese per un braccio, vidi solo quell'atto, ma nulla altro. Corsi via nella strada, pazza dallo spavento. Una carrozza passava, vi entrai, prima che il mio padrone potesse venirmi dietro, e mi diressi verso l'unico asilo che mi venisse in mente; una piccola bottega, tenuta da una vedova sorella di una delle nostre serve. Ebbi col ricovero per la notte. L'indomani il mio padrone mi scoperse. Mi fece mille proposizioni scellerate, mi offerse tutta la sua fortuna, e mi dichiar che malgrado tutto ci che io potessi dire, sarebbe tornato lo indomani. Quella notte, aiutata dalla buona donna che mi aveva presa a proteggere, nel buio della notte, come se fossi stata io la colpevole, mi recai dall'altro capo di Londra, e mi posi sotto l'egida di una donna rispettabile, che vivea poveramente, affittando stanze. Col, in una soffitta sul tetto, fui di nuovo spinta nel mondo, in una et in cui era doppiamente pericoloso per me l'essere costretta a guadagnarmi coi soli miei mezzi il pane per sfamarmi, e il tetto che mi ricoverava.
"Non merito lode alcuna, se, giovine com'era, posta fra la agevole strada del vizio e quella aspra e dura della virt, operai come feci. Quell'uomo mi faceva orrore; il mio istinto naturale mi spingeva a fuggirlo. Ma, prima di giungere alla parte pi dolorosa della mia storia, ricordatevi che io era una fanciulla innocente, e non ero da biasimare per nulla. Perdonatemi se mi sono dilungata troppo sopra quegli anni della mia giovinezza. Rifuggo per quanto posso dal parlare degli avvenimenti che seguirono dopo, e di cui il solo pensiero mi fa inorridire.
"Perdendo la stima della mia benefattrice, io aveva, nel mio isolamento, perduto ogni mezzo per mantenermi onestamente, tranne quello tanto misero del lavoro d'ago. L'unica cosa di cui poteva ora disporre, era la raccomandazione della mia padrona di casa in un magazzino di biancheria ove si adoperava buon numero di abili cucitrici.  inutile che vi dica quanto miseramente sia retribuita quella sorta di lavoro, lo sapete gi dai giornali che ne parlano sovente. Finch la salute mi resse potei vivere senza far debiti. Poche fanciulle hanno potuto resistere tanto tempo alle deleterie influenze di stanze affollate di operaie, allo scarso nutrimento e alla privazione quasi totale di esercizio. Da bambina aveva vissuto all'aria aperta, e questo aveva rinvigorito una costituzione naturalmente robusta, naturalmente libera da qualsiasi malattia ereditaria. Ma la mia ora venne finalmente. Sotto quel lavoro eccessivo la salute mi abbandon! Fui presa da una febbre lenta, e le mie compagne mi avevano gi sfidata: Poveretta, dicevano, i suoi patimenti non tarderanno molto a finire! Quella predizione forse si sarebbe avverata: io non avrei forse commesso i falli, n sofferto tutti i patimenti che vennero dopo, se mi fossi ammalata in un'altra casa. Ma per mia fortuna, o pel mio malanno, non so quale dei due, io aveva destato interesse in una attrice di un teatro del sobborgo, che occupava una stanza sotto la mia. Tranne quel tempo in cui la sua professione la obbligava ad assentarsi per due o tre ore nella sera, quella generosa creatura non abbandon mai il mio capezzale. Per quanto povera fosse la sua borsa, essa pag tutte le spese necessarie durante il tempo in cui giacqui inferma. La padrona di casa commossa dal suo esempio accett la met sola del mio affitto settimanale. Il medico, con carit veramente cristiana, non volle esser pagato. Le cure pi affettuose mi furono prodigate; la giovent e la mia robusta costituzione fecero il resto. Tornai alla vita, e ripresi di nuovo il mio lavoro.
"Vi far meraviglia che avendo per amica una commediante non abbia approfittato della sua raccomandazione per salire sulle scene, specialmente essendomi nella mia infanzia famigliarizzata fino a un certo punto con quell'arte. Io aveva un motivo solo che mi faceva rifuggire dall'idea di mettermi sul teatro; ma era forte abbastanza per indurmi a sopportare qualunque cosa, per quanto l'avvenire mi si presentasse senza speranza. Se mi fossi esposta al pubblico, sarei stata certamente scoperta dall'uomo al quale ero sfuggita per un tempo pi o meno lungo. Io sapeva che egli frequentava i teatri, ed era azionista di un giornale teatrale. Io lo aveva anche udito menzionare quello in cui recitava la mia amica, e paragonarlo con lode ad altri luoghi di trattenimento di maggiore pretesa. Presto o tardi, se io mi fossi messa in quella compagnia, egli certamente sarebbe andato a vedere la nuova attrice. Questo solo pensiero mi fece tornare al mio lavoro d'ago. Prima che avessi riacquistato le forze necessarie per resistere all'atmosfera delle affollate sale di lavoro, ottenni il permesso, come un favore, di riprendere le mie occupazioni in casa.
"Certamente il partito da me preso fu quello di una fanciulla virtuosa. Non  vero? Eppure il giorno in cui ripresi l'ago fu il giorno pi fatale della mia vita. Io doveva non solo provvedere ora ai miei bisogni, ma aveva ancora debiti da pagare. Ci non si poteva ottenere che lavorando pi attivamente di prima, e vivendo pi poveramente che mai. In breve dovetti soccombere, nel mio stato di debolezza, ad una vita come quella. Una sera fui presa da forti vertigini, e da violente palpitazioni di cuore. Apersi la finestra, e l'aria fresca che entr nella stanza parve riconfortarmi, ma non abbastanza per riprendere il lavoro. Pensai fra me che una mezz'ora di passeggiata mi avrebbe fatto del bene. Non credo di essere stata per pi di dieci minuti in strada, quando il malessere che mi aveva presa nella mia stanza si rinnov con maggior violenza. Non vi era nessuna bottega vicina per ricoverarmi. Cercai di suonare il campanello all'uscio pi prossimo a me; ma prima che avessi potuto afferrarlo caddi svenuta. Quanto tempo la fame e la sfinitezza mi lasciarono in bala del primo venuto, mi  impossibile dire. Quando ricuperai in parte i sensi, mi accorsi di essere ricoverata in qualche luogo, e che un uomo mi accostava alle labbra un bicchiere con qualche bevanda spiritosa. Io ne bevetti non so se poco o molto. Quello stimolante mi fece uno strano effetto. Mi rianim dapprima, poi mi fece cadere in una sorta di stupefazione. Ancora una volta perdetti i sensi. Allorch tornai in me, il giorno spuntava; io era in letto, in una stanza ignota. Un terrore senza nome s'impadron di me. Mi misi a gridare: due o tre donne entrarono, il cui volto tradiva anche ai miei occhi inesperti la svergognata loro esistenza. Balzai dal letto, e le supplicai di dirmi dove io mi trovava e che cosa era avvenuto... Risparmiatemi! Non posso andare avanti. Poco fa avete udito miss Roseberry chiamarmi il rifiuto delle strade. Ora sapete e Dio mi giudichi se non dico la verit! ora sapete in qual modo sono venuta tale, e fino a che punto io meritava il mio crudele destino."
La sua voce divenne fioca, la sua forza l'abbandon per la prima volta.
Accordatemi alcuni minuti, disse con voce supplichevole. Se andassi avanti ora, non potrei trattenere le lagrime.
Maria prese la seggiola che le aveva offerto prima Giuliano, e volse il capo per modo che nessuno dei due giovani poteva vederla. Con una mano si stringeva il petto, l'altra le pendeva inerte sul fianco.
Giuliano si alz dal suo posto; Orazio non si mosse n pronunzi una parola. Aveva il capo chino sul petto; le traccie delle lagrime sulle guancie dimostravano che era commosso. L'avrebbe egli perdonata? Giuliano gli pass avanti e si accost alla seggiola di Maria.
Senza parlare le prese la mano che pendeva inerte, e senza parlare l'accost alle labbra e la baci come avrebbe potuto fare un fratello. Essa si scosse, ma non alz il capo. Uno strano timore parve invaderla.
Orazio? mormor sommessamente.
Giuliano non rispose. Torn al suo posto lasciandole credere che fosse stato Orazio.
Il sacrificio era cos immenso, col sentimento che aveva per essa, da esser degno dell'uomo che lo faceva.
Maria aveva chiesto alcuni minuti per rimettersi. Passati che furono, si rivolse di nuovo verso di essi. La sua voce melodica si era nuovamente rinforzata; essa pos i suoi occhi dolcemente sopra Orazio mentre riprese la sua narrazione.
"Che cosa poteva fare possibilmente una fanciulla abbandonata nella mia posizione quando mi fu svelato chiaramente l'oltraggio di cui era stata vittima? Se avessi avuto parenti affettuosi per proteggermi e consigliarmi, le miserabili nelle cui mani io era caduta avrebbero pagato il fio innanzi alla legge del loro operato. Ma io era ignara come una bambina delle formalit necessarie a far agire la giustizia. Ma, direte, io aveva un altro mezzo. Le societ caritatevoli mi avrebbero ricevuta e protetta quando avessi loro narrato il caso mio. Io non conoscevo quelle societ niente pi di quello che conoscessi le leggi. Almeno, soggiungerete, avreste potuto tornare da quelle brave persone colle quali eravate vissuta fino allora. Quando riacquistai la mia libert, dopo alcuni giorni, ebbi vergogna di tornare da quella gente onesta. Senza aiuto, senza speranza, senza aver peccato deliberatamente, caddi, come migliaia di altre donne caddero, nella vita che ha posto un marchio su me per tutto il resto dei miei giorni.
"Vi sorprende forse l'ignoranza che vi svela questa confessione? Voi avete i vostri avvocati che vi indicano i mezzi dati dalla legge, avete i giornali, le circolari e molti amici che si affaccendano a lodare continuamente gli Istituti di carit; voi che possedete tutti questi vantaggi, non avete idea del grado immenso d'ignoranza in cui vivono tante creature perdute, che sono tuttavia vostro simile. Esse non sanno nulla (a meno che non siano canaglia avvezza a predare la societ) dei vostri generosi tentativi per aiutarle. Lo scopo che si propone la carit pubblica, e il modo di conoscerla e trarne profitto, dovrebbe essere affisso in ogni angolo delle strade. Che cosa sappiamo noi dei pranzi pubblici, dei discorsi eloquenti e delle circolari stampate con eleganza? Ogni tanto il caso di qualche creatura rejetta (generalmente una donna), che si  suicidata, a pochi passi forse da un Istituto che le avrebbe aperto le porte, appare nei giornali, vi commuove fortemente, poi viene dimenticato di nuovo. Fate in modo che la carit e i ricoveri siano conosciuti fra la gente senza danaro, come si fa per far conoscere una nuova commedia, un nuovo giornale, o un nuovo medicamento fra la gente con danaro, e riuscirete a salvare molte povere creature che ora sono affatto perdute.
"Mi perdonerete e mi comprenderete se non dico altro di questo periodo della mia vita. Vengo ora ad un altro punto della mia esistenza che mi port per la seconda volta in faccia ad una corte di giustizia.
"Per quanto dolorosa sia stata la mia esperienza, tuttavia non mi ha fatto pensare male della natura umana. Ho trovato anime generose che mi compiansero nei primi miei dolori; ed ebbi pi tardi amiche fedeli, disinteressate, generose fra le mie sorelle di sventura. Una di queste, povera donna (ora  partita, e ci mi consola, da un mondo nel quale ha tanto tribolato!), attrasse particolarmente la mia simpatia. Era la creatura pi mite, la pi disinteressata che io mi abbia mai incontrato. Vivevamo insieme come sorelle. Pi di una volta, nelle ore di disperazione quando il pensiero del suicidio si affaccia alla mente di una sconfortata, l'immagine della mia povera amica, che sarebbe rimasta sola a tribolare, mi trattenne da quell'atto disperato. Voi non potrete forse crederlo, ma avevamo anche noi qualche giorno felice. Quando essa od io avevamo risparmiati alcuni scellini, solevamo farci scambievolmente alcuni doni. E, pi strano ancora, assaporavamo il piacere di donare e di ricevere colla stessa soddisfazione come se fossimo state le donne pi rispettabili del mondo!
"Un giorno condussi la mia amica in una bottega per comprarle un nastro, solo un fiocco, pel suo vestito. Io voleva che lo scegliesse di suo gusto, mentre io l'avrei pagato, e voleva che fosse il pi bello che si potesse trovare. La bottega era piena, e dovemmo aspettare prima di poter essere servite. Accanto a me, mentre ero innanzi al banco colla mia compagna, stava una donna vestita in modo appariscente, scegliendo alcuni fazzoletti. Erano questi ricamati molto bene, ma quella signora era molto difficile da contentare. Li gett tutti in un mucchio con disprezzo, e domand altri oggetti di ricami. Il mercante, togliendo i fazzoletti per riporli, si accorse che ne mancava uno. Egli ne era certo per una particolarit nel ricamo che lo rendeva specialmente notevole. Io era vestita meschinamente, ed era vicina ai fazzoletti. Dopo avermi dato un'occhiata, grid al garzone: Chiudete la porta! Vi  un ladro nella bottega! La porta venne chiusa, e il fazzoletto perduto fu cercato in vano sul banco e per terra. Un furto era stato commesso e io fui accusata di averlo commesso. Non dir nulla di ci che provai in quel momento, dir solo ci che ebbe luogo. Fui frugata, e mi si trov addosso il fazzoletto. La donna che io aveva vicina, trovandosi in pericolo di essere scoperta, riusc certo a mettermi in saccoccia il fazzoletto involato. Solo una ladra bene esperta poteva salvarsi in quel modo senza che io me ne avvedessi. Innanzi ai fatti era inutile dichiarare la mia innocenza. La mia posizione non poteva certo guarentirmi. La mia amica cerc di parlare in mio favore; ma che cosa era essa? Soltanto una donna perduta come me. La deposizione della mia padrona di casa in favore della mia onest non produsse effetto; anzi l'affittare stanze a donne come me non le dava autorit veruna. Mi si fece il processo, e fui riconosciuta colpevole.
"La narrazione delle mie sventure  ora giunta al colmo, signor Holmcroft. Non serve che io fossi innocente o no; la vergogna di esse rimane: sono stata in prigione per furto. La direttrice della prigione prese essa pure interesse ai miei dolori. Fece un rapporto favorevole della mia condotta alle autorit; e quando ebbi servito il tempo voluto (come si suol dire fra noi) mi diede una lettera per la buona amica e custode dei miei ultimi giorni, per la signora che sta ora per venire e ricondurmi al Ricovero.
"Da questo tempo la storia della mia vita non  altro che la storia dei vani tentativi di una donna per riacquistare il posto perduto nel mondo. La direttrice, allorch mi ricevette nel Ricovero, riconobbe francamente che vi erano ostacoli terribili sulla mia strada. Ma vide che io era sincera, e sent la simpatia e la compassione di un amica buona per me. Dal canto mio, io non diedi indietro innanzi alla prospettiva di ricominciare il lento e faticoso viaggio per una vita onorata, dal punto di partenza pi umile, dal servizio domestico. Dopo essermi guadagnata la stima della direttrice, ottenni un posto di prova in una casa rispettabile. Io lavorava attivamente, senza lagnarmi; ma il fatale retaggio di mia madre ricominci a essermi di danno. Il mio aspetto mi fece osservare; i miei modi e i miei costumi non erano quelli delle persone della mia condizione. Tentai una cosa dopo l'altra, sempre cogli stessi risultamenti. Poteva sopportare il sospetto e la gelosia; ma era senza di essa allorch anche la curiosit mi aggrediva. Un po' prima o un po' dopo le investigazioni finivano per far nota la verit. Talora le donne di servizio minacciavano di andare in corpo ad avvertire i padroni, ed io allora era obbligata ad andarmene. Talora, quando nella famiglia vi era un giovinotto, lo scandalo si fissava sopra di me e su di lui, e di nuovo io doveva andar via. Se vi piacesse saperlo, la signorina Roseberry potrebbe narrarvi la storia di quei giorni dolorosi. Io gliela raccontai quella sera memorabile quando l'incontrai nella capanna francese; non mi d il cuore di ripeterla adesso. Dopo un tratto di tempo, mi stancai di quell'inutile lotta. La disperazione si impadron di me, e perdetti ogni speranza nella misericordia di Dio. Pi di una volta m'incamminai verso l'uno o l'altro dei ponti che danno sul fiume, e guardando acqua dal parapetto, diceva fra me: Altre donne hanno fatto questo: perch non potrei farlo anch'io? Voi mi salvaste in quel tempo, signor Gray, come voi mi avete salvato in seguito. Io era una delle vostre ascoltatrici quando predicaste nella cappella del Ricovero. Voi riconciliaste altre donne, oltre me, al nostro duro pellegrinaggio. In nome loro, mio signore, vi ringrazio. Non mi ricordo quanto tempo trascorse tra il giorno benedetto in cui ci confortaste e sosteneste e quello in cui scoppi la guerra fra la Germania e la Francia. Ma non posso dimenticare la sera in cui la direttrice mi fece entrare nella sua stanza, e mi disse: Mia cara, voi sciupate qui la vostra esistenza. Se vi rimane coraggio da tentare un'altra via, posso presentarvi un'altra probabilit di riuscita. Passai un mese di noviziato in un ospedale di Londra. Una settimana dopo portava la Croce Rossa della Convenzione di Ginevra: io era stata accettata come infermiera in una ambulanza francese.
"Quando mi vedeste la prima volta, signor Holmcroft, io vestiva ancora l'uniforme di infermiera, nascosta a voi e a tutti sotto il mio mantello bigio.
"Voi sapete che cosa avvenne in seguito; sapete in qual modo venni in questa casa. Non ho cercato di mostrare i miei patimenti e dolori pi gravi di quello che siano stati realmente. Vi ho descritta la mia vita sinceramente quale la dissi a miss Roseberry;  una vita senza speranza. Possiate non conoscere mai quale tentazione sia stata la mia quando la bomba colp quella fanciulla nella capanna di Francia. Ella giaceva in terra, morta! Il suo nome era senza macchia. Il suo avvenire mi prometteva quella ricompensa che era stata negata agli onesti tentativi di una donna penitente. Mi era offerto di nuovo il mio posto perduto, cio di riprenderlo con un inganno. Io non aveva avvenire innanzi a me; non aveva un amico che mi consigliasse e mi salvasse; gli anni pi belli della mia vita erano stati sciupati nella vana lotta di riacquistare un nome onorato. Questa era la mia posizione quando la possibilit di prendere il posto della signorina Roseberry mi si affacci alla mente. Impulsivamente, senza riflettere, iniquamente, se volete, afferrai l'opportunit, e mi lasciai dare da voi il mezzo di attraversare le linee tedesche col nome di miss Roseberry. Giunta in Inghilterra, avendo avuto il tempo per riflettere, feci il mio primo ed ultimo sforzo per ritirarmi prima che fosse troppo tardi. Andai al Ricovero, e mi fermai sul lato opposto della strada a guardarlo. Mi si affacci di nuovo l'antica esistenza desolata e senza speranza, mentre guardava l'uscio tanto a me famigliare; non potei vincere l'orrore di ritornare a quella vita; una vettura vuota passava in quel momento; il conduttore alzava la mano; io con fredda disperazione lo feci fermare; e quando mi disse: Dove? colla stessa disperazione, risposi: Al palazzo di Mablethorpe.
"Non dir nulla di quello che ho sofferto in segreto dacch il successo felice del mio inganno mi ebbe stabilita nella casa di lady Giovanna. Molte cose che vi debbono aver sorpreso nella mia condotta, vi sono ora spiegate. Dovete esservi accorto da un pezzo che io non era felice; ora ne conoscete la ragione.
"La mia confessione  terminata; finalmente la mia coscienza si  levata questo peso. Voi siete libero, la vostra promessa verso di me  annullata. Ringraziate il signor Giuliano Gray, se io sono qui accusandomi del fallo da me commesso, innanzi all'uomo al quale ho recato torto.
...
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...
CAPITOLO 28. La sentenza  pronunziata.
...
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...
Le rivelazioni di Maria erano terminate. L'ultimo suono della sua voce s'era dileguato.
I suoi occhi erano fissi sopra Orazio Holmcroft. Dopo quello che aveva detto, poteva egli resistere a quello sguardo dolce e supplichevole? Le perdonerebbe egli? In tutto quel tempo, Giuliano aveva veduto le lagrime scorrergli sulle guancia, e creduto che fosse commosso per Maria. Perch taceva ora? Era egli possibile che quelle lagrime fossero di compassione per s stesso? Per l'ultima volta, nella crisi della sua esistenza, Giuliano parl per lei. Non l'aveva mai amata tanto come in quel momento; era uno sforzo anche per la sua generosa natura difendere la causa di Maria con Orazio contro s stesso. Ma egli le aveva promesso, senza riserva, tutto l'aiuto che l'amico pi sincero potesse offrirle, ed egli con fedelt e fermezza manteneva la sua promessa.
Orazio! disse.
Orazio alz lentamente il capo; Giuliano si alz e gli and vicino.
Ella vi ha detto di ringraziarmi, se la sua coscienza ha parlato. Ringraziate la nobile natura che ha risposto alla chiamata! Riconoscete l'incalcolabile valore di una donna che in queste condizioni svela il vero. Il suo sincero pentimento  una gioia nel cielo. Non parler per ella sulla terra? Onoratela, se siete cristiano! Abbiate compassione di lei, se siete un uomo!
Egli aspett. Orazio non gli rispose.
Maria volse i suoi occhi pregni di lagrime verso Giuliano. Il suo cuore era quello che sentiva compassione per lei! Le sue parole erano le sole che la confortassero e le parlassero di perdono! Con uno sforzo torn a guardare Orazio. L'ultimo vincolo era rotto. Nel profondo del suo animo sorse un pensiero velato, un pensiero che non pot reprimere. Posso io mai avere amato quell'uomo?
Ella fece un passo per avvicinarsegli; anche in quel momento era impossibile dimenticare affatto il passato. Maria gli stese la mano.
Anche Orazio si alz, ma senza guardare.
Prima che ci separiamo per sempre, disse Maria, non mi darete la mano come pegno del vostro perdono?
Egli esitava: alz a met la mano, ma un momento dopo quell'impulso generoso si dilegu, e vi subentr il volgare timore di ci che sarebbe seguito se egli si fosse abbandonato al pericoloso fascino di quel contatto.
Lasci cadere la mano, e si volse in fretta per uscire.
Non posso perdonarle! disse.
E con questa orribile confessione, senza neppure accordarle un ultimo sguardo, usc dalla stanza.
Nel momento in cui apriva la porta, il disprezzo di Giuliano non ebbe pi limiti.
Orazio, disse, vi compiango!
Mentre queste parole gli sfuggivano, egli si volse per guardare Maria. Essa si era allontanata da loro, era andata nella parte pi lontana della biblioteca. Il primo amaro presagio di quello che l'aspettava quando fosse per avere contatto col mondo, di nuovo le era venuto da Orazio! L'energia che l'aveva fino allora sostenuta, vacill innanzi alla spaventosa prospettiva, doppiamente terribile per una donna, della maldicenza e del disprezzo. Senza speranza e senza forza, cadde in ginocchio innanzi a un piccolo canap, che si trovava nell'angolo pi oscuro della stanza.
Oh! Ges, abbiate misericordia di me!
Questa fu la sua sola preghiera.
Giuliano la segu; aspett un poco, poi colla sua mano affettuosa le tocc la spalla; e la sua voce amorevole risuon in modo consolante al suo orecchio.
Alzati, povero cuore ferito! Anima bella e purificata, gli angeli di Dio si rallegrano per te! Riprendi il tuo posto fra le pi nobili creature di Dio!
E mentre parlava egli l'alz in piedi. Maria si sent il cuore pieno di riconoscenza per Giuliano. Gli prese la mano, la strinse al petto, e la accost alle labbra, poi la lasci cadere ad un tratto, e rimase ritta innanzi al giovane come una bambina spaventata.
Perdonatemi! disse solo, io era cos perduta, cos abbandonata, e voi siete tanto buono per me!
Tent di allontanarsi, ma era impossibile; aveva perduto le forze, si appoggi al canap per non cadere. Giuliano la guard, e la confessione del suo cuore stava per sfuggirgli, ma la guard di nuovo e si trattenne. No; non in quel momento, non quando era sfinita e vergognosa; non quando la sua debolezza potesse farla cedere per poi pentirsene in seguito. Quel cuore generoso che l'avea risparmiata ed amata fin dal principio, si conservava sempre lo stesso.
Egli pure la lasci, ma non senza una parola prima di allontanarsi.
Non vi date pensiero per ora del vostro avvenire, disse dolcemente. Ho una proposta da farvi quando sarete pi tranquilla e pi riposata.
Aperse l'uscio pi vicino, quello della stanza da pranzo, ed entr in questa.
I domestici che stavano apparecchiando la tavola, osservarono che quando "il signor Giuliano" entr nella stanza, i suoi occhi erano "pi brillanti del consueto." Egli aveva l'aspetto (dissero i domestici) di un uomo che "attendeva buone notizie." Erano disposti a credere, sebbene fosse in realt troppo giovane, che il nipote di Sua Signoria avrebbe molti avanzamenti nella chiesa.
...
Maria si sedette sopra il canap.
L'organismo fisico umano ha i suoi limiti contro l'azione del dolore che non si possono oltrepassare. Quando i patimenti hanno raggiunto un dato punto d'intensit, la sensitivit nervosa non  pi capace di soffrire altrimenti.
L'ufficio della natura per questo rispetto non si applica solo alle sofferenze del corpo, ma anche alle sofferenze dell'anima. Il dolore, la collera, il terrore, hanno essi pure un limite,
La sensitivit morale, come la sensitivit nervosa, giunta al suo periodo di assoluto esaurimento, non sente pi nulla.
La capacit di Maria pel dolore era giunta al suo apice. Sola nella biblioteca, pot provare il conforto fisico del riposo; si ricordava confusamente le ultime parole di Giuliano, e rifletteva dolorosamente a ci che volevano dire, ma niente altro,
Pass un tratto di tempo, un breve intervallo di perfetto riposo.
Maria ritorn abbastanza in s per poter guardare l'orologio e calcolare il tempo che sarebbe passato prima che Giuliano ritornasse come le aveva promesso. Mentre pensava languidamente a questo, il suono del campanello dell'anticamera che serviva a chiamare i domestici incaricati del servizio di quella parte della casa, venne a disturbarla.
Orazio era uscito dall'uscio che conduceva nell'anticamera, e non l'aveva richiuso. Maria ud il suono del campanello, e un momento dopo (ancor pi distintamente) ud la voce di lady Giovanna!
Balz in piedi; aveva la lettera di lady Giovanna ancora nella tasca del suo grembiale, quella lettera nella quale la Signora le comandava di astenersi da qualunque confessione, ed essa l'aveva pronunziata pochi minuti prima! L'ora del pranzo era vicina; e la biblioteca era il posto prediletto in cui la padrona di casa e i suoi ospiti si raccoglievano in quell'ora. Non vi era da dubitare; era certo che lady Giovanna si era fermata nella sala un momento prima di venire in quella stanza.
L'unica alternativa di Maria era di uscire immediatamente dalla biblioteca per l'uscio della stanza da pranzo o rimanere dove era, col pericolo di essere presto o tardi obbligata a confessare di avere deliberatamente disobbedito alla sua benefattrice. Esausta da quello che aveva gi sofferto, rimase ritta in piedi, tremante ed incerta, incapace di deliberare sul da farsi.
La voce di lady Giovanna, chiara e risoluta, risuon fino nella biblioteca: stava rimproverando il domestico che era venuto al suono del campanello.
Non  forse il vostro cmpito in casa mia di mettere in ordine le lampade?
S, milady.
E il mio dovere non  quello di pagarvi il vostro salario?
Se vi piace, milady.
Perch debbo io trovare questa lampada che rischiara male e fa fumo? Io non ho mancato al mio dovere. Badate di non mancare al vostro.
La voce di lady Giovanna non era mai parsa tanto severa quanto risuonava ora all'orecchio di Maria. Se parlava tanto aspramente ad un domestico per aver trascurato una lampada, che cosa non poteva aspettarsi la sua figliuola adottiva quando avesse scoperto che le sue preghiere e i suoi ordini erano stati disobbediti?
Dopo aver rimproverato il domestico, lady Giovanna immediatamente gli fece un'altra domanda.
Dov' la signorina Roseberry?
Nella biblioteca, milady.
Maria torn verso il canap; non poteva pi reggersi in piedi; non aveva la forza di rivolgere gli occhi verso l'uscio.
Lady Giovanna entr con passo pi rapido del consueto. Si accost al canap, e diede colle dita, scherzevolmente, un colpettino sulla guancia di Maria.
Ah pigra! Non ancora vestita pel pranzo? Oh, vergogna, vergogna!
I suoi modi erano graziosi e amorevoli come l'atto che accompagnava le sue parole. Muta dalla sorpresa, Maria alz gli occhi per guardarla.
Sempre notevole pel buon gusto e la ricchezza delle sue vesti, lady Giovanna si era in quest'occasione superata. Era coperta di una splendida veste di velluto, aveva messo i gioielli pi ricchi, i suoi pizzi pi belli, senza che vi fosse nessuno a pranzo se non gli ospiti consueti del palazzo di Mablethorpe. Dopo aver osservato quanto ci fosse strano, Maria not ancora che per la prima volta, dacch la conosceva, lady Giovanna cercava di scansare il suo sguardo. La vecchia Signora si sedette famigliarmente sul canap; si mise a scherzare sul vestito troppo semplice di Maria colla miglior grazia del mondo, le pose un braccio con amorevolezza intorno alla vita, riordin i ricci un po' scomposti de' suoi capelli, ma nel momento in cui questa la guard, lady Giovanna trov qualche cosa di molto interessante da osservare negli oggetti famigliari che la circondavano sulle pareti della biblioteca.
In qual modo si potevano interpretare questi mutamenti? Che cosa significavano?
La profonda cognizione del cuore umano per parte di Giuliano, se fosse stato presente, avrebbe trovato forse il significato di questo mistero. Avrebbe supposto (per quanto incredibile fosse) che lady Giovanna provava lo stesso imbarazzo in presenza di Maria, che questa provava in presenza della vecchia dama. Era precisamente cos. La donna, la cui irremovibile fermezza aveva vinto la inaudita insolenza di Graziella Roseberry nell'ora del trionfo, la donna la quale, senza vacillare un momento, era andata incontro a qualunque conseguenza, che avrebbe potuto derivare dalla sua determinazione di ignorare la vera posizione di Maria nella sua casa, tremava per la prima volta trovandosi in faccia alla persona per la quale aveva tanto sopportato e sagrificato la sua dignit. Lady Giovanna si era sentita un brivido pensando a quell'incontro, come Maria aveva provato terrore nel momento di doverla incontrare. La cura e l'eleganza del vestiario significavano solo il desiderio di prolungare quanto pi era possibile l'incontro con Maria: anche i momenti perduti a rimproverare il domestico erano stati presi come pretesto di un'altra dilazione. L'entrare in fretta nella stanza, il fare scherzoso, le parole amorevoli, gli occhi inquieti, tutto doveva riferirsi alla stessa causa. In presenza degli altri, lady Giovanna era riuscita a far tacere la sua innata delicatezza, e il sentimento dell'onore. In presenza di Maria, che amava dell'amore di una madre, in presenza di Maria, per la quale si era abbassata tanto da voler celare il vero, tutto ci che vi era in quell'anima di alto e di nobile si ribellava e le dava quell'inquietudine ed incertezza.
Che cosa penser di me la mia figliuola di adozione, la fanciulla che mi ha fatto provare per la prima e l'ultima volta l'amore di madre, ora che mi sono fatta sua complice nella frode di cui essa si vergogna? Come posso io guardarla in faccia quando non ho esitato, per il riguardo egoistico della mia quiete, a proibirle quella sincera confessione del vero che il suo miglior sentimento del dovere l'aveva spontaneamente spinta a fare? Queste riflessioni torturavano l'anima di lady Giovanna, mentre cingeva affettuosamente col braccio la vita di Maria, mentre le sue dita ne ravviavano con famigliarit i capelli.
Da ci, e solo da ci, veniva quel parlare eccitato, quella affettata frivolezza del suo discorso, che si occupava dell'avvenire e non pensava per nulla al presente ed al passato.
L'inverno  qui insopportabile, cominci lady Giovanna; ho pensato, Graziella, a ci che vi era di utile a fare.
Maria si scosse; lady Giovanna l'aveva chiamata "Graziella!" Lady Giovanna aveva deliberato di non dar a credere di avere neppure un sospetto intorno al vero stato delle cose.
No, riprese Sua Signoria, facendo le viste di non capire il movimento di Maria, non salite sopra per vestirvi. Non vi  pi tempo, ed io son pronta a scusarvi. Mi avete superata, cara mia, avete raggiunta la perfezione della trascuratezza in fatto di toeletta. Mi rammento quando aveva i miei capricci anch'io, e quando qualsiasi vestito mi stava bene, come a voi. Ma non parliamo pi di questo. Come vi diceva, sto pensando a ci che dobbiamo fare. Non possiamo invero rimanere qui: un giorno fa freddo, un altro giorno fa caldo;  davvero un clima insopportabile! Per la societ che cosa perdiamo andando via? Ora non vi  per cos dire societ. Riunioni affollate di gente ben vestite che si vanno a trovare nelle rispettive loro case, si strappano i vestiti, si camminano sui piedi. Se siete fortunata, vi sedete in un angolo, prendete un sorbetto mezzo liquefatto, e sentite un chiacchero di frasi senza senso dette col gergo di moda presentemente. Ecco la societ moderna! Se avessimo almeno una buona opera, ci sarebbe motivo di rimanere a Londra. Ma guardate a quel programma l su quel tavolino; promette mari e monti, ma non mantiene le sue promesse. Sempre le stesse opere, cantate dagli stessi cantanti; sempre lo stesso stupido pubblico: in breve, le serate musicali pi noiose di tutta l'Europa. No! pi ci penso, pi sono persuasa che non ci resta da appigliarci che ad un solo partito ragionevole; quello di partire per l'estero. Mettete in opera quella bella testolina; scegliete il settentrione o il mezzogiorno, l'oriente o l'occidente; per m  tutt'uno. Dove volete che andiamo?
Maria la guard pi sorpresa che mai mentre le faceva quella domanda.
Lady Giovanna abbass in fretta gli occhi, e si mise a guardare con attenzione il programma del teatro dell'opera. Sempre la stessa misera finzione! Sempre l'inutile e crudele dilazione! Non potendo sopportare pi oltre quella situazione, Maria mise le mani nella saccoccia del suo grembiale e ne trasse la lettera di lady Giovanna.
Vostra Signoria vorr ella perdonarmi, cominci con voce tremante, se ritorno sopra un argomento tanto doloroso Io non oso ancora riconoscere...
Malgrado la sua determinazione di parlare francamente, la memoria della passata amorevolezza la vinse; le ultime parole le morirono sulle labbra, e non pot altro che porgere la lettera alla vecchia signora.
Lady Giovanna fece le viste di non vederla; e si mise ad un tratto a riaggiustarsi i braccialetti.
So molto bene quello che non osate riconoscere, scioccherella! sclam. Non osate riconoscere che siete stanca di questa casa noiosa. Mia cara! Son precisamente del vostro parere; sono stanca anch'io di questa nostra magnificenza; mi struggo di vivere in una modesta cameretta, con una serva sola ai miei comandi. Ora vi dir quello che faremo. Andremo prima di tutto a Parigi. Il mio eccellente Migliore, il principe dei corrieri, sar il solo che verr con noi. Ci allogheremo in uno dei quartieri meno eleganti di Parigi. Lo faremo, Graziella, pel gusto di cambiare. Faremo una vita come si dice da zingari. Conosco una infinit di scrittori, di pittori, di commedianti a Parigi, la societ pi allegra del mondo, mia cara, finch non si  stanchi di loro. Pranzeremo alla trattoria, e andremo al teatro in carrozza da nolo. E quando quella vita comincier a divenire monotona (il che non mancher certo di avvenire) apriremo le ali e voleremo in Italia, e cos passeremo l'inverno. Ecco un bel piano di battaglia! Migliore  in citt. Mando a chiamarlo stasera, e domani partiamo.
Maria fece un altro tentativo.
Prego Vostra Signoria di perdonarmi, riprese. Ho alcunch di serio da dire. Ho paura...
Comprendo! Avete paura di attraversare la Manica, e non osate dirlo chiaramente. Poh! Quel tragitto dura due ore; ci chiuderemo in un camerino particolare. Mando a chiamare subito il corriere, per timore che non sia fuori. Suonate il campanello.
Lady Giovanna, io debbo sottomettermi al mio crudele destino. Non posso sperare di associarmi di nuovo a nessun vostro progetto.
Come! Vi fa forse paura la nostra vita da zingari a Parigi? Sentite, Graziella; se vi  una cosa che mi dispiaccia al mondo,  il vedere una testa assennata sopra un corpo di giovane. Non dico altro. Suonate il campanello.
Non  possibile, lady Giovanna! Non vi sono parole per esprimervi quanto mi senta indegna della vostra bont, quanto io ne sia vergognosa.
In parola d'onore, cara, sono d'accordo con voi. Dovete vergognarvi, alla vostra et, di farmi alzare per suonare il campanello.
Lady Giovanna era irremovibile; fece un movimento per alzarsi.
Maria non poteva permettere questo, si alz prima di lady Giovanna, e suon il campanello.
Entr un domestico. Aveva in mano il piccolo vassoio per le lettere, con un biglietto di visita, e un foglio accanto al biglietto, che pareva una lettera aperta.
Sapete dove dimora il mio corriere in Londra? chiese lady Giovanna.
S, milady.
Mandate un lacch a cavallo a cercarlo; ho molta fretta. Il corriere deve essere qui domani mattina senza fallo, per essere a tempo col treno per Parigi. Avete capito?
S, milady.
Che cosa avete l? Qualche cosa per me?
Per la signora Roseberry, milady.
E con queste parole, il domestico present a Maria il biglietto di visita e la lettera aperta.
Quella signora aspetta nella sala da colazione, signorina. Mi ha ingiunto di dirvi che ha tutto il tempo necessario, e che aspetter finch vi sar comodo.
Dopo fatta l'imbasciata il domestico usc dalla stanza.
Maria lesse il nome sul biglietto di visita. La direttrice era giunta! Guard poi la lettera. Sembrava essere una circolare stampata, con alcune linee scritte a matita sulla pagina vuota. Le linee stampate e quelle scritte le ballavano sotto gli occhi. Sent, senza vederli, gli occhi di lady Giovanna che la guardavano attentamente e con sospetto. Coll'arrivo della direttrice era giunto il termine previsto di tutte le crudeli dilazioni, di tutti i sotterfugi per velare la verit.
Una vostra amica, mia cara?
S, lady Giovanna.
La conosco io?
Non credo, lady Giovanna.
Mi sembrate agitata. Forse quella visita vi porta cattive notizie? Posso fare qualche cosa per voi?
Potete aggiungere, signora, a tutte le vostre bont quella di aver compassione di me e perdonarmi.
Aver compassione di voi, e perdonarvi? Non vi comprendo.
Cercher di spiegarmi. Qualunque cosa possiate pensare di me, lady Giovanna, per amor del Cielo non mi crediate una ingrata!
Lady Giovanna fece colla mano cenno a Maria di tacere.
Non mi piacciono le spiegazioni, disse duramente. Nessuno dovrebbe sapere ci meglio di voi. Forse la lettera di quella signora vi spiegher ogni cosa. Perch non l'avete ancora letta?
Sono troppo turbata, signora, come lo avete osservato voi stessa.
Vi rincrescerebbe di dirmi il nome della vostra visitatrice?
No, lady Giovanna.
Allora datemi il suo biglietto di visita.
Maria porse il biglietto della direttrice a lady Giovanna, come avea dato il telegramma ad Orazio.
Lady Giovanna lesse il nome sul biglietto, riflett e decise che era un nome al tutto ignoto per essa, poi guard l'indirizzo: "Ricovero del distretto occidentale. Via Milburn."
Una signora che ha che fare con un Ricovero? disse, parlando fra s;  venuta qui per un convegno, se ben ricordo, quello che ha detto il domestico. Strana ora davvero per venire per una sottoscrizione!
La vecchia signora tacque; corrug la fronte, e il volto prese una espressione severa. Con una parola essa avrebbe potuto portare a termine il colloquio, ma non volle dirla. Fino all'ultimo persistette nell'ignorare la verit! Pose il biglietto sul canap al suo fianco, e addit coll'indice la circolare stampata che Maria aveva in grembo.
Volete leggerla o no? disse.
Maria alz gli occhi, pieni di lagrime, sul viso di lady Giovanna.
Vorrebbe Vostra Signoria leggerla in mia vece? disse, ponendo la lettera della direttrice nella mano di lady Giovanna.
Era una circolare stampata che annunziava un maggiore sviluppo di quello stabilimento di carit. I contribuenti erano informati che era stato deciso di estendere l'asilo e il benefizio dell'istituzione (destinata fino allora alle donne peccatrici soltanto) ai bambini abbandonati e senza mezzi che si trovavano vaganti per le strade. Il numero dei bambini raccolti ed aiutati sarebbe dipeso, naturalmente dalla liberalit degli amici del Ricovero; essendosi calcolata la spesa pel mantenimento di ogni bambino col minor costo possibile. Una nota di persone d'alto grado che avevano accresciuto la loro quota tanto da coprire le spese, ed una breve relazione del progresso gi fatto in questa nuova opera, compivano lo scritto, e terminavano la circolare.
Le linee, a matita, della scrittura della direttrice, erano segnate sul foglio bianco.
Mi dite nella vostra lettera, mia cara, che vi piacerebbe in ricordanza della vostra infanzia di essere occupata tornando da noi a salvare ed educare altri poveri bambini lasciati soli nel mondo. La nostra circolare v'informer che posso compiacervi. La mia prima gita questa sera nel vostro contorno era per prendere una bambina, che ha bisogno delle nostre cure. Mi sono arrischiata a portarla con me, pensando che avrebbe potuto riconciliarvi col mutamento di vita cui andate incontro. Vi aspettiamo entrambe per tornare insieme nell'antico asilo. Vi scrivo questo invece di dirlo, avendo inteso dal domestico che non siete sola, e non volendo incomodare la padrona di casa.
Lady Giovanna lesse le linee tracciate colla matita, come aveva letto lo stampato, ad alta voce. Senza una parola di comento, pose la lettera dove aveva posato il biglietto, poi alzatasi in piedi rimase un momento guardando Maria in silenzio. Il mutamento repentino cagionato dalla lettera, per quanto silenzioso, era terribile a vedersi.
Nella fronte corrugata, negli occhi fiammeggianti, nelle labbra serrate, si vedeva l'amore oltraggiato, l'orgoglio offeso, che diceva chiaramente alla donna caduta: Voi mi avete finalmente scosso.
Se questa lettera non mente, cominci, sembra che stiate per lasciare la mia casa. Non vi pu essere che un motivo per abbracciare questo partito.
 l'unica riparazione che posso fare, Signora.
Avete nel grembo un'altra lettera.  forse la mia?
S.
L'avete letta?
L'ho letta.
Avete veduto Orazio Holmcroft?
S.
Avete detto a Orazio Holmcroft...
Oh, lady Giovanna...
Non m'interrompete. Avete detto a Orazio ci che la mia lettera vi proibiva formalmente di comunicare, sia ad esso, sia a qualunque altra persona? Non voglio n proteste n scuse. Rispondetemi subito; e con una sola parola S, o No!
Neppure quell'altiero linguaggio, neppure quegli accenti senza misericordia poterono soffocare nel cuore di Maria le sacre ricordanze della amorevolezza e dell'amore di prima. Cadde in ginocchio, e colle mani stese tocc la veste di lady Giovanna; ma questa duramente si trasse indietro, ripetendo severamente le sue ultime parole:
S o No?
S.
Finalmente aveva confessato! Per questo scopo lady Giovanna si era abbassata con Graziella Roseberry; aveva offeso Orazio Holmcroft; si era degradata per la prima volta nella sua vita a rigiri e menzogne umilianti. Dopo tutto quello che aveva sagrificato e sofferto, si vedeva Maria ai suoi piedi, che confessava di avere disubbidito ai suoi comandi, straziato i suoi sentimenti, e che stava per abbandonare la sua casa! E chi era la donna che aveva fatto tutto ci? La stessa donna che aveva compito la frode, e che vi aveva persistito finch la sua benefattrice si era abbassata a divenire sua complice. Allora, solo allora, aveva scoperto ad un tratto che il suo pi sacro dovere era di dire la verit!
Con altero silenzio, la gran dama sopport il dolore che la colpiva.
Con altero silenzio volse le spalle alla sua figlia di adozione, e si avvi verso l'uscio.
Maria fece l'ultimo appello all'amica generosa che aveva offesa, alla seconda madre che aveva amata tanto teneramente.
Lady Giovanna! Lady Giovanna! Non mi lasciate senza una parola. Oh! Signora, lasciatevi commovere da me! Sto per tornare ad una esistenza di umiliazione, l'ombra della mia antica degradazione sta per coprirmi di nuovo. Non c'incontreremo mai pi. Ancorch io non l'abbia meritato, fate che il mio pentimento vi parli per me. Dite che mi perdonate!
Lady Giovanna giunta sul limitare dell'uscio, si volse.
Io non perdono mai l'ingratitudine, rispose. Tornate al Ricovero.
L'uscio si aperse e si richiuse dietro la vecchia signora.
Maria era nuovamente sola nella stanza. Senza il perdono di Orazio, senza il perdono di lady Giovanna! Si strinse il capo che le bruciava colle mani, cercando di raccogliere le sue idee. Oh quanto anelava all'aria fresca della notte! all'asilo tranquillo del Ricovero! Sentiva tutto ci, ma non poteva pensare.
Suon il campanello, e poi si ritir tutta vergognosa di aver ci fatto. Aveva essa il diritto di prendersi quella libert? Avrebbe dovuto pensarci prima.
Ma l'abitudine e non altro l'aveva spinta a quell'atto. Quante centinaia di volte non aveva Maria suonato il campanello nel palazzo di Mablethorpe!
Il domestico entr.
Maria gli rivolse la parola tanto timidamente, che quell'uomo rimase meravigliato.
Mi rincresce di disturbarvi. Volete aver la bont di dire a quella signora che sono pronta!
Aspettate prima di fare quest'ambasciata, disse una voce dietro di essi, finch abbia di nuovo suonato il campanello.
Maria si volse tutta sorpresa. Giuliano era rientrato nella biblioteca dalla porta della stanza da pranzo.
...
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...
CAPITOLO 29. L'ultima prova.
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...
Il domestico li lasci insieme. Maria parl per la prima.
Signor Gray! sclam, perch avete ritardato la mia imbasciata? Se sapeste tutto, vedreste che non  una bont quella di trattenermi ancora in questa casa.
Egli si accost alla fanciulla, sorpreso dalle sue parole, turbato dal suo aspetto.
Durante la mia assenza qualcheduno  stato qui? domand.
 stata qui lady Giovanna. Non posso dire altro: ho il cuore spezzato; non ne posso pi, lasciatemi andare!
Per quanto brevemente avesse risposto, Maria ne aveva detto abbastanza. Giuliano conosceva troppo bene il carattere di lady Giovanna per non indovinare quello che era accaduto. Il suo volto mostr chiaramente quanto fosse dispiacente e addolorato.
Avrei voluto essere presente al vostro incontro con mia zia, ed averlo impedito, disse. Credetemi, essa si pentir di tutto ci che pu avervi detto di duro nel primo impeto, quando vi avr riflettuto sopra. Abbiate pazienza, se vi ha reso pi duro ancora il vostro sagrifizio. Mia zia vi ha elevata di pi, vi ha resa ancora pi nobile nella mia stima. Perdonatemi, se vi parlo con questa franchezza. Ma non posso vincermi, sono troppo commosso.
Altre volte Maria avrebbe compreso il significato di quelle parole, e avrebbe prevista la confessione che doveva tener loro dietro. In quel momento essa non capiva, non sentiva pi nulla. Gli porse la mano, con un confuso convincimento ch'egli era pi buono e pi commosso del consueto.
Vi ringrazio per l'ultima volta, disse. Finch avr vita, la mia gratitudine non cesser per voi. Lasciatemi andare; mentre ho ancora un po' di forza, lasciatemi andare!
E si allontan dal giovane, per suonare il campanello. Giuliano la trattenne colla mano, e la avvicin a s.
Pel Ricovero? domand.
S, rispose Maria. Alla mia casa!
Non dite questo! sclam egli. Non posso sentirlo. Non chiamate il Ricovero casa vostra!
E quale altro luogo  casa mia? Dove posso io andare?
Sono venuto per dirvelo. Se vi rammentate, vi dissi che aveva un progetto da proporvi.
Maria sent la calda pressione della mano di Giuliano; vide l'entusiasmo che accendeva i suoi occhi. La sua mente intorpidita cominci a svegliarsi. Un tremito l'assalse sotto l'azione di quella stretta di mano.
Un progetto? ripet Maria. Che cosa avete da propormi?
Lasciate che vi faccia una interrogazione prima. Che cosa avete fatto oggi?
Lo sapete bene: ci che ho fatto  opera vostra, rispose Maria con umilt. Perch ritornarvi sopra?
Vi ritorno per l'ultima volta; vi ritorno per un motivo che comprenderete subito. Avete rotto il vostro impegno; avete rinnegato l'amore di lady Giovanna; avete distrutto tutto il vostro avvenire nel mondo, state per tornare, piena di buona volont, ad una esistenza che voi stessa avete descritta come una vita senza speranza. E tutto ci avete fatto liberamente, mentre la vostra posizione era sicura in questa casa, per amore della verit. Ora ditemi. Una donna che fa un sagrifizio cosifatto non  essa una donna degna di tutta la fiducia, se un uomo pone nelle sue mani il proprio onore e il proprio nome?
Maria finalmente lo comprese. Si allontan da esso con un grido. Rimase colle mani strette, tremante e guardandolo fissamente. Giuliano non le lasci il tempo per riflettere. Le parole gli venivano spontanee senza volerlo quasi e senza sforzo.
Maria, dal primo momento che vi vidi io vi amai! Siete libera; ora posso confessarlo; posso chiedervi se volete essere mia moglie?
Maria si allontan sempre pi dal giovane con un gesto supplichevole della mano.
No! no! sclam. Pensate a quello che dite! Pensate a ci che questo vi costerebbe! Non posso, non debbo accettare.
Il volto di Giuliano si oscur per un timore repentino, e lasci cadere sul petto il capo. La sua voce si fece tanto fioca, che quasi non si poteva pi udire.
Ho dimenticato qualche cosa, disse; me lo avete rammentato.
Vi ho forse offeso? soggiunse Maria accostandosegli.
Giuliano sorrise mestamente.
Mi avete illuminato. Io aveva dimenticato che quantunque io vi amassi, non ne veniva di conseguenza che voi amaste me. Dite che ho ragione, Maria, e io vi lascio.
Una lieve tinta di rossore sal al volto della fanciulla che torn subito pallidissima. Abbass gli occhi timidamente sotto lo sguardo ardente che egli le volgeva.
Come posso dire questo? rispose semplicemente. Qual  la donna che nella mia posizione possa resistere ad un cuore come il vostro?
Giuliano si avanz rapidamente; stese le braccia verso la fanciulla con muta ed infinita gioia. Maria si fece indietro di nuovo con un aspetto che lo atterrirono, un aspetto di disperato dolore.
Sono io degna di essere vostra moglie? domand Maria. Debbo io ricordarvi ci che dovete alla vostra posizione elevata, alla vostra specchiata onest, al vostro nome gi celebre? Pensate a tutto ci che avete fatto per me, e poi riflettete alla mia ingratitudine se accettassi la rovina della vostra vita dando il mio assenso al nostro matrimonio; se io per un sentimento egoistico volessi trascinarvi crudelmente al livello di una donna mia pari!
Io vi sollevo al mio livello sposandovi, rispose egli. Per amor del Cielo rendetemi giustizia! Non mi parlate del mondo e delle sue opinioni. Dipende da voi, da voi sola, tutta la felicit o la sventura della mia vita. Il mondo! Buon Dio! Che cosa pu darmi il mondo in cambio di voi?
Maria giunse le mani in atto supplichevole, mentre le lagrime le scorrevano sulle guancie.
Oh! abbiate piet della mia debolezza! sclam. Voi, il migliore, il pi giusto degli uomini, aiutatemi a compiere con voi questo doloroso dovere!  cosa tanto dura, dopo tutto quello che ho sofferto, quando il cuore anela ad un po' di pace, di felicit, di amore!
Essa si ferm un po' interdetta per le parole che le erano sfuggite.
Ricordatevi il modo in cui mi ha lasciata lady Giovanna! Pensate a tutto quello che vi ho detto della mia vita! Il disprezzo di ogni vostro conoscente vi colpirebbe per colpa mia. No! no! no! Non una parola di pi. Risparmiatemi! Compiangetemi! ma lasciatemi!
Qui le manc la voce; i singhiozzi le impedirono di continuare. Giuliano balz in piedi e la prese nelle braccia. Maria non aveva la forza di resistergli; ma contuttoci non cedeva. Il capo della fanciulla posava sul petto di Giuliano, immobile come quello di un cadavere.
Maria! Amor mio! Andremo via, lasceremo l'Inghilterra, ci ricovreremo in mezzo a nuove genti, in un nuovo mondo, cambier nome, romper qualsiasi relazione con amici, parenti, con tutti. Qualunque cosa, piuttosto che perdervi!
Maria alz lentamente il capo e lo guard!
Egli la rilasci sull'istante, fece un passo indietro come un uomo colpito da un fulmine, e cadde sopra una seggiola. Prima che Maria avesse pronunciata una sola parola, egli le lesse sul volto la sua terribile determinazione: la morte, piuttosto che cedere alla propria debolezza e degradarlo.
Maria rimase in piedi colle mani giunte; col capo sollevato, e i suoi begli occhi velati dalle lagrime. La forte commozione era passata, ed ora una melanconica tranquillit le si leggeva sul volto; una dolce rassegnazione si poteva scorgere nel suono della sua voce. La calma di una martire era la calma con cui disse a Giuliano le sue ultime parole.
Una donna che ha vissuto la mia vita, una donna che ha patito quello che ho patito io, pu amarvi, come vi amo, ma non deve essere vostra moglie. Quel posto  troppo alto per essa. Qualunque altro posto  troppo basso per lei e per voi.
Maria si tacque, e dirigendosi verso il campanello diede il segnale della partenza. Ci fatto, torn indietro e si accost a Giuliano.
Sollev con tenerezza il capo del giovane, e lo strinse un momento al petto. Poi, senza parlare, si chin e tocc la fronte di Giuliano colle labbra.
Tutta la gratitudine onde il suo cuore era compreso e tutto il sacrificio che quello le imponeva, erano espressi in quei due atti, compiuti con tanta modestia e tanta tenerezza. Quando l'ultimo tocco delle dita di Maria lo abbandon, Giuliano diede in uno scoppio di pianto.
Il domestico venne al suono del campanello. Mentre apriva l'uscio, si ud una voce di donna nella sala, che gli diceva:
Lasciate entrare la bambina, io aspetter qui.
La bimba comparve: era la stessa creatura abbandonata, che aveva raccontato a Maria la sua infanzia, il giorno che era a passeggio con Orazio Holmcroft.
Quella bimba non era bella; nessuna aureola romanzesca illuminava l'orrore volgare della sua storia. Entr timorosa nella stanza, guardando stupidamente tutta la magnificenza che la circondava, la figlia delle strade di Londra! la creatura prediletta delle leggi di economia politica! il prodotto selvaggio e terribile di un sistema di governo tarlato di civilt imputridita fino alle viscere!
Lavata e ripulita per la prima volta in sua vita, nutrita sufficientemente pure per la prima volta, vestita un po' pi pulitamente invece dei cenci che la coprivano, la sorella in avversit di Maria si insinu timorosamente sopra il bellissimo tappeto, e si ferm muta dalla maraviglia innanzi ai marmi della mensola; pareva un mucchio di fango in mezzo alla splendidezza di quella stanza.
Maria lasci Giuliano per andare incontro alla bambina. Il cuore della donna anelante nel suo terribile isolamento a qualche cosa che potesse amare senza rimorso, ricevette la reietta delle strade come una consolazione inviatale da Dio. Prese fra le braccia la maravigliata creaturina e nell'angoscia di quel momento: "Dammi un bacio! le disse all'orecchio. Chiamami sorella!" La bimba la guard, stupidamente. Quel nome di sorella non significava per essa se non una bambina maggiore d'et abbastanza forte per picchiarla.
Maria depose la bimba e si volse per dare l'ultima occhiata all'uomo di cui aveva distrutta la felicit.
Egli non s'era mosso. Teneva il capo basso, la faccia nascosta. Maria gli si accost di nuovo.
Gli altri si sono allontanati da me senza una parola affettuosa. Possiate voi perdonarmi!
Giuliano le porse la mano senza alzare il capo. Per quanto dolorosamente ferito egli fosse, la sua generosa natura comprese il patimento di Maria. Devoto a lei fin dal principio, le si conserv devoto fino all'ultimo.
Iddio vi benedica, vi conforti, disse con voce interrotta. La terra non possiede una donna pi nobile di voi.
Maria s'inginocchi e baci la mano amorevole che stringeva la sua per l'ultima volta.
Tutto non termina in questo mondo, disse Maria sotto voce! Poi si alz, e torn verso la bambina; la prese per mano. Cos unite le due cittadine del Regno di Dio, le rejette del Regno dell'Uomo, attraversarono lentamente la stanza, poi l'anticamera, e si dileguarono nel buio della strada. Il rumore fatto dall'uscio di casa che si richiudeva, diede l'ultimo segnale della loro partenza.
Ma l'andazzo regolare della casa inesorabile come la morte continu il suo corso ben ordinato. Quando l'orologio batt l'ora, si sent risuonare il campanello del pranzo. Pass un intervallo di un minuto, che segnava il limite della dilazione. Il maggiordomo comparve sull'uscio della stanza da pranzo.
Il pranzo  in tavola, signore.
Giuliano alz il capo. La stanza vuota gli colp lo sguardo. Alcunch di bianco stava sul tappeto accanto ad esso. Era il fazzoletto di Maria, umido ancora delle sue lagrime. Lo raccolse, e lo strinse sulle labbra. Era questo tutto ci che gli rimaneva della fanciulla! Lo aveva essa abbandonato per sempre! L'innata energia dell'uomo, armata di tutta la potenza del suo amore, lo riaccese di nuovo. No! Finch gli rimaneva un filo di vita, finch aveva l'avvenire dinanzi, vi era ancora speranza di ottenerla!
Si volse al domestico, inquieto di quello che il suo volto tradiva.
Dove  lady Giovanna?
Nella stanza da pranzo, signore.
Giuliano pens un momento. Egli non era riuscito. Per mezzo di chi poteva giungere al cuore di Maria? Mentre si faceva questa domanda, un pensiero gli attravers la mente. Egli scorse la via per arrivarvi; lady Giovanna sola avrebbe potuto persuaderla.
Sua Signoria aspetta, signore.
Giuliano entr nella stanza da pranzo.
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FINE DELLA SECONDA SCENA.
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EPILOGO. che contiene alcuni brani di una corrispondenza fra miss Graziella Roseberry e il signor Orazio Holmcroft.
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 1.
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Orazio Holmcroft a miss Graziella Roseberry.
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"Comincio col ringraziarvi, signorina, della vostra buona lettera, ricevuta ieri col vapore postale del Canad. Credetemi che apprezzo tutta la vostra generosit nel perdonarmi e dimenticare tanto prontamente tutte le durezze che vi dissi quando le arti di una avventuriera mi avevano chiuso gli occhi alla verit. Nella grazia con cui mi avete accordato il vostro perdono riconosco l'innato senso di giustizia di donna bennata. Il sangue e l'educazione non possono mai fallire; io credo in essi, grazie al Cielo, pi fermamente che mai.
"Mi domandate d'informarvi dell'andamento della passione di Giuliano Gray, e della condotta di Maria Merrick verso quel giovane infatuato.
"Se non vi foste compiaciuta di spiegarmi il motivo che a ci vi spinge; sarei forse rimasto sorpreso ricevendo da una signora nella vostra posizione una cosifatta domanda. Ma le ragioni che mi date sono troppo giuste perch'io possa esitare. L'esistenza della Societ, come dite molto assennatamente,  minacciata dalla prevalenza delle idee liberali per tutto il mondo. Possiamo nutrir speranza di premunirci contro gli impostori, interessati ad acquistare una posizione fra le persone della nostra classe, famigliarizzandoci (per quanto ci possa essere ingrato) nelle arti colle quali l'impostura riesce troppo spesso nel suo intento. Se desiderate sapere fin dove pu giungere l'astuzia, a qual punto pu arrivare la credulit, dobbiamo tener d'occhio al modo di procedere (sebbene ci ci inspiri ribrezzo) di una Maria Merrick e di un Giuliano Gray.
"Riprendendo la mia narrazione al punto in cui la lasciai nella mia ultima lettera, mi arrischier a raddrizzare il vostro giudizio sopra un punto solo.
"Certe espressioni sfuggite alla vostra penna mi hanno fatto scorgere che biasimate Giuliano per avere indotto lady Giovanna a visitare il Ricovero, l'indomani del giorno in cui Maria Merrick aveva lasciata la sua casa.
"Questo non  esatto. Giuliano, come vedrete fra poco, ha abbastanza colpe per conto suo, senza dover essere responsabile degli errori di giudizio in cui non ha che fare. Lady Giovanna (come mi disse essa medesima) and al Ricovero di sua spontanea volont, per domandare perdono a Maria Merrick del modo con cui l'aveva trattata il giorno prima.
"Passai una notte cos angosciata, che non vi sono espressioni per poterla descrivere (furono le parole precise di Sua Signoria) pensando a ci che m'aveva fatto dire il mio egoismo e la mia sciocca superbia e ostinatezza.
"Mi sarei messa in ginocchio innanzi a Maria, se mi avesse lasciato fare. Il mio primo momento di felicit fu quando mi promise di venire di tratto in tratto a trovarmi in casa mia."
"Credo che sarete del mio parere dicendo che una stravaganza cosifatta  piuttosto da essere compianta che biasimata. Quanto  doloroso vedere la decadenza delle facolt mentali col crescere degli anni!  una cosa che mi attrista molto il pensare che la povera lady Giovanna non potr durar molto ad amministrare i suoi affari. Quando mi si presenti il destro, voglio delicatamente parlare di ci al suo procuratore.
"Ma mi allontano dal mio argomento. E non  egli strano? Vi scrivo colla stessa confidenza come se fossimo vecchi amici.
"Per tornare a Giuliano Gray, ripeter che sebbene sia innocente della prima visita di lady Giovanna al Ricovero, egli  colpevole di avervela fatta andare la seconda volta il giorno dopo che vi ebbi spedita la mia prima lettera. Lo scopo di questa seconda visita di lady Giovanna non era n pi n meno che quello di perorare la causa di suo nipote come l'umile aspirante alla mano di Maria Merrick. Pensare che la discendente di una delle pi antiche famiglie d'Inghilterra vada a pregare una avventuriera di volere onorare un ecclesiastico della Chiesa d'Inghilterra di divenire sua moglie! In quali tempi viviamo noi! La mia diletta madre vers lagrime di vergogna quando ne fu informata. Come amereste ed ammirereste mia madre, signorina!
"Ero invitato a pranzo al palazzo di Mablethorpe il giorno in cui lady Giovanna era tornata dalla sua degradante visita.
"Ebbene? dissi, naturalmente dopo che il servitore si era ritirato.
"Ebbene, rispose lady Giovanna, Giuliano aveva ragione!
"Ragione di che?
"Dicendo che non v'ha al mondo una donna pi nobile di Maria.
"Lo ha essa di nuovo rifiutato?
"Lo ha rifiutato di nuovo.
"Sia ringraziato Iddio! dissi con calore.
"Lady Giovanna pos il coltello e la forchetta, e mi diede una delle sue occhiate pi fiere.
"Non sar colpa vostra, Orazio, mi disse, se la vostra natura non  capace di comprendere quello che v'ha di grande e di generoso in altre nature molto a voi superiori. Ma il meno che possiate fare  quello di non fidarvi ai vostri apprezzamenti sulla condotta degli altri. In avvenire tenete le vostre opinioni, in questioni che non potete comprendere, modestamente per voi. Vi voglio bene per amore di vostro padre; e considero il meglio che posso la vostra condotta verso Maria Merrick. Per benevolenza per voi la considero come la condotta di uno sciocco. (Le sue precise parole, signorina Roseberry; le sue proprie parole, ve lo assicuro). Ma non stancate troppo la mia indulgenza, non mostrate di credere di nuovo che una donna la quale  abbastanza degna, se morisse questa notte, per andare in Cielo, non  degna di essere la moglie di mio nipote."
"Io vi esposi un po' sopra il mio convincimento, che non son certo se la povera lady Giovanna possa essere in grado di accudire pi a lungo ai suoi affari. Forse mi avete trovato allora troppo precipitato nei miei giudizii. Che cosa ne pensate adesso?
"Naturalmente era inutile replicare seriamente allo strano rimprovero che aveva ricevuto. Inoltre, io era realmente colpito da questo decadimento di principii che derivava troppo chiaramente da un decadimento delle facolt mentali. Feci una risposta conciliante e rispettosa; ed in ricambio ottenni alcuni ragguagli di quello che era seguito al Ricovero. Mia madre e le mie sorelle ne furono stomacate quando li ripetei loro, e credo che proverete lo stesso effetto.
"L'interessante penitente (che si aspettava certo la visita di lady Giovanna) si fece trovare, come era naturale, occupata in un ufficio domestico molto commovente! Aveva in grembo un bambino trovatello addormentato; e stava insegnando l'alfabeto ad una brutta piccola vagabonda, di cui aveva fatto la conoscenza nella strada. Era un tableau vivant preparato con arte per sedurre una vecchia signora, non  vero?
"Comprenderete ci che ebbe luogo, allorch lady Giovanna aperse le sue trattative matrimoniali. Maria Merrick, essendosi perfezionata nella sua parte, non era donna, bisogna renderle giustizia, da non recitarla a dovere. I sentimenti pi generosi sgorgarono dalle sue labbra. Dichiar che la sua vita avvenire sarebbe dedicata ad opere di carit; concretate naturalmente dal piccolo trovatello e dalla brutta ragazzina. Per quanto potesse soffrire personalmente, qualunque potesse essere il sagrifizio dei suoi propri sentimenti (notate con quanto artifizio questo era messo innanzi, per far comprendere che essa era innamorata di Giuliano!), non poteva accettare un onore di cui si sentiva indegna. La sua riconoscenza pel signor Gray e l'interesse che gli portava le impediva di compromettere il brillante avvenire di esso, dando il suo consentimento a una unione che lo avrebbe fatto cadere dalla stima di tutti i suoi amici. Essa, Maria, lo ringraziava (con lagrime); ringrazi lady Giovanna (con maggior copia di lagrime); ma non osava, per interesse di Giuliano o per la sua felicit, accettare la mano che egli le offriva. Dio lo benedica e lo consoli; e Dio aiuti lei a sopportare la sua dura sorte!
"Lo scopo di questa degradante commedia  abbastanza chiaro per me. Essa si tiene indietro (Giuliano, come sapete,  povero), finch gli argomenti persuasivi di lady Giovanna non siano sostenuti dalla borsa della vecchia signora. In una parola per interesse! Ma se non fosse per la profanazione del linguaggio di quella donna e per la credulit di quella povera vecchia dama, credulit veramente degna di compassione, tutta questa faccenda potrebbe essere argomento di una bella farsetta.
"Ma la parte pi dolorosa della storia  quella che vien dopo.
"La risposta della signorina venne a tempo debito comunicata a Giuliano Gray. Egli perdette la testa. Lo credereste? diede su due piedi la sua dimissione come curato! In un tempo in cui la chiesa ove predica ogni domenica  affollata di gente accorsa ad udirlo, quel pazzo chiude l'uscio e se ne va dal pulpito. Anche lady Giovanna non era tanto fuori di s da approvarlo in questa occasione.
"Essa gli fece delle rimostranze, come il resto dei suoi amici. Ma tutto fu inutile! Egli non aveva che una risposta a tutto ci che gli si poteva dire: "La mia carriera  terminata." Che originale!
"Domanderete, naturalmente, che cosa far ora quell'uomo perverso. Io non ho scrupolo a dire che  in procinto di commettere un suicidio. Ma non vi sgomentate! Non si tratta n di pistola, n di corda, n di fiume. Giuliano corteggia la morte, nei limiti voluti dalla legge.
" un linguaggio ben duro questo, lo so. Ma sentirete come stanno i fatti, e giudicherete.
"Avendo abbandonato la sua parrocchia, and subito ad offrire i suoi servigi, come volontario, ad una nuova missione religiosa per le coste occidentali dell'Africa. Le persone che si trovavano alla testa di quella Missione si mostrarono, per fortuna, conscie dei proprii doveri. Avendo espresso il loro convincimento sul valore dell'aiuto di Giuliano in termini molto onorevoli, misero nondimeno per condizione che egli avrebbe dovuto sottostare ad un esame fatto da un medico competente. Dopo alcune esitazioni egli acconsent. Il rapporto del medico fu concludente. Nello stato presente di salute di Giuliano il clima dell'Africa occidentale lo avrebbe ucciso, probabilissimamente, nello spazio di tre mesi.
"Mancato questo tentativo, Giuliano si rivolse ad una Missione di Londra. Qui non si poteva mettere avanti il clima; e qui, mi rincresce il dirlo, egli  riuscito.
"Egli ora  all'opera, cio sta mettendo a repentaglio la sua vita nella Missione a Green Anchor Fields. Il sito cos chiamato  una parte remota di Londra, presso il Tamigi.  infestato a cognizione di tutti dalla razza pi miserabile e degradata di tutta la popolazione della capitale; ed  tanto popolato che  molto difficile potersi riparare da una malattia contagiosa. In quel luogo orribile, e fra genti tanto pericolose, Giuliano  ora occupato dal mattino alla sera. Nessuno dei suoi pi vecchi amici riesce a vederlo. Dacch  andato in quella Missione non  venuto a trovare neppure lady Giovanna.
"Il cmpito  terminato, i fatti vi stanno innanzi. Ho io torto nel credere che l'avvenire  molto buio? Non posso dimenticare che quello sciagurato  stato un tempo mio amico; e davvero non vedo speranza di salvarlo. Essendosi messo spontaneamente in bala di gente rozza e di mali costumi, col pericolo imminente di cadere ammalato, chi pu liberarlo dalla sua terribile posizione? L'unica persona che potrebbe farlo  tale che il suo aiuto sarebbe la sua rovina totale, Maria Merrick. Il Cielo solo sa quali malanni dovr con mio dolore comunicarvi in una mia prossima lettera!
"Siete troppo buona nel domandarmi ragguagli sul mio stato presente e sui miei progetti. Ho molto poco da dirvi su questo particolare. Dopo quello che ho sofferto, dopo aver veduto calpestati i miei sentimenti, tradita la mia fiducia, non sono in grado di determinare quello che far in avvenire. Ritornare alla mia antica professione nell'armata non  pi il mio posto in questi tempi di uguaglianza, quando la persona pi oscura che riesca a prendere un esame pu considerarsi come mio compagno d'armi, e pu un giorno o l'altro divenire mio superiore e comandarmi.
"Se penso alla mia carriera, non vi  che la diplomazia.
"La nascita e la posizione non sono al tutto scomparse come qualit essenziali in quel ramo del pubblico servizio. Ma non ho preso ancora nessuna determinazione.
"Mia madre e le mie sorelle, nel caso che facciate ritorno in Inghilterra, mi incaricano di dirvi che saranno lietissime di fare la vostra conoscenza.
"Esse non possono dimenticare quello che avete sofferto, e un cordiale accoglimento vi aspetta alla vostra prima visita,
"Credetemi intanto, tutto vostro
"ORAZIO HOLMCROFT."
...
 2.
...
 Miss Graziella Roseberry al signor Orazio Holmcroft.
"Mio caro signor Holmcroft,
"Prendo alcuni momenti dalle mie altre occupazioni per ringraziarvi della vostra interessantissima e deliziosa lettera. Come descrivete bene, come sono giusti i vostri apprezzamenti! Se la letteratura fosse una professione pi elevata, vi darei il consiglio di... ma no! Se entraste nella letteratura, come potreste associarvi colle persone che probabilmente incontrereste?
"Per dirvela in confidenza, ho sempre creduto che Giuliano Gray fosse un originale. Non dir che ha giustificato la mia opinione; dir solo che lo compiango. Ma, caro signor Holmcroft, come potete voi, col vostro sano giudizio, porre la dolorosa alternativa in cui egli ora si trova allo stesso livello? Fra il morire a Green Anchor Fields, o cadere nelle unghie di quella donna miserabile...  forse possibile il dilemma? Meglio mille volte morire al posto del dovere, che sposare Maria Merrick.
"Siccome ho scritto il nome di quella indegna, posso aggiungere, tanto per finirla pi presto con questo argomento, che aspetto con molta ansiet la vostra prossima lettera. Non crediate che io senta la pi piccola curiosit per una donna tanto abbietta e falsa. Il mio interesse  puramente religioso. Alle persone che hanno come me l'anima assorta nella contemplazione delle cose celesti, essa  un terribile avvertimento. Quando io sento il demonio vicino a me, sar una grazia speciale pensare a Maria Merrick!
"Povera lady Giovanna! Ebbi anch'io occasione di osservare i segni di decadenza nelle facolt mentali di cui mi parlate, nell'ultimo colloquio che ebbi con essa nel suo palazzo. Se vi si presenta il destro, vogliate dirle che le desidero ogni bene in questa vita e nell'altra; e aggiungete pure che non la dimenticher nelle mie preghiere.
" molto possibile che io venga a fare un giro in Inghilterra verso la fine dell'autunno. La mia posizione  mutata, dacch vi scrissi l'ultima mia lettera. Sono stata accettata come leggitrice da una signora, moglie di uno dei nostri magistrati pi importanti in queste parti. Io non mi curo gran che del marito;  uno di quegli uomini che si sogliono chiamare: figli delle loro opere.
"Sua moglie  una persona distinta; oltre ad avere gusti molto elevati,  di gran lunga superiore a suo marito, come capirete quando vi dir che  parente dei Gommery di Pommery; non dei Pommery di Gommery, i quali, come saprete (conoscendo certo la genealogia delle nostre antiche famiglie), sono alleati soltanto col ramo cadetto di quell'antica schiatta. Nella compagnia elegante e piacevole nella quale mi trovo, sarei al tutto felice anche per un altro motivo. Il clima del Canad non  favorevole alla mia buona protettrice; e i suoi medici la consigliano a passare l'inverno a Londra. In questo caso avr il bene di accompagnarla.  egli necessario dire che la mia prima visita sar per la vostra famiglia? Io mi sento gi stretta di amicizia per vostra madre e per le vostre sorelle. Vi  una sorta di framassoneria fra gentildonne, non  egli vero? Vi prego di molte cose per le vostre signore, e accettate i miei ringraziamenti anticipati per la vostra futura lettera. Credetemi, caro signor Holmcroft,
"Vostra affez.a
"GRAZIELLA ROSEBERRY."
...
 3.
...
 Orazio Holmcroft a miss Graziella Roseberry.
"Mia cara signorina,
"Vi prego di perdonarmi il mio lungo silenzio.
"Ho aspettato un certo tempo, sperando di potervi finalmente mandare qualche buona notizia; ma mi accorgo che  inutile aspettare pi a lungo. Le mie previsioni pi dolorose si sono avverate: il mio dovere mi obbliga a scrivervi cose che vi recheranno sorpresa e indignazione.
"Lasciate che vi descriva gli avvenimenti nell'ordine in cui ebbero luogo. In tal modo posso sperare di prepararvi gradatamente a ci che avrete da udire.
"Tre settimane circa dopo che vi scrissi la mia ultima lettera, Giuliano Gray pag la pena della sua sventurata condotta. Non voglio dire che egli avesse avuto da patire una qualche violenza dalle persone in mezzo alle quali si era avventurato. Al contrario, egli era riuscito, per quanto ci sembri incredibile, a fare una impressione favorevole sugli animi dei birbanti di cui era contornato. A quanto intesi, cominciarono a rispettarlo pel coraggio dimostrato nel mettersi solo in mezzo di loro; e terminarono per trovare che egli era veramente desideroso di promuovere il loro miglioramento. Ma cadde vittima dell'altro pericolo di cui vi parlava nella mia ultima lettera, il pericolo di cadere ammalato. Non molto dopo aver cominciate le sue occupazioni in quel sito comparve una epidemia di febbri.
"Non fummo informati della malattia di Giuliano se non quando era troppo tardi per poterlo trasportar dalla stanza che occupava in quel luogo. Presi informazioni personalmente appena avemmo notizie di quel fatto. Il medico curante non volle rispondere della sua vita.
"In questo stato di cose, la povera lady Giovanna, sempre di primo impeto e sragionevole, insistette per lasciare il suo palazzo, e andare a dimorare con suo nipote.
"Trovando impossibile persuaderla della pazzia che faceva abbandonando alla sua et la sua casa e i suoi comodi, mi credetti in dovere di accompagnarla. Trovammo da alloggiarci alla meglio in una locanda sulle sponde del fiume frequentata principalmente da capitani mercantili e viaggiatori di commercio. Presi sopra di me di cercare il migliore medico possibile; gl'insani pregiudizii di lady Giovanna contro i medici fecero s che lasci a me questo importantissimo ufficio da compiere.
" inutile tediarvi entrando in particolari intorno alla malattia di Giuliano.
"La febbre fece il suo corso, ed era caratterizzata dai consueti intervalli di delirio, e di esaurimento. Ma certi particolari, i quali disgraziatamente  necessario che vi dica, non mi permettono di lasciare in disparte questo penoso argomento. Sar pi breve che mi sar possibile. In altri casi, a quanto mi dicono, i vaneggiamenti delle persone colpite dalla febbre presentano una certa variet di forme. Nel caso di Giuliano si limitavano ad un solo soggetto. Parlava incessantemente di Maria Merrick. La preghiera costante che egli indirizzava al medico e a quelli che lo contornavano era di mandarla a cercare per accudirlo. Giorno e notte quel pensiero gli stava fitto nella mente, e quel nome sulle labbra.
"Naturalmente i medici chiesero conto di questa persona assente. Io fui obbligato di confidar loro chiaramente lo stato delle cose.
"Il medico eminente che aveva chiamato per dirigere la cura, si condusse molto a dovere. Sebbene venuto dalla classe pi infima della societ, egli ha, cosa ben strana, gl'istinti di un gentiluomo. Comprese a meraviglia la nostra posizione imbarazzata, e sent tutta l'importanza che vi era ad impedire che una creatura come Maria Merrick si accostasse a quel letto. Prescrisse un calmante, e vi assicuro che questo fu tutto quello che fece in quel frangente. Ma il medico locale, giovane, e, a quanto pare, radicale rosso, si mostr pi ostinato, e, considerata la sua posizione, anche ben insolente.
 "Io non ho nulla da fare col carattere di quella signora, n colle vostre opinioni sul conto suo, mi disse; non debbo altro che mostrarvi il mezzo migliore, almeno questo  il mio parere, per salvare la vita all'ammalato. La nostr'arte non ha pi nulla da fare. Mandate a chiamare Maria Merrick, senza badare a quello che  o a quello che  stata. Non vi  pi che una probabilit, specialmente se  una donna di cuore e buona infermiera, ed  che egli si calmi e possa riconoscerla. In quel caso solo  probabile che guarisca. Se persistete a non cedere alle sue preghiere, se lasciate che il delirio continui per altre ventiquattr'ore, egli  un uomo morto.
"Disgraziatamente lady Giovanna era presente quando il medico espresse questa sua impudente opinione accanto al letto di Giuliano.
"Ho io bisogno di dirvi che cosa avvenne? Posta nella necessit di decidere fra l'opinione del medico che guadagna cento mila franchi all'anno, e che  certo di divenire in breve baronetto, e quella di un oscuro praticante nel pi estremo distretto di Londra, che non guadagna dieci mila franchi all'anno,  facile immaginare quale fosse la decisione di Sua Signoria. Voi la conoscete; e v'immaginerete che non fece altro che visitare per la terza volta il Ricovero.
"Due ore dopo, vi do la mia parola d'onore che non esagero, Maria Merrick era al capezzale di Giuliano.
"Naturalmente, la scusa fu che il suo dovere era quello di non badare ai proprii scrupoli, quando un medico aveva dichiarato che essa avrebbe potuto salvare la vita dell'ammalato. Non vi sorprenderete sentendo che in quel punto mi ritirai da quel luogo. Il medico di Londra segu il mio esempio, dopo aver scritto un'altra pozione calmante, ed essere stato insultato rozzamente dal medico locale, il quale rifiut di amministrarla. Tornai indietro nella carrozza del medico. Egli mi parl in modo molto dignitoso e secondo il nostro modo di sentire. Senza dare un parere ben positivo, mi accorsi che non sperava pi che Giuliano potesse guarire.
"Siamo nelle mani della Provvidenza, signor Holmcroft, mi disse lasciandomi sull'uscio di casa di mia madre.
"Non ho quasi cuore di andare avanti. Se badassi a me, credo che mi arresterei a questo punto.
" meglio abbreviare per finirla. Dopo due o tre giorni ebbi nuove del malato e della sua infermiera. Lady Giovanna mi disse che egli l'aveva riconosciuta. Quando ebbi udito questo, mi preparai a quello che doveva accadere. Le seconde notizie furono che stava riprendendo le forze, e le ultime che era fuori di pericolo. Dopo ci, lady Giovanna torn al suo palazzo. Andai a farle una visita una settimana fa, e seppi che era stato portato a cambiar aria in un paese marittimo. Vi ritornai ieri, e ricevetti l'ultima informazione dalle labbra di Sua Signoria. La mia penna stenta a scriverlo. Maria Merrick ha acconsentito a sposarlo!
" questo un oltraggio alla Societ; mia madre e le mie sorelle la pensano cos; e voi pure sarete della stessa opinione. Mia madre ha cancellato essa stessa il nome di Giuliano dalla lista dei suoi invitati. I domestici hanno ordine di rispondere qualora venga:
"Nessuno  in casa."
"Sono pur troppo ben certo, se vi scrivo che questo matrimonio  cosa ormai inevitabile. Lady Giovanna giunse al punto di mostrarmi le lettere che ricevette da loro, una di Giuliano, e l'altra da quella donna. Figuratevi Maria Merrick in corrispondenza con lady Giovanna Roy! e dicendo: "Mia cara lady Giovanna," e firmando: "Vostra affezionatissima!"
"Non ebbi la pazienza di legger molto di quelle lettere. Le idee di Giuliano sono quelle di un socialista; secondo me, il suo vescovo dovrebbe esserne avvertito. In quanto a lei, rappresenta la sua parte colla stessa abilit con cui la rappresentava colle parole. "Non posso nascondermi che ho torto di cedere... Dolorose previsioni mi invadono la mente quando penso all'avvenire..." "Sento che la prima occhiata di disprezzo che venga data a mio marito, distrugger la mia felicit, anche se egli non ne sentir dolore..." "Finch era lontana da esso, io poteva governare la mia debolezza; poteva accettare il mio duro cmpito. Ma ora come posso io resistergli, dopo aver vegliato per tanto tempo al capezzale, dopo aver veduto il suo primo sorriso, aver udito le sue prime parole di ringraziamento quando lo aiutava a ritornare lentamente in vita?"
"Ecco il tenore di quelle lunghe e fitte pagine, piene di nauseante umilt e sentimentalismo!  sufficiente per far disprezzare tutte le donne. Ma grazie al Cielo, ho un contrasto vicino che mi rammenta ci che  dovuto alle poche migliori che si trovano in questo sesso.
"Mi pare che mia madre e le mie sorelle mi divengano sempre pi preziose. Posso io soggiungere, per parlar di consolazione, che apprezzo con quasi eguale gratitudine il bene di poter essere in corrispondenza con voi?
"Addio, per ora. Sono troppo scosso nelle mie pi care convinzioni, sono troppo sconfortato e abbattuto, per scrivere pi oltre. Vi auguro mille felicit, mia cara signorina, finch abbia il bene di rivedervi.
"Vostro affez.
"ORAZIO HOLMCROFT."
...
 4.
...
 Primo estratto.
...
"...Un mese  trascorso dacch siamo maritati! Non posso dire altro, se non che tornerei a soffrire tutto quello che ho sofferto per vivere di nuovo questo mese. Io non sapeva finora che cosa fosse l'esser felice. E, meglio ancora, ho persuaso Maria che questo  tutta opera sua. Ho distrutto tutti i suoi terrori, ed  obbligata a sottomettersi all'evidenza, e riconoscere che lei sola poteva rendermi felice.
"Torniamo a Londra domani. Maria  dispiacente di lasciare la quiete di questa recondita dimora sulla spiaggia del mare, teme i mutamenti. Per me non me ne do pensiero. In qualunque luogo vada, purch abbia mia moglie meco, del resto non mi curo."
...
 Secondo estratto.
...
"La prima nube ha fatto la sua comparsa. Entrai stamane improvvisamente in camera nostra, e la trovai tutta in lagrime. Molto difficilmente potei persuaderla a dirmi che cosa l'affliggeva in quel modo. Vi possono forse esser limiti ai mali che pu recare la lingua di una donna sciocca? La mia padrona di casa  una donna di tal fatta. Non avendo ancora ben determinato quello che avremmo fatto in avvenire, tornammo, molto a proposito, come i fatti lo hanno dimostrato, nelle stanze ammobigliate ove dimorava a Londra quando era ancora scapolo. Vi erano ancora per mio conto sei settimane, e Maria non ha voluto farmi fare una spesa inutile coll'andare in un albergo. Questa mattina a colazione, mi rallegrava sbadatamente con me stesso, in presenza di mia moglie, avendo trovato che una raccolta di lettere accumulatesi durante la mia assenza era meno copiosa del solito. Terminata la colazione, uscii per qualche faccenda. Impensierita, poveretta, di ogni mutamento che possa seguire nel piccolo mondo che mi circonda, e che possa aver rapporto col nostro matrimonio, Maria interrog la padrona di casa, in mia assenza, intorno alla diminuzione nel numero dei miei visitatori, e dei miei corrispondenti. Quella donna colse al volo l'occasione di menar la lingua su me e sui miei affari, e mia moglie comprese agevolmente dai suoi discorsi il significato di questo mutamento. Il mio matrimonio aveva fatto prendere a certi savi capi di famiglia la determinazione di smettere i loro rapporti sociali con me. Sfortunatamente, i fatti parlano chiaro. Persone, le quali, negli anni trascorsi, solevano visitarmi e invitarmi, o che, in caso di assenza, solevano scrivermi sovente, si sono astenute con una notevole unanimit dal visitarmi, invitarmi e scrivermi.
"Sarebbe stata una perdita di tempo al tutto inutile, per non dire un segno di sfiducia verso mia moglie, se avessi tentato di aggiustarla contrastando la conclusione di Maria. Cercai di tranquillarla persuadendola che io non sentiva ombra di dispiacere o di umiliazione per questo fatto. In tal modo sono riuscito, fino a un certo punto, a rasserenare la mia povera diletta Maria. Ma la ferita  fatta ed  molto dolente. Non vi  da nascondersi questo effetto e debbo affrontarlo con coraggio.
"Per quanto questo incidente per me sia al tutto insignificante, mi ha gi determinato a prendere un partito. Pensando al mio avvenire, sono ora risoluto a operare secondo le mie convinzioni, invece di rivolgermi per consiglio a cosifatti amici come quelli che mi rimangono ancora.
"La maggior parte dei miei successi  stata acquistata sul pulpito. Io sono ci che si dice ordinariamente un predicatore popolare; ma non ho mai provato dentro di me nessuna soddisfazione di questa mia celebrit, o nessun rispetto straordinario dei mezzi coi quali l'ho acquistata. In primo luogo, ho un'idea molto bassa dell'importanza dell'arte oratoria come mezzo di miglioramento.
"Non v'ha nessuna altra arte in cui siano tante probabilit di buon successo; non vi  nessuna altra arte in cui tante cose che sono al tutto superficiali passino abitualmente per pensieri acuti e profondi. Poi, quali sono gli effetti che produce? Consideriamo il caso mio. Quanto sovente, per esempio, non ho io tuonato con tutto il cuore e l'anima contro l'attuale stravaganza di vestiario nelle donne! contro i loro finti capelli, e le loro nauseanti polveri e pitture! Quanto sovente, per prendere un altro esempio, non ho io accusato l'indole mercenaria del secolo, le consuete corruzioni e disonest commerciali, in alto e in basso! Che cosa ho fatto di bene? Ho fatto piacere a quelle stesse persone che io voleva colpire. "Che bella predica! Pi eloquente che mai! Aveva sempre paura di sentire una predica in quell'altra chiesa, ma sapete che ora l'attendo con ansiet!"
"Questo  l'effetto che produco la domenica. Il luned le donne sono in giro dalle sarte e dalle modiste per spendere pi danaro che possono; i commercianti sono affaccendati pi che mai a guadagnar danaro in qualunque modo possibile, mentre il mio droghiere, che  pieno di ammirazione per me, quando metto il camice la domenica, si rialza le maniche i giorni di lavoro e adultera allegramente lo zucchero del suo prediletto predicatore!
"Sovente, negli anni trascorsi, ho sentito parecchie volte queste idee sorgermi nella mente e ho provato il desiderio di abbandonare questa carriera. Esse mi stavano amaramente innanzi agli occhi quando diedi le dimissioni alla mia parrocchia, ed ora hanno sopra di me un'azione ancora pi forte.
"Sono stanco della riputazione ottenuta senza fatica sul pulpito. Sono stanco della societ come la trovo in questo momento. Ho sentito un po' di rispetto per me, e un po' di cuore e di speranza nell'opera mia, quando mi trovava in mezzo ai miserabili di Green Anchor Fields. Ma non posso e non debbo tornare col; non ho diritto, ora, di mettere a repentaglio la mia salute e la mia vita. Debbo tornare alle mie prediche, o abbandonare l'Inghilterra. Fra un popolo primitivo, lontano dalle citt, nel lontano e fertile Occidente del grande continente americano, posso vivere felice con mia moglie, e fare un po' di bene al mio prossimo; sar certo di sopperire ai nostri bisogni colla modesta fortuna che posseggo e che qui mi  quasi inutile.
"Nella esistenza che mi figuro col pensiero, veggo amore, pace, salute, doveri ed occupazioni degni di un cristiano. Che cosa mi aspetta, se prendo consiglio dai miei amici e rimango qui? Lavoro di cui sono ristucco, perch da lungo tempo ho cessato di stimarlo; malignit meschine che mi colpiranno passando per mia moglie, e la umilieranno qualunque cosa essa possa fare. Se non avessi da pensare che a me, potrei sfidare tutta la malignit del mondo. Ma ho Maria da difendere; Maria che amo pi della mia stessa vita!
"Le donne vivono, poverette, delle opinioni degli altri. Ho gi avuto un avvertimento di quello che mia moglie avrebbe da soffrire per l'opera de' miei "amici." Iddio mi perdoni di adoperar cos questa parola! Dovr io deliberatamente esporla a nuove mortificazioni? e questo per amore di una carriera di cui non apprezzo pi le ricompense e gli effetti? No! Saremo entrambi felici, saremo liberi! Dio  misericordioso; la Natura  buona; l'amore  caldo e fedele tanto nel continente nuovo, quanto nell'antico. Andremo in America!"
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 Terzo estratto.
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"Non so se ho fatto bene o male. Ieri parlai con lady Giovanna dell'accoglimento ricevuto al mio ritorno in Londra, e del senso di dolore provato per questo da mia moglie.
"Mia zia considera questo fatto dal suo punto di vista particolare, e naturalmente lo spiega a modo suo. Voi non avete mai compreso n comprenderete mai la societ, Giuliano, disse Sua Signoria. Quei poveri stupidi non sanno quello che si fanno. Aspettano che una persona distinta dica loro se debbono o no riconoscere il vostro matrimonio. Per parlar chiaro, aspettano di essere guidati da me. Considerate la cosa come fatta. Io li guider. Io credei che mia zia scherzasse. Ma il fatto di oggi mi ha dimostrato che parla terribilmente sul serio. Lady Giovanna ha mandato gli inviti per un gran ballo come suol darne ogni anno al palazzo di Mablethorpe; e ha fatto dire ovunque che lo scopo della festa era di celebrare le nozze del signor Giuliano Gray!
"Dapprima rifiutai di essere presente. Con mia meraviglia, per, Maria  del parere di mia zia. Essa mi ha mostrato tutto quello che dobbiamo a lady Giovanna; e mi ha persuaso a mutar pensiero. Andremo al ballo, per espresso desiderio di mia moglie!
"Il motivo di ci, a quanto mi pare,  che la mia povera diletta  sempre segretamente sotto l'azione del pensiero che il mio matrimonio mi ha fatto danno nella stima generale. Essa soffrir tutto, andr incontro a qualunque cosa, creder ci che le si far credere, per liberarsi da quel pensiero molesto. Lady Giovanna predice un trionfo sulla societ, e la disperazione di mia moglie non il suo convincimento accetta la profezia. In quanto a me, sono preparato all'esito di questo tentativo. Finir colla nostra partenza per l'America, andando a provare la Societ nella sua infanzia, fra le foreste e le pianure. Mi preparer tranquillamente alla partenza, e dir quello che ho fatto a tempo debito, cio, terminato il ballo."
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 Quarto estratto.
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"Ho incontrato la persona pi acconcia pel mio progetto, un amico di collegio, ora socio di una casa di armatori, che hanno molti rapporti colla emigrazione.
"Una delle loro navi fa vela per l'America, dal porto di Londra, fra quindici giorni, toccando Plymouth. Per una fortunata combinazione, il ballo di lady Giovanna ha luogo fra due settimane. Vedo ci che debbo fare.
"Aiutato dall'amico mio, ho fatto pratiche per un camerino pagando un piccolo deposito. Se il ballo finisce (come credo) con nuove umiliazioni per Maria, perch per me li sfido a umiliarmi, non ho che da mandare un telegramma e prendo la nave a Plymouth.
"So bene quello che accadr quando dar avviso a Maria di ci che ho fatto; ma sono preparato ed ho il mio rimedio. Le pagine del mio diario, scritte alcuni anni or sono, le mostreranno chiaramente che non  essa che mi trascina via dall'Inghilterra. Vedr il desiderio che ho sempre avuto di un altro lavoro, di altre scene, che si svelava continuamente, molto prima del tempo in cui c'incontrammo per la prima volta."
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 Quinto estratto.
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"La veste da ballo di Maria, dono della buona lady Giovanna,  terminata. Mi fu permesso di vedere la prima prova, o la mostra preliminare di quell'opera di arte. Non m'intendo affatto dei meriti della seta e dei pizzi; ma quello che mi pare,  che mia moglie sar la pi bella donna del ballo.
"Lo stesso giorno andai a fare una visita a lady Giovanna per ringraziarla, e mi trovai in faccia ad una nuova rivelazione della originalit di carattere della mia buona vecchia zia.
"Quando entrai nella stanza, stava per lacerare una lettera. Vedendomi si arrest e me la porse. Era il carattere di Maria. Lady Giovanna mi addit un brano dell'ultima pagina.
"Dite a vostra moglie, con tanti affettuosi saluti, disse, che sono pi ostinata di essa. Non voglio assolutamente leggere le sue lettere, non voglio assolutamente ascoltarla, ogni qualvolta ritorni su quel tale argomento. Ora rendetemi la lettera! Io gliela diedi, ed essa la lacer sotto i miei occhi. L'argomento che Maria non deve toccare,  ancora la sostituzione di Graziella Roseberry! Non si poteva per presentarlo con maggiore naturalezza e delicatezza di quello che lo aveva fatto Maria in quelle brevi parole. Ma non importa.  bastato averne letto una linea. Lady Giovanna ha chiuso gli occhi e ha distrutto la lettera. Lady Giovanna vivr e morr ignorando assolutamente la vera storia di Maria Merrick. Che sorta di esseri non siamo mai! Vi  forse da meravigliarsi se non ci intendiamo fra noi?
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 Ultimo estratto.
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"Il mattino dopo il ballo.
" terminata ogni cosa. La societ ha dato torto a lady Giovanna. Non ho n voglia n pazienza di scriverlo distesamente. Partiamo per Plymouth col treno del pomeriggio.
"Siamo giunti al ballo un po' tardi. Le sale, magnificamente addobbate, erano affollate di gente. Mentre le attraversava con mia moglie, essa mi fece osservare una circostanza alla quale non aveva badato.
"Giuliano, mi disse, guardate le signore, e ditemi se non vedete alcunch di singolare! Mentre mi guardava attorno, l'orchestra cominci a suonare un valzer. Notai che poche coppie ci passavano vicine per andare nella sala da ballo, e di queste poche, pochissime erano di persone giovani.
"Alla fine la verit venne in chiaro. Tranne alcune eccezioni (tanto rare da render pi forte la regola), non vi erano fanciulle al ballo di lady Giovanna. Condussi Maria nella sala di ricevimento. Il volto di lady Giovanna mostrava che si era accorta di quanto era seguito. Gli invitati continuavano a giungere. Ricevemmo uomini colle loro mogli, uomini colle loro madri, uomini colle loro nonne; ma, invece delle loro figlie ancor da marito, ci presentarono scuse elaborate con una svergognata cortesia meravigliosa a vedere.
"S! Questo  il modo con cui le dame dell'alta societ hanno superata la difficolt d'incontrare la signora Gray in casa di lady Giovanna.
"Bisogna che renda giustizia a tutti. Le signore che erano presenti mostrarono il rispetto dovuto alla loro ospite. Fecero il loro dovere, no; sarebbe pi giusto dire che lo esagerarono.
"Non aveva davvero un'idea ben esatta della volgarit e della rozzezza che in questi ultimi tempi si sono infiltrate nella societ, finch non ebbi veduto l'accoglimento fatto a mia moglie. I giorni del pregiudizio e della falsa modestia sono passati. L'amabilit e la liberalit eccessiva sono i modi prediletti della presente generazione. Vedere le signore mostrare la loro liberale dimenticanza delle sventure di mia moglie, e gli uomini essere tanto premurosi di incoraggiare il marito; udire le stesse frasi ripetute in ogni stanza: Sono cos lieta di far la vostra conoscenza, signora Gray; sono tanto riconoscente a lady Giovanna per avermene offerto l'occasione!"
Giuliano, brigante, che bella creatura! V'invidio, sul mio onore, v'invidio!
"Ricevere questa sorta di complimenti, resi ancora pi espressivi da strette di mano dagli uomini, da baci dati dalle donne a mia moglie, e poi guardarsi intorno e vedere che neppure un terzo di quelle stesse persone non hanno condotto le loro figliuole fanciulle in quel ballo, era, a quanto mi pare, uno spettacolo molto basso che mi presentava la societ moderna. Il nuovo continente pu avere in serbo per noi molti sconforti, ma non  possibile che ci presenti uno spettacolo pi abbietto di quello di cui sono stato testimonio al ballo di mia zia.
"Lady Giovanna mostr di aver compresa la condotta dei suoi invitati, lasciandoli soli. I suoi ospiti rimasero, tuttavia, e cenarono copiosamente e con buon appetito Tutti sapevano per esperienza che le vivande e i vini di lady Giovanna erano di prima qualit, e che non c'era mai nulla di stanto nei piatti e niente vini economici a Mablethorpe House. Bevvero fino alla fine le bottiglie, e mangiarono fino all'ultimo tartufo nel piatto.
"Maria ed io abbiamo avuto un colloquio con mia zia al piano di sopra prima di partire. Io ritenni necessario esprimere chiaramente il mio proposito di lasciare l'Inghilterra. La scena che segu fu cos dolorosa che non voglio riviverla descrivendola su queste pagine. Mia moglie si  rassegnata alla nostra partenza; e Lady Giovanna ci ha accompagnato fino a Plymouth questa fu la conclusione. Non ci sono parole che possono esprimere il mio senso di sollievo, ora che  tutto risolto. Il dolore che porter via con me dalle coste dell'Inghilterra sar il dolore della separazione dalla cara e affettuosa Lady Giovanna. Alla sua et  un addio per la vita.
"Cos si chiude il legame con il mio paese. Mentre ho Maria al mio fianco, affronto il futuro sconosciuto, sicuro che la mia felicit mi seguir in qualsiasi posto andr. Troveremo cinquecento avventurieri come noi, quando ci uniremo alla nave degli emigranti, per i quali la loro terra natale non ha n un lavoro n una casa. Signori del Dipartimento di Statistica, aggiungete altri due al numero di fallimenti sociali prodotti dall'Inghilterra nell'anno di nostro Signore milleottocentosettantuno: Giuliano Gray e Maria Merrick".
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FINE.